ABC dei miei viaggi

A come Attesa, l’attesa carica di aspettative che precede e accompagna ogni viaggio e ci fa assaporare meglio quello che vivremo dopo.

B come Benessere perchè è questa la sensazione che ci regala un viaggio breve o lungo che sia; poter staccare la spina per qualche giorno, visitare un posto nuovo o immergersi nella meravigliosa natura è un toccasana rigenerante per il corpo e per la mente.

C come Calma perchè la calma è un ingrediente indispensabile in ogni viaggio che si rispetti. Dopo il classico tour de force in cui si segue una scaletta ben precisa e si vedono tutti i principali monumenti e posti turistici si deve dedicare almeno un giorno all’improvvisazione; ci si prende un giorno in cui si gira senza meta, si ritorna in alcuni posti che ci sono piaciuti e ci si gode con calma uno scorcio particolare, un panorama, una bella piazza. Tutto in assoluta tranquillità senza l’ansia di dover seguire una tabella di marcia.

D come Desiderio, il desiderio che ci spinge a visitare quella città e non un’altra, quel qualcosa che parte da dentro e ci invoglia a fare armi e bagagli e partire per un viaggio avventuroso on the road perchè i modi di viaggiare sono tanti e corrispondono alle nostre tipicità caratteriali e ai nostri stati d’animo di quel dato momento.

E come Emozione, l’emozione che puoi provare ammirando un paesaggio urbano o la natura stessa. La bellezza e l’arte in primis ci procurano emozioni, possiamo rimanere incantati ammirando i quadri di un pittore impressionista, rimanere senza fiato ammirando i palazzi futuristici contemporanei creati da architetti ed emozionarci ascoltando la melodia lamentosa del fado o i ritmi passionali del flamenco accarezzati dal ballo di una bailaora.

F come Flessibilità perchè soprattutto in viaggio bisogna sfoderare quello spirito di adattamento che ci permette di lanciarci in situazioni nuove e inaspettate, di improvvisare e di cavarcela in ogni situazione. Sperimentando situazioni nuove, conoscendo persone di altre culture siamo più invogliati a mettere da parte una volta tanto la nostra maschera abituale con cui ci identifichiamo e in questo modo a volte scopriamo lati di noi stessi che non pensavamo di poter avere.

G come Gioia perchè un viaggio ci regala tante emozioni e la gioia è una di queste. Se siamo felici siamo anche più disponibili verso gli altri e chi ci sta vicino e come in una catena di Sant’Antonio con il nostro sorriso riusciamo a contagiare chi ci sta intorno e a far diventare più rosea la realtà.

H come Hotel, la casa per anonomasia dove tornare a fine giornata per rilassarsi un pò quando si è in vacanza. Anche se l’appartamento può essere per varie ragioni logistiche più comodo per una famiglia e dà la possibilità di vivere come un vero locale, il paragone con l’hotel non regge proprio. Vacanza fa rima con hotel. La sistemazione in hotel è all’insegna della vacanza senza pensieri: non devi pensare a niente, non devi fare la spesa, non devi cucinare, non devi pulire. In hotel ti alzi, fai colazione, esci, mangi fuori e torni per dormire. Questa è quella che io chiamo vacanza.

I comele Impressioni che ti rimangono nella mente e nel cuore e che una volta arrivato a casa cerchi di ordinare e imprimerle su un foglio o su un blog per condividerle con gli altri.

L come Lingue perchè quale occasione migliore per sfoderare l’inglese studiato a scuola e le altre eventuali lingue conosciute e per accorgersi tornando a casa che in realtà il nostro inglese negli ultimi tempi si è arrugginito e poggia su delle fondamenta alquanto instabili. In questo senso il viaggio ti mette anche di fronte ai tuoi limiti. Ti chiede lo sforzo di esprimerti in un’altra lingua ma poi ti fa il dono più bello. Cosa c’è di più bello che chiedere un’informazione a una persona di nazionalità diversa e capire quello che ti risponde, è uno scambio alchemico!

M come Multiculturalità perchè la nostra cultura non è al centro del mondo ma ce ne sono tante altre di pari importanza con cui è senz’altro utile confrontarsi. Ogni cultura è uno scrigno di tesori d’inestimabile valore, ognuna con le sue criticità. Entrare in contatto e conoscere una cultura diversa dalla propria arricchisce l’animo di una persona e la cosa buffa è che molte volte si parte con dei preconcetti su un determinato popolo e il più delle volte questi pregiudizi vengono sfatati dalla realtà una volta che si entra in contatto con quel mondo.

N come Nostalgia, quella che ti assale rivedendo le foto, le immagini, i ricordi legati a un viaggio e ti scaldano in una giornata grigia di un inverno qualunque.

O come Odori, gli odori inconfondibili che riesci a cogliere in un luogo e che irrimediabilmente ti riconducono ad esso, dal profumo salato del mare a quello odoroso e balsamico di montagna, dal profumo dolciastro di un lago alle miriadi di odori buoni e brutti che si mescolano in una città.

