Istanbul e le sue moschee

Istanbul è una città affascinante come poche, capace di riunire in sè oriente e occidente. E’ moderna come una qualsiasi metropoli occidentale ma con qualcosa in più. E’ sufficiente posare lo sguardo sulle cupole e i minareti che punteggiano la città per rendersi conto che non è una città come le altre. Le moschee conferiscono un fascino particolare alla città e trasportano il visitatore in un’altra dimensione. Visitare una moschea è il primo passo per addentrarsi nella cultura islamica. Le moschee sono sempre aperte e oltre che come luogo di preghiera fungono anche da centro sociale. Prima di pregare bisogna lavarsi per togliere le impurità e per evitare distrazioni donne e uomini devono pregare in ambienti separati.

Haghia Sophia

La città è disseminata di moschee più o meno conosciute ma Haghia Sophia è un po’ il simbolo di Istanbul oltre che uno dei più importanti edifici costruiti nel mondo. Questo museo ha avuto una storia controversa. Prima era una chiesa ai tempi di Giustiniano, poi nel 1453 con il dominio ottomano venne convertita in moschea e nel 1935 è stata adibita a museo da Ataturk. Haghia Sophia è una delle attrazioni più visitate, se state aspettando in fila per fare il biglietto sappiate che puntualmente arriveranno delle guide turistiche che vi inviteranno a seguirle e a saltare la fila, ovviamente ad un costo aggiuntivo. Il biglietto di ingresso costa 25 LT, per i bambini invece è gratuito.

Entrando dentro si rimane stupiti dalla profusione di oro. Il modo migliore per visitarla è salire subito al primo piano nella galleria, da lì si può ammirare la cupola con le finestre che lasciano passare la luce. I medaglioni verdi che vedete  in alto custodiscono delle preghiere ad Allah, in pratica si tratta di versi del Corano e si ritrovano in tutte le moschee.

Moschea blu

Dirimpetto ad Haghia Sophia si trova la Moschea blu (Sultanahmet Camii) con i suoi sei minareti e il suo inconfondibile profilo blu. Dovete sapere che la Moschea blu è la moschea con più minareti di Istanbul e quando venne costruita il sultano Ahmet I voleva che superasse in bellezza la vicina Haghia Sophia. A differenza di Haghia Sophia, questa è una moschea vera e propria funzionante a tutti gli effetti. Perciò in alcuni momenti della giornata potreste trovare la moschea chiusa, ossia durante i momenti di preghiera. L’accesso alla moschea è libero, tenete conto però che venerdì mattina è chiusa. Prima di entrare bisogna togliersi le scarpe e riporle in un sacchetto da portare con sè. Le donne sono invitate a coprirsi la testa con un velo. Quindi è bene portarsi dietro un paio di calzini e il velo per le donne.

 

Moschea di Fatih

Per assaporare meglio la spiritualità di una moschea vi consiglio di visitare anche le moschee meno turistiche come quella di Fatih, che, come tutte le moschee, appartiene a un vero e proprio complesso. Al suo interno si trovano vari edifici come una scuola, bagni, ospizi, un ospedale e una libreria.

Una costante che si ripete nelle moschee sono i lampadari bassi, i soffitti alti, le numerose vetrate che lasciano passare la luce. E difatti una cosa che colpisce è proprio la luminosità degli interni delle moschee. Se pensiamo alle nostre chiese, mi riferisco a quelle antiche, non le immaginiamo di certo luminose, anzi sono spesso scure e buie con poche finestre e vetrate. Questo è significativo ed in netto contrasto con le moschee. Alla base di tutto ciò c’è una concezione diversa della religione. Le chiese cristiane venivano progettate e costruite in questo modo proprio perchè si voleva trasmettere un senso di timore, paura verso Dio, evidentemente al contrario delle moschee.

I suggestivi scorci di Istanbul

Istanbul è una città immensa e può risultare difficile raggiungere un posto che ci si è prefissati di vedere, si rischia di perdersi facilmente e girare a vuoto. In una megalopoli come Istanbul girare con qualcuno del posto che conosce ogni angolo  di questa città può fare la differenza. Io vi consiglio una visita guidata con lacasadelladry. Che in più è anche un Bed &breakfast.

Istanbul offre tanti scorci meravigliosi. Anche questo può essere un modo per scoprire e apprezzare meglio la città.

Eyup e Pierre Loti Cafè

Il quartiere di Eyup è un pò distante da Sultanahmet, all’incirca bisogna calcolare 20 minuti di tragitto in taxi o bus. Vi si arriva con il battello o con il bus partendo da Eminonu. Nelle vicinanze si può visitare la moschea di Eyup e un piccolo mercatino con bancarelle che vendono soprattutto oggetti religiosi. Appena arrivati si può risalire a piedi la collina o prendere la teleferica che in 90 secondi porta direttamente al Caffè Pierre Loti, il caffè letterario intitolato al famoso scrittore francese. Una cosa abbastanza curiosa è che proprio sotto il caffè si trova un cimitero ed infatti se ci si sporge sono ben visibili le lapidi. Anche questo crea atmosfera. Il caffè Pierre Loti è rinomato per l’ incantevole panorama sul Corno D’oro. Ed effettivamente sedersi, bere un buon cay assaporando la tranquillità del luogo non ha prezzo.

Terrazza dell’Hamdi Restaurant

Questa invece è la vista che si gode dalla terrazza dell’Hamdi Restaurant. Questo ristorante si trova ad Eminonu, vicino alla Moschea Nuova ed è facilmente raggiungibile. Il ristorante è menzionato da molte guide (è il ristorante più famoso di Istanbul per mangiare il kebab) ma sinceramente posso dire che è un pò troppo affollato e poco caratteristico. Anche se si mangia discretamente lo consiglio più che altro per l’ottima vista.

