Liberiamo una ricetta: i biscotti intergenerazionali

31/01/2013. Ore 11.00.

E’ il giorno e l’ora X. Il giorno e l’ora in cui i blogger d’Italia e non solo liberano una ricetta. Una ricetta per amore, per solidarietà, per condivisione (per saperne di più su quello che sta dietro al progetto, leggete qui).

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E’ perchè c’è amore che voglio liberare nel web e condividere con voi una “ricetta intergenerazionale”. Si tratta di biscotti e li abbiamo fatti, qualche giorno prima di Befana io, la mia mamma e Marco. Li abbiamo fatti a forma di befanini (ma potrete dar loro quale forma preferite) e ci siamo divertiti un mondo: la mia mamma a fare l’impasto, io a stenderlo e Marco… a guardarci e giocare con la rotellina zig-zag.IMG_0613

Gli ingredienti sono:

  • 500 grammi di farina
  • 300 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 3 uova
  • ½ bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 1 bicchierino di rum
  • 1 cucchiaino di scorza di limone
  • 1 pizzico di sale

Noi abbiamo messo sopra anche i “diavolini”, confettini colorati e cioccolatosi, che fanno molto “befanini” e piacciono ai bimbi. Ma potete anche non metterli ed i biscotti sono buonissimi.

Procedimento:

Si mette la farina “a fontana” con le uova nel mezzo.

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Si inizia ad impastare con le mani e si aggiungono il burro ammorbidito, lo zucchero,  la scorza di limone grattata , il lievito disciolto nel latte, il liquore e un pizzico di sale. Si lavora l’impasto e si forma una palla che dovrà riposare per mezz’ora in frigo.

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Passata la mezz’ora (ma di più non guasta!) si stende l’impasto con il mattarello dandogli uno spessore di circa 4 mm.

Si taglia con gli stampini e si appoggiano i biscotti da cuocere su una teglia coperta da carta forno.

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Prima di infornarli, si spennellano con uovo sbattuto e, se vi piace, si mettono sopra i “diavolini”. Si cuociono in forno caldo per 20′, finché non avranno assunto un bel colore dorato.

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Divertitevi a biscottare. Biscottate insieme!!

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web”

Sarteano: istruzioni per una vita attiva

Quando mi sono proposta alla Signora Trippando come cronista, probabilmente non sapevo a cosa stavo andando incontro: forse l’avevo fatta più facile o forse l’ansia da prestazione non è solo una cosa da uomini e non è quindi un caso che la cronaca strampalata dei miei luoghi parta proprio da qui, dal mio luogo del cuore per eccellenza, il posto in cui sono nata e cresciuta.

Sarteano, nonostante le origini etrusco romane, l’imponente castello medievale che si annida all’interno di una spirale immaginaria fatta da case in pietra e le numerose chiese, – una tra tutte la chiesa di san Martino in Foro dove è possibile ammirare dipinti del Beccafumi e di Jacopo del Pellicciaio- è un paese giovane, sopratutto dal punto di vista turistico.

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A confronto dell’austera Montepulciano, della “vippissima” Cetona e della termalissima Chianciano Terme, Sarteano, rimasta in disparte fino agli anni 90 sta uscendo pian piano dal suo guscio per farsi conoscere. L’approccio a un tipo di turismo diverso, l’attenzione per un turista curioso ed esigente, hanno portato ad un modo tutto nuovo di concepire la destinazione. Da qui nasce l’idea di un marchio che assicura sostenibilità, attenzione e amore per il territorio: Sarteano Living.

Ed è normale, girando per il paese, trovare cartelli in cui ogni associazione, contrada, singolo negozio rivendichi la propria aiuola, infatti ogni associazione è stata chiamata ad adottare uno spazio verde e curarlo a proprio piacere; fa tutto parte della manutenzione creativa e, se mi permettete, dell’orgoglio territoriale. Attenzione per il territorio e per l’ambiente grazie anche all’implemento di isole ecologiche dedite al riciclo dei materiali e a lezioni e divertenti manifestazioni come la prima edizione delle “Ricicliadi”, organizzata dalle associazioni del luogo al fine di sensibilizzare abitanti, visitatori e bambini a differenziare, riciclare e riusare.

