Etica di viaggio: rispetto in primo luogo

Leggo ovunque si parli di viaggi, che si tratti di internet o di carta stampata, in italiano preferibilmente ma sempre più spesso anche in inglese. Leggo i post e, se ci sono, amo leggere i commenti e le discussioni che ne derivano. Mi affeziono a certi argomenti, spesso agli autori, e mi appassiono quando qualcuno si pone su un piedistallo e pretende di essere “migliore” o elargisce giudizi sulla base di una singola esperienza, spesso riferita e non vissuta. Date una letta a questo “diario di viaggio in Thailandia“, senza però farvi prendere dallo sconforto o dall’ansia, la Thailandia non è come è stata descritta dal malcapitato turista autore di questa recensione.

Etichette, la base del razzismo

Un passo indietro: non amo le etichette, che in realtà reputo più idonee a classificare i capi d’abbigliamento che le persone. In molti siti sembra invece fondamentale identificarsi come viaggiatori per prendere le distanze dai turisti. Mi domando “perché?” e non so darmi una risposta, non trovo una motivazione plausibile che spinga obbligatoriamente a voler far parte di una categoria rispetto ad un’altra. Che male c’è a desiderare una vacanza? Io non mi considero un “viaggiatore ma un turista che ama viaggiare e che nel tempo ha imparato a rispettare i paesi che visita e le culture dei popoli che abitano quei luoghi. Cerco di arrivare informato alla mia meta in modo tale da “entrare” facendo meno rumore possibile, consapevole comunque che ogni persona ha un impatto ben più forte di quello che possa immaginare, economico in primo luogo, culturale subito dopo.

Per spiegarmi senza annoiarvi troppo faccio con voi una semplice considerazione: turista o viaggiatore, in vacanza o per lavoro, chiunque arrivi in un certo posto ha inevitabilmente l’effetto di movimentare capitale monetario. Ne consegue, per la legge di mercato di domanda/offerta, che quella destinazione si trasformi per adeguarsi alla crescente richiesta e aumentino i prezzi per coprire le spese affrontate per adeguarsi e i costi maggiorati li affrontano non solo i vacanzieri ma anche la gente del posto che qualche volta si trova costretta ad adottare espedienti e… si potrebbe andare avanti all’infinito. Oltre alla questione monetaria, chi viaggia impone involontariamente anche cambiamenti di tipo culturale visto che costringe la gente del posto a relazionarsi con lingue e modi d’essere diversi dal proprio e a fornire al cliente quello che si aspetta di ricevere.

Tutto corretto in un ciclo evolutivo inevitabile ma non dovremmo cercare di capire a cosa ci troveremo di fronte piuttosto che pretendere che chi ci ospita sappia a priori cosa vogliamo e chi siamo?

Ecco quindi 2 prime considerazioni pratiche e semplici per chi dovesse decidere di venirmi a trovare da questa parte del mondo.

Andrea scritto con caratteri tailandesi sulla sabbia, chiaro no?

La lingua. Molti problemi di chi arriva in Asia sono proprio comunicativi. Non dovremmo mai dare per scontato che tutti parlino inglese. Come non è vero per il nostro “Bel Paese” non lo è per le altre parti del mondo. Qui, oltre alle difficoltà che in certe zone ancora si hanno per la più elementare alfabetizzazione, imparare una lingua straniera non significa solo apprendere e memorizzare suoni nuovi ma anche una grafia diversa. Capita spesso, ad esempio, che i tassisti non capiscano dove vogliamo andare e non sappiano neanche  leggere l’indirizzo se scritto con caratteri occidentali. Che siate in Cina o in Cambogia, procuratevi l’indirizzo di dove siete diretti scritto nella lingua del luogo. Più per accattivarvi la simpatia della gente del posto che per comunicare realmente, cercate anche di imparare qualche semplice parola nella lingua locale: di certo la gente apprezzerà lo sforzo e sarà ben disposta a cercare di capirci.