Prenotando un tavolo sulla terrazza si ha una vista mozzafiato sul Bosforo e sul quartiere di Galata. Osservare dall’alto la brulicante vita quotidiana ti trasporta quasi in un’altra dimensione.

E da quassù non finiresti mai di guardarla.

Questi sono i miei scorci preferiti. Sono curiosa di conoscere i vostri.  

Un sogno chiamato Istanbul

Di Istanbul ti innamori subito. Questa città affacciata sul Bosforo ti affascina con le sue cupole e i suoi minareti. Istanbul è il canto del muezzin che risuona nella notte, il grido dei gabbiani all’alba, il mare all’orizzonte, le sue bellissime moschee, i suoi coloratissimi bazar. Quando esci dall’aeroporto e sali sul taxi ti rendi conto immediatamente delle proporzioni della città, di fronte a te si stagliano palazzoni, poi percorri il lungomare con i suoi ristoranti di pesce, ammiri i prati decorati da ghirigori arabeggianti e non vedi l’ora di poter posare le valigie in albergo e visitare questa stupenda città che rappresenta il ponte con l’Asia. Inutile dire che è una città immensa dal momento che è una megalopoli con 14 milioni di abitanti. Forse però non tutti sanno che è una città costruita su sette colli proprio come Roma e Lisbona. Non è definibile in una sola parola, è ricca e povera allo stesso tempo, moderna ma anche conservatrice. I Turchi sono un popolo molto ospitale e accogliente. Ho apprezzato tanto il profondo rispetto per il sacro, la gentilezza e la generosità delle persone. Non so in quante capitali europee può capitare che la gente ti regali 1 lira turca per fare il biglietto del tram se ti vede in difficoltà e questo mi è successo due volte o che il gestore di un locale non ti faccia pagare nonostante tu ti sia seduto e abbia consumato due bicchieri di cay, tè turco. Anche da questo punto di vista Istanbul è stata una piacevole sorpresa.

I principali monumenti sono concentrati a Sultanahmet e si visitano tranquillamente a piedi in due giorni. Tenete presente però che le file per visitare le attrazioni sono immense e interminabili, quindi il consiglio è di recarsi in loco con molto anticipo. Il primo giorno abbiamo visitato il Topkapi Palace, il Bazar delle spezie, la cisterna basilica e la Moschea blu. Il secondo giorno l’abbiamo dedicato ad Hagia Sophia, al Gran Bazar e a Taksim e Istiklal Caddesi nella parte europea.

La città ha distanze enormi e difatti pur camminando tanto se guardate la cartina di Istanbul vi renderete conto che in realtà tutto quello che avete visto è solo un puntino di questa immensa città. Spesso abbiamo utilizzato il tram per spostarci. Il biglietto costa 3 LT (lire turche) e si può fare direttamente alla macchinetta automatica presente alla fermata del tram. Con la Istanbul Kart il biglietto costa ancora meno. Il tram attraversa il Corno d’Oro. Da Sultanahmet, la zona più antica in cui si trovano i principali monumenti turistici, si può attraversare il Corno d’Oro con il tram o a piedi e arrivare al quartiere di Galata, salendo a piedi o prendendo la teleferica a tunnel, scndendo alla fermata di Karakoy o arrivando fino al capolinea del tram, Kabatas, e salendo a Piazza Taksim con un’altra funicolare.

Come arrivare

Si può volare a Istanbul con la compagna di bandiera Turkish Airlines che vola da Venezia e dalle principali città italiane o con la low cost Pegasus che parte da Bologna e Milano Bergamo.

Dove dormire a Berlino: Park-Inn Alexanderplatz

Berlino offre tante soluzioni economiche per chi decide di soggiornarvi, si va dall’ostello all’hotel economico e a quello lussuoso. Nonostante tutto Berlino rimane sempre una capitale europea low cost con prezzi super accessibili. Se si vuole qualcosa di speciale io vi consiglio di provare il Park Inn Alexander Platz, un vero e proprio grattacielo nel cuore di Berlino. Ci troviamo nel Mitte, in pieno centro storico, proprio ad Alexanderplatz. Il Park Inn oltre ad essere un hotel 4 stelle superior è anche l’edificio più alto della città. Gli spazi comuni sono molto belli e curati. Al piano terra c’è una spaziosa hall con angoli salotto, bar e negozietto di souvenirs. La sala colazione si trova al 2° piano e definirla monumentale è poco. La menzione d’onore spetta all’ascensore che in pochi secondi ti porta ai piani alti. 

Le camere non sono grandissime ma hanno un’ottima vista sulla torre della televisione. La doppia standard è dotata di un letto matrimoniale, una scrivania, tv, minibar, angolo doccia aperto sulla stanza e separato da una semplice tenda.

Noi abbiamo soggiornato assieme alla nostra bambina per una settimana ed abbiamo speso meno di 85 euro al giorno; nel prezzo era compresa anche la colazione a buffet. Diciamo subito che i prezzi dell’hotel sono alti, ma prenotando con largo anticipo si riesce a stracciare un buon prezzo. La camera che ci hanno assegnata era al 21° piano, era una doppia standard a cui è stato aggiunto un letto gratuitamente. Con l’aggiunta di un ulteriore letto la camera si è rimpicciolita parecchio ma dentro c’era di tutto; il bagno era a parte in uno stanzino, il lavandino con la specchiera era inglobato in camera come anche la doccia che era a vista ma per un pò di privacy si può tirare la tenda bianca ed in tal modo separare la zona notte dalla zona doccia.

Penso che la vista sia impareggiabile. E volendo si può salire sulla terrazza panoramica dell’hotel per avere una vista a lungo raggio. Questa è la vista che si ha dalla camera dell’hotel.

E questo qui sotto è l’esterno dell’hotel. 

