Elba: per due settimane Isola Musicale d’ Europa

E’ iniziata ieri (30/08) e durerà fino all’ 11/09 l’edizione 2011 del Festival di musica ”Elba – Isola Musicale d’Europa”, una serie di concerti itineranti che porterà gli appassionati di musica alla scoperta della più grande isola toscana e gli “elbofili” a gustare buona musica.

E’un festival che raccoglie vari generi musicali: dal contemporaneo, al classico, al jazz, all’opera ed è unico nel suo genere perchè i concerti sono ospitati in luoghi diversi, sparsi per le varie località dell’Isola, in modo da avere una commistione tra musica e scoperta, viaggio, esplorazione.

E’ per questo che l’organizzazione di Elba - Isola musicale d’Europa ha chiamato a raccolta i blogger di viaggi, chiedendo loro (noi, n.d.r.) di prender parte all’iniziativa. Causa arrivo -imminente- del primogento, io non potrò esserci. Non mi dilungo sulla delusione di Enrico, il marito musicofilo, quando gli ho parlato dell’iniziativa…gli sarebbe piaciuto parecchio accompagnarmi!

Nonostante l’assenza fisica, mi fa piacere condividere sul mio blog l’atmosfera -divertita- e lo spirito -di scoperta- di questo festival, invitando i miei lettori che saranno in zona ad andarci e a condividere su queste pagine la loro esperienza. Invito anche i colleghi travel blogger che presenzieranno, almeno in parte, all’evento, a voler raccontare anche a noi la scoperta di un’isola a suon di musica.

Shopping a Londra: i Mercatini da non perdere

Oggi è ospite di Trippando Luca (aka Virgilio), curatore dei contenuti del sito e del blog di Hostelbookers. Londinese per lavoro da tre anni, Luca ci porta alla scoperta dei mercatini della sua città d’adozione.

Quanti validi motivi ci sono per visitare Londra?

Beh parecchi e tutti validissimi.

Londra è la città più cosmopolita del mondo, qui, dico qui perché gli uffici di HostelBookers sono proprio nella capitale inglese, convivono tutte le etnie del mondo e vengono parlate più di 300 lingue!!

Londra è un paradiso per tutti gli amanti dell’arte grazie ad alcuni tra i musei più importanti del mondo, basti pensare alla Tate o al British Museum, tutti rigorosamente ad ingresso gratuito.

Nella capitale inglese tutti gli amanti della musica dal vivo potranno assistere ai concerti dei principali artisti internazionali in location che non hanno eguali al mondo.

Sentire il proprio cantante o gruppo preferito esibirsi in templi storici della musica come la Royal Albert Hall o l’Apollo Hammersmith è un’occasione che è difficile lasciarsi sfuggire.

Molti decidono poi di trascorrere un po’ di tempo a Londra semplicemente per imparare l’inglese e visitare questa città meravigliosa.

 Qualsiasi sia il motivo della vostra visita nella capitale dell’Inghilterra, il mio consiglio è quello di prenotare per tempo uno dei tanti ostelli di Londra per evitare di spendere un patrimonio solo per dormire. Se poi il vostro budget è un pochino più elastico potrete dormire un uno degli hotel economici a Londra all’insegna del comfort.

Tra i validi motivi per venire a Londra c’è sicuramente quello dello shopping.

La città, da sempre, lancia mode giovanili che dopo qualche mese invadono sistematicamente l’Europa. Tra le più recenti ricordo il ritorno al femminile degli elegantissimi anni ’30 o gli amati/odiati skinny jeans, quelli aderentissimi per intenderci. Tutte queste mode nascono in luoghi ben precisi: i rinomatissimi mercatini di Londra.

Ecco il podio dei mercatini di Londra da non perdere assolutamente se state inseguendo le nuove tendenze.

