Speciale Frantoi Aperti in Umbria: novità e aggiornamenti

Lo scorso weekend #aciascunoilsuofrantoio ha visto protagonisti TooMuchVale e famiglia. Tanto lavoro e copertura di rete perfetta hanno fatto sì che abbiamo potuto seguire in diretta, momento dopo momento, il fine settimana oleoso e un pò nebbioso tra Giano, Bettona e Orvieto. Ne è venuto fuori uno storify settimanale notevole. Basta cliccare qui vederlo.

Per il weekend che viene, ci saranno eventi ad Assisi e Spoleto e la blogger protagonista sarà Cinzia Risaliti, in arte @laciccina, con la sua amica Dede.

@laciccina e @Dede256: una coppia affiatata di amiche, che, come annunciato su SolaConIo, avrà anche una mascotte per il weekend.

Anche questo weekend, seguite l’hastag #aciascunoilsuofrantoio.

Non so perchè, ma penso che ci sia da divertirsi!!

Instagram Foto: TooMuchTuscany

Me ne vado al #BTO2012!

Per gli addetti in ambito turismo, BTO è un marchio. Per gli altri è solo un acronimo: Buy Tourism Online: la più grande manifestazione italiana  dove si parla di viaggi.

Quest’anno è alla sua quinta edizione. A Firenze, Fortezza da Basso. Ci sarò. Almeno l’ultimo giorno, oggi. Non twitterò, non fotograferò, non sarò connessa.

Porto solo occhi e orecchie. Per imparare, conoscere, apprendere, lavorare.

Sono certa che quest’esperienza mi accrescerà, mi maturerà. Conoscerò gente, attiverò contatti.

Per chi non mi conosce e mi cerca in BTO, sarò “quella bassa coi riccioli”. Per gli altri: avete il mio numero di telefono!

Alle Terme in terra di Siena: #termeinterradisiena… ritorno nel grembo

L’acqua, tra gli elementi, è sicuramente il più importante del ciclo vitale.

Dall’acqua nasce la vita, nel grembo della madre, è il liquido amniotico che accoglie il feto ed è sempre l’acqua che costituisce la quasi totalità della materia vivente sulla terra.

Da sempre simbologia di rinascita e di purificazione…

Nel  Gange, fiume sacro, gli indiani riconoscono tutte le purificazioni possibili. Nella religione cristiana l’acqua del battesimo lava ogni peccato.

Vi siete domandati perché in acqua si entra quasi svestiti ?

Perché per rinascere e rigenerarsi è necessario lasciare e lasciarsi andare.

E’ con questo spirito che vivrò questo fine settimane alle Terme in Terra di Siena: con la voglia di rilassarmi di lasciare andare le cose superflue… di ridimensionare… di gustare e dedicarmi del tempo unico .

La cornice sarà stupenda, ho già dato un’occhiatina… ma di questo vi racconterò in seguito, perché la cornice è perfetta: tutti i sensi saranno impegnati in questo viaggio dove gli elementi sono addirittura due: la Terra e l’Acqua di Siena

Sarà un viaggio nel respiro lento e profondo, nella quiete, nell’abbandono e nell’abbraccio alle emozioni e al benessere…

laura

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Montegabbione, Umbria: alla scoperta dell’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano

Sapete cos’è un Ecomuseo? E’ un museo diffuso: un intero territorio, che a volte può riunire anche vari Comuni e, come dice Wiki, è caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.

Ce ne ha parlato due weekend fa Anna Meo, la titolare di Hiddensopots’Tour che, finalmente, abbiamo incontrato di persona nella sua Perugia. La sua agenzia propone a turisti di tutto il mondo pacchetti di pregio per andare, da soli o in gruppo, alla scoperta dell’Umbria e del sud della Toscana.

L’ultima “creazione” di Anna mi ha entusiasmato (e mi sa che ci vedrà presenti, maledette ferie permettendo!). E’una tre giorni (dal 27 al 29 dicembre) alla scoperta del territorio di Montegabbione e dell’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, ”uno scrigno che racchiude i tesori di un territorio”.

Perchè proprio in queste date, tra il Natale e il Capodanno? Giusto in quei tre giorni ci sarà l’inaugurazione ufficiale, nel Comune di Montegabbione (seguiranno quelle negli altri comuni toccati dall’Ecomuseo) dell’Ecomuseo, con spettacoli teatrali, concerti jazz e degustazioni gratuite.