Lati negativi: potrebbe risultare un pò claustrofobico dal momento che la finestra non si può aprire completamente. L’aria condizionata è molto alta, in camera la si può regolare a piacimento, ma negli spazi comuni no, quindi è bene coprirsi quando si va a fare colazione.

Lati positivi: L’elenco dei lati positivi è lungo. Si è proprio su Alexander Platz, si ha una visione panoramica dall’alto, dalla camera si vede benissimo la Torre della televisione. Proprio di fronte si trova la Galeria kaufhof, un grande magazzino con al piano terra un reparto gourmand e qualche metro più avanti il centro commerciale Alexa. A pochi passi si può prendere la metro, il tram, il bus 100 e 200 che ti portano dappertutto. A pochi passi a piedi si arriva agli Hackeshe Hofe e a Nikolaiviertel e se si è buoni camminatori si arriva a Unter den Linden fino alla porta di Brandeburgo.

Letture consigliate:

Berlino: gli angoli romantici

Berlino: a spasso con i bambini

[Carnevale 2013] Berlino e il Carnevale delle culture

Berlino – Potsdamer Platz: il volto moderno della città

Una crociera all’estremo nord, perfetta per grandi e bambini

La nostra destinazione di oggi sarà a nord. Molto a nord. Sì, ancora più a nord di quello che state pensando! E, per giunta, lo sarà in inverno!

Chi l’ha detto che si viaggia meglio in estate? Da fanatica delle offerte fuori stagione, riesco a scovare questo vero low cost. Le vacanze erano già programmate, ma non potevamo lasciarci sfuggire la possibilità di tornare in Islanda e così… eccoci a bordo della Norrona, appena partiti da Skagen nell’estremo nord della Danimarca – famoso per il fenomeno dei due mari che si scontrano ma non si mischiano – ed ora siamo qui in giro a scoprire la nave.

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Ve ne parlo perchè è una crociera insolita per quelli che sono i nostri standard, non pensate a quelle usuali nel Mediterraneo. Ve ne parlo perchè è economica, e ve ne parlo soprattutto qui, perchè i bambini si divertono davvero tanto. Anche i più piccoli!

In primis scordatevi l’idea che avete di crociera. Niente feste di gala e nessuna cena col comandante. Tutto molto più rilassato.

In secondo luogo, ma non per questo meno importante, pensate a questa esperienza solo se non soffrite il mal di mare. A ottobre, quando siamo andati noi, il mare è arrivato a Forza 8 e le onde sbattevano con violenza contro l’oblò della nostra cabina sita al ponte 5. Per chi come la sottoscritta, sta bene, nessun problema, anzi, è anche una sensazione piacevole quella di essere sollevati dal letto dal movimento delle onde, per chi invece soffre il mal di mare… non proprio.

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Ma anche a questo c’è rimedio! I braccialettini con pallina che schiaccia il punto esatto dei polsi vi assicuro che funzionano davvero e anche con queste condizioni meteorologiche. E se non volete spendere la cifra indecente che chiedono per un elastico e una pallina… è possibile il meno estetico ma praticissimo e funzionale fai da te: una biglia e dello scotch avvolto ai polsi, hanno lo stesso risultato. Qui metà dei passeggeri fa così!

La nave offre attrazioni per tutte le età per passare il tempo.

Dalla playroom di cui Valeria si è innamorata all’istante anche se nessun bambino italiano era presente.

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Alla zona relax con saune e piscina per grandi e bambini.

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Alla palestra ben fornita il cui utilizzo vi farà dimenticare di essere in mare.

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Ai negozi tax free per lo shopping. Sì tax free perchè la Norrona batte bandiera delle Isole Faroe che, pur appartenendo “tecnicamente” alla Danimarca, godono di particolari autonomie fra cui questa. Non perdetevi lo shopping a bordo. E’ molto più economico di mille negozi e negozietti che troverete alle Faroe.

C’è anche un cinema per i più esigenti dove vengono trasmessi film e cartoni animati recenti e la sala per slot machine e giochi vari.

Le possibilità di pranzo a bordo sono svariate e adatte a tutte le tasche. Non dimenticatevi che acquistare i pasti a bordo in fase di prenotazione vi permetterà di risparmiare in maniera considerevole.

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Noi abbiamo scelto l’opzione con auto a bordo, pertanto in tutti gli attracchi organizzavamo in autonomia spostamenti e cose da visitare. Se optate invece per soluzioni più comode, sono organizzate delle escursioni nei posti più belli e caratteristici che vi permetteranno di assaporare il meglio delle Isole Faroe e dell’Islanda, nonostante il poco tempo a disposizione.

I panorami che si possono ammirare sono semplicemente mozzafiato.

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Louvre, Orsay, Beaubourg, Opera e Versailles: 5 musei da non perdere a Parigi

Quando inizia gennaio a me viene voglia di Parigi, la città protagonista (nel bene e nel male) del mio viaggio di nozze. Il 16 gennaio si festeggia (festeggia???) il terzo anniversario e, forse, l’elaborazione del lutto si sta completando. Lutto, sì, perchè convinti e contenti di andare a Parigi, ci siamo ritrovati con la “sposa” in piena gastroenterite. L’unico viaggio dal quale sono tornata dimagrita (con tanto del mio amato babbo che me l’ha fatto notare, love!). E’ per questo che a lungo non sono riuscita a ripensare con gioia alla città dell’amore. Adesso sono pronta. Ho davanti ai miei occhi quella meraviglia che è il LungoSenna, con i due musei più belli ed importanti della città: Louvre ed Orsay. Il Marais, quartiere trendy della città, con i tanti localini ed il controverso Beaubourg. La zona dell’Opera, a due passi dall’Hotel Gramont Opera, dove abbiamo alloggiato e che vi consiglio di cuore (qui le mie impressioni). E poi la meraviglia della reggia del Re Sole, Versailles.