In ordine sparso il primo dei mercatini senza dubbio da visitare è quello di Brick Lane che si svolge tutte le domeniche nell’omonima strada dell’alternativa di Est London. Un giro domenicale a Brick Lane market è un must, potrete assaggiare una delle tante specialità etniche vendute in strada e contemporaneamente aggirarvi per tra stand di vestiti ed accessori nei due padiglioni principali del marcato. Siamo ad Est London, perciò preparatevi ad una stile eccentrico e provocatore, questo è il luogo perfetto per tutti coloro che vogliono stupire. Tra pellicce, camice a pois, jeans dei più svariati colori e cappelli dalle fogge fin troppo retrò, tra le bancarelle di Brick Lane potrete decidere fino a che punto spingere la vostra provocazione.

Il Brixton market è invece il luogo perfetto per tutti gli amanti dell’etnico. Quest’area ha un forte anima nera, sia di origine caraibica che africana. Tra musica reggae e jerk chicken (pollo alla griglia marinato in salsa piccante) potrete aggirarvi tra coloratissime bancarelle che propongono tradizionali vesti africane oltre a sciarpe, foulard, cappelli e magliette il tutto un vero e proprio trionfo di colori.

Se, più che amanti dei colori vivaci, siate amanti del nero allora le bancarelle dark e metal del rinomato Camden market fanno al caso vostro. Questo mercato è probabilmente il più rimato di Londra e l’atmosfera che si respira a Camden non ha eguali.

I consigli di Matteo Ferrari per una gita a Venezia

Oggi Matteo Ferrari, un blogger appassionato di viaggi che da 8 anni lavora come consulente SEO e web marketing per svariati siti web, ci porta in gita a Venezia. Nato a Milano nel 1971 e laureato in Economia, Matteo è un grande sportivo: pratica scherma, squash e running.

Venezia è una delle città turistiche più rinomate al mondo, visitata ogni anno da oltre 20 milioni di turisti! Un numero veramente impressionante: è come se un abitante su tre del nostro Paese si recasse a visitare Venezia in un solo anno!

I motivi per visitare Venezia sono molteplici: il più banale è legato alla sua conformazione unica al mondo, che associa centinaia di canali da percorrere in gondola o con i più moderni vaporetti con monumenti di una bellezza unica: Piazza San Marco, con la Basilica omonima, il Palazzo dei Dogi, il ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri, l’Arsenale Militare, la Ca’ Foscari e altre decine di edifici storici.

Venezia è anche la città che ospita frequenti eventi culturali come il Festival del Cinema  che porta in Italia le star di Hollywood, eventi sportivi come la Venice City Marathon e la Vogalonga o grandi feste come il Carnevale di Venezia, la Regata Storica e la festa del Redentore.

Se volete godervi la città e assaporare ogni suo aspetto, il mio consiglio è però di visitarla al di fuori delle date in cui si tengono i grandi eventi e, addirittura, al di fuori dai fine settimana!

Prendetevi due giorni di ferie e con la vostra dolce metà o con l’amico del cuore prendete un treno di prima mattina che vi porterà fino alla stazione di Venezia Santa Lucia. Usciti dalla stazione, invece di incamminarvi subito tra le calli, prendete il caratteristico vaporetto che, per pochi Euro, vi porterà direttamente in Piazza San Marco, che potrete visitare senza essere sommersi dalla folla, gustandovi la bellezza della Basilica e della Torre dell’Orologio.

Potrete a questo punto passeggiare verso il Ponte dei Sospiri, situato alle spalle di Piazza San Marco e quindi verso il Ponte di Rialto con i suoi negozi di lusso e le sue botteghe caratteristiche.

Evitate però un “tour de force” per vedere tutti i monumenti e i musei della città: ne uscireste stanchi e insoddisfatti perché in due giorni non avreste il tempo necessario per apprezzare tutto come si deve!

Prendetevi frequenti pause, pranzate con i dovuti tempi e prendetevi un gelato, magari in aree meno frequentate come quella dell’Arsenale o dell’Isola Le Vignole. Ricordate che Venezia è composta da 117 isole per cui avrete l’imbarazzo della scelta.