Le mance. Da bravi italiani siamo poco abituati a lasciare la mancia, spesso vero salario per i lavoratori asiatici. Ovviamente non sto dicendo che sia un obbligo. Un esempio pratico: Spa tailandese per massaggio – costo medio per 2 ore di thai massage 400 baht (pari al cambio attuale a circa 10 €) in camera privata (credo in Italia sia circa 5 o 6 volte più caro) – il massaggiatore riceve circa 50 baht per la prestazione e se va bene a fine giornata ha massaggiato 4 persone (8 ore di lavoro non proprio leggero) per 200 baht totali. Il suo far bene il massaggio è di certo in previsione di soddisfare il cliente e quindi di ricevere una mancia; a casa ha probabilmente dei figli e deve mandare ai genitori i soldi a fine mese (non c’è un sistema pensionistico o di assistenza sanitaria); inoltre visto che vive in una paese turistico i prezzi tendono ad aumentare continuamente anche per lui (vedi sopra). Lasciare la mancia pertanto non è solo indice di gradimento del servizio ricevuto ma è un vero e proprio retribuire. Ho letto recentemente che una ventina di anni fa dare una mancia a Bali era considerata un’azione offensiva; vi assicuro che non è più così. Inoltre, il trattamento ricevuto in seguito sarà migliore e potrete anche evitare che cerchino di fregarvi per arrotondare il guadagno.

Interno di un hotel di Bangkok

Concludo questa prima manciata di considerazioni dicendo che incontro spesso giovani che hanno ribrezzo ad essere considerati turisti e si autoincensano come viaggiatori senza accorgersi della tristezza che si portano appresso con i loro zaini e la loro strafottenza. Sono uno che va spesso controcorrente e vivendo qui mi imbatto quotidianamente con chi ad ogni costo deve vantarsi di aver risparmiato e passa tutto il tempo con altri viaggiatori a parlare di viaggi, senza guardare neppure in faccia il cameriere che si fa il c@#o (scusate l’espressione) per rendere piacevole il suo ca@#%ggiare e alla fine la mancia non la lascia e forse si lamenterà pure che in quel posto hanno cercato d’imbrogliarlo.

Tenete gli occhi aperti perchè il “pacco napoletano” (e non me ne vogliano i partenopei per l’accostamento) ve lo posso rifilare ovunque, non c’è bisogno di farsi 10 ore d’aereo.

Una foto dall’Elba -1

Come ben sa chi legge questo spazio regolarmente, da ieri i Trippando’s sono all’Isola d’Elba. Precisamente sulla spiaggia di Naregno (ebbenesì, Le Acacie, dove alloggiamo, è proprio sulla spiaggia), a pochissimi chilometri da Capoliveri e Porto Azzurro, due dei paesi più carini dell’Isola. Mentre si mettono a punto gli ultimi dettagli per l’ #elba4kids (se non sapete cos’è, leggete qui), ci godiamo lo splendido mare, calmissimo. La pace delle prime ore del mattino. L’ora della siesta, in cui io approfitto per bloggare. Ma veniamo a noi. Nonostante Trippando vada avanti ed anche mentre la Signora Trippando è in vacanza ci siano articoli sugli argomenti (di viaggio) più svariati (oggi, guarda caso, si parla di Elba con Sara Missorini), ho pensato di farvi sentire un pò in vacanza anche voi. Sicchè, ogni tanto (è vacanza!), posterò qualche foto. Uno scorcio particolare o un momento di divertimento. Chissà!

Quella che vedete qui è la prima foto che ho scattato ieri, verso le due, quando sono arrivata qui. E’ una delle viste che si hanno dal nostro terrazzo sul mare. Indubbiamente è quella più “croata”. Mi ricorda la spiaggia di Medveja (vi metto una foto sotto, così potete fare anche voi il paragone…). Ma la Spiaggia di Naregno è più bella ancora!

