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Mi occupo di social media, incoming e turismo 2.0. Il turismo non convenzionale per un' aspirante copy non convenzionale.

L’ABC da spiaggia della Dani…

gabbiano

A come anabbronzante. Esatto, avete capito. Purtroppo la mia pelle è talmente bianca che mi costringe ad usare quel tipo di crema antiscottature che si, non ti fa bruciare ma nemmeno abbronzare, quindi Anabbronzante.

B come borsa, ovvio. Sono una donna ed in quanto tale attratta dalle borse, anche quelle da mare, spesso con colori improponibili. Ne ricordo una bellissima, molto anni ’80 di plastica, con l’acqua colorata sul davanti e dei trashissimi pesciolini colorati che galleggiavano. Adoro questo tipo di cose.

C come caldo, perché alla fine io in spiaggia ci sto proprio poco e se ci sto sono a mollo. Non riesco a stare ferma sotto al sole in stile lucertola, forse è anche un po’ colpa del punto A.

D come Doposole. Non credo ci sia altro da aggiungere….

E come Estate. (accidenti quanto è scontato il mio abc…)

F come first kiss. Come in un romanzetto da adolescenti ebbene anche io il mio primo bacio l’ho dato al mare, in spiaggia, che la sabbia e la vergogna si confondevano insieme…

G come gesso. Penso di essere tra le poche ad aver affrontato un’intera vacanza al mare con il gesso alla gamba…che comunque portò bene.. (vedi F)

H no vabbè, l’acca la salto…

I come Isola. Un’ isola qualunque insomma perché mi piace l’idea di delimitazione. Mi da sicurezza…

L come lungomare perché è pieno di gente, perché di solito la passeggiata sul lungomare si fa la sera quando è fresco, quando l’ abbronzatura risalta meglio…(per chi ha un’abbronzatura, ovvio)

M come Marina di Grosseto e Bagno Moderno ovvero l’unica spiaggia che mi ha accompagnato dai 10 ai 18 anni. Il fatto che adesso non esista più mi ha molto rattristato e  l’idea di non poter tornare fra quegli ombrelloni navigando nei ricordi mi fa sentire un poco persa.

N come nuoto. Magari non ci crederete ma la sottoscritta  oltre a saper nuotare nemmeno troppo male, adora stare in ammollo, anzi, è forse il motivo principale per il quale ancora scelgo il mare per le mie vacanze.

O come ombrellone. Scontato forse ma per me vitale e importante.

P come pesce. La c di cibo era occupata e comunque la P  rende di più perché se sono al mare e ne ho la possibilità io mangio pesce. Sempre. Per altri cibi c’è l’inverno.

Q come “ma quante lettere ha l’alfabeto?” sono cose che ti chiedi solo quando stai facendo un ABC di questo tipo….

R come…Racchettoni!!! Sfido chiunque a non avere a casa, in cantina, almeno un paio di racchettoni. Nella mia cantina ci sono, di legno e coi manici rosa fucsia; credo facciano parte del set trash anni ’80 insieme alla borsa della B.

S come Sardegna. Quel mare li non lo batte nessuno così limpido e trasparente che dopo, inevitabilmente, fai confronti con altre spiagge e vince sempre lei. Sardegna meno Vip chiaramente.

V come Vieste. Perchè c’è il mare, lu sole e lu jentu….e la burrata!!

Ecco, questo è il mio ABC della spiaggia, più o meno…spero vi abbia almeno fatto sorridere.

A Sarteano sale la Febbre… da Cavallo!

Una delle cose più belle che ho scoperto abitando a Sarteano è, per esempio, affacciarsi alla finestra e veder passare i cavalli. Esatto, perché qui capita spesso che tra una Panda e una Fiesta ci sia in mezzo anche uno o più cavalli e cavalieri a passeggio.

C’è una sorta di connubio speciale fra i sarteanesi ed il cavallo; sarà colpa della Giostra del Saracino, sarà la passione per la natura, fatto sta che qui, se non hai un cavallo, conosci almeno un paio di persone che ce l’hanno.

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A noi quindi il cavallo piace, ed è per questo che ben dieci anni fa è nata la manifestazione Febbre da Cavallo.