Tra le tappe consigliate, potete spendere qualche ora passeggiando sulle spiagge del Lido di Venezia o scoprire i segreti dei maestri vetrai sull’Isola di Murano.

Se volete farvi scoprire ogni angolo della città per scegliere in anticipo cosa vedere vi consiglio di dare un’occhiata al fotoitinerario su Venezia  di Globopix.net: troverete ben 124 fotografie con dettagliate descrizioni che vi guideranno per buona parte della città

Vacanze ad Ischia: istruzioni per l’uso

L’isola di Ischia offre al viaggiatore innumerevoli attrattive adatte alle varie stagioni. I mezzi più comodi per muoversi sull’Isola sono l’autobus (l’abbonamento per turisti valido 7 giorni costa solo 18 euro p.p.) e, quando la stagione lo permette, lo scooter, che potrete noleggiare nei pressi del porto oppure domandando al vostro albergo.

A parte l’inverno, quando la cosa migliore è farsi coccolare nelle SPA e nei centri benessere che moltissimi hotel mettono a disposizione dei propri ospiti, in primavera, estate ed autunno le cose da fare e vedere sono molteplici.

Intanto le spiagge. La più vasta ed amata dai locali è quella “dei Maronti”, nel sud dell’Isola, vicino al suggestivo paese di Sant’Angelo. Più tranquille e caratteristiche sono invece la “Spiaggia di San Francesco”, nei pressi di Forio, da cui, con una breve nuotata, si raggiungono delle belle grotte, e “la Fumarola”, vicino a Sant’Angelo, dove la natura vulcanica dell’Isola si rivela dal calore della sabbia, che in certi punti (transennati per la sicurezza delle persone) addirittura “fuma”.

Da non perdere, durante il soggiorno ad Ischia, anche i giardini termali, ovvero parchi immensi, tipicamente vista mare o con accesso diretto alla spiaggia, in cui si trovano vasche e piscine di acqua termale a varie temperature, grotte di vapore, getti per l’idromassaggio, percorsi kneipp per piedi, gambe e corpo, sauna, bagno turco. Ovviamente i giardini termali sono provvisti anche di caffetterie, ristoranti ed aree relax, perchè lo stare nell’acqua calda è piuttosto spossante e, pur rispettando i tempi consigliati all’ingresso di ogni vasca, la stanchezza si fa sentire ed occorre “riprendersi un pò” prima di procedere oltre. La scelta del giardino termale è assolutamente soggettiva e dipende, oltre che dal budget a disposizione, anche dall’amare o meno l’ambiente naturale. Completamente realizzato in materiali naturali e totalmente a contatto con l’ambiente circostante è il “Giardino Termale Negombo”, raggiungibile anche a piedi dal centro di Lacco Ameno. Solitamente gli hotel dispongono di riduzioni per l’ingresso ai giardini termali. Quindi chiedete, prima di avventurarvi!

Ischia è un luogo tranquillo, poco mondano, non rinomato per la sua nightlife. Pertanto, è necessario “accontentarsi” di una passeggiata in uno dei tanti paesini, oppure sedersi ai tavolini di un bar guardando gli altri che passeggiano. O mangiare un gelato su una spiaggetta o pontile davanti al mare. Perchè ad Ischia si va per rilassarsi. Le giornate ischitane, per essere godute appieno, devono essere affrontate in maniera “slow”. E’ necessario lasciarsi andare ai propri ritmi interni. E magari metterli all’unisono con i ritmi -tranquilli- degli isolani. La fretta deve essere lasciata sul molo di Mergellina prima di imbarcarsi per l’Isola. Altrimenti la vacanza ad Ischia diventa una vacanza qualsiasi. Invece la ricorderete per sempre come una vacanza speciale.

