Diario di viaggio: la Provenza tra colori e profumi

Quest’anno per me e la mia famiglia il tradizionale ponte del 25 aprile è stato diverso dal solito. Abbiamo deciso di festeggiare tutti insieme il 25esimo anniversario dei miei genitori con un viaggio. Dopo varie discussioni, all’ultimo abbiamo prenotato quattro giorni in Provenza, all’hotel Ibis a Aix-en-Provence. Partiamo la mattina del 25 con l’auto; un viaggio lunghissimo, stancante, ma per fortuna soddisfacente.

Aix-en-Provence è una cittadina di provincia, ridente, ben curata. Nonostante le medie dimensioni, i servizi sono funzionali, i mezzi di trasporto ottimi, così come la pulizia delle strade e i parcheggi. In centro, alla fine della via principale, il corso Mirabeau, si trova un bellissimo ufficio del turismo: efficiente e ben organizzato (a parte che non parlano italiano come un po’ ovunque!). Per la nostra prima cena, stanchi dopo il tragitto, ci siamo recati in centro. A ogni angolo pieno zeppo di locali, pieno di giovani; è tutto un brulicare di luci, musiche. E’ una cittadina davvero animata, che ti fa pensare a quanto siano invece desolati alcuni centri città italiani.

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Il secondo giorno ci aspetta Marsiglia. Ci spostiamo con il pullman e, una volta arrivati, con la metro e a piedi. Inaspettatamente si rivela una bellissima città, dal fascino particolare, multiculturale (non a caso è stata scelta come capitale europea della cultura per il 2013). Attrazione protagonista della nostra visita è Notre Dame de la Garde, una chiesa costruita su uno sperone a 162 metri di altezza e che domina non solo tutta la città, ma anche il mare e il paesaggio intorno. Arriviamo lassù a bordo di un simpatico trenino, dopo aver girato anche per strade e vicoli. Da vicino la chiesa è ancora più sensazionale, forse più bella del Sacre Coeur di Parigi.

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Il terzo giorno eccoci ad Avignone, la città dei papi. Il centro storico è molto carino, caratteristico ed è bello vedere come nei secoli si è modellato proprio in rapporto al palazzo dei papi. Quest’ultimo somiglia allo stesso tempo a un’imponente fortezza e al palazzo della Bella Addormentata, ricorda quasi le fiabe Disney! Altra attrattiva di Avignone è il ponte sul fiume Rodano, protagonista – tra l’altro – di una famosa canzone, “Le pont d’Avignon”. In centro c’è poi da perdersi nei vicoli, nelle stradine colme di negozi di lavanda: il profumo è inconfondibile!  Inoltre mi ha assai colpito il colore delle foglie dei platani che si trovano in quasi tutte le piazze della città, una vera meraviglia naturale.

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Purtroppo arriva per noi anche l’ultimo giorno. Nel ritorno decidiamo, nonostante la pioggia incessante, di fermarci a Nizza. La cittadina è carina, curata, elegante. La passeggiata sul mare sono sicura che con il sole sia uno spettacolo, ma con la pioggia non mi ha trasmesso granché.

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Forse questo è solo un pretesto per partire di nuovo… Al prossimo viaggio allora!

Visitare Parigi – di Pierangela Belloni

Un bel guestpost di Pierangela Belloni del blog ZiaTata sul suo viaggio del cuore: a Parigi!

Eccomi a raccontarvi il viaggio da me sempre sognato: i miei primi 40 anni a Parigi!
Ho sempre detto a mio marito che non avrei voluto niente altro e, anche se abbiamo fatto dei sacrifici, abbiamo raggiunto la meta: visitare Parigi!
Parigi è veramente fantastica e piena di luce; direi che è una di quelle città di cui ti innamori a prima vista!
Ma ora vediamo di fare un giro panoramico!

La principale attrazione è sicuramente la Tour Eiffel con i suoi 324 metri di altezza. Si può salire fino in cima e vi sono due possibilità: i 1.665 scalini oppure due ascensori trasparenti. A sud-est della torre si allunga una distesa erbosa da cui un tempo partivano i primi voli in mongolfiera. Il luogo migliore per “ammirarla in tutto il suo splendore” è la terrazza del Trocadero che le sta di fronte. Una particolarità della torre più famosa di Francia è che ha ben 20.000 lampadine (5.000 per lato) brillanti che per 5 minuti ogni ora allo scoccare dell’ora si illuminano. E’ uno spettacolo unico che si può ammirare dal tramonto fino a 01:00.

tour eiffel

Ed ecco che siamo all’Arco di Trionfo dove dalla sua cima si può ammirare uno dei viali
più belli al mondo: gli Champs Elysees.

campi elisi

Da non perdere la cattedrale di Notre Dame, in stile gotico, che si trova nella parte orientale dell’Ile de la Cite.