P come Partenza, la partenza è l’inizio ufficiale del viaggio ed implica sempre uno di stato di agitazione misto ad eccitazione; da una parte si sta attenti a non dimenticare niente, carte d’identità, marito, pargoli e non ultimo a non perdere l’aereo, dall’altra si prova uno strano senso di liberazione, non si vede l’ora di partire, di mettere piede sull’aereo ed atterrare nella destinazione prescelta. Sappiamo già che passeremo dei giorni indimenticabili, lasceremo a casa doveri e ci divertiremo.

Q come Qualità del tempo, si sa che in viaggio il tempo è tiranno, molto spesso non si ha un’inifinità di giorni per vedere un posto e allora dobbiamo essere così bravi da decidere in primis cosa visitare in maniera dettagliata e cosa meno; molte volte poiché ci manca quel giorno in più siamo costretti anche a fare delle rinunce perchè tutto non si può vedere e operare delle scelte

R come Ritorno perchè non se ne ha mai abbastanza di una città che ci piace, è sempre piacevole ritornare e visitare quartieri in cui non si era avuto il tempo di andare in una prima visita o scoprire particolari che ad una prima visita ci erano sfuggiti. Ritornare per vedere che effetto fa quella città in una stagione diversa è qualcosa di magico. Rivedere la città coperta da una manto nevoso con le prime luci natalizie e gli addobbi per le strade ti lascia inevitabilmente un ricordo diverso. Ogni ritorno è una nuova partenza in questo senso.

S come Scaletta di viaggio perchè è inutile, non c’è niente da fare, se non ci si documenta su un posto, se non si leggono varie guide e se soprattutto non si fa una scaletta di viaggio si rischia di arrivare e non avere le idee chiare su cosa fare e cosa vedere. E’ un po’ come arrivare impreparati a scuola. Stilare una scaletta di viaggio permette di affrontare il viaggio con più serenità e di avere un quadro più completo delle cose da fare. Poi si è sempre in tempo per effettuare modifiche alla tabella di marcia per sopravvenute esigenze, imprevisti, cambiamenti climatici.

T come Treno, un mezzo alternativo all’aereo, che a differenza di quest’ultimo ci fa apprezzare il paesaggio circostante. Fare un viaggio in treno ti può regalare una sensazione impagabile che forse l’aereo ci ha fatto dimenticare. Guardare fuori dai finestrini e vedere scorrere il paesaggio davanti a te ti dà la sensazione reale di viaggiare, di addentrarti in un territorio. Se poi si ha la possibilità di salire su un Orient Express allora il viaggio diventa indimenticabile.

U come Umanità, quella con cui ti confronti e che ti fa aprire la mente perchè viaggiare non è solo visitare monumenti, piazze, musei ma è soprattutto incontrare gente diversa per colore, cultura, religione. Persone da cui puoi apprendere tante cose e a cui puoi donare tanto.

V come Volo, ormai un caposaldo per ogni viaggio che si rispetti vuoi perchè copre le distanze più lunghe vuoi perchè con le lowcost si risparmia parecchio. I momenti clou sono l’atterraggio e il decollo in cui i più timorosi hanno paura che possa succedere qualcosa. Ciò che a mio avviso è più inquietante è la comunicazione a scopo informativo sulla sicurezza che la hostess dà ai passeggeri. La sentiamo ogni volta che saliamo su un aereo ma in fin dei conti non la ascoltiamo mai perchè sappiamo che non succederà mai niente e poi se dovesse succedere qualcosa di certo non ci ricorderemmo dove è la maschera, il salvagente e via dicendo, saremmo nel panico più totale; ma noi siamo fiduciosi e ogni volta che saliamo su un volo non ci poniamo domande al riguardo.

Z come Zoom, la funzione che usiamo per ingrandire ciò che la nostra macchina fotografica vuole catturare con uno scatto; quando troviamo un dettaglio per noi rilevante possiamo zoomare e mettere a fuoco; lo zoom è anche un modo per avvicinare il mondo esterno a noi, a ciò che il nostro occhio vuole percepire, renderlo più vicino, meno pericoloso, meno straniero, più familiare.

Invito a scrivere a loro volta un ABC dei viaggi i seguenti blogger:


http://inguaribileviaggiatore.blogspot.it/


http://assaggidiviaggio.blogspot.it/


http://thetraveldiaryblog.blogspot.it/


http://storiediviaggio-ilblog.blogspot.it/


http://www.bimbieviaggi.it/

10 idee weekend per l’autunno – in Italia

Non so voi, ma io ho una voglia matta di ripartire. Sarà che lo scorso autunno me lo sono perso dietro al figlioletto puppa-dipendente, ma quest’anno ho un desiderio irrefrenabile di partire. Siccome mi ritengo un’italiana media (vabè, chi mi conosce dirà subito che sono bassa e non media, ma tant’è!) penso che questa voglia l’abbiate anche voi.

Ecco quindi 10 idee weekend per l’autunno. Posti dove mi piacerebbe andare. O dove andrò (speriamo!).