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Sono questi cinque (Louvre, Orsay, Beaubourg, Opera e Versailles) i cinque musei, per me, da non perdere a Parigi. E ora vi dico perchè.

  1. Louvre: è il principe dei musei. Paragonabile sono all’Hermitage di San Pietroburgo (wow!) e agli Uffizi di Firenze. Perchè visitarlo? Perchè c’è di tutto: dipinti, sculture,  grafica. Opere per tutti i gusti, ma solo fino alla fine del 1700. E chi non ama l’arte? Deve andarci comunque: già la struttura architettonica è magnifica e piena di storia. E poi… respirerete arte, anche nelle caffetterie dove rifocillarsi. Ve ne innamorerete!
  2. Orsay: il mio preferito. Ospita la più completa collezione impressionista che ci sia, un susseguirsi di opere bellissime in uno scenario non da meno: la vecchia Stazione d’Orsay. Non ci sono parole per descriverlo. Dovete andarci!
  3. Beaubourg. Se il museo d’Orsay è la continuazione temporale del Louvre, il Beaubourg lo è dell’Orsay. Raccoglie opere d’arte moderna e contemporanea. che possono piacere come no. Ma è anche un centro culturale, un luogo d’aggregazione con la sua biblioteca, il caffè, il ristorante all’ultimo piano. Un motivo per cui è “da non perdere”? Le scale mobili con una vista sulla città e la Tour Eiffel da urlo. Soprattutto la sera.
  4. Opera Garnier. E’ l’Opera storica di Parigi (c’è anche l’Opera Bastille, che però è moderna) ed un vero tempio della musica. Non avete idea di quante e quanto belle sale ha. E scoprire la sua storia con una visita guidata è affascinante. Provare per credere!
  5. Versailles. Se volete imparare un pò di storia di Francia, visitate la reggia del Re Sole! Splendida nel suo sfarzo, vi aprirà gli occhi su un periodo storico e le sue conseguenze. Insomma, a vedere “il villaggio di Maria Antonietta”, dove la regina si divertiva a fare la contadinella (a 500 metri dalla reggia) forse capirete perchè il popolo l’ha ghigliottinata. Cliccando qui troverete informazioni utili per raggiungere Versailles da Parigi.

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Weekend d’autunno: 8 mete per bambini in Europa

Qui “Casa Trippando”. Dopo le 10 idee weekend per l’autunno – in Italia della Signora Trippando e le 15 idee per l’autunno – in Europa (scritto a sei mani dalla Signora Trippando, Sara Missorini e Giovy Malfiori) ce ne siamo inventata un’altra 10 idee weekend (ma long-weekend, midweek e settimanetta non si disdegnano) per l’autunno coi bimbi in Europa, 5 idee di Sara e i Suoi e 3 di Misses Trippando.

Ecco le 5 idee mete per il weekend bambini al seguito in Europa di Sara:

Carinzia: è una meta ideale per le vacanze in famiglia…  A pochi km dal confine italiano si trova immersa in un ambiente naturale caratterizzato da monti e laghi: passeggiate in montagna, il piacere di un bagno in acque limpide e calde, lunghi percorsi ciclabili…
E poi ci sono i parchi: potrete incontrare Heidi e i suoi amici, camminare lungo il sentiero delle favole e arrivare alle gole del drago, accarezzare pony, attraversare il più lungo ponte sospeso delle Alpi e scivolare con grossi gommoni fino a valle… mix di relax e divertimento!

Danimarca: si sa, tutti i paesi del Nord Europa si caratterizzano per la particolare ospitalità riservata ai più piccini! La Danimarca poi è avvantaggiata dal fatto di ospitare al suo interno il mondo Legoland, il mio bambino ne va matto! Se poi si aggiunge la città delle favole per eccellenza, Odense, e la cultura dei vichinghi… La vacanza si trasformerà presto in un’ avventura meravigliosa tra soldatini di piombo, brutti anatroccoli che diventano cigni e accampamenti di valorosi uomini del Nord.

Siviglia: Una scoperta recente, di pochi giorni fa! Una gita nella perla andalusa merita anche con i bambini. Oserei dire che l’ Autunno è la stagione ideale per buttarsi a capofitto alla visita di questa città: le temperature si mitigano e l’arsura estiva lascia posto a un timido venticello… E allora sì che diventa piacevole passeggiare per le viuzze strette di pietra bianca fra mille panchine colorate in ceramica. E se la pirata-mania è già iniziata… bè… il Pabellon de la Navegacion con i suoi eleganti galeoni spagnoli sarà di sicuro la vostra meta prediletta!

Germania: sono qui a proporvi un itinerario un po’ insolito rispetto alle tradizionali mete tedesche. La Foresta Nera e la strada degli orologi a cucù lasceranno i vostri bambini senza parole: 300 km di un itinerario che sembra uscito direttamente dalle fiabe, boschi e ruscelli, casette dai tetti spioventi, piccoli villaggi e locande tipiche… A Schonach vi aspetterà l’ orologio a cucù più grande del mondo e… mi raccomando, aspettate lo scoccar dell’ ora!

Francia: Il tuo bimbo adora i castelli? E allora che c’è di meglio di un tour tra i castelli… in sella ad una bici con mamma e papà? Da Blois, residenza di sette Re e dieci Regine di Francia, a Chambord pieno di torri e comignoli. I Castelli della Loira sapranno emozionare voi e i vostri bambini tra storie d’ altri tempi in un paesaggio idilliaco.

Quale delle 5 proposte vi intriga di più?