Alla prossima foto! Viaggiate con me!

L’Elba che non ti aspetti… la settimana di Ferragosto

Non amo le spiagge affollate, il caos, la conquista faticosa di 10 cm per stendere il telo da mare, perciò la proposta della settimana di Ferragosto all’Isola d’Elba mi sembrava una pura follia. “Ci saranno più persone che centimetri quadrati liberi! E chissà quanto si spende!” è la frase che mi hanno sentito dire più spesso familiari e amici. In realtà, sicuramente complice la famigerata crisi, diciamo che… basta non recarsi a Cavoli il giorno di Ferragosto e optare per un’alternativa più tranquilla, evitando così di dover parcheggiare su strada e rischiare la multa. I supermercati non hanno i prezzi da salasso che immaginavo.

D’altronde un’offerta come quella che ci è stata fatta in last minute non si poteva assolutamente rifiutare: appartamento da 5 persone per 7 notti a Marciana Marina (Loc. I Pini) ad un prezzo assolutamente irrisorio, vista mare da far invidia a chiunque, pace, serenità e spazi a volontà (due camere matrimoniali, una cucina, un salone e un’ampia terrazza). Non il solito stretto bilocale da mare, per intendersi! Il 12 agosto, tra l’altro, era S. Chiara, patrona di Marciana Marina, e il poter godere in pieno dalla terrazza del nostro appartamento del gran spettacolo piromusicale senza buttarsi nel gran caos ci ha fatto sentire veramente privilegiati.

Non perdetevi una cena in spiaggia al tramonto. Meta consigliata per l’occasione: la spiaggia di Capo Bianco sulla strada che porta a Capo d’Enfola. A quell’ora il sole rifletterà sulla ghiaia bianca e, su una spiaggia pressoché deserta, verrete avvolti da una luce rosa perla: impossibile da dimenticare. Sempre sul solito tratto di strada fate un salto a Sansone e Acquavivetta… per raggiungerle dovrete camminare un po’ a piedi lungo un percorso di media difficoltà, ma sicuramente lo scenario che si aprirà davanti, vi ripagherà della fatica fatta. Sempre che amiate restare ad abbronzarvi sulle spiagge di sassi e ghiaia di fronte al mare aperto, altrimenti andate per qualche foto e tornate indietro… il paesaggio è comunque mozzafiato.

Gli amanti dello snorkeling non possono assolutamente mancare la spiaggia di Fetovaia, a sud ovest dell’Elba: una piscina naturale di acque cristalline, in cui pesci di varie forme e colori di vedono anche a occhio nudo, a pelo d’acqua.

Una mezza giornata alla spiaggia della Paolina, invece, sulla strada che collega Marciana Marina a Portoferraio, è l’ideale per ritrovare un po’ di pace dei sensi o leggersi un buon libro senza essere disturbati. Ma anche qui solo se amate stendervi sui sassi. In sostituzione, qualche km più avanti, c’è la sabbiosa spiaggia della Biodiola. La sabbia in cambio di un po’ più di sovraffollamento, ma le acque comunque cristalline che non ne risentono affatto.

Se avete voglia di passare serate non troppo caotiche, la passeggiata a mare di Marciana Marina è ciò che fanno per voi: perdersi tra i banchetti artigianali lungomare non sarà certo cosa difficile e tornando indietro non rinunciate a un drink presso l’Enoteca Coltelli, nel suo comodo spazio esterno, nella piazzetta fronte mare. Prima, però, addentratevi nelle stradine del paese che salgono leggermente: scoverete terrazze fiorite e pavimentazioni simpaticamente decorate.

Ricredersi è bello: fa bene al fisico e alla mente!

Viaggiare alternativo – 2

Sicuramente un film ci fa sognare e viaggiare con l’immaginazione nei luoghi descritti o teatro della messa in scena.

Ma vuoi mettere quanti film si riescono a vivere contemporaneamente leggendo un libro?