1. Garfagnana. Ci andrò di certo: il 29 settembre si sposano Riccardo e Beatrice. A Barga. Non possiamo perderceli! Vi racconterò appena possibile. Però posso anticiparvi che la Garfagnana è un luogo magico: “mezzamontagna”, come si dice qua. Ideale per chi vuole passeggiare, per gli appassionati di trekking. Per i buongustai (autunno, stagione di funghi!). Per gli amanti dell’arte, che troveranno ristoro per i loro sensi nei molti castelli sparsi nella zona. Il resto ve lo racconto tra qualche giorno, ok?

2. Umbria. Altra meta pressochè certa dei Trippando’s per l’autunno appena iniziato. Noi non siamo mai stati a Giano, il cuore verde d’Italia, dove vive il mio “braccio destro” Ernesto. Recupereremo. La Gianoteca ci attende. A novembre, poi ci sono i Frantoi Aperti e la festa della frasca. Da non perdere! A Perugia, dal 19 al 28 ottobre c’è Eurochocolate. A noi manca, anche se nell’hotel del cioccolato ci abbiamo dormito qualche anno fa. Se andate, non perdetevi un giro con Anna. Vi farà scoprire hidden spots. Garantito!

3. Terme. Ovunque siano, per me sono il luogo migliore dove ritemprarmi, recuperare energie fisiche e mentali. Vi consiglio quelle di Abano, le mie preferite di Casciana e quelle, da poco scoperte, dei Bagni di Pisa. Mi sa che un paio di giorni di relax ce li concediamo anche noi. Location top secret… per ora!

4. Romagna. Siccome ci siamo stati e ne abbiamo ben goduto, ci ritorneremo volentieri. L’interno offre belle cittadine, buon cibo e vino a volontà! Per soggiornare, potete scegliere tra gli alberghi e residence a marchio “Rimini Tipica aperti tutto l’anno.

 

5. Trentino. C’è la raccolta delle mele. Ed è una festa. Il 13 e 14 ottobre la manifestazione Pomaria (qui il mio post dello scorso anno: cambiano le date, ma il programma è lo stesso. Anzi, più ricco!). Ma l’autunno arriva fin quasi a Natale. Anche per i Mercatini il Trentino è suggestivo!

6. Le Colline Toscane. Hanno il loro fascino in ogni stagione. E la storia dei borghi e delle città è sempre la stessa. Da quando ho il marito che ci lavora, Volterra sta diventando la mia seconda casa. L’agriturismo della mia amica Laura, Agrimonia, è un paradiso in terra. Se siete a corto di soldi, perchè non provare a vincere il soggiorno offerto da Elisa e Luca di miprendoemiportovia al Borgo Grondaie, vicino a Siena?

7. Roma. E’ sempre bellissima. Durante le “ottobrate romane” si mangiano caldarroste in maniche di camicia. E poi i suoi dintorni: i Castelli Romani hanno un fascino unico in autunno!

Sto scrivendo troppo: vi sto proponendo tutt’Italia. E’ così. Tutt’Italia è da vedere. Ed in ogni stagione. Parte un mio tweet:

In cerca di idee per i weekend d’autunno? ne sto studiando per voi… proposte??

Arrivano due risposte:

8. Sardegna. Perchè no! Non ci avevo pensato…non male, invece, come idea!

9. Merano per la festa dell’uva. Oddio, la festa dell’Uva a merano non la conoscevo. Mi documento: qui un pò di info.

E adesso manca l’idea n°10. Proponete, proponete: dove vorreste andare? 

Enologica33 Montefalco – Day 2

La pioggia apre le porte di Enologica Montefalco ma io sono già in cantina Scacciadiavoli‘ .

Vengo accolta  da una ‘preziosa’ fanciulla.

Preziosa, perchè Liù Pambuffetti ricorda nei lineamenti e nei modi le fanciulle delicate di altri tempi. Prima di visitare la cantina, Liù stappa una bottiglia di Sagrantino annata 1998. La versa  nel decanter “perchè dopo cosi lungo tempo è come strofinare la lampada magica”: il vino ha bisogno di recuperare tutto il suo spazio, ha bisogno di riemergere dall’apnea dove lungamente ha  riposato.

In sala degustazioni, luci soffuse: tutto è già pronto per gli ospiti che converranno: c’è del buon prosciutto e bruschetta con olio e pecorino.

Intanto che il vino si ossigena e respira, Liù  comincia a raccontare, cominciando da tanto lontano…dal 1884, quando la ’fabbrica del vino‘ nasce per mano del principe Boncompagni Ludovisi.

Mi è piaciuta molto cantina Scacciadiavoli: impressiona vedere che lì il tempo si è  fermato, nonostante non abbia conosciuto soste, in un’armonia organizzativa e costruttiva  tutta al naturale, consolidata nelle più elementari leggi della fisica. Vero che non ha bisogno di altri artifici che intervengano a minare l’equilibrio creatosi di un microclima perfetto ad ospitare la lavorazione delle uve  prima e l’ affinamento del vino, poi…

annata 1998… fantastica!!!

Rientro nell’anno 2012…

Sono le ore 13.15 , ed io sono invitata in cantina Perticaia per il pranzo. Poi andremo tutti alla convention sulla Green Economy.

