…e se andassimo a Zagabria?

Zagabria non è una meta turistica. E nemmeno io avevo previsto di andarci. Ma durante il nostro primo girovagare in Croazia io ed Enrico ci siamo imbattuti in una giornata senza sole. Dopo esserci affacciati dalla camera dell’albergo dove pernottavamo ad Opatija, abbiamo capito subito che non saremo potuti  andare alla ricerca di una spiaggia…ma poteva essere la giornata giusta per visitare il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice.

Come si preannunciava la giornata-veduta dalla nostra camera del GHA di Opatija

Sicchè ci siamo messi in macchina, puntando verso l’entroterra croato. La situazione metrologica ha iniziato a peggiorare…noi eravamo in autostrada e non sapevamo cosa decidere…per visitare Plitvice il sole non serve…ma con la pioggia a catinelle non è proprio possibile! Ad un certo punto abbiamo visto un cartello che mostrava la distanza da Zagabria (saranno stati un centinaio di chilometri). Ed è scattata la mia proposta: “…e se andassimo a Zagabria?” Proposta accettata. D’altra parte non è che ci fossero grandi alternative! Da buona secchiona trovata impreparata, mentre Enrico guidava io mi sono messa a leggere cosa dicevano di Zagabria le nostre guide (guai partire con una sola…il raffronto è necessario!!)…e prima di arrivare a destinazione abbiamo scoperto che quella che ci aspettava era una città mitteleuropea, culturalmente giovane, direi quasi “frizzante”. Parcheggiare vicino al centro (zona dei musei)  è stato piuttosto facile. Inoltre, aveva smesso di piovere e, cartina alla mano, ci siamo messi subito in cammino. A Zagabria ci sono molti musei, in gran parte raccolti in una bella zona verdeggiante. Alcuni di essi, oltre a trovarsi in edifici architettonicamente molto belli, penso pure che siano interessanti, ma, per avere un’idea più completa possibile della città, abbiamo rinunciato a visitarli…rimandando questo ad una prossima gita…

La zona dei musei

La cosa che ci ha subito colpito è stata la quantità di persone, specialmente giovani, sedute ai tavolini dei caffè. Tutti con la tazza di cappuccino davanti. Ci è venuto voglia di berne uno anche a noi. Siamo entrati in un bar e, al bancone, abbiamo l’abbiamo ordinato. NO. Ci è stato detto di metterci seduti, che poi sarebbero venuti a prendere l’ordinazione. Abbiamo eseguito l’ordine ed aspettato. Passati dieci minuti, nessuno era venuto a chiederci nulla…che bello…a Zagabria puoi occupare il tavolino di un bar per mezza giornata pagando solo il costo di un cappuccino!! Ma noi non siamo venuti fino a Zagabria per stare ad un tavolino a veder passare la gente…la mossa è stata istintiva: ci siamo alzati ed abbiamo proseguito la nostra visita.

Prossima tappa: la piazza del mercato. Lì ci è sembrato di tornare indietro col tempo…di aver messo un rewind di una cinquantina d’anni rispetto all’Italia…penso che la prossima foto possa spiegare più delle mie parole…

Acquisti al mercato di Zagabria

Dal mercato abbiamo preso in direzione cattedrale. La strada iniziava a salire: stavamo andando verso la “città alta”, dove, oltre al duomo, abnioamo ammirato anche la chiesa di San Marco, con il tetto colorato e il palazzo del parlamento…Ma la fame aveva iniziato a farsi sentire e abbiamo deciso di riscendere verso l’ariosa Trg ban Jelacic, la piazza principale della città, crocevia di auto, tram e pedoni, alla ricerca di un posto dove mangiare.

Trg ban J. Jelačić

Ci siamo fermati “da Boban“, nel ristornate di proprietà del famoso calciatore, caldeggiato dalle guide in nostro possesso. Per noi italiani, i prezzi sono piuttosto bassi, il cibo ottimo, l’ambiente bellissimo e la frequentazione di alto livello (a parte noi). Lo consigliamo vivamente…anche agli interisti!! Nel pomeriggio abbiamo continuato a girare per la “città bassa”, un pò senza meta, facendo shopping ed osservando le persone e la vita di questa movimentata città.