Se tra queste non avete ancora scelto la vostra preferita, eccone altre 3 della Signora Trippando:

Rovaniemi – Finlandia: lo so, direte che sono monotona e ripetitiva. Lo sono. Ma sono adulta e non vedo l’ora di andarci per tornare bambina. Figuriamoci un bambino nel paese di Babbo Natale… E, perdipù, nel periodo pre-natalizio. Figurarselo è facile… proprio due giorni fa è uscito online il racconto di Valeria, la figlia di Liliana Monticone “Ho incontrato Babbo Natale”. Leggetelo cliccando qui. E se non vi ho convinti io, lei ci riuscirà!

Eurodisney – Francia: è una meta ideale per far felici i bambini. Soprattutto le bemabine che si sentono principesse. Dormire all’interno del parco in uno degli hotel “a tema” è indubbiamente affascinante. Ce n’è per tutti i gusti e -quasi- tutte le tasche. Perchè so queste cose? Perchè Parigi è stata la meta del mio viaggio di nozze. E non nego che un paio di giorni (e notti) ad Eurodisney ci volevo andare anch’io. Ma abbiamo fatto i seri… ci andremo con Marco!

Danimarca: mi unisco alla proposta di Sara. Essendoci stata quest’estate ho potuto testare con mano la disponibilità e la benevolenza che il popolo danese ha nei confronti dei bambini. In particolare, consiglio il Parco Tivoli, a Copenaghen, di solito aperto dalla metà di aprile alla fine di settembre, ma che sarà aperto dal 12 al 28 ottobre per “Halloween in Tivoli” e dal 16 al 30 Dicembre per “Christmas in Tivoli”. Dato il fascino che ha su grandi e piccini d’estate, chissà che meraviglia col freddo!

Chi ha altro da proporre? Dove andrete o sognate di andare con i vostri bimbi quest’autunno? Raccontate, gente, raccontate…

Tripadvisor: Numeri o Persone? Fidarsi o non Fidarsi?

La scorsa settimana ho intervistato Francesca Campagna, dell’Hotel Cernia, che di recente ha avuto non poco da obiettare con Tripadvisor, ma che, anzichè polemizzare, ha realizzato, insieme allo staff dell’albergo, un video (non l’avete visto? Peccato mortale! Eccolo, lo trovate cliccando qui). Ci ha messo la faccia. E questo la sta premiando. In pratica ha realizzato a costo zero una delle migliori azioni di marketing  turistico dell’ultimo anno. E non sono io a dirlo, ma quelli di Marketing non Convenzionale (leggete qui) e di Booking Blog (qui), giusto per citarne un paio. Mercoledì sera, giorno in cui ho pubblicato l’intervista, come sempre a cena, col DottIng, si commenta il post del giorno e lui mi spiattella tutte le critiche, costruttive, of course! Quella sull’intervista a Francesca è stata più o meno questa: “avresti dovuto chiederle delle recensioni di Tripadvisor”. Beh, il discorso è uno e semplice: non mi piace cacciare gli altri nelle polemiche. Figuriamoci, poi, Francesca, che ci è uscita con stile quando poteva impantanarcisi.

Ma questo mi ha dato spunto di riflessione. Ed eccomi qua.

Magari non tutti lo sapete o ve lo ricordate. Prima di aprire un blog mio, il mio blog, Trippando, “sfogavo” la mia viscerale passione per i viaggi facendo da esperta locale per la mia città -Pisa- sui forum in italiano e in inglese di Tripadvisor. Non c’era un compenso ed era un bel daffare, ma mi piaceva dare una mano a viaggiatori incerti e, a volte, un po’ sprovveduti. Credevo nel potere della community. Poi ho avuto tempo libero, giornate intere (in attesa che il Signor Marco nascesse), ed ho pensato di creare uno spazio mio, in cui condividere le mie esperienze di viaggio, dare consigli, idee… Siamo arrivati qui. Ad una nuova, piccola, community, in cui scrivo io e non solo. Presto ci sarà anche un forum (oddio, non lo dovevo dire!) perchè a me piace così. Mi piace l’interazione con la gente. Ma mi piace quando la gente ci mette la faccia.

Su Trippando, ogni co-blogger, prima di iniziare a scrivere, deve presentarsi. Il mondo è fatto di persone, non di numeri.

Su Tripadvisor, invece, i numeri (di visite) sono diventati così elevati che anche le recensioni sono diventate numeri. Pare che nessuno le controlli più, prima della loro pubblicazione. Avendo un piccolo affittacamere vicino a Pisa, ho avuto modo di assistere al calo di livello del portalone dei viaggi dall’interno: prima chiedevo ai miei ospiti di lasciare una recensione su Tripadvisor. Ci credevo. Era quello che facevo anch’io tornata dai miei viaggi. Per me mettere in guardia gli altri da un possibile errore è un atto di civiltà. Così come lo è invitare persone a visitare luoghi o soggiornare in strutture poco valorizzate. Beh, ormai ho smesso di chiedere recensioni per la Casina al Monte. Fino a poco tempo fa erano aggiornate al 2010. Ma so con certezza che nel frattempo sono state scritte recensioni. E non sono state pubblicate. Mi accorgo solo ora, facendone ricerca, che c’è una recensione di luglio 2012 (ovviamente non mi era stata notificata!), ma Mario e la sua famiglia sono stati da noi nell’aprile 2011! Mi sembra che queste recensioni, a volte, si perdano nei meandri del “Gufo”. Siamo quasi ai livelli della burocrazia italiana!

Se una struttura è piccola (e non ha inserzioni a pagamento), pare che non possa avere più di tante recensioni (all’anno? al mese? boh!). Vi posso assicurare che quando gli ospiti hanno iniziato a segnalarmi di aver scritto una recensione ed io non la trovavo pubblicata, ci sono rimasta male. Vista dall’ottica del gestore di una, seppur piccolissima, attività ricettiva, è una cosa che intristisce. Uno si impegna, dà il massimo e, come prima chiedeva il passaparola agli amici, ora chiede il passaparola sul web. La recensione. E la recensione viene scritta ma non pubblicata. Allora non si può far altro che smettere di chiedere. Lavorare, impegnarsi. Trovare modi alternativi di promozione. Che al 99% dei casi sono a pagamento. Che tristezza!