Davanti a me ho ben 6 bicchieri. Mi sa che questa volta me la vedo brutta! Comincia il pranzo in allegria, intercalato dalle portate, dai vini presentati e versati e dalla storia della cantina che viene raccontata dal proprietario Guido Guardigli.

Trebbiano

Montefalco rosso 2009

Montefalco Riserva 2008

Sagrantino 2007

Sagrantino 2003

e dulcis in fundo… la mia passione, il Passito 2006.

Lucida sono rimasta  (quando bevo coniugo come i siciliani); neanche un mancamento, per una come me, che beve solo alle cene: non avrei mai pensato!

Ora, però, una cosa me la dovete concedere: farmi dire che questo uomo mi ha conquistata. Classe ’44, come si definisce lui, è veramente incredibile. E’ persona positiva, propositiva, lungimirante, aperta al nuovo e alle nuove generazioni, alle quali riserva attenzioni personali. Un vero maestro! Onore al merito!

Ho anche portato con  me  il suo motto: Sagrantino is Different; Difference is  Opportunity.

Riprendo la mia ‘Punto’ color cielo (l’unica nota romantica di quest’auto) e di corsa verso Montefalco, per ascoltare i tantissimi relatori. Ammetto di essermi distratta, ogni tanto, ma il complesso museale di San Francesco merita la mia distrazione!

Aziende italiane raccontano i loro percorsi in una situazione  economica particolare. Strategie innovative in un mercato in continua evoluzione con sempre maggiori richieste di eco sostenibilità.

Secondo me, che non sono un’esperta, è un buon evento, che dedica attenzione ed intenzione ad una realtà che crea un volume di affari in Italia stimato in 5 milioni di euro. Mi sembra giusto, anzi, impegnarsi ancora di più.

Non vi dico che tra la fine della prima parte e la seconda della Convention sono andata anche al banco d’assaggio al chiostro di Sant’Agostino: si, avete capito bene, per un altro assaggio!

Mi avete spedita voi in missione… o no????

ma non  è finita… manca ancora Domenica!!!

laura

Letture consigliate: 

Enologica33 Montefalco – Day 1 

Enologica Montefalco 33: ci sarà anche Trippando 

Intervista a Sara Paolucci: quando passione e lavoro si incontrano…in viaggio

Riprendiamo con piacere L’Intervista del Mercoledì. La prima a sedersi, dopo la pausa estiva, sulla poltrona viaggiatrice della Signora Trippando è Sara Paolucci, blogger di viaggi per lavoro e per passione. Conosciamola meglio!

Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionata ai viaggi? 

Ho iniziato a viaggiare piuttosto tardi, con Marco, il mio compagno. Il nostro primo viaggio è stato il giro dell’Irlanda, in auto. Quello che forse rimane il mio preferito o comunque uno dei più belli. Poi appassionarmi è stato facile. Me lo avevano detto: una volta che inizi poi non smetti più! E così è stato!

Sei una grande viaggiatrice: quale paese che hai visitato ti ha colpito maggiormente?

Beh di certo il Vietnam è un paese che mi ha colpita molto. Di quelli che ho visitato il più diverso da noi, dalla nostra cultura occidentale. È come se fosse tutto indietro di trent’anni. Ma non “indietro” in senso negativo, è solo tutto più semplice. Spostarti con i loro mezzi di trasporto (noi abbiamo attraversato tutto il paese in autobus), con i loro ritmi, ti costringe a rallentare, a prendere le cose come vengono. Non puoi fare programmi e quindi ti abbandoni al corso delle cose. E poi rivaluti tutto, ricalcoli tutte le distanze, le priorità. Dai un peso diverso al concetto di “avere” e ti concentri un po’ di più sull’ ”essere”. Ti stupisci di un nuovo concetto di accoglienza e di condivisione.

 E poi c’è Genova, la città che più amo al mondo. È stato amore a prima vista. Ha un’energia particolare, sento che c’è un legame profondo con quella città, che non ho ancora capito da dove provenga. La sua storia è straordinaria, una città che è rinata da un degrado che l’ha logorata per anni. Una città splendida, tanto nella sua eleganza quanto nei carruggi più autentici e sporchi di vita vera.

Quando viaggi, come ti poni nei confronti delle culture e abitudini proprie del paese che stai visitando?

Sono una persona che si innamora spesso, e in tutti i luoghi che ho visitato mi sono resa conto che quello che mi tocca di più, sono sempre e comunque le persone, il loro approccio alla vita e al diverso, le loro tradizioni. Ora che ci penso la cosa più bella è che non ho mai trovato un luogo ostile, dove la gente non fosse felice di accoglierti e raccontarti la propria terra. In Vietnam per esempio, c’è una delicatezza particolare e un rispetto dello straniero che non ho mai trovato altrove. In Irlanda le persone sono gioiose, ti accolgono cantando e vogliono solo fare festa con te, da qualsiasi parte del mondo stai arrivando. Dei siciliani, invece, ho percepito l’urgenza di raccontarti che la loro terra è diversa da quello che sembra. O meglio che c’è un altro lato della medaglia e che questo lato è davvero straordinario.