Ma è giunto il momento di ripartire, con già la voglia di ritornare.

Settembre ad Ischia: una settimana low cost

Ischia è senza dubbio una meta molto attraente, associata al relax, alle terme, ad una vacanza all’insegna dell’ozio.

E’ stato proprio raccontando alla mia amica Elisa che avevo bisogno di farmi una vacanzetta tranquilla ma con un budget molto basso  a disposizione, che mi ha parlato di questa splendida isola. Di una Ischia diversa da come ci si immagina. Quando apriamo i giornali, infatti, spesso leggiamo inserzioni di grandi hotel a prezzi che sembrano molto vantaggiosi…ma mi sembrano un pò tristi, tipo quei gelati che cambiano il colore ma hanno sempre lo stesso gusto.  L’Ischia che mi ha raccontato la mia amica, invece, mi ha convinto…di più…così tanto da darmi la forza di convincere anche Enrico a partire…ed ecco la nostra Ischia Low Cost.

E’ l’Ischia delle “case”, ovvero di piccole pensioni, quasi sempre a gestione familiare, chiamate “Casa Qualcuno”.

Come suggeritomi da Elisa, ho prenotato alla Pensione “Casa Giuseppina”. Si trova nella parte sud dell’isola, nel paesino di Succhivo, una frazione di Sant’Angelo, il “paese da cartolina”, raggiungibile tranquillamente a piedi con una bella passeggiata.

Ischia-Sant'Angelo - fonte: Wikipedia

Il consiglio di Elisa è stato davvero validissimo, perchè i prezzi bassi  (era settembre e pagavano 45euro/persona in mezza pensione), l’ottima e abbondante cena (veramente da ristorante di lusso), la graziosa piscina con acqua termale, la zona relax con idromassaggio e sauna ci hanno fatto  trascorrere una settimana da nababbi…e…low cost!

Sì, low cost perchè:

  • il viaggio fino a Napoli  lo abbiamo fatto in treno (tra l’altro, approfittando della promozione “biglietto amico”), risparmiando quindi sia di benzina che di parcheggio…chi se la porta la macchina sull’isola??
  • essendo senza macchina, abbiamo preso l’aliscafo pagando solo il passaggio per due persone;
  • siccome siamo dormiglioni, facevamo colazione sempre tardi…e siccome la sera alle 19.30 c’era la cena…a pranzo ce la cavavamo con qualche cracker e un pò di frutta…
  • i mezzi migliori per girare ad Ischia sono lo scooter e l’autobus e optando per l’autobus (abbonamento settimanale) siamo riusciti davvero a spendere pochissimo…

…vi sembrano tanti 450 euro a testa per una settimana da pascià??

P.S. Nella prossima puntata parleremo di cosa visitare, delle spiagge e delle terme di Ischia, ok??

Ricordi di gioventù: le Settimane Europee

Il mio essere, come dice, elegantemente, la mia mamma, “originale” si è mostrato già all’età di 14 anni quando, dovendo scegliere l’unica  lingua da studiare al liceo (scientifico “Dini” di Pisa, n.d.r.), ho optato per il tedesco. Non avendolo mai fatto prima, all’inizio ero un pò disorientata e quando gli amici che studiavano inglese mi raccontavano delle loro ”vacanze-studio” io li invidiavo un pò, ma capivo che per me non era ancora il momento. Alla fine della terza liceo, però, il momento è giunto. Quasi tutti i miei compagni di classe partivano per una vacanza-studio in Germania ed i miei genitori hanno voluto che andassi anch’io. All’inizio ero scettica: non pensavo che me la sarei potuta cavare…e poi non mi piaceva l’idea di partire con una gruppata di pisani…e per di più gli stessi che vedevo tutti i giorni a scuola. Ed invece due settimane a Wiesbaden sono volate. Ho avuto l’opportunità di conoscere tanti coetanei di tutto il mondo, con molti dei quali ho intrapreso corrispondenze (allora c’erano le lettere…niente email) durate anni e mi è venuta anche la voglia di mettermi a studiare lo spagnolo…ma questa è un’altra storia.