Aiuola adottata dalla pro-loco di Sarteano

Aiuola adottata dalla pro-loco di Sarteano

Sarteano è quindi un paese per tutti, dove grandi e piccini riescono a trovare una propria dimensione turistica; non a caso il comune si è dotato di parcheggi “rosa” situati nei punti strategici del paese per permettere a mamme e neomamme di poter parcheggiare in tranquillità e, le barriere architettoniche, purtroppo presenti nella maggiorparte delle strutture medievali, sono state – dove possibile – affiancate da rampe e accessi facilitati.

Paese giovane e camaleontico, a Natale il centro storico è stato trasformato nel Villaggio degli Elfi, dove i bambini hanno potuto raccogliersi per giocare, ascoltare fiabe e, importantissimo, scrivere e spedire la loro letterina a Babbo Natale e un’altra mutazione avverrà fra poco, trasformando il paese in una sfavillante Las Vegas, per festeggiare il carnevale all’insegna del gioco e dello spettacolo: è il Carnevale Sarteanese, organizzato da tutte le associazioni del paese con il patrocinio del Comune. Domenica 10 febbraio infatti, un vero e proprio corteo  sfilerà lungo le vie del paese per chiamare a raccolta cittadini e visitatori nella piazza principale del paese dove un ricco palinsesto di spettacoli, giochi, eventi e musica live continuerà per tutto il giorno.

Gioco, divertimento e partecipazione attiva, turismo lento, sostenibile e green sono i punti focali su cui si fissa l’offerta turistica delle Terre di Siena, di cui Sarteano fa parte.

Perchè di cose da vede’ qui ce ne so’ tante, troppe ed è quindi importante farlo lentamente, senza fretta e sopratutto divertendosi.

Ringrazio Sindaco e Pro-loco di Sarteano per le foto.

[Carnevale 2013] Il nostro primo Carnevale… Vecchianese!

Prima volta di Marco al Carnevale. Primo carnevale per bambini da adulti per me e Enrico. La peste è si è trasformata in un timidone che voleva stare solo con la sua mamma.

silvia e marco al carnevale

Il DottIng ha approfittato per fotografare noi ed il Carnevale Vecchianese. Il Carnevale di casa nostra.

Carnevale vecchianese

Un Carnevale davvero a misura di bambino. Attorno alla piazza.

Carnevale vecchiano

Due carri, un barcone e il trenino. Ed una banda della zona che si esibisce.

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Ed in più, giostra (che poi non è una giostra ma un “calcinculo”… ma mi sa che non è italiano, questo!), gonfiabili e “pesca”.

Carnevale vecchianese

Il carnevale di quand’ero bambina io. Ma con meno gente, meno bolgia. Un carnevale da provare… Un Carnevale tranquillo, se un Carnevale si possa mai definire così!

Carnevale vecchianese 2013

Le prossime date sono domenica 3 – 10 – 17 febbraio e lo speciale in notturna sabato 9 febbraio. Non mancate!!

marco fagiolini

Se non siete della zona e siete in cerca di un b&B o di una casa vacanza a Vecchiano, contattatemi… ho quello che fa per voi!

Intervista doppia a Elisa e Luca di miprendoemiportovia

E’ con grande piacere che intervisto due amici. Una bella coppia di Viaggiatori: Elisa Paterlini e Luca Golinelli del blog miprendoemiportovia.

Coppia nel blog e coppia nella vita: Elisa che mostra la faccia, Luca che resta dietro le quinte. Da dove venite e come vi siete incontrati per prendervi e portarvi via?

Elisa: Il 26 dicembre del 2010 ho chiesto ad un mio amico “storico” col quale dovevo uscire di portare con sè anche un amico “valido”. E lui si è presentato con Luca. Il 6 gennaio nasceva miprendoemiportovia e noi ci incontravamo per la seconda volta. L’amico del mio amico storico era veramente valido (o pazzo scegliete voi) visto che dopo tre mesi mi ha chiesto di sposarlo e dopo otto lo stesso amico che ci aveva presentato ha celebrato il nostro matrimonio sotto la vigna di una lambruscheria di Modena nell’ultimo caldo di settembre. Di fatto il blog ha iniziato a prendere vita dopo il nostro viaggio di dicembre a Parigi e da lì è iniziata una nuova vita insieme dedicata al viaggiare che è una passione che ci accomuna.