Per l’occasione, tesori seminascosti saranno mostrati al grande pubblico, grazie alla realizzazione di un vero e proprio villaggio dell’Ecomuseo. L’iniziativa si svolgerà all’interno del castello di Montegiove, con esposizioni agroalimentari e delle produzioni artigianali, come il ferro battuto e i giocattoli in legno, attività folkloristiche, musica della banda comunale e canti tradizionali.

Il pacchetto di Anna prevede, il 27 dicembre, una giornata dedicata alla conoscenza dell’ Ecomuseo come strumento di valorizzazione del territorio. Dopo l’accoglienza in una delle strutture convenzionate, ci sarà la visita al paese di Montegabbione, con degustazione dei prodotti locali presso il Castello di Montegiove e visita della cantina. Seguirà la visita a tutti gli stand di prodotti locali e laboratori di artigianato, il concerto della Cantante Pilar, accompagnata da Federico Ferrandina alla chitarra e Alessandro Belli al contrabbasso.

Il 28 Dicembre al mattino ci sarà la visita guidata della “Scarzuola”, una costruzione surreale, progettata da Tomaso Buzzi, architetto, artista e uomo di cultura tra i più importanti del ’900. La Scarzuola sorge a Montegiove, nel Comune di Montegabbione ed è stata costruita sulle sulle fondamenta di un convento del ‘200 (si dice che San Francesco abbia dormito qui su un giaciglio di scarz, da cui il nome Scarzuola) e rappresenta una città ideale, che traccia un percorso simbolico neo illuminista riferito a conoscenze esoteriche ed intuizioni di Buzzi. Nel pomeriggio il tour prosegue con la visita di Parrano, antico borgo medievale circondato da boschi, e del Parco Termale “Bagno del Diavolo”.

29 Dicembre sarà dedicato alla visita guidata di Orvieto, che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Sarà possibile scegliere dove pernottare tra:
Agriturismo il Gatto GialloAgriturismo Resort il Colombaio o Casa Rondini.
Per informazioni, richieste e prenotazioni, potete contattare Anna Meo. Ditele che vi manda la Signora Trippando! Avrete un piccolo sconto!

Mail: info@hiddenspotstour.it

Tel+390755732038 Mobile +39 3318080800

 

Francia: In camper si può… andarsi a raccogliere le proprie ostriche!

Siamo a Settembre e stiamo facendo un tour della Francia. Nel nostro Itinerario includiamo una meta che mi aveva incuriosito moltissimo il fase di progettazione e cioè Noirmoutier en Ile. Si tratta di un’isola per non dire un istmo nell’oceano attaccatissima alla costa, pressapoco all’altezza di Nantes.

Questo luogo mi attirava non solo per i paesaggi marini ma anche e soprattutto per “ Le Gois”. Le Gois è una strada di circa 4 km che collega l’isola alla terra ferma.

Non è l’unico collegamento, anzi, ce n’è un’altro molto più breve e comodo a mezzo di un largo ponte a scorrimento veloce. Ma questa strada mi attirava perchè la sua particolarità è che viene sommersa giornalmente dall’alta marea, tanto che una volta all’anno c’è una gara che consiste nel percorrere a piedi, di corsa, questa strada dal momento dell’inizio dell’innalzamento della marea, prima che venga totalmente sommersa.

Ma torniamo a noi: siamo sulla costa e troviamo le indicazioni per Le Gois, seguiamo la strada ma poco dopo ci troviamo incolonnati in una lunga fila… i dubbi ci assalgono: siamo arrivati in momento di alta marea? Ma se così fosse, perchè nessuno si gira ma tutti aspettano? Che sia a pagamento? Che la abbiano appena aperta e quindi la fila sia dovuta a quello? Decidiamo di aspettare e in circa una ventina di minuti siamo all’imbocco della strada.

I Paesaggi sono meravigliosi, questa striscia di cemento che passa in mezzo a questa enorme battigia, con dei riflessi meravigliosi… davvero impagabile! Si procede tutt’ora a passo d’uomo, non è un problema, il paesaggio merita, ma non riusciamo a capire francamente il perchè.