Sin da piccolo, esile gracile e caduco qual’ero, ho imparato a confinarmi in questo mondo incredibile, che ti permette di essere dove vuoi e sopratutto di poter scegliere chi essere e con chi schierarti…

La curiosità mi ha spinto, da sempre, a non accettare i dogmi ma a cercare di capire il perchè delle cose: grazie ad uno sceneggiato Tv scoprii prima Ulisse, quindi i greci ed il fascinoso mondo della filosofia, che ho approfondito ed Amato grazie ad un simpatico personaggio della mia adolescenza, che alcuni Amano ed altri odiano: Luciano de Crescenzo.

Le sue storie della filosofia ed il suo  Il Dubbio sono imprescindibilmente parte della mia personalità e, come dico sempre a chi non mi conosce ancora, se mi volete capire troverete parti di Ernesto in alcuni libri, per cui…  “Quando io combatto la Fede, non lo faccio perché non credo all’esistenza di Dio, ma perché desidero “non riposarmi” sul dogma. Preferisco vivere dubitando piuttosto che archiviare Dio come un dato acquisito. Vivo più io in compagnia dell’idea di Dio che non un cattolico osservante“.

Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse è il principe di questi libri… “Come l’estasi d’amore nel momento della sua massima tensione e felicità è sicura di dover scomparire e morire l’istante appresso, così l’intima solitudine e l’abbandono alla tristezza erano sicuri d’essere a un tratto inghiottiti dal desiderio, da un nuovo volgersi al lato luminoso della vita. Morte e voluttà erano una cosa sola. La madre della vita si poteva chiamare Amore o Piacere, si poteva chiamare anche Tomba e Corruzione.”

Ma anche Siddharta non è da meno… “La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in loro stessi la loro legge ed il loro cammino.

…anche se, pur ostico a prima lettura, Il mio credo è il mio libro-specchio preferito dell’autore-Totem della mia formazione… “L’uomo che guardo con paura, con speranza, con brama, con intenzioni e pretese non è un uomo, ma solo il torbido specchio del mio volere. […] Nel momento in cui la volontà si placa e subentra l’osservazione, il puro vedere, il puro abbandono, tutto cambia. L’uomo cessa di essere utile o pericoloso, interessante o noioso, gentile o ruvido, forte o debole. Egli diviene natura, diviene bello, singolare, come tutto ciò che è oggetto di osservazione pura. Poiché l’osservazione non è certo ricerca né critica, bensì nient’altro che amore. La più alta e la più desiderabile condizione della nostra anima: amore senza desiderio.”

La Vita di San Francesco d’Assisi di Tommaso da Celano è il momento più alto della mia lettura, capace ancora in alcuni passaggi di emozionarmi e di farmi sgorgare una lacrima… “Al tempo in cui soggiornava a Rieti per la cura degli occhi, chiamò un compagno che, prima d’essere religioso, era stato suonatore di cetra, e gli disse: «Fratello, i figli di questo mondo non comprendono i piani di Dio. Perché anche gli strumenti musicali, che un tempo erano riservati alle lodi di Dio, sono stati usati dalla sensualità umana per soddisfare gli orecchi. Io vorrei, fratello, che tu in segreto prendessi a prestito una cetra, e la portassi qui per dare a frate corpo, che è pieno di dolori, un po’ di conforto con qualche bel verso». Gli rispose il frate: «Mi vergogno non poco, padre, per timore che pensino che io sono stato tentato da questa leggerezza».
Il Santo allora tagliò corto: «Lasciamo andare allora, fratello. È bene tralasciare molte cose perché sia salvo il buon nome ».
La notte seguente, mentre il Santo era sveglio e meditava su Dio, all’improvviso risuona una cetra con meravigliosa e soavissima melodia. Non si vedeva persona, ma proprio dal continuo variare del suono, vicino o lontano si capiva che il citaredo andava e ritornava. Con lo spirito rivolto a Dio, il Padre provò tanta soavità in quella melodia dolcissima, da credere di essere passato in un altro mondo.
Al mattino alzatosi, il Santo chiamò il frate e dopo avergli raccontato tutto per ordine, aggiunse: «Il Signore che consola gli afflitti, non mi ha lasciato senza consolazione. Ed ecco che mentre non mi è stato possibile udire le cetre degli uomini, ne ho sentita una più soave “.