Luca: L’incontro è avvenuto al cinema, quella sera proiettavano “American Life” di Sam Mendes. Il film parlava di una coppia di ragazzi che girovagavano negli Stati Uniti alla ricerca della città perfetta in cui mettere radici e far nascere la loro bimba. Beh, se non era un segno del destino quel film poco ci mancava. Ogni nostro viaggio sembra rinchiudere questo desiderio, tant’è vero che le ho chiesto di sposarmi nella mia città preferita: Berlino. Non ho mai viaggiato quanto avrei voluto, anche per colpa mia, ma per fortuna è un difetto che sto correggendo di giorno in giorno! Il blog è parte integrante della nostra vita, un’espressione del nostro amore per il viaggio.

Che bello questo incontro e il prendersi e portarsi via: qual’è stato il primo posto in cui “vi siete portati”?

Elisa e Luca: E’ difficile rispondere perché i viaggi che abbiamo fatto hanno avuto tutti un significato particolare e allora come definire il primo? La prima volta in assoluto che siamo andati via insieme è stato per un weekend a Siena. Assai piovoso ma anche molto romantico dove abbiamo fatto colazione con Brunello inebriati da questa bella città e dalle sue attrattive enogastronomiche. Quello però era un week end non un viaggio nel vero senso della parola. Il nostro primo vero viaggio è stata la Germania. Un viaggio on the road fino a Berlino e Bamberga patria della birra artigianale che adoriamo! Berlino è la città dove ci piacerebbe abitare se la lingua e il clima non fossero così ostici. Berlino ci piace così tanto perché oltre ad essere densa di storia è una città in cui si respira arte ovunque e pullula di locali strampalati che ci sono rimasti nel cuore.

Ecco perchè siete ritornati a siena anche qualche tempo fa: com’è stato riviverla da sposati, con viaggi e vita comune alle spalle?

Elisa e Luca: Siamo già tornati a Siena tre volte ed ogni volta ne abbiamo scoperto un pezzo in più come del resto ad ogni viaggio che compiamo scopriamo un pezzo in più di noi due. Viaggiare per noi è una necessità e farlo insieme è sempre un’occasione per scoprirci e metterci alla prova anche come coppia.

Mi pare di capire che Siena è “la vostra città italiana” e Berlino quella europea. E nel mondo? Quale altra città amate più delle altre?

Luca: Beh un posto d’onore l’ha sicuramente una città messicana ricca d’arte e sconosciuta ai più che risponde al nome di Guanajuato.  Il clima è splendido tutto l’anno e la sera è una festa continua tra locali e bande di mariachi che animano la piazza centrale. E poi  abbiamo un legame speciale con questa città: l’anno scorso abbiamo partecipato al matrimonio di Luca, il fratello di Elisa, e Isabel, mexicana di Guanajuato. Com’è facile immaginare è stata un’esperienza che ci porteremo sempre nel cuore… anche se sopravvivere al karaoke dopo 12h di festeggiamenti è stata una vera e propria impresa!

Elisa  e Luca a Guanajato - Messico

Elisa e Luca a Guanajato – Messico

Elisa: Certo a Guanajuato abbiamo lasciato un pezzettino di cuore e vorremmo tornare presto ma abbiamo un bellissimo ricordo anche di Città del Messico. Io ci ero già stata da sola, stavo in un hotel lurido nel centro storico, ricordo il “coprifuoco” al calar del sole e di essere scappata dopo un giorno. Città del Messico è una città strana, bisogna saper andare oltre le apparenze per apprezzarne tutta la sua bellezza e la sua carica vitale. Infatti quando siamo tornati nel 2011 insieme il soggiorno ha avuto tutto un altro sapore. Siamo restati cinque giorni ma avessimo potuto ci saremmo soffermati di più. Entrambi amiamo molto le opere di Frida Khalo e Diego Rivera così che abbiamo ricalcato le loro orme visitando tutti i luoghi per loro più importanti della città dalla mitica casa Azul dove Frida ha vissuto la sua infanzia alla casa in cui hanno vissuto lei e Diego nei sobborghi di città del Messico. Ma ciò che più ci ha colpito è stato il museo Dolores Olmedo dove abbiamo potuto ammirare le opere più belle di Frida come “la colonna spezzata”.