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Febbre da Cavallo che si terrà questo week end (14 – 16 giugno) racchiude un po’ tutto l’amore e la passione che i sarteanesi hanno per questo animale. Mostra mercato dell’artigianato, enogastronomia, mostra delle razze equine e mercato delle attrezzature equestri sono solo il contorno agli spettacoli, le dimostrazioni e le gare di Monta da Lavoro agonistiche.

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Ci sarà anche un villaggio indiano per i più piccoli con laboratori e momenti di gioco, sempre perché a Sarteano pensiamo proprio a tutti.

Un’occasione per conoscere i cavalli, osservarli da vicino e, soprattutto conoscere Sarteano girandolo in carrozza: per l’occasione anche la famosa Tomba della Quadriga Infernale aprirà le sue porte ai visitatori…meglio di così!!!

Questo è il mio invito ufficiale a venire, vedere e divertirvi!!

Photo credits: Pro Loco Sarteano

Da Reitano a Cody Chesnutt, la nuova faccia di Chianciano Terme

A volte si tende a pensare che la provincia sia un luogo chiuso, dove le idee magari nascono senza avere un seguito.

Niente di più sbagliato mi viene da dire, soprattutto, quando penso alla “Festa della Musica” di Chianciano Terme e di quanto in questi anni sia cresciuta.

Mi ricordo alcuni anni fa (non troppi, ma nemmeno pochissimi ahimé) una sera d’estate, forse agosto; aveva piovuto e con alcuni amici decidemmo di andare ad un concerto organizzato da alcuni ragazzi di Chianciano Terme in cui si esibiva un gruppo quasi sconosciuto (o almeno per me era così).

La band che suonava in quel parco, contornata solo da poche luci e diverse persone erano i “Marta sui Tubi”, i ragazzi che avevano organizzato il concerto erano quelli del “Collettivo Fabrica” .

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(Ph. Credit Emiliano Migliorucci)

Il “Collettivo Fabrica” è un’associazione culturale senza scopi di lucro che ogni anno, nella seconda metà di luglio porta a Chianciano alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale.

Da quella sera molte cose sono cambiate e la Festa della Musica è diventata una delle kermesse musicali più importanti nella provincia di Siena, al primo posto fra gli eventi musicali ad ingresso gratuito.

Fin dal 2007 l’evento si è tenuto presso i giardini pubblici della cittadina termale, ma nel 2012 l’organizzazione ha deciso di cambiare location spostandosi nel Parco Termale di Fucoli, più centrale ma soprattutto più grande: decisione obbligatoria visto le migliaia di giovani che partecipano da ogni parte della toscana. D’altro canto è difficile trovare una manifestazione a costo zero che dà la possibilità di assistere a concerti di artisti del calibro di  Nada, Zen Circus, Meg, Le Peuple de l’herbe, Kultur Shock …e altri ancora.

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(Ph. Credit Emiliano Migliorucci)

La cosa sorprendente di quest’evento è che non è solo un’occasione per ascoltare della buona musica, gustare i prodotti tipici del territorio, rigorosamente a Km zero e preparati sul momento direttamente da loro, fare un giro nell’interessante mercatino dell’artigianato allestito per l’occasione, ma è anche un modo per far bene all’ambiente: collaborando con il circolo locale di Legambiante, infatti, il Collettivo Fabrica conferma ogni anno il proprio impegno ecologista, utilizzando bicchieri e stoviglie in materiale biodegradabile (Mater-Bi), curando con la massima attenzione la raccolta differenziata e distribuendo gratuitamente acqua potabile attraverso un potabilizzatore, con il conseguente azzeramento nella distribuzione di bottiglie di plastica e questo ormai si sa, mi piace non poco.

Ristorante, mercatino, palco e uno spazio giochi attrezzato dedicato ai più piccoli sono le caratteristiche che rendono La Festa della Musica adattissima a chiunque abbia voglia di passare una bella serata non per forza “pogando sopra le casse”.

Se è vero che da vedere c’è tanto e che io consiglio di guardarlo lentamente in questo caso sono dell’idea che un paio di salti a tempo di musica non possono che fare bene.

 

Le Invasioni Digitali a Sarteano

Chi mi segue su twitter avrà notato nel mese d’Aprile la mia insistenza verso un paio di hashtag: #3TSarteano e #invasionidigitali.