Ma, se devo essere sincero, il libro che quando ho bisogno di ritrovarmi continua a darmi la scossa (e che porterò ovviamente con me all’Elba durante il viaggio di nozze…) è L’apologia di Socrate di Platone, che penso di aver letto almeno più di cento volte ed ogni volta è un pò come la prima… “Temere la morte altro non è che credere di esser saggi senza esserlo, di sapere ciò che non si sa. Infatti, nessuno sa che cosa sia la morte, se per l’uomo è il più grande dei beni; eppure tutti la temono come se fossero sicuri che essa è il più grande dei mali. E non è forse la più riprovevole ignoranza, questa, di credere di sapere ciò che non si sa?”

Il profumo della carta di un libro, il carattere di scrittura, il modo di rimanere aperto, la copertina, sono mondi nell’universo racchiuso in questo magico oggetto che ci fa viaggiare da fermi, e scoprire quanto la vita sia meravigliosa.

Ecco a voi: Sara Missorini

Non ci crederete, ma sono emozionata. E’ la prima volta che presento un co-blogger che conosco di persona. Di più: con Sara Missorini, che di tanto in tanto leggerete su questi schermi con la rubrica “Sotto il cielo di…”, ho condiviso un’esperienza strepitosa: tre settimane a Dublino. Di lei avete già sentito parlare da queste parti, perchè un pò di tempo fa mi ha intervistato. Ecco cosa racconta di sè e dei suoi viaggi.

Nasco a Lucca il 1 agosto 1983. Leone ascendente Acquario… mi è sempre parsa una contraddizione. La testardaggine del primo contro la pacatezza del secondo. Forse a pensarci bene sono proprio due lati di me. Il mio giorno e la mia notte. Viaggi, letture e scrittura le mie più grandi passioni e nel momento in cui due su tre diventano lavoro ci si può considerare baciati dalla fortuna e ogni sacrificio è ben ripagato.

La passione per i viaggi? Tutta colpa di mamma e papà: nel lontano 1986 decisero di affrontare quello che era a detta di molti un viaggio da pazzi in auto, un viaggio di oltre 12 ore: Lucca – Capo Colonna (KR). Con i nonni che gli dicevano di essere scellerati e loro di tutta risposta: “Beh, la bimba dietro in macchina può giocare, dormire, mangiare… e il tempo passerà anche a lei!”.

Sicuramente loro i miei primi grandi maestri della “scuola di viaggio”. Quelli che mi hanno incoraggiato in tutti i miei viaggi “da grande”, i primi ad ascoltare i miei racconti al ritorno, spesso di fronte un atlante o una cartina per mostrare i percorsi fatti, entusiasti come i bambini quando racconti loro una nuova avvincente favola.

Il miglior viaggio con loro? Un tour di 10 giorni (rigorosamente in auto) nell’estate del 2001 che ha toccato le seguenti città: Colmar, Treviri, Anversa, Brugges, Gand, Sint – Niklaas, Bruxelles, Amsterdam, Terme di Baden – Baden, Donaueschingen, Strasburgo.

Il miglior viaggio da sola? Estate 2003, Irlanda… sicuramente a tal proposito la proprietaria di questo blog qualcosina vi avrà raccontato. Lì che ci siamo conosciute e so che anche per lei è stato un viaggio memorabile, forse non solo per le mete, ma anche per quello che ci ha lasciato dentro.

La meta che consiglierei per lasciarsi stupire 3 giorni in un luogo ancora non troppo battuto dal turismo di massa? Cracovia.