E del viaggio di nozze, che cosa ci raccontate?

Elisa e Luca: Il nostro viaggio di nozze è stato in Sud Africa, Botswana e Cascate Victoria. Un viaggio che non scorderemo davvero mai, pieno di emozioni come ogni viaggio certo ma diverse perchè a contatto con la natura selvaggia. In Sud Africa abbiamo passato qualche giorno al Kruger National Park in una riserva privata. Ogni mattina si partiva all’alba col ranger e lo scopriorme alla ricerca dei big five e al tramonto ci aspettava nuovamente un nuovo safari immersi nei meravigliosi tramonti africani. Dal Kruger siamo volati a Cape Town dove con la macchina siamo arrivati fino al Capo di Buona Speranza avvistando dalla costa le balene! Sempre con la macchina poi siamo andati nelle winelands (sapete come amiamo il vino, no? vi abbiamo dedicato anche una rubrica del blog) dove le cantine vinicole sono delle vere e proprie regge, a volte delle gallerie d’arte! Altra tappa in Botswana al Chobe National Park volando sopra il delta dell’Okavango, uno degli eco sistemi più spettacolari al mondo. In 5 sopra ad un Cessna sperando che non fosse l’ultima volta! Ed infine il viaggio è terminato alle Cascate Victoria, le più grandi al mondo, un’emozione indimenticabile.

Elisa e Luca alle Victoria's  fall

Elisa e Luca alle Victoria’s fall

…e il viaggio a Bali?

Elisa e LucaBali invece è stato uno dei grandi viaggi del 2012. Stanchi delle diatribe sui blog tour lo abbiamo denominato #balilovetour, abbiamo contattato le strutture turistiche per proporre loro di visitarle. Purtroppo abbiamo scelto il periodo sbagliato, in molte si sono dette interessate ma il periodo di così alta stagione non ci ha permesso di soggiornare presso le loro strutture.
E’ comunque stato un viaggio ugualmente denso di avventura a bordo del nostro scooter dove non ci siamo fatti mancare nulla  nemmeno un incidente!
a Bali...

a Bali…

Come è stato passare da viaggiare da soli (o con amici) ai viaggi di coppia?

Elisa: Viaggiare da soli è bellissimo, ti mette a contatto con te stesso, coi tuoi limiti, con le tue paure e tutto quello che conquisti lo vivi come un successo personale.
Viaggiare in due, se ci si sente affiatati e sulla stessa lunghezza d’onda è magnifico. Ti permette di crescere insieme, ti mette alla prova. Prendi quest’estate a Bali quando abbiamo fatto un incidente in scooter. Essere in due è stata una vera risorsa. Dove non arrivo io c’è Luca e viceversa. Se io sono giù lui mi tira su, se lui non è contento di una cosa io ci metto un po’ della mio ottimismo. Le esperienze in due sono ancora più arricchenti perchè godono di due punti di vista. Ma occorre essere in sintonia, ci vuole feeling e non è solo una frase scontata. Ho viaggiato anche con altri partner ma le cose non andavano così come vanno adesso, quindi viaggiare in due è bellissimo ma dipende chi c’è al tuo fianco.
Luca: (premetto che rispondo senza leggere la risposta dell’Eli!) Per me è stata la conferma che la felicità è tale solo se condivisa. Viaggiare ti offre infinite possibilità di gioire di ciò che stai vivendo, e volgere lo sguardo verso la tua compagna e vedere nei suoi occhi trasparire gli stessi tuoi sentimenti non ha eguali. Poi arrivano i momenti brutti, quelli in cui puoi incappare in un incidente, in un furto o in uno smarrimento di bagagli, ma sai sempre che quando sei giù l’altro è al tuo fianco che ti risolleva con una sonora risata.