Quando viaggio cerco di assorbire tutto ciò che quella terra ha darmi, di essere meno invadente possibile e predispormi all’ascolto. Conoscere persone e tradizioni diverse è il mio senso ultimo del viaggio. Adoro chiedere della storia, delle abitudini, sbirciare dentro le case. E quando trovo qualcuno del posto che ha voglia di raccontarsi mi sento davvero fortunata, e grata. Quel punto di contatto che si crea, con una scintilla, a me commuove sempre.

Lavori nel settore turistico: come questo fatto influenza il tuo modo di vivere e di viaggiare? 

Premesso che adoro il mio lavoro perché sostanzialmente mi permette di fare quello che amo più di ogni altra cosa al mondo – ovvero scrivere -, poterlo fare nel settore dei viaggi non è stata tanto una fortuna, quanto un vero e proprio terno al lotto. Si tratta di viaggiare ogni giorno, anche se solo con la mente. Si tratta di studiare, leggere, conoscere il mondo. E poi sì, questo ha influenzato molto il mio modo di viaggiare. Capire tutte le dinamiche che ci sono dietro una prenotazione, che si tratti di un viaggio organizzato o di un volo low cost, ti fa essere più consapevole. Spesso parlo con persone – i nostri clienti, ma anche amici, familiari, persone incontrate in viaggio – che sono furiose per cambi operativi, voli annullati, mancate prenotazioni. Conoscere quali sono le dinamiche che stanno dietro ad un viaggio di qualsiasi tipo, ti fa capire PERCHÈ certe cose accadono, così poi eviti di prendertela con la prima persona che ti ritrovi davanti. Questo è anche il motivo per cui TUI.it usa con i suoi clienti sempre la massima trasparenza: se le persone capiscono, prenotano e viaggiano più consapevolmente.

A proposito di TUI.it, c’è stato un cambiamento nelle ultime settimane o sbaglio?

Beh, più che un cambiamento c’è stata una vera e propria rivoluzione. Un progetto costato sudore e fatica, ma che ci sta dando una soddisfazione davvero impagabile. Poi al di là del tempo e delle energie investite, c’è stata proprio la scelta di uscire dal coro di un mercato che ormai era cristallizzato: prodotti tutti uguali e siti tutti uguali. Abbiamo individuato le diverse tipologie utente – che alla fine sono le diverse tipologie di viaggiatore –, abbiamo studiato le loro esigenze e infine vi abbiamo dato risposta. L’area Pacchetti Vacanze sarà il nostro cavallo di battaglia. Questa sezione unisce i soliti pacchetti vacanza – selezionati però in base al rapporto qualità/prezzo e “ripuliti” del prodotto scadente – a delle combinazioni scelte in base agli orari di volo più comodi, alla posizione strategica dell’hotel e ovviamente alla convenienza del prezzo. È un po’ come se il nuovo TUI.it facesse il lavoro dell’agente di viaggio no? E io sono molto entusiasta di questa cosa. Si capisce?

Ecco cosa Sara dice di sè:

Sono Sara Paolucci e vivo a Riccione, anche se sono nata e cresciuta nelle colline tra Marche ed Emilia-Romagna, le più belle che ci siano al mondo. Sono sempre “quella piccolina col caschetto”, sono socievole ed espansiva, ma arrossisco per un niente. Sostanzialmente scrivo, per piacere, sul mio Travelgum, e per lavoro, come social media specialist e community manager di TUI.it. Oltre a scrivere, le mie passioni sono viaggiare, cucinare per le persone che amo, fare i sudoku e le parole crociate più difficili, curare il mio giardino, guardare film per cui puntualmente piango a dirotto, fotografare e correre.

Godiamoci la vacanza…

…cercando di non vedere sempre il famoso bicchiere mezzo vuoto e di non concentrarci solo sul negativo delle cose.


Il “Bicchiere Mezzo Pieno” secondo Jimmy Lawlor

La Thailandia è notoriamente un paese dove facilmente si può cascare vittima di “simpatici” raggiri, dal tuk tuk driver che ci porta dove vuole lui e non dove vogliamo noi, al tassista che ci consiglia il ristorante dove pranzare (ovviamente di sua moglie), all’hotel rclamizzato come favoloso resort che poi si rivela una baracca in cima ad un cucuzzolo..

Ecosostenibilità, geosostenibilità, impatto del turismo sulle comunità locali. Concetti che per fortuna si stanno affermando con prepotenza e sono oggi molto diffusi anche se non abbastanza. Nel post precedente di TripA(n)sia sono partito dalla considerazione banale di come ciascuno di noi abbia inevitabilmente un impatto sull’economia quando visita un paese, sottolineando il fatto che non tutti riescono stare al passo con inflazione e aumento del costo della vita (nota peraltro molto dolente in questo periodo per l’Italia anche se le cause vanno ricercate altrove). Spesso, anzi, gran parte della popolazione dei paesi in cui ci rechiamo, soprattutto se si tratta di un paese in via di sviluppo (e la Thailandia lo è innegabilmente come tutto il sudest asiatico), non guadagna quanto lo straniero in visita e si trova nell’impossibilità di godere e usufruire delle stesse cose che invece ha a disposizione il turista o l’expat!