Procedendo, cominciamo a notare che la battigia è disseminata di persone, tante, tantissime. Il bordo strada è pieno di macchine parcheggiate, che aumentano procedendo, addirittura sono parcheggiate in 3 o 4 file. Indiscutibilmente il paesaggio è meraviglioso, ma questa quantità di gente, in questo periodo dell’anno, ci pare un po’ strana.

La fila delle macchine capiamo essere stata creata proprio dal rallentamento della gente che cercava un parcheggio. Ancora ci stiamo chiedendo perchè…

Guardiamo meglio e la gente, che a questo punto è diventata una vera folla, è tutta munita di cestini, stivaloni, coltelli e stanno tutti piegati per terra…a questo punto ci sorge un dubbio e decidiamo di andare a vedere anche noi…

… Ebbene sì, tutte quelle persone erano a caccia di ostriche… Incredibile: è una mare di ostriche e tutti ma proprio tutti hanno i loro secchielli pieni. Inutile dire che abbiamo voluto provare anche noi: in due minuti ne abbiamo subito trovate un paio, grandi (fresche penso sia inutile dirlo, no?). Tornati in camper, con un coltellino multiuso le abbiamo aperte…Beh, ragazzi.. Temo che non riusciremo mai più a mangiare ostriche in patria!!!

Pisa: in giro per la provincia attraverso le specialità gastronomiche

Lo scorso fine settimana alla Stazione Leopolda di Pisa c’è stata la prima edizione del Food and Wine Festival. Un’iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Matteotti. Poco pubblicizzata (vi dicessi che l’ho “indovinato” tramite un’amica che abita a Berlino?), ma assolutamente ben riuscita. Considerando che in contemporanea, a duecento metri, c’era il Book Festival, direi eccellente. Lo spazio espositivo alla Leopolda non è gran che ed avere iniziative diluite nell’arco della giornata è stato sicuramente quello che ha permesso un buon afflusso senza mai avere il pienone. Noi abbiamo fatto un giro sabato pomeriggio. Partiti con l’idea di curiosare (io) e di fare belle foto (Enrico), ci siamo ritrovati a fare una lauta merenda-cena a base di prodotti a chilometro zero. Tante le aziende espositrici. Tutte (o quasi) della provincia di Pisa. L’organizzazione mi è piaciuta parecchio: ingresso e mini-degustazioni (chiamiamole assaggini…) libere. In vendita a 3, 5 e 8 euro i tagliandi per, rispettivamente, 2, 5 e 10 “grandi degustazioni”.

Primo posto alla Fattoria Lischeto, di Volterra: allestimento eccellente, degustazione generosa, qualità al top.

Per far star zitto Marco il tempo che noi degustavamo…

… Abbiamo dovuto far degustare anche lui. Magari il pecorino non è proprio consigliato dai pediatri. Ma tant’è.

Gli abbiamo però risparmiato gli ottimi salami delle Elle Distribuzione Food and Gourmet…

… E pure le salse ed i mieli al tartufo di Calugi.

Un bel viaggio sensoriale attraverso i sapori ed i profumi della pisanità, che non poteva terminare senza un bel vino da meditazione (14 gradi e mezzo, bellaroba!), l’Imperatore della Fattoria Campigiana di San Miniato,

da abbinare al cioccolato fondente.Wow!