E noi ci dobbiamo fidare di chi pubblica le recensioni “a campione”?

Però c’è il rovescio della medaglia: l’occhio clinico di un esperto di turismo, che trova l’assurdo divertente. E scatta la risata. Per questo, Robi Veltroni, patron di Officina Turistica, è l’asso. Sapete cosa ha scovato in un forum sull’Isola d’Elba di Tipadvisor? Un utente che domanda:

“Le calle zappate ricrescono?”

E un moderatore che risponde: 

“forse dovresti postare la tua domanda su un forum di giardinaggio”

Gufo, Gufo, come dire che controlli? Magari i controlli ci sono, ma saranno a campione. Lasciare un quesito del genere in cotanto forum mi pare davvero uno spreco di byte…

Detto ciò, non pensiate che concluda dicendo che Trippando è meglio di Tripadvisor. Però che le persone sono meglio dei numeri, me lo concedete?

… e chi è arrivato fin qui, si merita un’altra risata, in stile barzelletta del Vernacoliere:

Ricordate quando Il Tirreno ha intervistato Francesca dell’Hotel Cernia? Io rientro dal lavoro e, come al solito, vado a pranzo dai miei. Il mio babbo, dalla sua poltrona, mentre fa giocare Marco sul tappeto, mi fa: “Silvia, ma cos’hai scritto sulla tua amica dell’Elba?” – “Come cos’ho scritto, babbo?” – “Mah, c’è andato il Tirreno, dicono che ne hai parlato male!” – “Io, babbo?” – “Sì, te, Tripp…e…e…” – “O babbo, quello è TrippaDVAISOR mica TrippaNDO! Se avevo Tripadvisor non ero qui!”

Con la trip-nonna in Croazia, al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

L’amore per la Croazia è cosa di famiglia. Se io ed Enrico ci siamo stati, tornati e ce ne siamo innamorati è perchè qualcuno c’era stato prima di noi. E ce ne aveva parlato in maniera entusiasta. Eh, sì: anche i miei genitori sono innamorati della Croazia. Quest’anno ci sono ritornati e la mia mamma, presa da trippandite andante ha iniziato a scriverne. Percui preparatevi: questo è solo il primo dei suoi post croati!

Dopo nove anni torno con piacere in Croazia e visito di nuovo i laghi di Plitvice, Parco nazionale inserito dall’UNESCO nell’elenco dei beni che fanno parte del patrimonio naturale mondiale. La mia preoccupazione quest’anno è quella di non avere più le forze (siamo a 69 anni -dopodomani, Auguri!!, n.d.r.) per poter terminare tutto il percorso, ma tale e tanto è l’entusiasmo e la gioia di di trovarmi lì, che mi godo questo scenario “unico e quasi magico”, esempio eccezionale di idrografia carsica.

I laghi sono famosi per le numerose cascate tufacee, che scaturiscono da rocce porose, nate dal depositarsi del carbonato di calcio (CaCO3, scusate, ogni tanto la chimica che è in me prende il sopravvento!, n.d.r.) dell’acqua che, nei fiumi e nei torrenti carsici, dà vita a barriere, soglie ed altre forme. La vegetazione tutto intorno è rigogliosa, verdissima, ricca di abeti e faggi.

Cammino sotto il sole seguendo la guida che ci accompagna, attraversando ponticelli, guadando piccoli ruscelli su passerelle di legno. Arrivo davanti ad un lago più grande degli altri, il colore dell’acqua è verde. Prendo il piccolo battello che sembra scivolare sulle acque silenti. Seduta comodamente, guardo a destra e a sinistra, immersa nello scenario della natura. Scendo. L’ultimo tratto in salita è faticoso. Lo percorro fermandomi a più riprese per potermi riposare  cercare un po’ di riparo all’ombra. Arrivata sulla strada maestra, salgo su un “torpedone” che mi riporta all’ingresso principale. La visita è conclusa. Lo stupore e l’incanto sono sempre nei miei occhi. Arrivederci Plitvice! Mai dire mai…

Bello il racconto della trip-nonna! Ma il mio ve lo ricordate? Eccolo: Per festeggiare…si torna a Plitvice!!

Le foto di questo post sono della Signora Trippando e del DottIng

15 idee per l’autunno – in Europa

Chi vi scrive è la Signora Trippando. Ma questo è un post a sei mani. E’ la prima messa in pratica di un concetto che sta per diventare realtà e che si chiama #iofacciorete. Questo post è nato tutto così: da una twittata come tante. Visto il successo delle 10 idee weekend per l’autunno – in Italia ho chiesto se potevano far comodo 10 idee weekend per l’autunno in Europa (la prossima sarà nel mondo?). Sara Missorini si è offerta di aiutarmi. Era già un pò che parlavamo, tra co-blogger, di scrivere ogni tanto qualche articolo insieme. Giusto per fornire informazioni maggiori e diversi punti di vista. Ed ecco l’occasione. Nel frattempo è intervenuta la Giovy Malfiori, una blogger che ho scoperto da poco, ma che mi piace parecchio. Ed ecco qua che ciascuna di noi tre vi fa cinque proposte. Se avete voglia, quest’autunno, di farvi un giretto in Europa, non avrete che l’imbarzzo della scelta!