L’anno successivo, la vacanza-studio mi sembrava già “da bimbetti”…essendo maggiorenne ed avendo ormai capito che io e la lingua tedesca eravamo tutt’uno, volevo fare una vacanza che mi permettesse sì di perfezionare la lingua, ma anche di divertirmi e di fare un’esperienza diversa dalla solita scuola. Quando la prof. di tedesco mi parlò delle “Settimane Europee“…beh, era come se fossi già lì!

Le Settimane Europee in Italia non sono molto diffuse e, tranne qualche pazzo come me, forse nessuno ne ha mai sentito parlare, tanto meno le ha frequentate. Se dovessi definirle con un termine, direi che sono…una figata…mi spiego meglio. Siccome prima di scrivere questo post mi sono documentata per capire se esistevano ancora, ed ho scoperto di sì, a qualcuno la cosa potrebbe tornare utile.  

Dicevo: la Comunità Europea stanzia annualmente dei fondi per la diffusione del sentimento europeo, soprattutto tra i giovani. Enti non profit (in particolare del Nord Europa) approfittano di questi fondi per organizzare annualmente delle settimane in cui giovani da tutta l’Europa si riuniscono sotto lo stesso tetto per discutere di temi sempre nuovi, sempre interessanti e comunque sempre legati all’Europa. Ed è bellissimo. Incontri persone provenienti da paesi che avevi visto solo sulla cartina. Impari e comprendi le loro abitudini. Cerchi di farti capire perchè magari non tutti parlano la stessa lingua (alcune settimane europee, anche in Germania, sono bilingui inglese-tedesco). Ci sono anche momenti “seri”, tipo visite a moschee o a centri di integrazione di stranieri, ma ci sono anche attività divertenti, tipo la caccia al tesoro nei vari quartieri della città ospitante…vantaggiosissima anche la spesa…a fronte delle costosissime vacanze-studio, per le Settimane Europee si pagava, noi “dell’ovest”, tra i 250 ed i 300 marchi, viaggio escluso, per due settimane. I ragazzi provenienti dall’est Europa avevano agevolazioni ancora maggiori e non arrivavano alla cifra di 200 marchi per le due settimane. In termini di euro, fate conto di convertire 1 marco = 1 euro…e i conti son fatti…

Una delle EJW 2011

La mia prima Settimana Europea, in tedesco Europaeische JugendWoche, abbreviato EJW, è stata a nel lontano 1997 a Norimberga, una città bella e vivace, che mi è piaciuta talmente tanto che l’anno successivo, appena fatto l’orale della maturità ho preso il treno e ci sono ritornata (sempre all’EJW). Il centro dove si tenevano, e si tengono tutt’ora, le EJW sarebbe un oratorio…ma chiamarlo “hotel a 4 stelle dei salesiani” forse rende meglio l’idea!!

Ancora più interessante la Settimana europea a cui ho partecipato ad Aquisgrana nel 1998: che bello…se ci ripenso, il mondo è davvero cambiato da allora: sono stata anche a visitare il Parlamento Tedesco…a Bonn…ebbene, non era ancora stato trasferito a Berlino. E poi ho visto la sede dove hanno firmato il Trattato di Maastricht…il punto di confine delle “tre nazioni” tra Germania, Belgio e Olanda…

Immancabile "Grillabend", serata barbecue...i tedeschi non vivono senza!!

Insomma, se qualcuno dei miei lettori è ancora incerto sul darsi alle Settimane Europee o no, ho un paio di cosette da precisare:

  1. di solito ogni EJW ha un’età minima e massima dei partecipanti, così da creare gruppi omogenei per fasce d’età…e di solito l’età massima non supera i 24-25 anni…
  2. alle EJW non c’è solo la cultura…ma ci si diverte tanto…con gli orari dei tedeschi, che ti fanno cenare alle 18.00…ma poi il tempo per far baldoria, organizzare feste, uscire in giro per la città…dura tutta la notte…o quasi!!

Zara tra storia e mare

Se penso a Zara immagini e parole mi si accavallano nella mente: Zara è una località di mare, con belle spiagge, ma Zara è anche una città ricca di storia, fascino e cultura.