La passione per la lettura risale invece alla pre-adolescenza, grazie alla biblioteca che mio nonno materno aveva e ha tutt’ora in casa.

L’amore per la scrittura, invece, comincia un po’ più tardi; uscita dal claustrofobico Liceo Scientifico “A. Vallisneri” di Lucca. Infatti, vivo male l’adolescenza e il liceo, mentre gli anni dell’Università a Pisa rappresentano una rinascita, la ricompensa per i cinque agonizzanti anni precedenti. Lezioni che non pesano, stress da esami in giusta dose, compagni di viaggio di tutto altro calibro e altra stoffa.

Anni che volano, a cui tornerei ci fosse la possibilità di mettere il tasto REWIND nella propria vita; nei tempi previsti arriva la laurea e un primo lavoro full-time nel mondo degli eventi, cominciato qualche mese prima della laurea e che va avanti per circa un paio di anni.

Poi la forte necessità di rifugiarsi altrove per qualche mese per rimettere insieme un po’ di idee. Prima l’Inghilterra per togliere un po’ di ruggine dall’inglese e poi sei mesi a Roma. Lì frequento un corso per ufficio stampa e un altro come Tecnico Agenzia di Viaggi e Addetto Booking Tour Operator.

Mesi sabatici, al rientro dei quali comincio a lavorare nell’ambito della formazione linguistica e parallelamente, mettendo in campo le conoscenze del periodo romano, a collaborare gratuitamente con il portale www.mangialibri.com per recensioni di libri, interviste e biografie.

Potrei dire che da cosa nasce cosa e che il fato ha voluto che in un anno e mezzo ci fosse un’inversione di tendenza: ciò che era nato come un hobby, diventa un vero e proprio lavoro che mi permette di iniziare a scrivere per la testata culturale online www.esserciweb.it e di lavorare per una piccola casa editrice di Firenze, nella quale opero da aprile 2011.

Il co-blogger più social…ritira il premio all’ #elba4kids

Mentre voi continuate a scrivere e postare i vostri #ABCviaggi (continuate!), i co-blogger di Trippando hanno dato. Ed è “scaduto” il loro tempo per condividere e farsi conoscere. Come promesso, il più social vincerà un coupon-vacanza per 4 persone, gentilmente offerto da Stil Moda e dalla Signora Trippando.

Dato che la posta in palio è così alta, bando alle ciance: the winner is: Ernesto De Matteis. Proprio lui, il primo co-blogger di Trippando è stato quello che ha più condiviso e più dato seguito al suo “ABC del piccolo viaggiatore“, che vi invito a leggere, o rileggere, cliccando qui.

E siccome Ernesto è un uomo di gran cuore, ha già deciso che insieme a lui ed Halyna andranno in vacanza altre due persone: l’autore dell’#ABCviaggi che lo intrigherà di più (parole sue) ed un suo accompagnatore. Quindi continuate a scrivere e comunicarci i vostri #ABCviaggi: oltre il premio della Signora Trippando vi aspetta anche quello di Ernesto!

Ma c’è ancora una sorpresa: avrò l’onore di consegnare il coupon vacanza ad Ernesto e sua moglie Halyna nella splendida cornice dell’Hotel & Residence “Le Acacie”, all’Isola d’Elba, dove dal 6 all’ 8 settembre si terrà il blogtour #elba4kids: io ed altre mamme blogger (Valentina di The Family Company, Daniela di Mammagiramondo e Valentina di TooMuchTuscany e Trippando) esploreremo l’Isola insieme alle nostre famiglie ed Ernesto sarà il fotografo ufficiale del blogtour. A lui va anche il grazie per aver creato il banner che vedete sopra. Perchè c’è anche il logo di Trippando, insieme a quello delle Acacie? Tutta colpa di qell’arruffina della Signora Trippando, che, nonostante il caldo ed i mille progetti per il post-ferie, sta collaborando alla parte “social” dell’organizzazione del blog tour.