Siete pronti per partire (o per sognare)? Ecco dove ci porta Sara:

  • Francoforte sul Meno e Magonza – Gli addetti ai lavori editoriali vi si recano ogni anno per la Fiera internazionale del libro che quest’anno si svolgerà dal 10 al 14 ottobre. Tutti coloro che invece non appartengono a questo settore, ma sono amanti dell’arte possono visitarla anche in autunno perché è talmente ricca di musei che una sponda del fiume Meno vi è totalmente dedicata e, dovesse piovere, non avreste affatto il rimpianto di aver gettato via il vostro tempo e denaro. Ce ne è per tutti i gusti e per tutte le tasche: dal Museo dell’arte moderna a quello del cinema tedesco; dall’architettura tedesca alle telecomunicazioni. Incantevole poi il centro storico. Se il tempo ve lo permette salite sulla Main Tower e godetevi il panorama (portatevi su una giacca perché comunque c’è vento anche in piena estate). Se poi non riuscite a visitarla d’autunno, ricordatevi che verso fine agosto, ogni anno si festeggia la “Notte dei musei” e allora si può entrare a prezzi ancor più vantaggiosi! Un consiglio: se volete dormire in un quartiere tranquillo, trovatevi un albergo/ostello il più lontano possibile dalla stazione… In mezza giornata con il treno da Francoforte potete anche agevolmente raggiungere Magonza e visitare l’affascinante Museo Gutenberg, dedicato al mondo della stampa.

  • Graz – È un ricordo di circa 15 anni fa, ai tempi degli scambi culturali tra studenti dei vari licei linguistici, ed è una promessa, ancora non mantenuta, di ritornarci. Resta una delle cittadine dell’Austria che più mi è rimasta nel cuore. Viva nei suoni e nei colori nonostante quell’autunno austriaco fosse stato poco clemente. Per un anno è stata capitale europea della cultura, nel 2003. Tra l’altro fino al 14 ottobre c’è l’Autunno Stiriano, una kermesse internazionale di arte contemporanea che tocca più discipline, dalla letteratura, il teatro e le arti visive fino ai new media. Delle giornate più miti ricordo splendide biciclettate lungo il fiume immersa in un verde incontaminato. Aria di fresco, aria di pulito!
  • Lisbona – Consiglio di una cara amica, ex collega, Amelia, che – interpellata di buon grado in una delle nostre amabili conversazioni – mi ha decantato le sue mete autunnali preferite e poi ha risposto così alla mia domanda. “Perché Lisbona in cima alla top five delle mete d’autunno?” “Perché c’è il Museo del Fado, c’è l’Alfama con i suoi localini démodé e per il Miradouro de Santa Luzia… una meraviglia in autunno, decisamente meglio che in estate!”. Non posso far altro che mettere in lista e pensare all’autunno 2013.
  • Madrid – Tralasciando il periodo storico e sociale particolarmente bollente, per chi non ama il gran caldo umido d’estate, Madrid è l’ideale da visitare in un week end di ottobre o nei primi quattro giorni di ponte se si hanno ferie da poter sfruttare (1-4 novembre). Un ostello e un volo low cost si trovano sempre e poi… poi lasciatevi trasportare dai vostri gusti: gli amanti del calcio sicuramente vorranno “fare una capatina” al Santiago Bernabeu con tanto di tour; gli amanti della storia dell’arte di certo non si lasceranno sfuggire una visita al Prado e al Thyssen-Bornemisza (tra l’altro dal 9 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013 un’area verrà dedicata alla pittura di Paul Gauguin nel periodo dei soggiorni a Tahiti). E poi c’è il Palazzo reale e le famose fontane a seguire…
  • Vienna – Ebbene sì, l’Austria si aggiudica il doppione. Ordine esclusivamente alfabetico quello che ho voluto dare, ma sì, indubbiamente Vienna è una capitale a portata di mano anche nella stagione. Prima di tutto, soprattutto se troverete freschino, “pancia mia fatti capanna” e cominciate a pensare ad una bella fetta di Sacher… e poi tra parchi, musei e castelli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per tutti gli amanti di musica contemporanea dal 22 ottobre (e fino al 16 novembre) ci sarà la venticinquesima edizione del Wien Modern, il più grande festival austriaco di musica contemporanea fondato dal Direttore d’orchestra, M° Claudio Abbado.

Ora arrivano le proposte della Giovy:

C’è un’ Europa a due passi e una più lontana, che necessita un aereo o un treno. Ecco qui cosa vorrei fare io se una bacchetta magica mi desse la possibilità di passare in giro ogni week end.

  • Cominciamo con qualcosa che per me equivale a dire Amore: è LiverpoolLiverpool è Beatles ma non solo loro. E’ una zona portuale che è patrimonio universale dell’Unesco e questa zona si chiama Albert Dock e vi è anche una sede della Tate Modern Gallery dove l’entrata è gratuita. Liverpool è una città che si vive tranquillamente a piedi, mentre il vento del Merseyside fa cambiare tempo almeno 4 volte al giorno. E’ un luogo dove si mangia e si beve dell’ottima birra di qualità: se siete all’Albert Dock vi basterà raggiungere il Pump House. Se siete in centro dirigetevi verso Dale Street, praticamente un miglio di pub uno dopo l’altro. I miei preferiti sono lo Ship & Mitre, proprio ad inizio via, e il Thomas Rigby, quasi alla fine.