I miei articoli su altri blog

A questo punto dell’avventura di Trippando, devo mettere un pò di cose in ordine, altrimenti rischio di far confusione. Affinche non vadano perduti, anche dalla mia labile memoria, d’ora in poi questa pagina ospiterà, dal più recente al più vecchio, l’elenco dei guest post che ho scritto e che continuerò a scrivere per altri blog.

Non è per vanagloria.

Ho iniziato a “trippare” per divertimento. Continuo a divertirmi, forse un pò troppo. Scrivere post in inglese è una sfida personale (dopo aver fatto tedesco e solo tedesco al liceo, ho iniziato a studiare inglese a 20 anni) che mi “intrippa” parecchio.

Se poi questo blog mi porterà un pò più lontano…questo elenco lo metterò nel CV…

Con Aury in Scozia: un viaggio da fare con gli occhi (parte 2°)

Ecco la seconda parte delle avventure scozzesi di Aurora Domeniconi, blogger di Aury’s Passions e scrittrice di “Un viaggio da fare con gli occhi”. Ci sono anche un pò di buoni consigli per l’organizzazione del viaggio. Buona lettura…e non finisce qui!

Non avendone avuto abbastanza, approfittando di un’altra eccezionale offerta nel 2009 replichiamo e torniamo in Scozia. C’è tantissimo che non abbiamo visto nel corso del nostro primo viaggio e occorre rimediare a questa carenza; c’è anche più di un luogo che vale la pena rivedere, per cui l’itinerario è presto delineato. Anche in questo viaggio privilegiamo le espressioni più selvagge e incontaminate della natura, alternate ad affascinanti castelli e ruderi; ormai abituate alla guida a sinistra, anche questa volta noleggiamo un’auto (consiglio vivamente Celtic Legend) e per non dover perdere tempo prezioso nella ricerca di una sistemazione per la notte prenotiamo tutti gli alloggi direttamente dall’Italia (è molto utile in tal senso il sito Scottish Accommodation). Poiché il whisky è uno dei prodotti più rinomati di Scozia, questa volta decidiamo di non farci mancare la visita a una distilleria: la nostra scelta ricade sulla famosa Glenfiddich, situata nella regione del whisky, lo Speyside.

La parte orientale della Scozia – tra St Andrews, Aberdeen ed Elgin – ci colpisce molto per la sua bellezza; qui, nei pressi di Stonehaven, si trova uno dei luoghi che preferisco in assoluto: Dunnottar Castle. E’ un castello di cui sono rimaste solo le rovine da visitare, ma essendo arroccato su una roccia a picco sul mare offre uno scenario davvero unico, che a me è rimasto nel cuore. Ci si arriva tranquillamente in macchina e vi si accede con una breve passeggiata dal parcheggio; oppure, se siete fortunati e trovate condizioni atmosferiche favorevoli, potete partire a piedi da Stonehaven e godervi una splendida passeggiata panoramica di 45 minuti.

Un altro dei miei castelli preferiti è Eilean Donan Castle. Situato nei pressi di Dornie, sulla strada che porta all’Isola di Skye, questo castello è forse il più famoso di Scozia o per lo meno il più fotografato. Posto sul punto di incontro di tre grandi loch, reso accessibile da un ponte di pietra, circondato da un paesaggio fenomenale, Eilean Donan lascia ai visitatori un ricordo molto suggestivo del fascino della Scozia.

Le avventure scozzesi di Aurora non finiscono qui…stay tuned!

Con Jennifer McIlvaine in Umbria: SAGRA-LANDIA

Oggi è ospite di Trippando Jennifer McIlvaine, americana di nascita e umbra di adozione, proprietaria di Life Italian Style, per cui organizza corsi di cucina umbra e tours (a cavallo) dell’Umbria all’insegna del buon cibo e dell’ottimo vino. Con humor, Jennifer ci racconta, in inglese, delle molte sagre della sua regione.

It’s that time of year again, when small towns in Umbria (and the rest of Italy) literally explode with festivals. Some are music festivals, some are art festivals, some are religious festivals, but my favorites are the food festivals, le sagre.

 So how do you find a sagra?