Il manifesto di Invasioni Digitali, nato da un’idea di Fabrizio Todisco  in collaborazione con l’Associazione Piccoli Musei e i nostri amici di #iofacciorete, è semplice e geniale nello stesso tempo poiché unisce due concetti all’apparenza differenti: la cultura ed il web 2.0.

Subito dopo aver letto il manifesto dell’iniziativa mi sono entusiasmata perché l’ho trovata davvero un’idea geniale, poi, spinta anche dalla mia amica Roby, fan sfegatata di Sarteano, ho deciso di partecipare anche io organizzando una bella giornata invasiva!

Avevo dalla mia parte uno dei luoghi più belli, l’asso nella manica che ancora non avevo giocato: la Tomba della Quadriga Infernale e il Museo Civico Etrusco.

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Quando ho parlato alla direttrice del Museo del mio progetto ne è rimasta entusiasta e insieme all’infaticabile sindaco ho organizzato il tutto.

Ho immaginato l’invasione come una normale giornata sarteanese quindi stabilito come punto di ritrovo Piazza XXIV Giugno, siamo partiti alla scoperta del Museo dove Chiara, la nostra guida ci ha illustrato ogni sala in modo impeccabile. Considerando la maggioranza femminile degli invasori, è stato particolarmente apprezzato il canopo, con orecchini d’argento originali, che dimostra la parità femminile ai tempi degli Etruschi.

Dopo le sale del museo, Chiara ci ha guidato verso la Tomba della quadriga infernale, situata presso la località “Pianacce”; questa tomba è davvero qualcosa di indescrivibile, vi basti pensare che i colori degli affreschi sono tutti originali e che per preservarli è necessario uno scrupoloso controllo dell’umidità all’interno della tomba. Questo per chi magari si chiedesse come mai il tempo di visita all’interno è di massimo dieci minuti e solo per poche persone per volta).

Sinceramente potevo anche fermarmi qui, i miei invasori erano già abbastanza stupiti di quanta bellezza si celasse a Sarteano, ma no, ho voluto proprio strafare!

Dopo un bel piatto di pici, infatti, ci siamo diretti verso il Teatro degli Arrischianti, un piccolo gioiellino nel cuore del paese; dopo diversi anni di chiusura e di restauro il teatro ha rivisto la luce nel 2000 ed è ad oggi uno dei luoghi d’aggregazione e di cultura più importanti del paese grazie anche alla Nuova Accademia degli Arrischianti che ogni anno sviluppa un ricco calendario di appuntamenti teatrali.

La conclusione per ogni invasione che si rispetti è il Castello; d’altronde solo quando si prende possesso della torre principale si può dire d’aver invaso e conquistato un paese, quindi armati di ombrelli ci siamo arrampicati attraverso il grazioso centro storico per raggiungere la tanta agognata meta: il Castello.

Il Castello di Sarteano è l’attrattiva principale, se non altro perché è il più visibile ed è il simbolo con cui quasi tutti i Sarteanesi si riconoscono. Fino a qualche anno era chiuso al pubblico, trascurato e ricoperto da erbacce incolte, poi il Comune è riuscito ad acquistarlo e ristrutturarlo affinché tutti i cittadini ( e non) potessero ammirare la bellezza dei quattro livelli visitabili dell’imponente Mastio a cui si accede dal grande ponte levatoio. Un salto nel medioevo.

A questo punto le Invasioni Digitali a Sarteano erano veramente finite anche se pensandoci bene, di cose da vedere ce ne sarebbero stare ancora moltissime. Spero quindi nelle Invasioni Digitali 2014 perché la cultura ha bisogno di essere liberata e condivisa sempre, intanto  qui la board di Pinterest sull’invasione!

Buona digitalvisita!! ;)

Arte in Fiore a Sarteano… e finalmente la primavera

Quando dico che a Sarteano una si pensa e cento se ne fanno non è così per dire. Questa volta, complice la primavera abbiamo pensato di dedicarci ai fiori.

Arteinfiore  infatti è il nome della manifestazione sarteanese che si terrà il 4 ed il 5 Maggio per tutte le vie del paese.

Fiori e piante come è nello stile Sarteano Living, un’occasione per grandi e piccoli di imparare il rispetto per la natura e l’ambiente all’insegna della creatività, della sostenibilità e del riuso.