A Firenze per lavoro: lampredotto, libri e naso all’insù

Venerdì scorso ero a Firenze per lavoro. Il mio lavoro. Ero ad un interessante corso sulle “Terre e Rocce da Scavo” (ecco cosa fa la Signora Trippando quando non blogga e non sta dietro alla famiglia!). In un edificio a dir poco strabiliante: Opera della Primaziale, Piazza San Giovanni. Praticamente da togliere il fiato. Essendo insieme ad una collega, non sono partita munita di macchina fotografica, ma, nell’ora e mezzo di pausa pranzo, mi sono goduta la città col naso all’insù (era una vita che non ci andavo!), facendomi condurre “a mosca cieca” da lei, che a Firenze ha fatto l’Università. Non mi ricordavo così tanta bellezza! Non mi ricordavo nemmeno i “sapori tipici”. Voi l’avete mai mangiato il panino col lampredotto? Se non sapete nemmeno cos’è, vi invito a leggere questo bel post su Juls’ Kitchen. Tornando a noi: io non l’avevo mai mangiato prima della mia ultima “gita” a Firenze. La mia collega Ombretta mi ha portato dal trippaio (così si chiama chi vende il lampredotto) del Mercato di San Lorenzo: un banchetto con una quantità di “bollini” attaccati da far invidia ad un 3 stelle Michelin. Consigliato da tutti. E anche da noi. La signora trippaia è un personaggio come solo in Toscana si possono trovare. Ad una ragazza cinese che, in inglese, faceva la sofisticata, ha chiesto “Where are you from?“. Quando la cinesina ha risposto “China“, la trippaia (una bella ed elegante signora) ha iniziato a parlarle in cinese e, con un cliente abituale che mangiava appoggiato al banco, a prenderla in giro perchè sofisticheggiava. Gli astanti ridevano, compresi altri due cinesi, serviti dal figlio della signora, che capivano l’italiano. Spetta’olo! Come neofita del lampredotto, ho chiesto alla signora se mi consigliava l’aggiunta delle salse (verde e rossa) che offriva ai clienti. Assolutamente apprezzato il suo consiglio di fare quasi tutto il panino con sale e pepe, così da prender confidenza con il sapore della trippa bollita. Gli ultimi bocconi, invece, ce li avrebbe “camuffati” con le due salse: una classica salsa verde ed un’abbondante rossa al peperoncino. Uau, che esperienza!

Il poco tempo a disposizione per girare non ci ha consentito di fare davvero le turiste. Ma un giro nella famosa via dei Calzaioli, fino a raggiungere Piazza della Signoria, non poteva mancare. E qualche stradina laterale. Ancora meglio. La quantità di osterie e negozietti è abnorme. Davvero -ad aver avuto tempo- l’imbarazzo della scelta.

Per chi è diretto verso Firenze a non ha voglia e tempo di rischiare la fortuna e provare “indovinare” i posti “giusti”, c’è Io Amo Firenze, il blog di Elena Farinelli, che, interattivamente, condivide le proprie esperienze di nativa ed innamorata di Firenze. Proprio il giorno prima che io ed Elena ci incontrassimo alla BTS a Montecatini per parlare di turismo termale, lei ha presentato il suo libro. Il titolo? Io Amo Firenze, of course! Intanto, mettetevi nei mie panni di dover parlare a fianco di un pilastro del blogging toscano (onore, sì, ma anche un pò di ansia da prestazione!) e poi, andate a comprare anche voi il libro.

Io, non so perchè, sapendo che sarei andata venerdì scorso a Firenze, mi ero ripromessa di comprarlo proprio lì, dove lei l’ha presentato la sera prima del seminario che abbiamo tenuto insieme. Non si tratta di una guida su Firenze, anche se sono appuntati parecchi posti (dalle gelaterie, ai ristoranti, ai locali per l’aperitivo ed il dopocena) provati e consigliati da Elena, ma è un libro da leggere d’un fiato. Quando chi scrive scrive bene, è così. Deve essere così. Ne ho letto metà sul treno di ritorno per Pisa; l’altra metà non è arrivata all’indomani. E’ una scrittura brillante, coinvolgente, fatta di aneddoti, che poi sono alcuno degli articoli scritti negli anni sul blog. Che vogliate farvi una girata a Firenze o solo vogliate diventare toscani, col pensiero, per un giorno, ve lo consiglio di cuore.

Anticipazioni? Assolutamente no. Solo una curiosità: anche il prossimo venerdì sarò a Firenze. Stavolta come Signora Trippando: alla Fortezza da Basso ci sarà la più grande fiera-conferenza-manifestazione di turismo online italiana dell’anno. Non me la perderei mai e poi mai. E voi? Sarete anche voi al #BTO2012? Ci troviamo…

Improvvisazione Viaggi: Ferrara antica capitale Europea

Ciao a tutti e felice di coinvolgerVi nella mia rubrica improvvisazione viaggi!!!!!!!
Chi di Voi durante un viaggio non ha mai pronunciato la fatidica frase: ” E ADESSO CHE FACCIO?”
Recentemente tale frase l’ho pronunciata piu’ di una volta durante un week end a Ferrara.
Gianluca, il mio compagno aveva un impegno di lavoro a Carpi, pertanto decido di seguirlo e gli propongo di andare a Ferrara, città che non avevo mai visto, ma mi aveva sempre incuriosito.