While you are taking a stroll through town, look around! Posters are usually plastered all over the walls of piazzas boasting the lastest party.

How do you know which ones are good?

I judge a sagra based on organizzation, activities, and general atmosphere, but the golden rule is this: I go “dove si mangia bene,” in other words, where you eat well. Now, there are hundreds of sagras around – some are obviously for kids, like the Sagra della Nutella, some have nothing to do with anything – like the Sagra della Tequila (I’m not making that up!) and some are just plain out of season – like the Sagra della Ciliegia (cherry) which tends to go on a month before cherries are in season (where are they getting their cherries, I wonder???).

So how do you choose? Let common sense be your guide: are you in Norcia in the fall/winter season? Then you can bet that if there is a mushroom or truffle sagra a) you’re in the right place, in the right season, and b) its a local product, so c) it must be good! Still not sure? Grab an older citizen of the town you are in, point to a poster and ask “si mangia bene?” If they nod yes, you are good to go… if they nod no, no worries, people here tend to be full of opinions about food, so they will surely point you in the right direction!

How do they work?

Every sagra is different, and sometimes it can be confusing even to Italians…but most work like this:

1. Bring a pen – you will need it

 2. Look for a long line in front of a booth with a sign Cassa – this is usually where you order and pay.

3. Get a menu – usually there is a table somewhere in front of the cassa with menus scattered around on it. Here is where your pen comes in – check the boxes next to each item that you want to order – its usually 1 menu per table so if you want more than one of something, just fill in the box with a number.

4. Find a table – after you’ve waited in line and ordered and paid, the real challenge awaits – finding a table! We usually split up, so while one person is ordering the food, the other goes hunting for a good spot.

Here’s a little tip: if you see a sweet little old lady sitting by herself at a long empty table, don’t even bother to ask if there is space available as she has been sent on a mission by the younger members of her family to guard their places (usually about 2 tables worth). If you even look twice at those empty seats, that sweet little old lady will practically jump on the table and shoot flames out of her eyes at you to defend her spot!… just keep looking…

5. Once you have a seat, look for a server. The servers are always local volunteers and tend to range in age from 5-15, and then 80+. They will then take your reciept and disappear until the food is ready. Don’t be surprised if dessert comes out with your antipasti, or they just bring everything all together – that’s just the way it is!

And then???

Just when you feel like you are about to explode from eating and drinking, the band starts up and everyone hits the dancefloor! This will explain some of the “outfits” you may have seen as the dress code tends to go from summer casual shorts and t-shirts to clubbing-all-night gear to elegant gala ensembles. Those better dressed individuals will be strutting there stuff all night long, dancing to everything from old italian folk tunes to YMCA – don’t be afraid to join in!

My personal favorites….

Here’s my shortlist of what I consider to be the best sagras in the central Umbrian Valley:

1. Sagra della Porchetta in Costano: this is a whole hog sagra – you can eat everything: roasted ear and foot, braised tripe, liver, salumi, the list goes on… 

2. Sagra della Lumaca in Cantalupo: this little snail sagra stays near and dear to my heart as it was the first sagra I ever went to in Italy and still continues to be my favorite – my husband and I even had them cook their famous roasted snails at our wedding!

3. Festa della Cipolla in Cannara: this is the big daddy of sagras, and all to celebrate the humble onion! This sagra has everthing: a market which winds through the town, art shows, multiple concerts every night, the onion disco pub, and 6 different stands where you can eat – my favorite is La Taverna del Castello – they make the best onion parmigiana around… and don’t forget the onion cream-filled doughnuts for dessert!

 

 

Trippando su easyJet Holiday: con un post su Pisa

Tra gli “Awards” di Trippando è apparsa un’altra medaglia, questa:

La easyJet Holidays mi ha nominato Esperta Locale di Pisa grazie al post (in inglese) che ho scritto sulla mia amata città e che hanno pubblicato oggi sul loro importante blog. Che dire…sono onorata!!