Presto sarete in tre. Come pensate ai vostri viaggi “di famiglia”?

Elisa e Luca: Ecco questa sì che è una bella sfida. La più grande. Appena ha scoperto di essere in incinta Elisa ha esclamato: “Oddio! E adesso come facciamo a viaggiare?”. Non sarà una cosa semplice ma speriamo il più possibile di rimanere fedeli a noi stessi e alle nostre passioni. Crediamo che molto sia dovuto alla nostra cultura italiana che ci inculca l’idea che avere un figlio significhi schiavitù e di conseguenza fine assoluta dei viaggi (al massimo a Pinarella… senza nulla togliere a chi va in vacanza in Riviera con la famiglia, ma non è ciò che fa per noi). Se guardiamo agli altri Paesi scopriamo che viaggiare coi propri bambini è possibile. Sempre a Bali, in una bettola di hotel, c’era una coppia australiana che faceva colazione mentre il loro bimbo di poco più di un anno esplorava il pavimento in compagnia di un gatto. Subito abbiamo immaginato le facce delle nostre madri scandalizzate!
Del resto è una musica che si ripete: è successa la stessa cosa per il matrimonio, tutti a dirci, con fare minaccioso di chi la sa lunga: “Vedrete che cambierà!”.
E in effetti è cambiata.
Ma in meglio!

Siccome Elisa e Luca partecipando ad un concorso e “chi non piange, non puppa” (giusto per restare in tema di figli…), piango io per loro, invitandovi a leggere questo loro articolo, a commentarlo, a condividerlo se vi piacerà (vi piacerà, vi piacerà!)

Paola in viaggio e in cucina

Ecco tra i trippando’s Paola Forneris, grande viaggiatrice, che ci condurrà in viaggio… e anche in cucina!

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Adoro scrivere di viaggi e di cucina almeno quanto adoro viaggiare e cucinare, ma quando mi chiedono di scrivere di me inizio ad avere la sindrome da “mente vuota”. Un po’ come quando all’università, dopo aver studiato come una pazza, la mattina dell’esame non ricordavo più assolutamente nulla.

Poi pero’ quando inizio non mi ferma più nessuno!

Da sempre ho avuto una passione per i viaggi, trasmessami sicuramente dai miei genitori. Ricordo ancora i viaggi con loro da bambina e da ragazzina: quante risate che ci facevamo!! Solitamente ci spostavamo in auto e ci divertivamo tantissimo; non sono mai stata una di quelle bambine che chiedevano “ma quando arriviamo?”, piuttosto stavo tutto il tempo con il naso appiccicato al finestrino beandomi dei panorami che mi scorrevano davanti agli occhi.
E per mia grande fortuna ho trovato un lavoro che mi appassiona e mi permette di viaggiare sovente, e un compagno che condivide con me al 100% la passione dei viaggi. Cosa volere di più?
Gli amici dicono che la nostra casa non ci crolla di certo in testa. Se non sono in viaggio per lavoro ho comunque sempre la valigia pronta e la macchina fotografica  in carica.
La nostra passione (quando parlo di viaggi lo faccio al plurale includendo anche il mio compagno Roberto) sono gli USA. Il nostro desiderio è poterli visitare tutti e 50. Siamo a buon punto, quasi a metà, e già pianifichiamo le prossime tappe. Ma più di tutto ci piace scoprire il nostro paese, i borghi e i paesi italiani hanno tantissimi monumenti, musei o scorci che sanno affascinarci senza dover per forza percorrere centinaia o migliaia di chilometri.
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E’ proprio per raccontare i nostri viaggi che da poco abbiamo iniziato a scrivere il nostro blog “Viaggi e Cucina P&R” dove condividiamo con gli amici la passione del buon cibo e delle mete che riteniamo meritino essere visitate.
Poi ho conosciuto Silvia, grazie a Twitter, e mi sono appassionata a leggere il blog della Signora Trippando. E quando ho letto il post “Trippando cerca te“…non ho resistito e mi sono lanciata !