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Colori e profumi saranno protagonisti durante tutta la manifestazione, installazioni artistiche, piante rare e curiose e un mercatino dedicato agli amanti del “pollice verde” e all’artigianato sono solo alcune delle attrazioni che coloreranno tutto il paese.

Una cosa a cui sicuramente non vorrò mancare sarà il laboratorio – atelier di “pittura sumi-e” che mi incuriosisce molto. Se anche voi, come me non avete idea di cosa sia guardate qui e poi venite a vederla dal vivo a Sarteano!

Una particolare attenzione poi è stata dedicata, come sempre, ai bambini: laboratori creativi, corsi di giardinaggio e giochi grazie all’impegno del gruppo “nonsolomamme” che ha largamente contribuito nel tempo a fare di Sarteano un paese a misura di bambino e quindi un paese per tutti perché se i bambini sono felici noi lo siamo di conseguenza.

(Ph. Credit OasiVerde )

Perchè di cose da vede’ qui ce ne so’ tante, troppe ed è quindi importante farlo lentamente, senza fretta e sopratutto divertendosi.

Un Terzo Ciascuno – Siena e il mio Terzo – parte del cuore

In tempi di crisi bisogna risparmiare ed è per questo che ho deciso di scrivere due post in uno.

No, scherzo, qui si tratta proprio di destino o karma o casualità, chiamatelo come volete, ma quando Borgo Grondaie mi ha assegnato il Terzo io ho esultato: quello era il mio luogo del cuore.

Siena in generale lo è, lo ammetto, ma Via Salicotto, Piazza del Mercato e i vicoli adiacenti sono stati la mia casa per tanto tempo ed è impossibile che io non pensi a Siena senza pensare a quella parte li.

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Quando sono arrivata la prima volta a Siena, giravo con il tuttocittà in mano, era un’epoca in cui non esisteva google e quindi nemmeno google maps; mi sentivo anche un po’ spaesata poi però dopo qualche tempo ho realizzato che tra quelle vie mi sentivo bene e che, come ho avuto modo di dire più volte “quella era casa, nel bene o nel male”.

Chi ha fatto lo studente fuorisede sa di cosa parlo: libertà, responsabilità, pochi soldi e molti sogni .

Fare la turista in un luogo che si crede di conoscere è interessante, vi consiglio di provare. L’occhio è diverso, la mente si concentra su cose che generalmente non guardiamo; è solo il cuore che rimane li.

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Ricordo ancora quando in Piazza del Mercato, sotto al “Tartarugone” come lo chiamano i senesi c’erano le cabine telefoniche e la sera dovevi fare la fila per chiamare casa e dire che andava tutto bene (anche se magari l’esame non era proprio andato benissimo), ma quella luce particolare che acquista Siena all’imbrunire fa sembrare tutto un po’ magico e la bugia appena detta perdeva completamente il suo senso.

Mi è sempre piaciuto passeggiare per la città verso il tramonto; la sfumatura arancione che assumono i muri dei palazzi non è descrivibile, bisogna provare, bisogna vedere. Piazza del Campo di notte è meravigliosa ed essere li senza sedersi a contemplare la Torre del Mangia che si colora piano piano è come aver visto solo metà della città.

Forse sarò una nostalgica, quel periodo è stato uno dei più belli della mia vita, ma posso affermare con sicurezza che quelle vie sono senza dubbio quello che più si accosta alla mia definizione di luogo del cuore.

Un Terzo Ciascuno: Siena e il mio Terzo – seconda parte

Non si può parlare di Siena senza menzionare il Palio e non si può dire Palio senza pensare a Siena.

Questo è quello che devono aver pensato le nostre amiche di Borgo Grondaie, Gaia e Amina, organizzando quindi una visita, (molto gradita) presso la Chiesa e la Sede della contrada di Valdimontone, vincitrice dell’ultima edizione:

La Contrada di Valdimontone “è la più antica contrada del Terzo di San Martino, e sorge nella parte sud della città, nell’area circostante la grande Basilica dei Servi; è compresa tra Porta Romana sino al Ponte di Romana, il Convento di San Girolamo, l’estremità meridionale del quartiere di Salicotto ed il termine della via di Porta Giustizia, quest’ultima segnante il confine con la Contrada Capitana dell’Onda.”  (fonte: Valdimontone.it)

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Dopo una golosa e rigenerante colazione abbiamo approfittato di un timido sole per fare un giro di Borgo Grondaie, quindi ci siamo diretti verso Porta Romana e da li verso la Basilica dei Servi, dietro il cui abside si trova la cappella della contrada.