notre dame paris

Favolosa chiesa è la Sainte Chapelle che venne costruita per volere del re Luigi IX, per custodirvi le preziose reliquie della Corona di Spine. La Cappella superiore è un miraggio di eleganza e leggerezza, dove si possono ammirare le magnifiche vetrate duecentesche che sono l’elemento principale della cappella.

sante chapelle

Ci sono parecchi musei ma a mio gusto i più belli sono il Museo d’Orsay che è situato in una ex-stazione ferroviaria e ospita tutti i maggiori capolavori dell’impressionismo e poi il Museo del Louvre, dove troviamo la famosissima Gioconda.

la gioconda

Camminando verso la collina di Montmartre arriviamo alla chiesa del Sacro Cuore, dove la vista è veramente fantastica. La chiesa è in pietra bianca ed è visibile da tutta la città.

sacro cuore parigi

Versailles si può raggiungere comodamente con il treno.

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… e il parco di divertimento Eurodisney.

eurodisney

Parigi è talmente ricca di monumenti che pochi giorni non bastano per visitarla! Bisognerebbe ritornarci!!
Buon viaggio a tutti!!

[Carnevale 2013] Mentone: il carnevale degli agrumi

Mentone, la cittadina francese sulla costa azzurra, appena passata la frontiera italiana è famosa oltre che come località balneare, anche per la Fete du Citron: il famoso carnevale del limone.

Agli inizi del 1900 Menton, per dare lustro ad uno dei suoi principali prodotti, inaugura l’evento carnevalesco che dagli anni trenta del secolo diventa una vera e propria tradizione, e mette in scena gli agrumi.

Ogni anno la manifestazione è dedicata ad un tema diverso e i carri allegorici e le esposizioni fisse fanno a gara per meglio interpretarlo.

Il numero ricorrente quest’anno sarà 80. Innanzi tutto perchè l’edizione 2013 sarà l’80ma e per questo motivo l’organizzazione ha deciso di scegliere come tema “Il giro del mondo in 80 giorni” .
Sabato 16 febbraio la Fete du Citron prenderà ufficialmente il via e la prima sfilata dei carri con i gruppi folcloristici sarà domenica 17 alle ore 14,30.
In concomitanza con le varie sfilate dei week end ci sarà anche una esposizione di agrumi, che si terrà nei centralissimi Giardini Bioves in prossimità del Palais de l’Europe.

Venerdì 22 febbraio alle ore 20.30 si svolgerà il primo corso in notturna, una sfilata alla quale non mancare.
Le sfilate serali sono infatti, a mio parere, le più caratteristiche e il clima mite della riviera è perfetto per assistervi senza doversi infagottare troppo con giacconi, sciarpe e berretti.
Lungo il percorso dei carri allegorici, proprio sul lungomare, vengono montate delle tribune per permettere (a chi ha prenotato) di assistere da un punto privilegiato.
Per ragguagli e prenotazioni si può contattare il numero telefonico +33 4 92417695.

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Louvre, Orsay, Beaubourg, Opera e Versailles: 5 musei da non perdere a Parigi

Quando inizia gennaio a me viene voglia di Parigi, la città protagonista (nel bene e nel male) del mio viaggio di nozze. Il 16 gennaio si festeggia (festeggia???) il terzo anniversario e, forse, l’elaborazione del lutto si sta completando. Lutto, sì, perchè convinti e contenti di andare a Parigi, ci siamo ritrovati con la “sposa” in piena gastroenterite. L’unico viaggio dal quale sono tornata dimagrita (con tanto del mio amato babbo che me l’ha fatto notare, love!). E’ per questo che a lungo non sono riuscita a ripensare con gioia alla città dell’amore. Adesso sono pronta. Ho davanti ai miei occhi quella meraviglia che è il LungoSenna, con i due musei più belli ed importanti della città: Louvre ed Orsay. Il Marais, quartiere trendy della città, con i tanti localini ed il controverso Beaubourg. La zona dell’Opera, a due passi dall’Hotel Gramont Opera, dove abbiamo alloggiato e che vi consiglio di cuore (qui le mie impressioni). E poi la meraviglia della reggia del Re Sole, Versailles.

parigi vista dall'opera garnier

Sono questi cinque (Louvre, Orsay, Beaubourg, Opera e Versailles) i cinque musei, per me, da non perdere a Parigi. E ora vi dico perchè.