Per fortuna che in alcune situazioni si cerca di colmare come possibile tale disparità applicando prezzi diversi fra indigeni (nessuna accezione negativa, semplicemente dal latino ‘inde genus’, ovvero nato lì) e stranieri. Prendo come spunto per proseguire con le mie riflessioni ad alta voce un brano comparso su un noto sito (lo potete leggere cliccando qui). Ogni cosa può essere vista secondo diverse ottiche e non dico che una sia giusta e l’altra sbagliata. Personalmente cerco sempre di trovare l’aspetto positivo e di non vedere sempre raggiri e fregature ovunque. Sicuramente può risultare antipatico che questo accada (e non succede solo in Thailandia) ma io credo – forse sbagliando – che invece sia per molti versi giusto, questione di punti di vista.

Non è infrequente qui nel sudest asiatico imbattersi appunto in prezzi diversi che mettono la gente del posto e gli stranieri su piani diversi.

2 pesi e 2 misure? Sì.


Cartello all’ingresso del Gran Palazzo di Phom Penh (Cambogia): qui neppure si dice che per i cambogiani è gratis, lo si dà per scontato

La prima volta che andai a Wat Pho e al Grand Palace qui a Bangkok notai addirittura che non si trattava di prezzi diversi per l’ingresso ma che addirittura i tailandesi potevano entrare senza pagare mentre per i turisti l’ingresso è di addirittura 400 baht per il Grand Palace (pari a 10 € ma comprende la possibilità di vedere più monumenti nell’arco, se non erro, di 2 giorni) e 50 baht per Wat Pho (addirittura oltre 1 €!). Ripeto che personalmente credo che sia giusto! I miei addirittura sono ironici visto che, paragonati ai prezzi italiani o di qualsiasi altra destinazione turistica europea, sono comunque bassi (a Pisa per fare la sfacchinata di salire in cima alla Torre si pagano ADDIRITTURA 15 €).

Credete che mi stia sbagliando? Forse, ma personalmente non ci vedo raggiri o malafede. Credo invece che sia un modo per consentire anche al più povero dei tailandesi di poter godere del patrimonio della sua nazione. E fate attenzione perchè questo non succede solo la Thailandia: anche Cambogia, Laos, Indonesia, Malesia, Vietnam in molte situazioni applicano lo stesso principio. Mi raccontava la mia amica Eni che a Ubud – Bali – in diversi negozi hanno cartellini con prezzi differenziati (ovviamente scritti con grafie diverse in modo che chi non è del posto non se ne accorga, proprio come accade qui in Thailandia o in Laos o in Cambogia dove tradizionalmente non si usano i numeri arabi) e che questo consente alla gente del posto di poter arrivare con meno difficoltà alla fine del mese.

Se non ci fossero tali prezzi differenziati attrazioni come Siam Ocean World (interessante acquario all’interno di Siam Paragon) sarebbero inevitabilmente frequentati solo da stranieri e pochi tailandesi. Ho domandato diverse volte ai miei amici tailandesi se sarebbero andati a Wat Poh dovendo pagare un ingresso; candidamente la risposta è stata che non vedevano perchè avrebbero dovuto pagare per qualcosa che in qualche modo gli appartiene: il ragionamento non fa nessuna piega secondo me.

Esplorando Siam Ocean World con gli amici

Quindi venite preparati e non risentitevi se vedete questo tipo di trattamento; godetevi il vostro viaggio. Forse sono un ingenuo e mi sbaglio ma non ci posso fare nulla. Voi cosa ne pensate? Credete davvero che dietro ai prezzi differenziati ci sia un tentativo di fregare i turisti e viaggiatori?

Ci vediamo a Vecchiano…per la raccolta delle olive!

Questa cosa la sa solo mio marito. Io che “non reggo nemmeno il semolino” stavolta sono riuscita ad essere segretissima. Anche con il mio “braccio destro” Ernesto. Volevo che tutti lo sapessero nello stesso momento. Volevo fare una sorpresa. Spero di riuscirci.

Dovete sapere che i co-blogger da un pò mi chiedono un incontro. Per guardarsi negli occhi, fare una chiacchierata, vedere chi c’è di là dallo schermo. A dire il vero, è un desiderio che ho sempre avuto anch’io, ma non sapevo come metterlo in pratica.

Poi mi è venuta l’idea: ci vediamo a Vecchiano…

Vecchiano è il paese dove io abito, e dove, attorno alla Casina al Monte (un micro affittacamere “made in Signora Trippando”) il mio babbo ha 700 piante di olivo. Vabè che tante ne sono state bruciate un paio di anni fa; però quest’anno un pò di olive ne abbiamo. Che ne dite, cari co-blogger, di venirci a trovare? Facciamo una giornata social: due chiacchiere mentre si raccatta qualche oliva, una bruschettata ed un pic-nic nell’oliveto e ancora chiacchiere e chiacchiere. E olive e olive. Un’esperienza interessante, secondo me. Per grandi e piccini.

Può piacervi la cosa? Come data, noi (io ed il DottIng) pensavamo a Domenica 11 Novembre. Ma siamo aperti a trattare.