Mare in Sicilia: Scala dei Turchi

Se avete in mente una vacanza esotica non c’è bisogno di andare ai Caraibi, è sufficiente prenotare un volo per la Sicilia e andare alla scoperta di uno dei posti più incantevoli che la natura ci ha regalato. La Sicilia è uno scrigno ricco di tesori e di bellezze naturali oltre ad essere una meta valida tutto l’anno per via del suo clima mite. Immaginatevi una scogliera bianchissima che si erge a picco sul mare. Aprite gli occhi e ammirate il contrasto tra il blu del mare e il bianco della pietra. Credo che non esista nulla di più sensazionale. Scala dei Turchi è veramente un posto unico ed esiste davvero. Si trova a Realmonte a pochi chilometri dalla stupenda Valle dei Templi di Agrigento. Siete curiosi di sapere cos’è che rende così bianca la scogliera? Vi dico subito che non è argilla, come molti pensano, ma si tratta di marna, una roccia sedimentaria calcarea e argillosa. Ma sveliamo una curiosità sul nome. Scala dei Turchi è chiamata così per due motivi. In primis perchè assomiglia ad una scalinata e in secondo luogo perchè in passato i pirati saraceni e quindi i turchi trovarono rifugio in questa zona e utilizzarono la scalinata naturale per raggiungere e depredare i paesi vicini. Circola in giro un’altra storia, quella di “u zitu e a zita” (in dialetto siciliano: il fidanzato e la fidanzata), su due ragazzi innamorati ma ostacolati, che giurandosi amore eterno si lanciarono nel vuoto e si trasformarono nei due scogli che affiorano nel mare di fronte.

Ammirando questo splendore non si può non rimanere affascinati. Si nota il passaggio lento ma allo stesso tempo incessante del vento e del mare che hanno scolpito e modellato la parete rocciosa. Per accedervi bisogna procedere per delle scalette naturali che dalla strada scendono giù fino alla spiaggia. Vi avviso subito che bisogna fare un lungo cammino ma la vostra fatica sarà largamente ricompensata.

Dopo essere scesi in spiaggia si può percorrere la scogliera in lungo e in largo, sdraiarsi per prendere il sole e magari dopo un pò lanciarsi direttamente in acqua. Se si hanno dei bambini si può approfittare della spiaggia di sabbia finissima ai piedi della falesia per farli giocare. L’ acqua è cristallina e in riva è molto bassa, ideale se si vuole entrare gradualmente in acqua. Potrete passare una giornata intera senza accorgervene e magari godervi anche il tramonto.

Come arrivare: Una volta atterrati in uno degli aeroporti della Sicilia (Catania, Palermo, Trapani) vi consiglio di noleggiare un’auto e una volta arrivati parcheggiare gratuitamente sul ciglio della strada che sovrasta la Scala dei Turchi o in uno dei parcheggi a pagamento. Se vi trovate a Realmonte sappiate che una navetta del comune vi porterà direttamente alla spiaggia oppure si può decidere tranquillamente di fare a piedi il percorso impiegando circa 35 minuti.

Suggerimenti: Questo percorso forse non è adatto a tutti soprattutto a chi ha bambini piccoli o a chi soffre di vertigini.

E’ da tenere presente che la segnaletica è un pò carente e quindi potreste avere delle difficoltà a trovare il posto.

Una mami chips & crafts ci porterà in Brianza… nel weekend

Abbiamo una nuova co-blogger: si chiama Valentina Scuteri e la sua rubrica sarà “weekend in Brianza”. Indovinate dove ci porterà?

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Sono Valentina ho 31 anni e sono mamma di Davide, un treenne molto allegro vivace. Da sempre ho la passione per i colori e per tutto quello che si può realizzare con le mani, se è riciclato poi, ancora meglio. Da un paio di anni appunto tutti i miei lavori su una bacheca virtuale: mami chips & crafts. Lì trovate quello che viene fuori mettendo insieme la mia testa e quella del mio bimbo.
Durante la settimana sono grafica part-time, mentre nel week end mi piace trovare e scoprire quello che i dintorni possono offrici. Quindi giretti economici, vicini e semplici da fare anche con Davide. Cosa c’è di meglio di una bella passeggiata nel bosco con pic-nic?