Un fish picnic alle Isole Incoronate

Come già scritto nel post su Zara, una delle attività assolutamente da non lasciarsi sfuggire per chi è in visita nei paraggi è l’escursione alle Isole Incoronate.

Passeggiando sul lungo mare della città vecchia di Zara dopo le ore 18.00, si è presi d’assalto da ”lupi di mare” che si trovano di fronte ai loro pescherecci o barconi tipo veliero e che, per una cifra trattabile tra le 270 e le 300 kune (circa 40euro) offrono ai turisti, a volte anche insistentemente, una gita con fish picnic alle Isole Incoronate. Si tratta di escursioni di un’intera giornata (partenza alle 9.00 e rientro tra le 17.00 e le 18.00), con colazione, pranzo (il famoso fish picnic) e free bar nel pomeriggio. Vengono effettuate un paio di soste per fare il bagno alla mattina ed una al pomeriggio, oltre alla sosta per il pranzo che, nella maggior parte dei casi, avviene a bordo.

Quando abbiamo fatto la gita alle Incoronate Enrico ed io erano i primi di settembre (anno 2007, n.d.r.), ma iniziava ad essere piuttosto freschino. Avevamo prenotato la nostra escursione col veliero che vedete nella foto. Ma la mattina della partenza, arrivati al punto di ritrovo col nostro “lupo di mare”, ci è stato comunicato che quel giorno, causa brutto tempo e conseguente carenza di turisti, sarebbe partito un solo grande peschereccio, accorpando così tutti coloro che avevano prenotato la gita per quella data.

Saliti a bordo, abbiamo subito percepito la grande accoglienza croata: dolcetti (graditi) e grappino (un pò meno) per tutti. Dopo questo rituale di benvenuto, dall’altoparlante dell’imbarcazione è uscita una voce un pò metallica che ci ha raccontato in croato, inglese ed italiano, quello che stavamo vedendo, cioè i monumenti lungo riva di Zara vecchia e quello che avremo visto, ovvero inizialmente le isole di Ugljan e Pasman, collegate tra loro da un ponte, ed in seguito le Isole Incoronate, meta della nostra escursione. 

Il ponte tra Ugljan e Pasman

Finita la spiegazione, è iniziata la musica: musica tradizionale croata, che ci ha perseguitati, ops…allietati, per tutto il resto del tempo che abbiamo trascorso a bordo. Man mano che ci addentravamo nell’arcipelago, lo spettacolo davanti a noi diventava davvero unico. Era un susseguirsi di isole, isolotti e scogli: alcuni completamente brulli, rocciosi o sassosi, altri con poca vegetazione. La nostra imbarcazione passava tra un’isola e l’altra. Alcune sembrava di toccarle, altre di averle ai nostri piedi. Se ci fosse stato anche il sole, forse avremo chiesto troppo.

Alcune delle Isole Incoronate

Abbiamo fatto un paio di soste. Dato il clima, più per cambiare prospettiva e godere di qualche sporadico raggio tra le nuvole che per farsi un bagno. Al massimo siamo arrivati a bagnarci i piedi! 

Di nuovo a bordo, ci attendeva il tanto declamato fish picnic, ovvero una “mangiata” di ottimo pesce azzurro che i lupi di mare avevano grigliato durante la nostra seconda sosta a terra. Appena finito il lauto pranzo, sono accorsi intorno a noi decine di gabbiani, incitati dalla ciurma che buttava in mare gli scarti di pesce.

Ma il brutto tempo stava salendo ed il capitano ha deciso di rientrare a Zara. Lentamente. Senza sosta pomeridiana. Il mare iniziava ad incresparsi. Io mi sono intrattenuta con dei signori di San Remo che mi hanno raccontato dei loro viaggi per il mondo. Enrico, invece,  si è fatto tutto il ritorno appollaiato sulla prua, divertendosi a guardare il mare che diventava sempre più grosso e spruzzava sempre di più. E’ stata una gita fortunata, anche se non bagnata: ha iniziato a piovere appena siamo sbarcati.