Maggiori info su #elba4kids le trovate sul turismo-elba, nell’articolo: Isola d’Elba: dal 6 all’ 8 settembre #elba4kids 

Autunno spritzereccio in Veneto

Mentre noi siamo in partenza per l’Elba, c’è chi le ferie le ha finite da un pò. Ed ha già voglia di ripartire. Qualche anno fa io ed Enri siamo stati ai primi di ottobre ad Abano Terme, godendoci al mattino le innumerevoli piscine termali e nel pomeriggio “spritzando” per il Veneto. Per chi ha l’opportunità di farsi qualche giorno di ferie, o magari solo un weekend fuori a tra la fine di settembre e la metà di ottobre, non posso non consigliare -vivamente- il Veneto. I motivi? Uno lo avete già letto tra le righe: lo spritz.

Non sarà da madri di famiglia (e perchè no, poi…basta che non lo sappiano le nonne!!), ma per me è una grande passione, perdipiù condivisa col consorte. L’altro sono le piazze. Le piazze di città e cittadine del Veneto sono bellissime. E, all’ora dello spritz, molto movimentate. Durante la vacanza ad Abano siamo stati a Padova e Vicenza. Volevamo andare anche a Verona, ma da Abano era troppo distante per raggiungerla in una mezza giornata. L’ultima volta che  siamo stati nella città di Giulietta e Romeo è stato per andare ai Mercatini di Natale di Bolzano e Innsbruck. Giusto una sosta veloce, fuori dal centro, per visitare la bellissima Chiesa di San Zeno. Anni addietro, invece, ho dormito proprio nella piazza dell’Arena. In ogni caso, se siete alla ricerca di un hotel a Verona, ci sono moltissime proposte nella sezione dedicata di questo sito:
http://www.venere.com/it/italia/verona/

Viaggiare alternativo – 1

Oggi voglio portarvi in un luogo allo stesso tempo facile da raggiungere seppur così lontano…Immagine

La magia ed il trasporto che ti pervadono guardando un’opera cinematografica a volte rappresentano al meglio una delle soddisfazioni e dei maggiori trip realizzabili, facendo sì che l’io inconscio prevalga su quello fisico.Immagine

E Jack & Sally sono stati, a loro modo, molto importanti nel mio immaginario e nel mio bagaglio di formazione: sia per la diametrale differenza dei 2 soggetti, esuberante appariscente totalizzante istrionico il primo e sommessa, umile e minima la seconda.Immagine

Però questi 2 personaggi ed il corollario della storia che gli gira intorno sono l’esempificazione di tante, troppe storie reali che quotidianamente viviamo ma che ci scivolano su senza lasciare traccia.

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In questo caso, invece, ciò che accade al protagonista e ad ognuno dei soggetti che compaiono nei 73 minuti di questo capolavoro in Stop-motion è relazionabile alla vita di ognuno di noi.

E poi si viaggia…

Colla fantasia, dal mondo di Halloween a quello del Natale, Tim Burton esplica la sua natura gotica bizzarra ma alquanto radicata nella cultura contemporanea: evadere a tutti i costi per non ricordare ricordando…

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Bello, bellissimo, bis!!!

Ecco perchè oggi ho voluto trasportarvi nel magico mondo di Nightmare Before Christmas, un film che è più di un film.

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Sempre se ci si riesce.

E se vi è piaciuto, ampliate e continuate il viaggio con La Sposa Cadavere.

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Pace e bene…

WildBlogger aGli Albori della Civiltà

Come forse sapete ho avuto la fortuna di partecipare ad un blogtrip molto particolare, nella selvaggia Maremma. Per tre giorni sono stata infatti una #WildBlogger agli albori della civiltà.

Il tutto si è svolto presso il parco archeologico sperimentale de Gli Albori, che si trova in località Granaione nel comune di Campagnatico. Insieme ad altri 8 blogger ho frequentato un corso di sopravvivenza intensivo, imparando tantissime cose tra cui accendere un fuoco, scheggiare la pietra e tirare con l’arco.