Arrivati lì scopriamo che la città ospita per l’intero week end una rassegna giornalistica, pertanto i nostri tentativi di trovare da dormire sono un fallimento, finchè una brillante idea mi balena per la testa, “Tentiamo di trovare qualcosa all’ufficio informazioni e accoglienza turistica?”.
L’ufficio al turismo della città è veramente fantastico, non solo ha molteplici opuscoli e miniguide utili al turista ma i suoi efficienti addetti utilizzano booking.com. Io rimango estasiata, mai vista un’ organizzazione tale in altri uffici!
Ma ancora di più quando arriviamo alla sistemazione: Hotel Annunziata, un quattro stelle lusso (veramente troppo per me, ma mi abituo facilmente!), dove 50 metri ci separano dal Castello Estense. Wow! Siamo in pieno centro, l’ideale per muoverci e ad un prezzo irrisorio.
Tutto sommato questa improvvisazione comincia proprio a piacermi! Rinfrescati, usciamo per l’aperitivo nel centro medievale.
La nostra improvvisa fortuna sembra non abbandonarci e a pochi metri dall’albergo, notiamo la famosa “Hostaria Savonarola” con piatti tipici del posto ed un’ abbondante scelta di salumi, il tutto bagnato da del buon ricco vino (naturalmente una toscana in Emilia non può che apprezzare la buona tavola!).
Finita la cena, bramo per uscire e gettarmi nella Movida ferrarese, rimanendo immediatamente colpita dalle biciclette in giro: ce ne sono di tutti i tipi. Subito rimango attratta da quelle old style. Successivamente scopro che la bicicletta a Ferrara occupa un ruolo molto importante fra i mezzi di trasporto e non viene utilizzata solamente per fare sport, ma moltissimi cittadini la utilizzano per andare al lavoro e, ultimamente, anche come risposta all’inquinamento.  Ferrara  è sempre stata una città all’avanguardia, infatti, nell’anno in cui veniva scoperta l’America, il duca Ercole I incaricò l’architetto Biagio Rossetti di inglobare la parte periferica al vecchio centro Medievale e realizzare la prima città monumentale d’Europa all’avanguardia. Fichissimo! Praticamente, noi italiani siamo gli antenati delle moderne capitali d’Europa!!


Questo week end improvvisato continua proprio a piacermi e all’indomani, dopo la visita all’imponente fortezza Estense, che vale la pena di vedere, decidiamo di percorrere a piedi tutto il centro medioevale: piazza Savonarola, la cattedrale, l’antichissima piazza Trento e Trieste, via delle Volte, dove ancora sembra di vedere le vecchie botteghe artigiane, fino all’area del Ghetto ed il museo Ebraico.
La città vecchia è veramente incantevole e subito ci troviamo sommersi in mercatini di antichità ed un viavai di biciclette, finchè non raggiungiamo Villa Ercole I, dove davanti a noi si aprono gli stupendi palazzi rinascimentali, ben conservati anche se non tutti visitabili in quanto sede di vari uffici statali.
Arriviamo così al famoso Palazzo Diamanti, dove 8.500 pietre di marmo dal taglio diamantato rivestono la facciata del palazzo, il cui pian terreno ospita interessanti mostre in qualsiasi periodo dell’anno, mentre ai piani superiori si trova la Pinacoteca Nazionale, con importanti collezioni pittoriche.
Purtroppo, dopo una sosta con pranzo al sacco, leggermente in ritardo, nel magnifico prato innanzi il tempio di San Cristoforo alla Certosa, la Dea bendata decide di abbandonarci e visto che è impossibile trovare una dimora per un altra notte a Ferrara giunge l’ora della partenza. Per chissà dove, è un’altra storia. Un’altra improvvisazione.
Visto che tra poco siamo a capodanno e inizieranno le tiritere sul che fare, Ferrara organizza un magnifico concerto musicale non stop arricchito dallo spettacolo pirotecnico di mezzanotte dove lo scenario è il castello estense. Quasi quasi…
Alla prossima… E buon viaggio!

In camper si può… con Patrizia Belsito

Ancora una co-blogger, Patrizia Belsito, amante del camper, se non s’era capito dal titolo!

In camper si può…

… Si può andare in vacanza ovviamente, certo! Questo lo sappiamo tutti.