  1. Louvre: è il principe dei musei. Paragonabile sono all’Hermitage di San Pietroburgo (wow!) e agli Uffizi di Firenze. Perchè visitarlo? Perchè c’è di tutto: dipinti, sculture,  grafica. Opere per tutti i gusti, ma solo fino alla fine del 1700. E chi non ama l’arte? Deve andarci comunque: già la struttura architettonica è magnifica e piena di storia. E poi… respirerete arte, anche nelle caffetterie dove rifocillarsi. Ve ne innamorerete!
  2. Orsay: il mio preferito. Ospita la più completa collezione impressionista che ci sia, un susseguirsi di opere bellissime in uno scenario non da meno: la vecchia Stazione d’Orsay. Non ci sono parole per descriverlo. Dovete andarci!
  3. Beaubourg. Se il museo d’Orsay è la continuazione temporale del Louvre, il Beaubourg lo è dell’Orsay. Raccoglie opere d’arte moderna e contemporanea. che possono piacere come no. Ma è anche un centro culturale, un luogo d’aggregazione con la sua biblioteca, il caffè, il ristorante all’ultimo piano. Un motivo per cui è “da non perdere”? Le scale mobili con una vista sulla città e la Tour Eiffel da urlo. Soprattutto la sera.
  4. Opera Garnier. E’ l’Opera storica di Parigi (c’è anche l’Opera Bastille, che però è moderna) ed un vero tempio della musica. Non avete idea di quante e quanto belle sale ha. E scoprire la sua storia con una visita guidata è affascinante. Provare per credere!
  5. Versailles. Se volete imparare un pò di storia di Francia, visitate la reggia del Re Sole! Splendida nel suo sfarzo, vi aprirà gli occhi su un periodo storico e le sue conseguenze. Insomma, a vedere “il villaggio di Maria Antonietta”, dove la regina si divertiva a fare la contadinella (a 500 metri dalla reggia) forse capirete perchè il popolo l’ha ghigliottinata. Cliccando qui troverete informazioni utili per raggiungere Versailles da Parigi.

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Francia: In camper si può… andarsi a raccogliere le proprie ostriche!

Siamo a Settembre e stiamo facendo un tour della Francia. Nel nostro Itinerario includiamo una meta che mi aveva incuriosito moltissimo il fase di progettazione e cioè Noirmoutier en Ile. Si tratta di un’isola per non dire un istmo nell’oceano attaccatissima alla costa, pressapoco all’altezza di Nantes.

Questo luogo mi attirava non solo per i paesaggi marini ma anche e soprattutto per “ Le Gois”. Le Gois è una strada di circa 4 km che collega l’isola alla terra ferma.

Non è l’unico collegamento, anzi, ce n’è un’altro molto più breve e comodo a mezzo di un largo ponte a scorrimento veloce. Ma questa strada mi attirava perchè la sua particolarità è che viene sommersa giornalmente dall’alta marea, tanto che una volta all’anno c’è una gara che consiste nel percorrere a piedi, di corsa, questa strada dal momento dell’inizio dell’innalzamento della marea, prima che venga totalmente sommersa.

Ma torniamo a noi: siamo sulla costa e troviamo le indicazioni per Le Gois, seguiamo la strada ma poco dopo ci troviamo incolonnati in una lunga fila… i dubbi ci assalgono: siamo arrivati in momento di alta marea? Ma se così fosse, perchè nessuno si gira ma tutti aspettano? Che sia a pagamento? Che la abbiano appena aperta e quindi la fila sia dovuta a quello? Decidiamo di aspettare e in circa una ventina di minuti siamo all’imbocco della strada.

I Paesaggi sono meravigliosi, questa striscia di cemento che passa in mezzo a questa enorme battigia, con dei riflessi meravigliosi… davvero impagabile! Si procede tutt’ora a passo d’uomo, non è un problema, il paesaggio merita, ma non riusciamo a capire francamente il perchè.

Procedendo, cominciamo a notare che la battigia è disseminata di persone, tante, tantissime. Il bordo strada è pieno di macchine parcheggiate, che aumentano procedendo, addirittura sono parcheggiate in 3 o 4 file. Indiscutibilmente il paesaggio è meraviglioso, ma questa quantità di gente, in questo periodo dell’anno, ci pare un po’ strana.

La fila delle macchine capiamo essere stata creata proprio dal rallentamento della gente che cercava un parcheggio. Ancora ci stiamo chiedendo perchè…

Guardiamo meglio e la gente, che a questo punto è diventata una vera folla, è tutta munita di cestini, stivaloni, coltelli e stanno tutti piegati per terra…a questo punto ci sorge un dubbio e decidiamo di andare a vedere anche noi…

… Ebbene sì, tutte quelle persone erano a caccia di ostriche… Incredibile: è una mare di ostriche e tutti ma proprio tutti hanno i loro secchielli pieni. Inutile dire che abbiamo voluto provare anche noi: in due minuti ne abbiamo subito trovate un paio, grandi (fresche penso sia inutile dirlo, no?). Tornati in camper, con un coltellino multiuso le abbiamo aperte…Beh, ragazzi.. Temo che non riusciremo mai più a mangiare ostriche in patria!!!

15 idee per l’autunno – in Europa

Chi vi scrive è la Signora Trippando. Ma questo è un post a sei mani. E’ la prima messa in pratica di un concetto che sta per diventare realtà e che si chiama #iofacciorete. Questo post è nato tutto così: da una twittata come tante. Visto il successo delle 10 idee weekend per l’autunno – in Italia ho chiesto se potevano far comodo 10 idee weekend per l’autunno in Europa (la prossima sarà nel mondo?). Sara Missorini si è offerta di aiutarmi. Era già un pò che parlavamo, tra co-blogger, di scrivere ogni tanto qualche articolo insieme. Giusto per fornire informazioni maggiori e diversi punti di vista. Ed ecco l’occasione. Nel frattempo è intervenuta la Giovy Malfiori, una blogger che ho scoperto da poco, ma che mi piace parecchio. Ed ecco qua che ciascuna di noi tre vi fa cinque proposte. Se avete voglia, quest’autunno, di farvi un giretto in Europa, non avrete che l’imbarzzo della scelta!