Mini-guida: come organizzare una settimana bianca all’Alpe di Siusi

Dopo avervi chiesto consiglio su dove andare in settimana bianca con bimbo al seguito, vi ringrazio per la partecipazione e vi annuncio -ormai ufficialmente- che: andremo all’Alpe di Siusi… Oddio. Ufficialmente. Non abbiamo ancora prenotato ed abbiamo ancora dubbi. Però, dai, se non è quest’anno, Siusi ci vedrà presto.  Magari appena potremo piazzare anche Marco sugli sci…

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Anyway… Come ho raccontato la scorsa settimana, ricercare in internet un luogo dove dormire all’Alpe di Siusi è un marasma: non ci sono blog che ne parla e le informazioni “indipendenti” sono ridotte a zero, se si tralascia Tripadvisor, di cui, come sapete, io non mi fido (e se non lo sapete, leggete qui!). C’è voluto un post sconfortato perchè mi arrivasse l’illuminazione. E’ arrivata da parte della Società di Marketing Alpedisiusi.info e voglio condividerla con voi, creando così una mini-guida che possa essere utile a tutti.

Le strutture alberghiere situate all’Alpe di Siusi stanno direttamente nel comprensorio sciistico; gli impianti (21) sono sparsi per l’intera Alpe e tramite piste di collegamento è possibile raggiungere tutti gli impianti senza problemi. Inoltre è possibile collegarsi anche con la zona sciistica della Val Gardena usando la cabinovia per Ortisei o il pullmino da Saltria per “Monte Pana” (S. Cristina).

L’Alpe di Siusi è suddivisa in quattro zome: Compaccio, Saltria, Piz e Giogo.

La zona di “Compaccio“ è un piccolo centro turistico dove ci sono noleggi, negozi, bar/ristoranti, banca, chiesa e quant’altro.

A Compaccio hanno sede anche due scuole di sci, che non offrono soltanto i corsi sci ma anche i “fun park” per far divertire i nostri piccoli ospiti (sia indoor che anche outdoor). Un parco giochi indoor è disponibile anche presso il “Ristorante Alpi” a Compaccio.

La zona di “Saltria” dista circa 6 km da Compaccio. Le strutture situate lì sono sempre a poca distanza dagli impianti sciistici (tranne il “Rif. Molignon) e Saltria è collegata tramite un servizio shuttle (linea 11) a Santa Cristina.

Ecco le distanze dagli impianti delle strutture alberghiere (disponibili  nel periodo in cui andremo noi!):

Zona di “Compaccio” (al massimo ca. 150 mt)

Hotel Plaza, Hotel Bullaccia, Hotel Schmung, Hotel Bellavista, Alpina Dolomites, Hotel Compatsch e Hotel Urthaler

Zona di “Saltria”

Rif. Zallinger (pista di slittino e di collegamento per la pista “Florian”, Mountain Resort Hotel Saltria, Hotel Brunelle (a due passi dalla pista Florian)

Zona del “Giogo”

Hotel Punta d’Oro (a due passi dalla pista Punta d’Oro)

Zona del “Piz”:

Vitalpina Hotel Icaro (due passi dalla pista Monte Piz)

Sporthotel Sole/Sonne (due passi dalla pista Sole)

L’hotel Gstatsch/Costazza non sta direttamente nel comprensorio sciistico ma circa 2,5 km prima di arrivare a Compaccio.

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Ulteriori informazioni utili:

Potete scaricare qui la cartina sciistica invernale

Siccome l’Alpe di Siusi fa parte del “Parco Naturale” ci sono limitazioni al traffico: in pratica la strada per salire all’Alpe rimane chiusa per il traffico pubblico dalle ore 9 alle ore 17. Chi prenota un albergo all’Alpe di Siusi ha tuttavia diritto al permesso di transito, che viene rilasciato presso la stazione info/forestale a San Valentino (sulla strada salendo verso l’Alpe).  

Photo Credits: alpedisiusi.info

Ecco Manuela, che di viaggi… se ne intende!

Ecco Manuela Ricci, una nuova co-blogger, una che di viaggi… se ne intende!