D’estate, vuoi per il caldo, vuoi perchè a me viene spontaneo, se penso a Zara di giorno penso al suo mare, alla spiaggetta davanti al Kolovare, ad un giro in barca alle Isole Incoronate (Kornati, in croato), un arcipelago molto esteso composto da isolotti anche piccoli come scogli.

L'arcipelago delle Isole Incoronate

Zara di sera, dopo che è passata la calura, o più tardi al crepuscolo, mi genera immagini di una città calma, lenta, ricca di belle chiese in stile romanico, di logge veneziane, di persone che percorrono il korzo o che guardano gli altri camminare seduti a sorseggiare qualcosa.

Passeggiando per la città vecchia

La città vecchia è come un dito proteso nell’Adriatico, con massicce fortificazioni e monumenti in vari stili, che lasciano immaginare le dominazioni subite dalla città.

Passeggiare lungo mare, attorno alla città vecchia, rilassa e diverte. Rilassa se ci si ferma a vedere o, a chi riesce, ad ascoltare l’organo marino . Diverte se ci si avvicina ai tanti velieri e pescatori che di giorno portano per mare turisti e croati alla scoperta di isole brulle e spiagge nascoste, perchè tutti vogliono venderti l’escursione per il giorno dopo. Guai a dire “si va fra due giorni”. Hanno paura di perdere il cliente…e abbassano i prezzi…

Uno dei velieri per le escursioni alle Isole Incoronate

Zara è una città coinvolgente, vivace, capace di emozionare…ed ogni volta che ci vai è un pò la prima!!

Zara in breve

Periodo: settembre 2007, 5 giorni – luglio 2009, 1 giorno

Tipo di viaggio: sempre col marito, all’epoca fidanzato. In auto da Pisa nel 2007. Nel 2009 in aereo…l’anno d’oro che la Ryanair aveva messo il volo Pisa-Zara…con atterraggio mitico “a vista”. Ma ci sono un sacco di traghetti che la collegano ad Ancona…e quelli li dobbiamo ancora sperimentare…

Da non perdere: una gita in barcone alle Isole Incoronate; passeggiare per la città vecchia, senza meta, solo guardandosi intorno…

Dove pernottare:

  • Prezzi alti: Hotel Kolovare. Vi abbiamo pernottato 5 notti nel settembre 2007. E’una struttura in stile socialista, con forma a U e bella piscina al centro (vista mare). Si trova a 10 minuti a piedi (passo svelto) dal centro storico di Zara, in un quartiere residenziale dalle parti dell’Ospedale e, almeno quando siamo stati noi, era poco indicato da cartelli. Dalla piscina dell’albergo si raggiunge direttamente una bella spiaggetta di ciottoli con vista sulla città vecchia. Le camere ed i relativi bagni sono grandi ma spartani. Il ristornate dell’hotel è assolutamente valido sia per le colazioni che per la cena. Alla sera, consiglio spassionatamente un bicchierino di maraschino da sorseggiare sui lettini a bordo piscina o sprofondati nelle poltrone rosse di pelle della hall. Riguardando il sito dell’hotel per linkarlo, ho visto che hanno diverse offerte, quindi…che dire: approfittatene!!
  • Prezzi medio-bassi: Pansion Albin. Vi abbiamo pernottato una sola notte a luglio 2009, come ultima tappa dell’esplorazione nel sud della Croazia. Si trova nella zona turistica di Put Dikla, a circa 10 minuti di macchina dal centro, per lo più con strade a senso unico…l’ideale per perdersi di notte!! Ha camere molto semplici, con bagno, al primo e secondo piano del ben più famoso Restaurant Albin, sul quale non posso esprimermi perchè per l’unica sera del viaggio a Zara abbiamo preferito andare in centro. La colazione è mediocre. Dati i prezzi assolutamente convenienti, è frequentato in gran parte da giovani…molto giovani…di quelli che la notte rientrano dalla discoteca schiamazzando…

Dove mangiare:

  • Prezzi alti: Restaurant Fosa. MITICO. Posizione incantevole e romantica, all’interno di un porticciolo a due passi dall’ingresso della città vecchia. Portafogli permettendo, ogni scelta è azzeccata. Pesce e frutti di mare sono strepitosi!
  • Prezzi medi: Restaurant Dva ribara. Valido sia per il pesce che per la pizza. I tavoli all’esterno lungo il corso principale fanno vivere una bella atmosfera, ma se avete fretta di mangiare, all’interno troverete sicuramente posto!
  • Prezzi medio-bassi: Konoba Na po ure. C’è quasi sempre da fare la fila perchè è segnalato dalle principali guide. Il menù è scritto su una lavagnetta all’ingresso. Il rapporto qualità-prezzo è molto vantaggioso e l’ambiente assolutamente piacevole, curato, conviviale.
  • Prezzi bassi (se scegliete di pernottarci): Restaurant Kolovare. Ottimo e abbondante pasto completo a meno di 15euro. 

Un week end nella Maremma Toscana

Approfittando del battesimo della nostra piccola amica Sophia ad Albinia, la scorsa estate io e mio marito ci siamo concessi un weekend nella Maremma Toscana. Trovare un posto dove pernottare il fine settimana dopo il ferragosto non è stato del tutto semplice: sulla costa dell’Argentario tutto esaurito, i pochi affittacamere e agiturismi dell’interno che avevano disponibiltà ci chiedevano di trattenerci almeno una settimana…ma le nostre ferie erano già state impegnate!! Alla fine abbiamo trovato posto all’Hotel Rossi di Manciano, un piccolo paradiso…

Il programma del primo giorno, sabato, iniziato nel pomeriggio, è stato il previsto battesimo di Sophia, seguito da una ricca cena “da Petronio” a Marsiliana.

La domenica invece optiamo per un pò di mare. Quindi, sveglia di buon’ora, ricca colazione e partenza per l’Argentario.

Scorcio dell'Argentario-fonte: Flickr paolo rn74

Chissà perchè ci viene in mente di fare il giro del promontorio prima di andare al mare? Forse perchè non l’avevamo mai fatto…e chissà se e quando lo rifaremo! Prendendo da Porto Santo Stefano per Porto Ercole, la strada è buona ed il panorama mozzafiato. Poi i paesaggi, sia guardando il mare che guardando la terra, restano incantevoli, ma la strada peggiora…peggiora…diventa sterrata, e poi sterrata e malmessa, con dossi e buche. E nonostante la mia volontà di ferro, sono costretta a chiedere il cambio alla guida: non perchè non ce la faccia, ho solo paura di andare di sotto (vista mare), sbandare, “grattare” la macchina…Si finisce il giro con Enrico alla guida e davanti a noi appare una bella spiaggietta di ciottoli appena fuori da Porto Ercole. Ci catapultiamo fuori dall’auto…e finalmente mare! Ma la mia dolce metà dopo un pò sotto il sole si scoccia…quindi di nuovo in macchina,  attraversando l’affascinante Laguna di Orbetello, con direzione Saturnia.

Le cascate termali di Saturnia-fonte: sito Hotel Rossi

Delle cascate naturali di acqua termale avevamo sempre sentito parlare. Ma è indescrivibile il fascino che si prova quando si iniziano ad intravedere nella campagna, senza capir bene di che cosa si tratti, e poi ci si avvicina lentamente, finendo a sguazzarci dentro, massaggiandosi il corpo con il fango che fa da base alle vasche…sensazionale! Spossati dalla giornata, non abbiamo molta voglia di riprendere la macchina e si cena al Campo Sportivo di Manciano, dieci passi dall’albergo, ad una sagra paesana.

Ma il weekend  in Maremma continua, perchè abbiamo anche il lunedì a disposizione… si punta con calma verso nord, dopo aver un pò chiacchierato con la signora Diva, proprietaria dell’hotel. Ci fermiamo a visitare il borgo medievale di Castiglione della Pescaia, veramente grazioso, poi un bagno a Torre Mozza prima di rientrare a casa.

In breve:

Periodo: un weekend lungo ( sabato-domenica-lunedì) subito dopo ferragosto 2010

Tipo di viaggio: in auto, in coppia, anche se la scusa per partire è il battesimo della bimba di due amici

Da non perdere: il giro del promontorio dell’Argentario, un bagno nelle vasche naturali con acqua calda di Saturnia, il borgo di Castiglione della Pescaia

Dove pernottare: Hotel Rossi a Manciano. Ottimo rapporto qualità-prezzo, ottima colazione, strepitoso personaggio la proprietaria. Per i dettagli, rimando alla mia recensione su Tripadvisor. Voto: 9/10.