Ma in camper si può anche lavorare, si può andare ad una festa, si può preparare un servizio fotografico, si può partecipare ad un evento sportivo o addirittura ad una cerimonia… Insomma, veramente molte cose, alcune delle quali non te le aspetteresti mai.

E il bello è che tutte queste cose puoi farle in modo molto più comodo rispetto a chi si muove con i mezzi più tradizionali!

Ma un’altra cosa che in camper si può fare, e in maniera molto più facile rispetto a chi si muove per esempio in aereo o in treno, è viaggiare con stile.

É una deformazione professionale la nostra [lavoriamo nella moda] ma riteniamo che quando si viaggia si debba stare un po’ attenti alla nostra immagine. Stiamo facendo una delle cose che amiamo di più al mondo: viaggiare! Ci farà pur piacere essere belli mentre lo facciamo, o no?! Così anche le foto ci guadagneranno!

Quindi eccoci qui: Gabrio e Patrizia di Fashion for Travel, lui fotografo io voce narrante (e designer di moda nella vita di tutti i giorni), viaggiatori seriali innamorati del viaggiare in camper anche, ma non solo, perchè ci permette di avere sempre con noi il resto della famiglia : Eva e Gloria, rispettivamente la dobermann e la bassotta che vedete nelle foto.

Faremo incursione in Trippando per farvi scoprire un modo di muoversi diverso rispetto ai mezzi canonici, e cioè il mondo del camper. Ma anche un modo di viaggiare in camper diverso, lontano dagli stereotipi delle famiglie con papà in canottiera, mamma in bigodini e bimbi urlanti che giocano a pallone nel parcheggio della spiaggia (con tutto il rispetto per i succitati).

Siete ancora qui che state leggendo? Bene, allora seguiteci… Perchè in camper si può!

Speciale Frantoi Aperti in Umbria: cosa fare il weekend 24-25 novembre (e la nostra esperienza)

Il progetto #aciascunoilsuofrantoio sta galoppando. Il giro di boa è stato fatto e Fabiola lascia il testimone a Valentina. Questa settimana sono stati scritti e pubblicati diversi interessanti articoli delle precedenti protagoniste: Aurora e Alessandra. Se avete voglia di leggerli, ecco lo storify completo, dove oltre agli articoli troverete anche i principali tweet.

Ma veniamo a noi.

A noi Trippando’s che lo scorso weekend, in Umbria “per lavoro” abbiamo trovato il tempo di abbracciare, insieme ad Alessandro, Daniela, la “Signora Frantoi Aperti, quella che lavora tutto l’anno alla Strada dell’Olio DOP dell’Umbria e che rende possibile sia la manifestazione che #aciascunoilsuofrantoio. E’ sempre bello dare (bei) volti ai nomi.

A noi Trippando’s che, nel mezzo del “lavoro” (ma chiamiamolo #iofacciorete) siamo stati, insieme ad un nutrito gruppo di colleghi blogger a visitare un Frantoio Aperto, il Frantoio Speranza di Giano dell’Umbria.

Una bellissima esperienza. Sensoriale per me. Degustativa per il consorte (lui ama l’olio nuovo!), che si è sbizzarrito anche a fare belle foto.

E veniamo anche al weekend che è alle porte: il 24 e 25 novembre i frantoi umbri apriranno ancora le loro porte a tutti curiosi. Per chi ha deciso di partire, sul post di Ale troverete in dettaglio, gli eventi.

Per chi è ancora incerto, provo a fare il Diavolo Tentatore. Avete letto il mio articolo di ieri su quella meraviglia di borgo che è Giano dell’Umbria? Se la risposta è no, cliccate qui per recuperare. Se invece la risposta è sì, posso solo dirvi che quella meraviglia di borgo rievocherà questo weekend l’antica Festa della Frasca, di cui avevo scritto (sotto dettatura d’Ernesto) lo scorso anno su queste pagine. E che ne dite di abbinare all’olio il tartufo? A Valtopina ci sarà la mostra-mercato, come racconta Fabiola. Se non siete ancora convinti, passo all’attacco con Orvieto: sarà il suo primo anno di Frantoi Aperto. Lo scenario è spettacolare e l’idea di una “bruschetta archeologica” a me sembra interessante, a voi?