Infatti Gli Albori organizza diversi corsi che possono essere frequentati sia da adulti che bambini e che vi assicuro sono una ganzata, come si dice a Firenze. Si può imparare a scheggiare le pietre come facevano gli uomini preistorici, imparando anche a riconoscere le pietre più adatta a questa operazione.

Dopodiché la punta scheggiata viene utilizzata per costruire una freccia e poi un arco. Arco che impariamo ad usare nell’apposita area all’interno del parco, così come si impara l’antica arte della falconeria.

Tra le cose che mi hanno più colpita è vedere ed imparare ad accendere un fuoco con poco più di due legni e qualche foglia secca, oppure utilizzando un particolare fungo secco, oltre che lavorare l’argilla come facevano le donne nella preistoria.

L’esperienza a Gli Albori è stata davvero coinvolgente ed entusiasmante. Mi piacerebbe molto ritornare con la famiglia appena il nano è un pò più grande per fargli scoprire la vita agli Albori della civiltà e fargli scoprire l’archeologia sperimentale, mia grande passione!

Per chi si vuole fermare Gli Albori è anche un agriturismo in tipico stile toscano, che offre un ambiente familiare con vista mozzafiato sulla Maremma.

TrippAsia o Trippansia?

Dall’accettare di scrivere il mio ABC all’entrare a far parte della famiglia di Trippando il passo è stato breve. E se io mi sono lasciato travolgere dall’entusiasmo della Signora Trippando, lei, da brava padrona di casa, mi ha subito rilanciato la palla chiedendomi di scegliere un titolo per la rubrica.

Che responsabilità!

Chi sono l’ho già detto; posso solo aggiungere che sono un tipo da Xanax: sempre iperattivo, dormo poco e l’indecisione è spesso mia compagna nel quotidiano, che si tratti di viaggi oppure no.

Potrò sembrarvi sciocco ma credo che dare un nome sia sempre una scelta importante. Il nome ci identifica e caratterizza e, nel caso di una rubrica (come anche per un blog o un sito), è anche una sorta di biglietto da visita che dice al lettore cosa lo aspetta se decide di andare a curiosare fra le pagine di un certo autore.

Non ho avuto dubbi nel pensare che la rubrica dovesse in qualche modo ricollegarsi a Trip, motivo del mio esser parte del gruppo; visto che m’era presa un po’ d’ansia, sorridendo e schersandoci sopra ho pensato “Trippansia”. Ovvio che poi si sia insinuata l’indecisione.

Di cosa parlo quando mi racconto? Di Thailandia, di Bangkok, di sudest asiatico, di una vita quotidiana in oriente. Ed ecco qui che a Trippansia s’è affiancato TrippAsia.

Gloria a proposito dell’ansia ha giustamente sottolineato “Chi non ne ha prima di partire?”. Io di sicuro sì, ma poi, alla fine, trovo sempre il giusto rimedio per vincerla. Prenotare ora o aspettare l’offerta che forse uscirà domani? Fare programmi dettagliati oppure lasciarsi trasportare dal momento? Volare con la compagnia di linea famosa o optare per il low-cost di una sconosciuta airline locale? Tutti ci danno soluzioni e suggerimenti ma nessuno ci parla mai dei dubbi e dei problemi.

Alla fine ecco che non ho dovuto scegliere fra TrippAsia e Trippansia: Silvia ha trovato la soluzione TrippA(n)sia!

Mi racconterò di tanto in tanto lasciando che sia il mio vivere a oltre 8.000 chilometri di distanza dall’Italia a fare da filo conduttore e cercando di condividere utili informazioni, banali considerazioni e, qualche vota, provocazioni. Non è forse essere informati e sapere che c’è qualcuno che c’è già passato il primo passo per vincere le nostre ansie? Io credo di sì, e voi?