© Giovy

  • La seconda proposta che vi faccio è un giro tra Lugano e il Cantone dei Grigioni. Il Ticino e i Grigioni sono i cantoni svizzeri più vicini all’Italia. Lugano è chic e forse a molti potrà sembrare altezzosa ma è una città piena di cose da vedere e da fare. Perdersi al parco Ciani, ad esempio, è un regalo da farsi almeno una volta ogni tanto, così come fa bene all’anima fare la passeggiata che da Lugano porta a Gandria. Dopo una giornata a passeggiare, la miglior cena potrebbe essere dell’ottima carne al Grotto Riviera che, credetemi, merita davvero. Da Lugano ad Andeer il passo è breve e vi troverete catapultati in uno degli stabilimenti termali più belli (ed economicamente affrontabili) delle Alpi. Una giornata per se stessi, a contemplare i monti mentre si gode di una piscina di acqua termale riscaldata. Cosa c’è di meglio?
  • La mia terza proposta è Innsbruck, perché è bella in tutte le stagioni e non solo in pieno inverno e in tempo di mercatini. E’ una città piena di storia e di edifici bellissimi. E’ una città piena di gusto e dai dintorni strepitosi. Da molti punti del Nord Italia dista solo tre ore di auto circa e ci sono moltissime pensioncine a non troppi soldi dove passare la notte. Un giro ad Innsbruck insegna a capire che di non sola montagna vive il Tirolo.
  • Torniamo in Inghilterra con la mia quarta proposta: è Manchester. La metropoli del nord dell’Inghilterra. Quando la guardi sulla cartina sembra sterminata e si merita davvero l’appellativo di “capitale” dell’Inghilterra del nord. Manchester è una città in eterno divenire. Durante la seconda guerra mondiale è stata rasa al suolo dalla Luftwaffe e questa disgrazia è diventata l’opportunità per puntare ad una modernità davvero vasta. Ne è l’esempio la riqualificazione della zona dei Salford Quays dove l’occhio si perde in architetture pazzesche. Lì c’è anche il Museo della Guerra (Imperial War Museum North, entrata gratis) che merita una visita. Calcolate almeno due orette. Manchester è anche passato vittoriano e lo si vede benissimo nel centro città. Per gli amanti del calcio c’è l’imperdibile (e gratuito) Soccer Museum.

© Gianluca Vecchi 2012

  • Francia, come dimenticare la Francia? Ecco Annecy, abbastanza vicina all’Italia da essere raggiunta in auto. L’alta Savoia è una zona davvero bellissima. Ci sono montagne mozzafiato e laghi che hanno ispirato grandiosi poeti romantici. Annecy è una sorta di “venezia d’oltralpe” perché è piena di canali che si snodano nel centro città. Ottimo luogo anche per il nostro pancino dato che i formaggi sono buonissimi in quella zona.

…ed infine quelle della Signora Trippando:

  • Parigi. Perchè, dicono, è bella in tutte le stagioni. Io me la sono goduta molto poco in inverno, dato che a metà viaggio di nozze mi sono presa una bella gastroenterite (non ridete!). I colori dell’autunno sugli Champs Eliseés devono essere magici. Così come magica dev’essere con le luci del periodo pre-natalizio. Anche se ci siete stati mille volte, a Parigi troverete sempre qualcosa da vedere di nuovo ed interessante. La zona del Marais, che circonda Place des Vosges, ha un fascino tutto suo. La doemnica mattina potrete fare un brunch e perdervi nelle tante gallerie d’arte. E poi ai mercatini lungo la Senna. Da non perdere, la domenica pomeriggio, il concerto d’organo (gratuito) nella cattedrale di Notre Dame. Per dormire, non economicissimo  ma comodo come location e molto curato nei dettagli, l’Hotel Gramont Opera ha il placet dei Trippando’s in honeymoon. Se poi vi avanza un giorno, perchè non prendere la RER da Parigi a Versailles e ammirare la reggia del Re Sole?
  • la Slovenia. Ci sono soltanto passata, per raggiungere il mio paese del cuore, la Croazia. D’estate i suoi paesaggi verdissimi sono invitanti. Sarei curiosa di vedere come si trasformano in autunno. Mi piacerebbe passeggiare attorno al Lago di Bled. E poi la zona della Stiria, al confine con l’Austria. Infine Lubiana, la capitale. Mi affascina tantissimo. Me la immagino un po’ paese di campagna, un po’ fastosamente asburgica. Ci andranno i trip-nonni a breve, sicchè presto avremo dei racconti. Per dormire, una delle tante sobe, camere disponibile a poco prezzo presso le abitazioni private. Oppure, approfittando della bassa stagione lungo la costa, un hotel, magari con centro benessere, a Portorose o Pirano.
  • Londra. Ci sono stata un paio di giorni. Più o meno secoli e millenni fa. Voglio tornarci. La brumosa Londra. Per non restare delusa dalla pioggia anche d’estate o dal troppo freddo dell’inverno, penso che l’autunno sia la stagione migliore. Perchè Londra sa proprio d’autunno. Nella mia immaginazione, a Londra è sempre autunno.  Chi di voi la conosce? Mi dareste un po’ di consigli su dove andare-cosa fare?
  • Norimberga. E’ la patria dei Mercatini di Natale. Ci sono i più antichi della Germania. La Piazza del Mercato se ne riempe; nelle piazze laterali ce ne sono altri, dal mondo, delle arti e mestieri. Strepitoso! Magari anzichè nel weekend, quando ci sarà l’invasione delle gite organizzate, vi consiglio di andarci durante la settimana. Il centro storico è bellissimo, racchiuso da mura in cui ci sono dei graziosi angoli che sembrano vecchi villaggi. La piazza con la casa natale di Duerer è fascinosissima e, non so perchè, mi ricorda la parte alta di Zagabria.
  • Rovaniemi. Lo so. sono in piena fase pre-natalizia. Per me è così: finita l’estate, si pensa al Natale. Amo le luci, i colori, gli addobbi, i biscotti alla cannella e le tisane addolcite dal miele. Andare a trovare Babbo Natale è un sogno non proprio di bambina. Ci andrò. In autunno. Quando Marco sarà un po’ più grande e magari avrà anche un fratello. Ci devo andare. Sarà come tornare bambina. Non vedo l’ora!

E voi, dove vorreste andare? Quali proposte suggerite? Dite, dite!