Conosciamo Lucia, la nostra guida che ci introduce alla visita raccontando della Confraternita della SS. Trinità, di cui lei fa parte. Un tempo infatti le compagnie laicali erano molto diffuse e si può dire che quella della SS. Trinità è una delle poche sopravvissute nei secoli.

Entrando all’interno della cappella la cosa che salta subito all’occhio sono i colori vivaci e gli stucchi che decorano le pareti ed il soffitto della chiesa: storie di santi e di papi che, opportunamente restaurati, si possono veramente leggere quasi come un fumetto.

All’interno ci ha incuriosito un antico organo da processione del 1800, tutt’ora funzionante.

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La sacrestia della chiesa e i locali adiacenti ospitano poi preziosi reliquari e paramenti sacri ritrovati dopo lavori e migliorie, anche recenti.

Si dice in giro che Siena sia una città chiusa e che le contrade siano un mondo quasi segreto per i turisti: non è proprio così. Credo che ogni contradaiolo sia orgoglioso di mostrare la propria contrada e di raccontare come viene vissuto il palio da chi è dentro, da chi lo sente 365 giorni l’anno.

Così ha fatto Ettore, il contradaiolo del Valdimontone che ci ha guidato all’interno del Museo della contrada.

La nuova sede museale, ideata dal famoso architetto Giovanni Michelucci è stata inaugurata nel 1997: all’interno si trovano, in ordine cronologico, tutti i palii vinti dalla contrada e fa un certo effetto vedere una teca contenente un “cencio” in cartapecora risalente al 1700, quando ancora non veniva usata la seta, in un ambiente architettonico contemporaneo.

Oltre ai vari palii vinti  è possibile vedere, posizionate in opportune vetrine anche le monture passate, cioè i costumi che venivano utilizzati nelle edizioni precedenti al 2000.

La fortuna di avere un contradaiolo come guida è quella di poter ascoltare aneddoti che nessun libro o guida scritta direbbe e mi ha impressionato il modo chiaro in cui Ettore ci ha enunciato senza batter ciglio tutti i cavalli con cui la contrada ha corso il Palio, dagli anni 80 a oggi.

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Sveliamo l’arcano, Ettore è stato per 20 anni Barbaresco di Contrada, ovvero colui che dall’estrazione del cavallo alla corsa non lo lascia mai solo dormendo addirittura con lui.

Di storie goliardiche sul Palio ce ne sarebbero state un monte, come si dice a Siena, ma il tempo a nostra disposizione purtroppo stava finendo e noi poveri blogger sapevamo che ci attendeva un altro notevole sforzo: il pranzo!!

Ci siamo quindi incamminati lungo via Roma e risalendo verso Via del Porrione (adiacente a Piazza del Campo)  siamo entrati in un’altra epoca: il medioevo.

Il Ristorante Gallo Nero infatti oltre alla tipica cucina toscana e all’attenzione per gli ingredienti a Km zero, è famoso anche per il suo menù medievale, ispirato da testi e ricette originali del tempo.

La sala che ci ha ospitato poi era decisamente in linea con le pietanze: mattoni a vista, arcate e luci soffuse, niente di più bello, almeno per me.

In attesa della prima portata abbiamo iniziato ad assaggiare il pane, scuro e fragrante, arricchito con rosmarino e semi di finocchio, poi torta di cipolla, zuppa di orzo e ceci e faraona, quindi la speciale torta in balconata che, essendo io golosissima, vi consiglio caldamente di assaggiare.

A fine pasto, dopo un digestivo il cui nome è tutto un programma (acqua arçente – ardente n.d.r.) ci siamo incamminati lentamente verso casa.

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Sarò sincera, io sarei rimasta a girare per Siena ancora un po’, almeno fino all’imbrunire quando secondo me la città diventa più affascinante e misteriosa. I colori cambiano e anche gli odori sono differenti; in alcuni scorci poi sembra davvero di tornare indietro nel tempo. Quello che consiglio, come sempre d’altronde, è di non fare “toccata e fuga” ma di prendere tutto il tempo necessario per passeggiare e osservare perchè ogni luogo ha bisogno del suo tempo e Siena non è un’eccezione.