Ciao a tutti, sono una new entry, e quindi doverosamente mi presento!

Nata a Latina, dove lavoro, vivo a Sabaudia, meravigliosa cittadina sul mare proprio nel mezzo del Parco Nazionale del Circeo.

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Diploma di ragioneria, una laurea in Sociologia con indirizzo comunicazione nel 1994. Dopo la laurea, per caso, inizio il classico lavoro estivo presso un’agenzia di viaggi della mia  città e dopo un anno circa è diventata mia… anzi, in parte mia (ho altre due colleghe in società con me).

Sono passati tanti anni e la mia storia si è sempre svolta tra i viaggi: li organizzo per altri, li organizzo per me stessa e spesso mi è capitato e mi capita di viaggiare per lavoro. Insomma, la parola viaggio è il leitmotiv della mia vita.

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Ho iniziato a viaggiare fin da piccola con mia madre e non ho mai smesso… per me viaggiare è come bere ad una fontana quando hai tanta sete… come quando fai un tuffo in mare dopo tante ore di sole, una “necessità”, per dirla in breve.

Non elenco qui le mete che ho visitato, avrete modo di leggere le piu’ interessanti nel blog, ma vi assicuro che oggi sempre di piu’ ritengo che un viaggio, per piccolo o grande che sia , diventi un pezzettino di noi!

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Buon viaggio a tutti allora !!!
Manuela

Benvenuti a casa mia, Belforte del Chienti!!!

Essendo questo il mio primo post su Trippando, ho deciso, prima di parlare di terre lontane, di portarvi a casa mia, nelle Marche.

Diciamo che in parte si tratta un po’ anche di deformazione professionale…

Siamo a Belforte del Chienti, in provincia di Macerata, un piccolo paese di nemmeno 2000 abitanti. Proprio come una sentinella, è arroccato su un’altura che domina il fiume Chienti, ed è da questa felice posizione geografica che il paese trae il proprio nome (“bel forte” o “bella fortezza”).

Belforte - Capoluogo

Il castello, sorto nel XII secolo, è stato aspramente conteso tra Camerino e Tolentino, finché, caduto nelle mani di Francesco Sforza, è entrato a far parte dei domini dello Stato Pontificio prima e del nuovo Stato Italiano poi.

Le mura castellane attualmente visibili risalgono al XIV secolo, anche se sono state in parte ricostruite a est nel Settecento e ulteriormente restaurate nel secolo scorso.

Belforte dal lago

Belforte del Chienti ha dalla sua non solo bellezze paesaggistiche, ma anche eccellenze artistiche ineguagliabili (e lo dico con una punta di sano orgoglio campanilistico).

Tra queste, il Polittico di Giovanni Boccati (1468, Chiesa parrocchiale di Sant’Eustachio), straordinario esempio di arte tardogotica della Scuola Camerinese, indicato da voci ufficiose come polittico più grande d’Europa. Personalmente, ogni volta che entro in questa chiesa sono letteralmente rapita da queste tavole dorate, ben 35, che raccontano la devozione di un paese.

Polittico GiovanniBoccati

C’è poi la Chiesa di San Sebastiano, eretta dalla Comunità a protezione dalla peste nel 1479, che conserva ancora oggi resti di affreschi ex-voto ed un esemplare portale in cotto; l’edificio, oggi sconsacrato, ospita il MIDAC – Museo Internazionale Dinamico di Arte Contemporanea, un luogo multiespressivo (fotografia, pittura, scultura, video-arte) in cui i lavori esposti sono realizzati da artisti di tutto il mondo.

A completare l’idillio, una gastronomia senza pari: olio, formaggi, miele, salumi tipici, pane e dolci tradizionali rigorosamente prodotti in loco, senza contare che Belforte, insieme ai limitrofi Comuni di Serrapetrona e San Severino Marche, è zona di produzione della famosa Vernaccia D.O.C.G. di Serrapetrona, spumante rosso naturale proveniente da uve del vitigno omonimo, coltivato su una superficie vitata complessiva di soli 45 ettari.

Basta tutto ciò a convincervi che sia davvero un “Bel-Forte”?