Se poi la cosa ci piace, possiamo anche ripetere l’evento aprendolo a tutti. Così conosciamo anche i nostri lettori!

Chi volesse prendere parte alla raccolta delle olive a prescindere da Trippando, mi contatti (silvia.ceriegi@alice.it). Vi aspettiamo!

Seduzioni del Paesaggio…a Bacoli

A Bacoli, in provincia di Napoli, c’è un luogo bellissimo. Si chiama Complesso del Fusaro e, fino al 29 settembre, ospita una mostra dal titolo “Seduzioni del Paesaggio“.

In contemporanea alla mostra, ad ingresso gratuito (fino al 29 settembre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, con prolungamento alle ore 20.00 nelle giornate in cui sono programmati altri eventi), che ospita opere di artisti italiani e tedeschi, sono previsti diversi eventi.

In particolare, stasera, ci sarà la nostra Amica Paola Russo a dialogare con Rosario Zanni, autore del libro Mal’aria, che verrà presentato nel corso della serata.

Ecco cosa mi ha raccontato Paola a proposito della mostra:

L’occasione è un incontro- scontro fra un ente di formazione professionale, Progetto Uomo onlus, e un artista, Giovanni Mangiacapra. Da questo incontro-scontro nascono una serie di idee ambiziose, fra cui questa, che prelude ad un altro incontro, quello fra artisti italiani e tedeschi in una mostra internazionale di arte contemporanea, in corso fino al 29 settembre al Complesso Vanvitelliano del Fusaro, nel cuore dei Campi Flegrei, uno scenario splendido (il giardino storico, gli stalloni, l’Ostrichina o Villa del Lago ed il Real Casino di Caccia commissionato da Ferdinando IV di Borbone e realizzato da Carlo Vanvitelli, mentre l’aspetto decorativo fu affidato a Jacob Philipp Hackert). La mostra è leggibile come un’avventura intellettuale e creativa senza barriere, dove tutti si possano sentire sedotti da “nuove emozioni”.

Il programma “fuori programma”:

lunedì 24 settembre 2012 ore 18:00

- Presentazione libro “Mal’aria” di Rosario Zanni. Con l’autore dialogano:

Matilde Iaccarino

Paola Russo – presidente Progetto Uomo Onlus

Ciro Biondi – giornalista

mercoledì 26 settembre 2012 ore 17:00 (Evento …fuori Mostra” – Casina Vanvitelliana)

- Presentazione libro “La famiglia nello sguardo dei bambini“  scritto dalla Psicoterapeuta  infantile d.ssa Marisa D’Arrigo, Consultorio Bacoli e dalla d.ssa Stefania Sansone, sociologa e referente Progetto family care.

venerdì 29 settembre 2012 ore 18:00

- Presentazione del libro “Manuale pratico di Archeologia subacquea” di Filippo Avilia (edizioni Valtrend 2012). Con l’autore intervengono:

Luca Attenni – direttore Musei di Alatri e Lanuvio

Samuele Carannante – Centro subacque Ulisse

E ancora: – Lettura poesie di giovani e meno giovani artisti

- Serata di musica “Rock-popolare” con gruppi del territorio, tammurriata e balli popolari

Se questo luogo magico ha incuriosito voi come me e non potete andarci entro fine mese…vi va di chiedere a Paola se ci racconta di più?

DimmiCheSensoHa

www.blinkbooking.com/dimmichesensoha invita il mio boss Silvia Ceriegi/Trippando, che di rimbalzo per potersi aggiudicare il popò di premi invita a sua volta 5 amici blogger, tra i quali il sottoscritto; a mia volta estenderò questa catena virtuale ad altri cinque e così via, fino a che non saremo tutti sopraffatti dai sensi protagonisti di questo con-test.

#DimmiCheSensoHa tutto ciò? Sapendo che a tutto c’è una risposta, mi cimento…

Ed io, curioso come sono, più per vedere l’effetto che fa sugli altri e vedere quanto coincidono le mie percezioni con quelle di amici-conoscenti-sconosciuti, partecipo…

GUSTO = NAPOLI.

…e non solo per la pizza, che sarebbe fin troppo facile. La città partenopea per me è Totò, e l’immagine che sin da piccolo associo al principe de Curtis è quella dell’abbuffata in “Miseria e Nobiltà”, della scena in cui ricevuto a casa un pranzo luculliano, pur di non lasciarsi sfuggire gli spaghetti fumanti altrimenti preda degli altri abitanti il misero alloggio in cui vive, lo scrittore de “A Livella” oltre a portarli alla bocca colle mani se li mette in tasca per farne scorta.

OLFATTO = VENEZIA

Avendo visto sentito ascoltato davvero tanto in questo mio viaggio che è la vita su questo pianeta, la prima cosa che mi ricorda della città dei Dogi, nell’oblio della mia memoria, è l’odore del mare che lambisce gli isolotti che compongono la Serenissima: quell’odore di pescesalsedinealghemuffecozze legato indissolubilmente alla sensazione di umido sono l’incipit di quel meraviglioso libro che sto scrivendo anno dopo anno passeggiando per i Sestieri della malinconica città lagunare.