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Se vi siete persi la prima parte del racconto o la volete rileggere, la trovate cliccando qui. Questo giro senese fa parte del progetto #unterzociascuno, di cui qui abbiamo scritto in dettaglio.

E per Pasquetta? Al Mercatino di Sarteano!

Vi ho detto più volte che il posto dove abito (Sarteano) è in continuo fermento…vi ho annoiato anche dicendo che oltre ad essere così dinamico è anche giovane e allegro. Mi pare doveroso quindi invitare i lettori a visitarlo il giorno di Pasquetta, quando l’aria sarà più mite (speriamo).

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Dopo il successo delle due edizioni natalizie infatti, la ProLoco ed il Comune hanno deciso di doppiare l’esperienza chiamando espositori artigiani della zona ad abbellire la piazza principale con le loro colorate creazioni; un sistema anticrisi forse, ma anche un modo per valorizzare la creatività e l’artigianato locale come dovrebbe essere insomma.

La location del mercatino poi, vale da sola una visita: piazza XXIV Giugno infatti è il cuore del paese, l’accesso per il centro storico, il Castello, il Museo Civico e il Teatro degli Arrischianti di cui presto parlerò in un post a parte.

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Un’ occasione particolare per visitare Sarteano e una parte di Toscana…io vi aspetto!!

Perchè di cose da vede’ qui ce ne so’ tante, troppe ed è quindi importante farlo lentamente, senza fretta e sopratutto divertendosi.

Un Terzo Ciascuno: Siena e il mio Terzo – prima parte

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Sono rimasta molto sorpresa dal silenzio e dalla bellezza della struttura che ci ha ospitato, una vecchia villa del 1800 riportata ai giorni nostri con un restauro conservativo e tradizionale che lascia l’ospite veramente stupito: Borgo Grondaie è un piacevole angolo di serenità che dista circa due km dal centro di Siena, ed è proprio da li che è iniziato il nostro tour diviso in terzi.

Un terzo ciascuno infatti è il nome che Amina e Gaia, le due eclettiche direttrice e receptionist della struttura, hanno dato al nostro giro, dividendo la città in terzi (quartieri) e assegnandone uno per ogni coppia.

Di buon mattino infatti, dopo una visita al Museo Civico dove è possibile vedere, tra le altre opere, il famoso affresco del Buono e Cattivo Governo del Lorenzetti e un’arrampicata sulla Torre del Mangia che domina l’intera città, le tre coppie, munite di itinerario, cartina e scarpe comode, si sono avventurate all’interno di vicoli e palazzi cercando di assimilare il più possibile il fascino degli scorci senesi.

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Noi abbiamo iniziato da Piazza del Mercato che contrariamente a quanto si possa credere, non è la piazza dove si svolge il mercato cittadino, o meglio non lo è più perchè un tempo invece era il centro nevralgico del commercio senese e ancor più famosa del Campo.

Parallelamente alla piazza si allunga si allunga Via Duprè, un tempo Malborghetto e dall’altro lato Via Salicotto, antico ghetto ebraico della città fino alla fine del 1700 (la Sinagoga si trova oggi in un vicolo adiacente, detto Delle Scotte). La via fu “bonificata” durante il fascismo ed è infatti possibile vedere, alzando il naso, le classiche architetture del periodo.

Durante il nostro tour ci era stato consigliato di dare uno sguardo alle varie fontane che incontravamo per le vie, Siena è famosa in questo, ogni contrada possiede la sua “fontanina” e ogni zona ha la sua fonte o bottino di cui spero di parlarvi più a fondo in un altro post.

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Ci siamo quindo spostati fino alla Basilica di S. Maria dei Servi, meravigliosa chiesa in stile neogotico – romanico; all’interno opere di Mino del Pellicciaio, Lorenzetti e Lippo Memmi; è possibile osservare anche La Madonna del Bordone, firmata da Coppo di Marcovaldo risale al 1261 e fu dipinta dall’artista fiorentino quando fu catturato dai senesi durante la battaglia di Montaperti per permettere la propria liberazione.