Dove mangiare: Da Petronio a Marsiliana. Da ritornarci e ritornarci e ritornarci per i mitici gnocchi al ragù. Voto: 10/10

Un giorno alle terme: tutti a Casciana

 

Nonostante abiti a soli 5km dalle Terme di San Giuliano, da poco ribattezzate “Bagni di Pisa”, quando ho voglia di trascorrere una giornata in pieno relax faccio qualche chilometro in più ed in quaranta minuti di auto (partendo da Vecchiano, n.d.r.) raggiungo la graziosa cittadina di Casciana Terme. E’un borgo carino, che si sviluppa attorno alla piazza principale in cui si trovano la Chiesa ed il Palazzo delle Terme (con annessa ottima caffetteria). Ci sono molti hotel e discreti negozi e l’estate organizzano di solito un calendario di eventi piuttosto interessante.

Caffè delle Terme - fonte: Terme di Casciana

Ma veniamo alle Terme: l’accesso al giardino esterno e alla piscina termale non avviene dall’edificio principale (da dove entrano coloro che hanno i programmi di trattamento), ma da un chiassetto che si apre circa a metà del giardino. Il costo dell’accesso alla piscina esterna ed al bel parco che la circonda è di 13euro nei giorni feriali e di 15euro il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Se si va in bassa stagione, tipo fine maggio o fine settembre, i lettini sono gratuiti. Altrimenti bisogna aggiungere una piccola somma, ma devo dire che il prato del parco è molto soffice e se non c’è umidità si sta benissimo anche con l’asciugamano a terra. Soprattutto il sabato e la domenica la piscina è popolata di gente variegata: dalle famiglie con i bambini, alle coppie, agli anziani che fanno riabilitazione. In estate è anche in funzione un chiosco che vende snack e bevande, altrimenti si può andare al già menzionato, bellissimo, caffè delle terme.

La Piscina Esterna - fonte: Terme di Casciana

La cosa che mi piace di più della piscina di Casciana è che è molto grande ed ospita vari tipi di idromassaggio (cervicale, lombare, totale), si possono fare passeggiate controcorrente, ci sono le cascate. Non ho mai avuto la voglia o necessità di fare altri trattamenti perchè le molteplici attività della piscina mi bastano ed avanzano. Inoltre bisogna tener conto che l’acqua termale è piuttosto calda (35.7°C), percui dopo un pò dà spossatezza (soprattutto quando anche la temperatura esterna è molto calda) e si richiede di uscire e crogiolarsi al sole.

Quando vado a Casciana, a me sembra di essere nel paese dei balocchi: entro stanca, magari con un pò di mal di schiena o torcicollo ed esco rigenerata, rilassata, priva di tensioni…ed affamata!! Perchè non so come, ma a me le Terme danno fame…

La Sardegna selvaggia: Sant’Antioco

La vacanza della scorsa fine estate in Sardegna è stata animatamente discussa con mio marito fin da quando abbiamo avuto le ferie. L’idea della Sardegna ci ronzava in testa già da un pò (soprattutto ad Enrico) e l’avere solo una settimana a disposizione ed i comodissimi ed assai economici voli Pisa-Alghero e Pisa-Cagliari della Ryanair ci ha portato a decidere per l’Isola di Smeraldo.

Fatta questa dura scelta, il dilemma successivo è stata la scelta della destinazione, o meglio se volare su Cagliari o su Alghero. Abbiamo pensato che la seconda settimana di settembre poteva essere rischiosa per il meteo andando nel nord, quindi abbiamo optato per la parte sud, facendo due tappe: due notti a Pula e cinque a Sant’Antioco.