Siete pronti per partire (o per sognare)? Ecco dove ci porta Sara:

  • Francoforte sul Meno e Magonza – Gli addetti ai lavori editoriali vi si recano ogni anno per la Fiera internazionale del libro che quest’anno si svolgerà dal 10 al 14 ottobre. Tutti coloro che invece non appartengono a questo settore, ma sono amanti dell’arte possono visitarla anche in autunno perché è talmente ricca di musei che una sponda del fiume Meno vi è totalmente dedicata e, dovesse piovere, non avreste affatto il rimpianto di aver gettato via il vostro tempo e denaro. Ce ne è per tutti i gusti e per tutte le tasche: dal Museo dell’arte moderna a quello del cinema tedesco; dall’architettura tedesca alle telecomunicazioni. Incantevole poi il centro storico. Se il tempo ve lo permette salite sulla Main Tower e godetevi il panorama (portatevi su una giacca perché comunque c’è vento anche in piena estate). Se poi non riuscite a visitarla d’autunno, ricordatevi che verso fine agosto, ogni anno si festeggia la “Notte dei musei” e allora si può entrare a prezzi ancor più vantaggiosi! Un consiglio: se volete dormire in un quartiere tranquillo, trovatevi un albergo/ostello il più lontano possibile dalla stazione… In mezza giornata con il treno da Francoforte potete anche agevolmente raggiungere Magonza e visitare l’affascinante Museo Gutenberg, dedicato al mondo della stampa.

  • Graz – È un ricordo di circa 15 anni fa, ai tempi degli scambi culturali tra studenti dei vari licei linguistici, ed è una promessa, ancora non mantenuta, di ritornarci. Resta una delle cittadine dell’Austria che più mi è rimasta nel cuore. Viva nei suoni e nei colori nonostante quell’autunno austriaco fosse stato poco clemente. Per un anno è stata capitale europea della cultura, nel 2003. Tra l’altro fino al 14 ottobre c’è l’Autunno Stiriano, una kermesse internazionale di arte contemporanea che tocca più discipline, dalla letteratura, il teatro e le arti visive fino ai new media. Delle giornate più miti ricordo splendide biciclettate lungo il fiume immersa in un verde incontaminato. Aria di fresco, aria di pulito!
  • Lisbona – Consiglio di una cara amica, ex collega, Amelia, che – interpellata di buon grado in una delle nostre amabili conversazioni – mi ha decantato le sue mete autunnali preferite e poi ha risposto così alla mia domanda. “Perché Lisbona in cima alla top five delle mete d’autunno?” “Perché c’è il Museo del Fado, c’è l’Alfama con i suoi localini démodé e per il Miradouro de Santa Luzia… una meraviglia in autunno, decisamente meglio che in estate!”. Non posso far altro che mettere in lista e pensare all’autunno 2013.
  • Madrid – Tralasciando il periodo storico e sociale particolarmente bollente, per chi non ama il gran caldo umido d’estate, Madrid è l’ideale da visitare in un week end di ottobre o nei primi quattro giorni di ponte se si hanno ferie da poter sfruttare (1-4 novembre). Un ostello e un volo low cost si trovano sempre e poi… poi lasciatevi trasportare dai vostri gusti: gli amanti del calcio sicuramente vorranno “fare una capatina” al Santiago Bernabeu con tanto di tour; gli amanti della storia dell’arte di certo non si lasceranno sfuggire una visita al Prado e al Thyssen-Bornemisza (tra l’altro dal 9 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013 un’area verrà dedicata alla pittura di Paul Gauguin nel periodo dei soggiorni a Tahiti). E poi c’è il Palazzo reale e le famose fontane a seguire…
  • Vienna – Ebbene sì, l’Austria si aggiudica il doppione. Ordine esclusivamente alfabetico quello che ho voluto dare, ma sì, indubbiamente Vienna è una capitale a portata di mano anche nella stagione. Prima di tutto, soprattutto se troverete freschino, “pancia mia fatti capanna” e cominciate a pensare ad una bella fetta di Sacher… e poi tra parchi, musei e castelli c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per tutti gli amanti di musica contemporanea dal 22 ottobre (e fino al 16 novembre) ci sarà la venticinquesima edizione del Wien Modern, il più grande festival austriaco di musica contemporanea fondato dal Direttore d’orchestra, M° Claudio Abbado.

Ora arrivano le proposte della Giovy:

C’è un’ Europa a due passi e una più lontana, che necessita un aereo o un treno. Ecco qui cosa vorrei fare io se una bacchetta magica mi desse la possibilità di passare in giro ogni week end.