Tornando di nuovo verso Piazza del Campo è d’obbligo fermarsi ad osservare Le Logge del Papa, struttura voluta da Papa Pio Piccolomini per la propria famiglia (almeno così dice l’iscrizione), famoso anche per aver costruito sopra il suo luogo natio una città ideale, Pienza, oggi patrimonio Unesco.

Un giro impegnativo, forse Siena non è proprio adatta al trekking urbano per via delle sue salite, discese e scalinate ma se ce l’ho fatta io con la mia pigrizia cronica credo che sia possibile per tutti sopratutto se alla fine vi premiate (ed è obbligatorio farlo) con una squisita cenetta tipica. Noi abbiamo scelto l’Osteria Sotto le Fonti, dove in un ambiente famigliare ci è stato possibile gustare vini locali e cibi semplici e genuini preparati con le migliori materie prime della zona: veramente notevole!!!

Abbiamo concluso poi la serata a Fontebranda, poco distante dall’Osteria: una fonte caratterizzata da tre arcate gotiche sormontate da merli . Il frontale è ornato da quattro zampilli leonini con al centro lo stemma di Siena. E’ da qui che si snodano i famosi “bottini” di cui ho parlato prima e che portavano acqua in ogni luogo di Siena.

Che dire? La mia caratteristica è quella di scrivere e individuare luoghi del cuore, luoghi di cui ci si innamora e forse il mio amore è ricambiato visto che il terzo che il caso mi ha assegnato è effettivamente il mio terzo del cuore, quello che ho visto e che ho vissuto.

Mi mancava però viverlo da turista e grazie a un Terzo Ciascuno mi è stato possibile farlo anche così. Fatelo anche voi….

La Danintervista della Dani ovvero: chi è causa del suo mal…

… pianga se stesso!!!

E infatti sapevo che sarebbe toccata anche a me…eccola qua, intervista semiseria e strampalata, tale e quale la persona che l’ha ideata…(io)

daniela croccolino

NOME Daniela, o LaDani78
ETA’ quasi 35… in questo caso non posso proprio barare!
LA TUA VIRTÙ PREFERITA  la creatività forse…
LA QUALITÀ CHE PREDILIGI IN UNA PERSONA l’intelligenza e l’open mind
LA TUA OCCUPAZIONE PREFERITA scrivere, cucinare, leggere, ascoltare, sia la musica che le persone
LA TUA CARATTERISTICA PRINCIPALE sicuramente  l’incoerenza
IL TUO MAGGIOR PREGIO  il cinismo con cui affronto la vita e il mio innato senso di problem solving
IL TUO PRINCIPALE DIFETTO   la pigrizia e la assoluta mancanza di diplomazia nel dire le cose
IL TUO IDEALE DI FELICITÀ  una famiglia, gatti e una maratona della Signora in Giallo
IL TUO IDEALE DI TRISTEZZA  una vita vuota e una mente vuota
LA META PREFERITA casa, sempre. Un mio amico all’università mi chiamava “l’Ade del focolare”
I TUOI COLORI PREFERITI Verde e nero
CHI AVRESTI VOLUTO ESSERE, OLTRE TE STESSO un sacco di gente: Shakira per il fisico, Rita Levi Montalcini per la mente….
DOVE VORRESTI VIVERE nivo in un posto meraviglioso quindi qui. Se dovessi cambiare mi piacerebbe una bella casetta nel Maine…(si, Cabot Cove sarebbe perfetto)
IL VIAGGIO CHE VORRESTI FARE Seattle con le mie amiche….Transilvania con il mio migliore amico.
IL VIAGGIO CHE VORRESTI NON AVER FATTO nessuno, forse avrei da ridire sulla tristissima gita alle Cinque Terre in seconda superiore.
IL TUO REGISTA PREFERITO non ho un regista preferito… Monicelli, Fellini ma anche Tim Burton…i Vanzina anche no, ecco
IL TUO PITTORE PREFERITO Cezanne per i colori, Van Gogh per la follia…ultimamente ho i disegni di Alice (la mia nipotina di sei anni) che abbelliscono la mia casa…
IL TUO CIBO E LA TUA BEVANDA PREFERITA prediligo i dolci, se c’è la panna montata meglio ancora. Acqua o birra, rossa of course.
IL TUO MOTTO il Karma non perdona…o anche ” Keep Calm and Take Bicarbonato”