Di Sant’Antioco ci avevano parlato molto bene diverse persone. Purtroppo tutti i pareri (entusiasmanti) che abbiamo tenuto in considerazione erano di gente che c’era stata in agosto. Beh, che dire…a settembre è diverso…

La natura dell’Isola di Sant’Antioco (detta l’Isola nell’Isola, anche se è collegata alla Sardegna da un breve ponte) è senza dubbio selvaggia, le spiagge sono tranquille ed il mare molto bello. Col traghetto si raggiunge in breve tempo (imbarco a Calasetta, 7km dalla cittadina di Sant’Antioco) l’Isola di San Pietro, con la caratteristica Carloforte, un pezzo di Liguria in Sardegna, dove sono da non perdere la visita di una tonnara e…la pasta alla carlofortina (pesto, tonno, pomodoro…to die for!!). Sempre in meno di un’ora, però ritornando verso la Sardegna, siamo stati a Porto Pino, meravigliosa per l’immensa spiaggia di dune bianche, chè può raccontarle anche il miglior scrittore del mondo, ma finchè non si vedono non si resta a bocca aperta!!

Nota dolente anche per noi che non siamo per la mondanità è che la sera, in settembre, i negozi sono chiusi, i pochi bar vuoti e tristi, niente bancarelle (cho c’è stato in agosto dice che invece ce ne sono di carine)…insomma, dopo cena a letto presto!!

Sardegna-Sant’Antioco in breve:

Periodo: seconda settimana di settembre 2010, 5 giorni

Tipo di viaggio: all’insegna del relax, in coppia, in aereo con Ryanair da Pisa a Cagliari, con una Smart noleggiata tramite Autoeurope da Cagliari a Sant’Antioco

Da non perdere: il giro dell’isola (pensavamo di farlo in bici, ma, visti i saliscendi, abbiamo optato per il nostro potente mezzo a motore; un giorno a Carloforte; la spiaggia di Porto Pino; un giro in mare su un pescherecchio che fa “Pescaturismo”.

Dove pernottare: consiglio vivamente il ”B&B Gaulos“, dove io e mio marito siamo stati benissimo. In particolare mi è piaciuto per:

  • prezzi modici;
  • proprietari estremamente disponibili, amichevoli ed accoglienti;
  • colazione ottima e abbondante;
  • biciclette a disposizione degli ospiti.

Per maggiori dettagli, potete leggere la mia recensione su Tripadvisor.

Voto: 9/10.

Dove mangiare: i proprietari del Gaulos ci hanno consigliato vari ristoranti e pizzerie. Tra questi segnalo:

  •  “Da Renzo e Rita”, a qualche pedalata dal B&B, locale un pò datato ma cucina e pizza eccellenti. Voto: 8/10;
  • “Da Silvana”,  una  baracchina nei pressi del ponte che collega l’Isola di Sant’Antioco alla Sardegna: chi c’è c’è, alle 20,30 portano in tavola il loro menù fisso di mare buono ed economico. Voto: 7/10;
  • Sulla “Motobarca Alessandro Primo”, dove abbiamo fatto pescaturismo e mangiato l’ottimo pescato. Voto: 9/10.

Pamela Sheldon Johns: a story from Montepulciano

Inizia qui la serie dei guest post degli amici: la prima a scrivere (in inglese) è Pamela Sheldon Johns, autrice di libri di cucina, che vive a Montepulciano dove gestisce un agriturismo organico, “Poggio Etrusco”. Nel suo guest post Pamela ci racconta del “Bravio delle Botti”, una particolarissima festa che si svolge a fine agosto nel suo paese di adozione.

Il Bravio delle Botti: Montepulciano, the last Sunday in August

If you are driving around the countryside near Montepulciano this week, you are likely to encounter pairs of healthy young men pushing large wine barrels up and down the rolling hills. Most every hilltown has its ancient competitions held between the neighborhoods: Siena’s Palio horse race is probably the best known; you will also find an archery challenge in Montalcino, a crossbow competition in Massa Marittima, a pushing contest on a bridge in Pisa, even a race
with donkeys pulling little carts in Valiano.

Dating back to 1373, the event in Montepulciano was originally a horse race like the Palio of Siena, but it evolved in 1974 to become the Bravio delle Botti, a barrel rolling race between the eight contrade (neighborhoods). The race, in honor of the patron saint St John the Baptist, takes place on the last Sunday in August.