  • Cominciamo con qualcosa che per me equivale a dire Amore: è LiverpoolLiverpool è Beatles ma non solo loro. E’ una zona portuale che è patrimonio universale dell’Unesco e questa zona si chiama Albert Dock e vi è anche una sede della Tate Modern Gallery dove l’entrata è gratuita. Liverpool è una città che si vive tranquillamente a piedi, mentre il vento del Merseyside fa cambiare tempo almeno 4 volte al giorno. E’ un luogo dove si mangia e si beve dell’ottima birra di qualità: se siete all’Albert Dock vi basterà raggiungere il Pump House. Se siete in centro dirigetevi verso Dale Street, praticamente un miglio di pub uno dopo l’altro. I miei preferiti sono lo Ship & Mitre, proprio ad inizio via, e il Thomas Rigby, quasi alla fine.

© Giovy

  • La seconda proposta che vi faccio è un giro tra Lugano e il Cantone dei Grigioni. Il Ticino e i Grigioni sono i cantoni svizzeri più vicini all’Italia. Lugano è chic e forse a molti potrà sembrare altezzosa ma è una città piena di cose da vedere e da fare. Perdersi al parco Ciani, ad esempio, è un regalo da farsi almeno una volta ogni tanto, così come fa bene all’anima fare la passeggiata che da Lugano porta a Gandria. Dopo una giornata a passeggiare, la miglior cena potrebbe essere dell’ottima carne al Grotto Riviera che, credetemi, merita davvero. Da Lugano ad Andeer il passo è breve e vi troverete catapultati in uno degli stabilimenti termali più belli (ed economicamente affrontabili) delle Alpi. Una giornata per se stessi, a contemplare i monti mentre si gode di una piscina di acqua termale riscaldata. Cosa c’è di meglio?
  • La mia terza proposta è Innsbruck, perché è bella in tutte le stagioni e non solo in pieno inverno e in tempo di mercatini. E’ una città piena di storia e di edifici bellissimi. E’ una città piena di gusto e dai dintorni strepitosi. Da molti punti del Nord Italia dista solo tre ore di auto circa e ci sono moltissime pensioncine a non troppi soldi dove passare la notte. Un giro ad Innsbruck insegna a capire che di non sola montagna vive il Tirolo.
  • Torniamo in Inghilterra con la mia quarta proposta: è Manchester. La metropoli del nord dell’Inghilterra. Quando la guardi sulla cartina sembra sterminata e si merita davvero l’appellativo di “capitale” dell’Inghilterra del nord. Manchester è una città in eterno divenire. Durante la seconda guerra mondiale è stata rasa al suolo dalla Luftwaffe e questa disgrazia è diventata l’opportunità per puntare ad una modernità davvero vasta. Ne è l’esempio la riqualificazione della zona dei Salford Quays dove l’occhio si perde in architetture pazzesche. Lì c’è anche il Museo della Guerra (Imperial War Museum North, entrata gratis) che merita una visita. Calcolate almeno due orette. Manchester è anche passato vittoriano e lo si vede benissimo nel centro città. Per gli amanti del calcio c’è l’imperdibile (e gratuito) Soccer Museum.

© Gianluca Vecchi 2012

  • Francia, come dimenticare la Francia? Ecco Annecy, abbastanza vicina all’Italia da essere raggiunta in auto. L’alta Savoia è una zona davvero bellissima. Ci sono montagne mozzafiato e laghi che hanno ispirato grandiosi poeti romantici. Annecy è una sorta di “venezia d’oltralpe” perché è piena di canali che si snodano nel centro città. Ottimo luogo anche per il nostro pancino dato che i formaggi sono buonissimi in quella zona.

…ed infine quelle della Signora Trippando:

  • Parigi. Perchè, dicono, è bella in tutte le stagioni. Io me la sono goduta molto poco in inverno, dato che a metà viaggio di nozze mi sono presa una bella gastroenterite (non ridete!). I colori dell’autunno sugli Champs Eliseés devono essere magici. Così come magica dev’essere con le luci del periodo pre-natalizio. Anche se ci siete stati mille volte, a Parigi troverete sempre qualcosa da vedere di nuovo ed interessante. La zona del Marais, che circonda Place des Vosges, ha un fascino tutto suo. La doemnica mattina potrete fare un brunch e perdervi nelle tante gallerie d’arte. E poi ai mercatini lungo la Senna. Da non perdere, la domenica pomeriggio, il concerto d’organo (gratuito) nella cattedrale di Notre Dame. Per dormire, non economicissimo  ma comodo come location e molto curato nei dettagli, l’Hotel Gramont Opera ha il placet dei Trippando’s in honeymoon. Se poi vi avanza un giorno, perchè non prendere la RER da Parigi a Versailles e ammirare la reggia del Re Sole?
  • la Slovenia. Ci sono soltanto passata, per raggiungere il mio paese del cuore, la Croazia. D’estate i suoi paesaggi verdissimi sono invitanti. Sarei curiosa di vedere come si trasformano in autunno. Mi piacerebbe passeggiare attorno al Lago di Bled. E poi la zona della Stiria, al confine con l’Austria. Infine Lubiana, la capitale. Mi affascina tantissimo. Me la immagino un po’ paese di campagna, un po’ fastosamente asburgica. Ci andranno i trip-nonni a breve, sicchè presto avremo dei racconti. Per dormire, una delle tante sobe, camere disponibile a poco prezzo presso le abitazioni private. Oppure, approfittando della bassa stagione lungo la costa, un hotel, magari con centro benessere, a Portorose o Pirano.
  • Londra. Ci sono stata un paio di giorni. Più o meno secoli e millenni fa. Voglio tornarci. La brumosa Londra. Per non restare delusa dalla pioggia anche d’estate o dal troppo freddo dell’inverno, penso che l’autunno sia la stagione migliore. Perchè Londra sa proprio d’autunno. Nella mia immaginazione, a Londra è sempre autunno.  Chi di voi la conosce? Mi dareste un po’ di consigli su dove andare-cosa fare?
  • Norimberga. E’ la patria dei Mercatini di Natale. Ci sono i più antichi della Germania. La Piazza del Mercato se ne riempe; nelle piazze laterali ce ne sono altri, dal mondo, delle arti e mestieri. Strepitoso! Magari anzichè nel weekend, quando ci sarà l’invasione delle gite organizzate, vi consiglio di andarci durante la settimana. Il centro storico è bellissimo, racchiuso da mura in cui ci sono dei graziosi angoli che sembrano vecchi villaggi. La piazza con la casa natale di Duerer è fascinosissima e, non so perchè, mi ricorda la parte alta di Zagabria.
  • Rovaniemi. Lo so. sono in piena fase pre-natalizia. Per me è così: finita l’estate, si pensa al Natale. Amo le luci, i colori, gli addobbi, i biscotti alla cannella e le tisane addolcite dal miele. Andare a trovare Babbo Natale è un sogno non proprio di bambina. Ci andrò. In autunno. Quando Marco sarà un po’ più grande e magari avrà anche un fratello. Ci devo andare. Sarà come tornare bambina. Non vedo l’ora!

E voi, dove vorreste andare? Quali proposte suggerite? Dite, dite! 

Mini-Guida di viaggio: tra Provenza e Costa Azzurra con bimbi al seguito

Vi ricordate il racconto dei miei quattro giorni di vacanza tra Provenza e Costa Azzurra, bimbo al seguito. Ecco una mini-guida riassuntiva da portare con voi se avete voglia di percorrere il mio itinerario. O solo da leggere, per partire con la fantasia!

La Colle sur-Loup

Le clos de Staint-Paul: impeccabile B&B gestito dalla gentilissima M.me Regine. Si può scegliere tra le camere con giardino o l’appartamento con cucina. In entrambi i casi è prevista una ricca colazione preparata tutte le mattine da M.me Regine.

Les Maux de l’ècrit: nella strada principale di questo piccolo paese delle meraviglie, Celine organizza quotidianamente attività ricreative per i bambini: varie attività manuali, giochi creativi, pitture, scrittura a disposizione di bambini dai tre anni in su. Ingresso singolo, 10 euro/ora.

Saint-Paul de Vence

La cure Gourmande: nella strada principale del centro storico, questo negozio è una delizia per occhi e palato: biscotti, cioccolata e caramelle di ogni tipo, forma e sapore in colorate confezioni di latta a cui difficilmente potrete resistere.

Macaron de Saint-Paul: in una stradina laterale questo minuscolo negozio prepara deliziosi e coloratissimi macaron. Tappa obbligata per gli amanti di queste conchiglie di meringa ripiene di golosa crema.

Turrette sur le Loup

Ristorante Chez Grand-Mere: appena dopo la porta di ingresso nel paese storico, questo ristorante offre un grande camino su cui lo chef cucina ottime grigliate. Ma il locale è anche famoso in zona per preparare un ottimo cous-cous.

Pont du Loup

Confiserie Florian: un paradiso per tutti i golosi. La specialità della casa sono i mandarini canditi, ma anche i bon-bon di cioccolato o le arance candite e ricoperte di cioccolata non sono da meno. Inoltre, i più curiosi potranno assaggiare le preparazioni a  base di fiori: le confetture di rosa, violetta o gelsomino, oppure gli stessi fiori cristalizèe. Nei giorni lavorativi è anche possibile fare una visita guidata al laboratorio dove si preparano tutte le golosità della casa

Atelier della Cusine des Fleur: originale ristorante dove il menù è realizzato in base ai fiori di stagione, che fanno da ingrediente dei piatti stessi. Ma non solo, lo chef organizza anche corsi di cucina per grandi e per bambini!