Con Aury in Scozia: un viaggio da fare con gli occhi (parte 1°)

Oggi vi propongo il primo di tre post che Aurora Domeniconi, blogger di Aury’s Passions ha scritto per Trippando sulla sua amata Scozia. Il titolo di questa serie di post è lo stesso del libro tratto dal diario dell’ultimo viaggio di Aurora in terra scozzese. Travolti dall’entusiasmo di Aury, vorrete subito fare le valigie per l’oltremanica.

Metti un gruppetto di amici con la voglia di esplorare le regioni selvagge dell’Europa settentrionale; metti l’indecisione tra la Scozia e l’Irlanda e la scelta finale per l’Isola Verde; metti una splendida vacanza in Irlanda nel 1998. Metti che dopo questo viaggio è rimasto il profondo desiderio di avventurarsi anche in terra scozzese per poter finalmente dire di aver visto entrambe; metti che nell’attesa del momento giusto per regalarsi un viaggio in Scozia la passione per questo paese sia cresciuta a dismisura, alimentata dalla lettura di romanzi storici ambientati nelle sconfinate lande scozzesi; metti la possibilità di acquistare un biglietto aereo a un prezzo stracciato ed ecco che nel 2008 riesco ad organizzare il mio primo viaggio in Scozia.

Nel dubbio se affidarci ai mezzi pubblici o noleggiare un’auto, optiamo per la seconda: decidiamo così di affrontare la sfida della guida a sinistra, certe che la disponibilità di un mezzo proprio ci garantirà maggior libertà nel nostro peregrinare in giro per la Scozia. Nella definizione dell’itinerario abbiamo qualche esitazione… dovendo decidere cosa vedere, i dubbi che ci assalgono sono i soliti: dove andiamo? cosa privilegiamo? cosa tralasciamo? avremo il tempo per vedere tutto? Eh sì, ragazzi, perché la Scozia ha talmente tanto da offrire che decidere dove fare tappa e quali mete raggiungere non è semplice. La prima volta che si visita un paese, poi, si vorrebbe vedere tutto, ma inevitabilmente bisogna compiere delle scelte. Spinte dalla nostra passione per i romanzi storici, nei quali le rivalità tra i clan si dipanano in territori dalla selvaggia bellezza, scegliamo di concentrarci sulle attrattive offerte dalla natura tralasciando le città e includendo qualcuno dei famosi castelli scozzesi. Partiamo all’avventura, prenotando solo tre Bed and breakfast dall’Italia e lasciandoci il gusto di trovare un alloggio strada facendo, a seconda di dove ci troveremo di giorno in giorno.

Il nostro viaggio non ha deluso le aspettative: ci siamo abituate quasi subito alla guida a sinistra, abbiamo incontrato gente cordiale e disponibile, abbiamo visto posti meravigliosi, ma siamo ritornate a casa con la sensazione di aver avuto solo un piccolo assaggio di Scozia e la certezza di volerci ritornare. Non ve lo so spiegare a parole, ma so per certo che la Scozia esercita un fascino particolare su tantissime persone. In molti ne sono attratti, pur non avendola mai vista, perché avvertono una specie di richiamo primitivo e selvaggio per una regione in cui la natura domina incontrastata, offrendo scenari incredibili e paesaggi mozzafiato. In tanti vi si recano e vengono colpiti da sensazioni uniche e indescrivibili, che determinano una forte nostalgia e un gran desiderio di ritornare. Perché una cosa è indubbia: in Scozia si lascia il cuore. Sarà per le infinite tonalità di blu che punteggiano i loch (laghi, n.d.r.) scozzesi, sarà per l’asprezza delle scogliere che scendono a picco sul mare, sarà per il silenzio incontrastato che domina nelle brughiere sferzate dal vento, ma i paesaggi scozzesi colpiscono per la loro maestosità.

Alla prossima puntata!! Stay tuned…