The athletic spingitori, literally the ‘pushers’ of the barrels start at the Marzocco in front of the Palazzo Avignonesi and run in pairs, sharing the exhausting efforts of pushing an 85-kilo wooden wine barrel up 1700 meters of steep roads in this 600-meter-high hilltown.

The first team to finish at the Piazza Grande in front of the Duomo takes the bravio,
or award, of a beautiful cloth painted with an image of St. John the Baptist, Montepulciano’s patron saint.  The
panno, as it is called, is unique every year as it is designed and painted by a different artist.  The artist for 2010 is Daniele Sasson, a Siennese artist, and the work is done in the Macchiaioli style, a technique made popular by Tuscan artists in the second half of the
nineteenth century. This piece of art will be seen for the first time on 22 August.
The eight contrade of Montepulciano are Cagnano, Collazzi, Gracciano, Le Coste, Poggiolo, San Donato, Talosa, and Voltaia.

Io e Tripadvisor: Silvietta09

Presa, come è mio solito, dalla fretta delle idee, mi ero dimenticata di raccontare che, in realtà, di viaggi scribacchio già da un pò: da quasi due anni sono infatti iscritta alla community di Tripadvisor sotto lo pseudonimo di Silvietta09. La partecipazione piuttosto attiva all’interno dei forum della mia regione e, in particolare, della mia città, mi ha portato prima alla nomina di Destination Expert di Pisa, sul forum in inglese, poi a quella di Esperto Locale, sempre di Pisa, sul meno attivo sito in italiano.

Venitemi a trovare!!

Croazia: my love

Dopo un paio di giorni di presentazioni e preamboli, finalmente inizio a scrivere il blog vero e proprio. Senza esitazioni sulla scelta del posto da cui partire: il mio luogo del Cuore: la Croazia.

L'Isola di Krk

Per girare in lungo tutta la Croazia occorrono almeno 20 giorni, spesso poco compatibili con le ferie che tutti abbiamo a disposizione. Per questo sono stata due volte in Croazia: la prima al nord e la seconda al sud. E’ stato amore a prima vista: le spiagge (da amanti dello scoglio), l’acqua del mare verde e fredda, le città in stile veneziano, la vegetazione che arriva fino sulla costa, i parchi nazionali.

Tappa comune ad entrambi i miei viaggi croati è stata la splendida città di Zara (Zadar in croato), di cui presto scriverò nei dettagli.

Zara: centro storico

In questo primo post sulla Croazia, vorrei descrivere il primo dei miei due itinerari croati:

Croazia del Nord

Periodo: fine agosto-inizi settembre 2007 (13 giorni)

Tipo di viaggio: in auto, in coppia, con pernottamenti prenotati (da me, su internet, n.d.r.) prima della partenza

Itinerario di viaggio:

  • Pisa-Opatija (circa 7 ore comprese le soste pranzo e pipì);
  • 5 notti ad Opatija, durante le quali ci siamo crogiolati al sole per due giorni, uno sulla spendida spiaggetta di Medveja ed uno su una delle tante, poco romantiche, ”spiagge cementate” di Opatija;

 

  • La spiaggia di Medveja vista dal pedalò

  • Escursioni da Opatija: 1 giorno a Zagabria (Zagreb), 1 giorno di mare e cutura sull’Isola di Krk ed 1 giorno a Pola (Pula);
  • Opatija-Zara, costeggiano lo spendido mare croato, facendo un paio di bagni in calette sperdutamente romantiche (tutta la giornata…prendendosela tranquilla…);
  • 6 notti a Zara, godendosi l’ultimo sole e le meraviglie della città, anche se gli ultimi giorni iniziava a fare un pò freschino e pioveva;
  • Escursioni da Zara: 1 giorno al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (da non perdere!!), 1 giorno fishpicnic navigando attorno alle Isole Incoronate;
  • Zara-Trieste (circa 9 ore…le strade croate non sono tutte scorrevoli come le nostre). La sosta a Trieste non era prevista, anche se non esclusa a priori, ma on the road abbiamo molto gradito una sosta nella città mitteleuropea d’Italia per riposarci un pò e…terminare il viaggio un giorno dopo;
  • Trieste-Pisa…tristemente di nuovo a casa…

A presto con il mio secondo Itinerario Croato…e con un pò di città nei dettagli…