Grasse

Atelier Fragonard: una delle due più famose profumerie del paese, ha il suo museo con annesso negozio alla fine del centro storico. Il museo, ad ingresso gratuito con visite guidate, è interessante, mentre l’atelier con tutti i prodotti è un invito ad alleggerire il vostro portafoglio!

Roquebruquen

Ristorante Casarella: grazioso ristorante a conduzione familiare, di cucina corsa e siciliana dove gustrae degli ottimi piatti di pesce, prima di rientrare in italia

Vence

Chapelle du Rosaire: un po’ fuori dal paese, ma ben segnalata, questa cappella del convento delle suore domenicane fu l’ultima opera compiuta da Matisse. Al suo interno, le bianche piastrelle decorate dall’artista formano un gioco di luci insieme alla vetrata colorata, davvero emozionate.

Antibes

Museo di Picasso: in una posizione bellissima a picco sul mare, qui sorgeva un tempo lo studio del maestro; oggi colleziona alcune opere. Vale una visita.

Da leggere, anche:

Diario di viaggio: 4 giorni tra Provenza e Costa Azzurra

Diario di viaggio: 4 giorni tra Provenza e Costa Azzurra

Un lungo week-end è sufficiente per arrivare poco al di là del confine con la Francia ed immergersi completamente in un’atmosfera diversa. Qui l’aria sa di campagna, di piccoli paesini arroccati dove le giornate scorrono lente, dove la vita è scandita da ritmi rilassati, tra una partita di pétanque e le bancarelle dei marché  provecales, colorati dalla frutta e dalla verdura dei contadini e dagli oggetti di artigianato locale.

Meta ideale per una piccola vacanza in tranquillità, perfetta per chi viaggia con figli al seguito, perchè facile da raggiungere anche in macchina e perchè facile da organizzare in piccole tappe o mini-gite da fare in giornata. Questa zona dell’interno della Costa Azzurra, alle porte della Provenza, è una meta ideale per un lungo fine settimana di vacanza.

Prima tappa e base del viaggio, un piccolo paesino tra Vence e Cagne sur Mer, La Colle sur-Loup. Tipico borgo francese, simile al villaggio di Chocolat, con la piazza dove si affacciano gli edifici più importanti per la vita della comunità: il Municipio, la Biblioteca e qualche bistrot.
La nostra sistemazione, Le Clos de Saint Paul, semplicemente ideale: sistemati in questo B&B in appartamento, con cucina e ampio spazio all’aperto, è stata una soluzione perfetta viaggiando con un bimbo piccolo. La colazione che ci veniva portata tutti i giorni, un modo perfetto per iniziare la giornata!

Da La Colle, si raggiunge in poco meno di 10 minuti in auto il grazioso paese di Saint-Paul del Vence, sicuramente molto turistico (e lo testimoniano i numerosi negozi, seppur tutti di alta qualità), ma delizioso con i suoi vicoletti stretti e gli angoli pittoreschi con le fontane di pietra.
Un giorno semi-piovoso si è invece rivelato utile per una gita un po’ più lontano, nella suggestiva Gorge-du-loup, una zona montuosa dove si incontrano ripide cascate e paesi arroccati sulle alture. Tappa consigliata, Pont du Loup, per una visita alla fabbrica della Confiserie Florian, o per partecipare ad uno dei corsi di cucina dell’Atelier des Fleurs.

Tornando verso “casa”, Tourrette-sur-Loup è una tappa ideale per fermarsi a pranzo: le specialità alla brace del Ristorante Chez Grand-Mere ci hanno rimesso in forze per proseguire il cammino e la passeggiata a piedi alla scoperta dei vicoli in pietra, è utile a spezzare la monotonia del viaggio in macchina.

E’ stato invece un po’ una delusione il vecchio borgo di Grasse: se si esclude l’interessante Museo dei Profumi e la visita al famoso Atelier Fragonard, il centro del paese è molto decadente, ed i vicoli in salita, spesso intervallate da scalinate, non proprio comodi da girare con un passeggino.

Sorpresa invece positiva, oltre le aspettative, è stata la cittadina di Vence: come descritto nella mia Lonely Planet, meta un po’ snobbata dai viaggiatori ma ricca di fascino. Il paese vecchio è ricco di negozi interessanti e scorci pittoreschi. Nel duomo è presente un mosaico di Chagall che merita una visita, così come la cappella di Matisse (un po’ fuori dal centro) che regala una suggestione unica di luci e immagini.
Arrivati all’ultimo giorno, purtroppo ancora di tempo brutto, proviamo a dirigerci verso il mare, direzione Antibes. Paese veramente delizioso, con un centro vivo e ricco di vicoli dove cui perdersi tra negozi di artigianato e piccoli bistrot. Il vecchio mercato è una bella struttura in ghisa dove poter scovare le prelibatezze della zona, tra cui il pesce freschissimo, mentre il museo di Picasso è una tappa interessante per gli amanti del maestro. Merita una deviazione, la visita a Cap d’Antibes: una strada panoramica che costeggia il mare porta a questo promontorio dove si nascondono dentro una ricca vegetazione delle ville principesche..solo per pochi eletti!
E così, siamo giunti alla fine della vacanza ma ci regaliamo un’ultima gita: tornando verso l’Italia decidiamo di raggiungere Nizza e di proseguire seguendo la famosa strada panoramica “La Grande  Cornice“: una strada che corre alta sopra il mare e che regala panorami mozzafiato, costeggiando paesi a picco sul mare e l’elegante principato di Monaco. Un ultima tappa per pranzo, nel piccolissimo borgo arroccato sulla montagna, Roquebrune.