TATTO = FIRENZE

Io quando voglio “sentire” qualcosa o qualcuno lo tocco. Che sia una pietra, un muro, un albero, una statua, un dipinto (nei limiti del concesso…) una persona (idem come sopra!!!), il contatto fisico attraverso le mani mi dà una sensazione di collegamento remoto con l’anima di quell’oggetto: la cupola brunelleschiana, gli Uffizi, San Miniato, Boboli, Palazzo Pitti, il Ponte Vecchio, sono tutti percepibili attraverso il tatto, e le scariche d’adrenalina che m’han regalato i cocci che il mastro Pippo ha usato per comporre l’intradosso dell’ascesa alla lanterna di Santa Maria del Fiore ancor oggi sono paragonabili solo alla vista in cripta delle spoglie del poverello d’Assisi.

UDITO = MILANO

Non mi è mai piaciuta la metropoli meneghina: il caos, quindi facilmente riconducibile al rumore, è l’immagine che la mia memoria associa alla città della Scala, della Moda e degli Yuppies, della Borsa del Duomo e del Panettone (al quale preferisco di gran lunga il Pandoro e la di lui città Verona…). Nel calderone del sentire, di positivo c’è che nella città sforzesca ho assistito a tanti tanti tanti concerti, ma sopratutto che ospita la mia Radio di ogni giorno, compagna di vita quotidiana ed ormai sorella: Radio DeeJay.

VISTA = ROMA

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi (…)”.  Per la città eterna è quantomeno riduttivo il solo pensiero di poterla visitare e di conseguenza poter affermare di averla vista tutta; “non basta una vita…” mi diceva una persona a me cara ed al quale coscientemente so di poter dare ragione: passato presente e futuro sono indissolubilmente legati nella capitale dell’Impero che ci ha dato lustro e dal quale dovremmo attingere realmente per poter vivere meglio… Appagare i sensi di un essere umano attraverso la vista è difficilissimo per una città di grandi dimensioni: per la città che non è stata costruita in un giorno è invece un gioco da ragazzi.

Ed ora allargo come promesso la sfida-catena ad altri 5 amici-scrittori di sensazioni:

Simonetta di
http://sullestradedelmondo.blogspot.it/

Nicola di
http://www.viaggiatorilowcost.it/

Francesca di
http://www.travelstales.it/

Elisa di
http://miprendoemiportovia.wordpress.com/

Liliana di
http://www.fanpage.it/liliana-monticone/

Tenendomi il sesto e più pregevole senso per il mio Paradiso in terra, Giano dell’Umbria, attendo fiducioso responsicommentimproperi sul mio delirante resoconto.

,,,e che la Forza sia con noi!!!

Pace e bene…

E’ con noi Gabriella Perrera: In Viaggio con Gabry

Abbiamo un’altra co-blogger. Si chiama Gabriella Perrera ed avrà su questi schermi la rubrica “In Viaggio con Gabry”. E’ già pronto un suo pezzo su Berlino. Leggete la sua presentazione…e rimanete collegati!

Padovana di origini siciliane, dopo la laurea in Lettere va a vivere per due anni a Venezia, nell’incredibile città lagunare dove arte e bellezza impregnano persino l’aria e dove ogni giorno circolano sciami di turisti; da Venezia per ragioni lavorative si trasferisce a Padova, graziosa cittadina con una antica tradizione universitaria.

Eterna sognatrice, mamma di una bambina, nel tempo libero adora leggere, andare in bicicletta e suonare il piano. Ha tante passioni ma una le batte tutte: viaggiare e scoprire posti nuovi. Quando viaggia non si separa mai dalla sua macchina fotografica, le piace cogliere tutti i particolari ed immergersi nell’atmosfera tipica e unica di ogni città.

Fermamente convinta che il viaggio apre la mente e permette di ritrovare se stessi.

Se potesse vivrebbe viaggiando e per questo motivo ha sempre una valigia di riserva pronta.

Dal 19 al 25 Novembre scopri GRATIS l’Italia con la Settimana del Baratto

Le vostre marmellate fanno impazzire tutti? Siete bravissimi a fare le foto? Da quando avete tinteggiato quella stanza siete diventati degli imbianchini provetti?

Se sapete fare questo e molto altro.

Se avete voglia di un break autunnale, ma il budget per i viaggi è esaurito.

Anche quest’anno, dal 19 al 25 Novembre torna la Settimana del Baratto: un periodo durante il quale, in cambio di qualcosa che sapete fare vi verranno offerti gratuitamente dei pernottamenti. Dove? Dove volete voi, in tutta Italia.

Ecco come fare:

  1. prendete la cartina dell’Italia,
  2. puntate il dito sulla destinazione che volete visitare,
  3. vedete se ci sono, nella zona, strutture aderenti,
  4. contattatele e proponete il vostro baratto.

Maggiori informazioni le trovate a questo link. Poi c’è lui, Giuseppe, l’uomo del baratto. Al suo B&B si baratta tutto l’anno. Tra poco lo conosceremo meglio con un’intervista su Trippando. Intanto scoprite qui la sua arte del barattare.