La Provenza è un’ ottima scelta per un lungo week-end con bimbi al seguito, che permette di poter variare tra giorni di mare e gite nell’entroterra ricco di interessanti luoghi da scoprire.
Cliccando qui, trovertete una mini-guida da portare con voi! Buon viaggio!

Nella mia cucina, questo viaggio mi ha ispirato:

La Ratatuille alla provenzale di Remì

Douceurs de la Provence

Le Moelleux au chocolat

Da Parigi a Versailles: val bene due messe

Due anni fa, in questo periodo, ero in Luna di Miele a Parigi. La Ville Lumiere. La Città dell’Amore. Cinque giorni di romanticismo, di giri allegri per una città stupenda. E cinque giorni di virus gastrointestinale. Il top in Luna di Miele! Forse è per questo che ne ho ancora scritto poco, nonostante Parigi d’inverno sia rimasta nel mio cuore. E in quello del sant’uomo di mio marito che, nonostante tutto, mi è rimasto carinamente accanto. Nonostante il virus, siamo riusciti comunque a visitare la mitica reggia del Re Sole a Versailles.

Secono me, se siete a Parigi per più di quattro o cinque giorni, non potete non dedicarne uno alla visita di Versailles. Ecco alcuni consigli:

Come Arrivare

Il mezzo più semplice e veloce per andare da Parigi a Versaille è il treno, la Linea C della “RER” (Réseau Express Régional, ossia Rete Espressa Regionale) da prendere dalla Stazione Montparnasse o Saint Lazare in direzione Versailles-Rive Gauche-Chateau. Dalla stazione RER “Versailles Rive Gauche” si arriva alla reggia in 5 minuti di cammino seguendo le indicazioni “Chateau Versailles”.

Cosa Visitare 

Per visitare la reggia di Versailles ci sono quattro tipo di biglietti, il cui costo varia dai 18 ai 10 euro. Scegliere quale fa per voi dipende dal tempo che volete dedicare alla visita di questo splendido castello. Noi, come al solito, abbiamo voluto “vedere tutto” ed abbiamo acquistato “The Passport”, che oltre alla visita con audioguida (indispensabile) della reggia, comprende anche l’entrata ai Trianon (piccolo e grande), che sono le residenze “di vacanza” di re e regina, le esposizioni temporanee e la visita al “villaggio bucolico”, dove Maria Antonietta giocava a fare la contadinella. Attenzione a non passeggiare troppo per i giardini! A noi è successo ed abbiamo camminato l’inverosimile per raggiungere l’uscita!

Cosa vi aspetta

Non vi racconto cosa vedrete. Descrivere le meraviglie di sale e camere che incontrerete nel vostro lungo cammino è estemamente difficile. Tutto è grandioso. I giardini bellissimi e immensi. Rimarrete a bocca aperta.

Idee per una pausa

Se vi fermate tutta la giornata, dovrete fermarvi per riposarvi le gambe e mangiare qualcosa, no? Lungo il viale principale dei giardini della reggia ci sono diversi chioschi che vendono viveri di vario genere. Dato il periodo invenale e data la particolarità, noi non abbiamo avuto dubbi su quale scegliere: i patatari. Avete presente delle patate grandi grandi? Le avete mai assaggiate cotte al forno e ripiene…come un panino? Sono buone, belle e, per noi, mai viste prima. Consigliate vivamente!!

Mai stati ad Eurodisney? In arrivo offerte “superincredibili”

Siete mai stati ad Eurodisney? Io no. Avrei dovuto andarci durante il viaggio di nozze a Parigi, ma un “bel” virus gastro-intestinale mi ha costretto ad apportare “qualche” modifica al programma che avevo pensato. E la gita ad Eurodisney è stata tagliata. Vabè. Ci andremo con Marco. Quando sarà un pochetto più grande, però.

 

Per chi di voi ha in programma di farci un salto durante il prossimo autunno-inverno, segnalo l’offerta “I giorni superincredibili“. Prenotando entro il 15 novembre, infatti, potrete avere tre giorni di ingressi ai Parchi Disney (Parco Disneyland e Parco Walt Disney Studios) e due notti in uno degli hotel dei Parchi con colazione a partire da 169 euro per adulto. Ed i bambini sotto i 7 anni non pagano.

Visti i prezzi non banali di Eurodisney, a me sembra una buona offerta! Buon viaggio a chi andrà!