Bandiera blu e divertimento sull’Adriatico

Articolo offerto dal Campeggio dei Fiori di Cavallino (VE)

Non sempre è necessario, quando si progettano le vacanze estive, operare una scelta tra natura e divertimento. A volte è possibile conciliare le diverse esigenze dei membri della famiglia o i desideri ambivalenti individuali, come nel caso del Campeggio 4 stelle Dei Fiori, che si trova sul litorale del Cavallino nell’alto Adriatico.

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E’un campeggio molto bello e ben organizzato: è articolato in diverse zone per tende, camper e roulotte ed ha aree riservate a moderni bungalow, così da offrire tutto ciò che si può desiderare da una vacanza al mare, a partire dall’acqua, che anche quest’anno è stata  insignita della Bandiera Blu.

Il territorio del Cavallino, una penisola di una quindicina di chilometri fra il Lido di Jesolo e Venezia, è molto apprezzato da chi ama passeggiare sulla lunga spiaggia bordata dalla pineta o pedalare fra campi e canali, acquistando ortaggi, frutta e pesce tipici di quest’area.

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La posizione è strategica anche per chi volesse condire la propria vacanza con qualche giro culturale a Venezia o sugli isolotti di Burano,  Murano e Torcello: la partenza dei traghetti si trova a soli 10 km dal campeggio.

Quanti dalle ferie estive esigono anche, o solamente, relax, abbronzatura e svago, troveranno al Camping Dei Fiori non solo strutture sportive e ricreative (palestra, piscine, tennis, basket, calcetto, beach volley, minigolf, ping pong), ma anche un ricco programma di attività, giochi e animazione per grandi e piccini (vedi i dettagli).

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La vicinanza della città di Jesolo, poi, risponde a qualsiasi desiderio di shopping o di vita notturna, con innumerevoli negozi e locali di ogni tipo.

Che cosa aspettate a partire??

Candelo ed il Ricetto: tra rue e riane

Se qualche mese fa mi avessero parlato di Candelo avrei sgranato gli occhi, e la stessa cosa avrei fatto sentendo nominare il Ricetto. Grazie a #biellastoria ho potuto scoprire entrambi i luoghi e, lo dico senza esagerare, ne sono rimasta affascinata.

Ma andiamo per ordine… Candelo è una cittadina del biellese, non lontano dal capoluogo di provincia, che pur essendo un centro di circa 8000 abitanti può vantarsi di mostrare una delle più belle e ben conservate strutture medioevali: il Ricetto, appunto.

In Italia, durante il medioevo, esistevano centinaia di Ricetti, ci spiega la nostra guida Elisabetta della ProLoco di Candelo non appena riesce ad “inquadrare” tutti noi blogger indisciplinati :) ai piedi del torrione che nei tempi antichi vantava ben due ponti levatoi.
Il Ricetto di Candelo è l’unico che si è conservato in così buono stato, grazie al fatto che non è mai stato permesso a nessuno di vivere all’interno delle mura.

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Ma allora, a cosa serviva questo borgo medioevale, se poi non ci si poteva abitare?
Il Ricetto nasce come struttura per conservare i prodotti della terra, e nel caso di Candelo i prodotti erano principalmente vino e cereali. I magazzini che si vedono affacciati sulle rue o sulle riane conservavano al piano terra [spesso in parte interrato per beneficiare dell'umidità e del fresco del terreno] i tini con il vino ed al piano superiore i cereali che necessitavano di aria e di calore.
E’ vero che gli abitanti del paese avevano la possibilità di vivere, nei periodi di assedio o di battaglie, all’interno del Ricetto, ma mai in modo continuativo e regolare.
Proprio grazie a questo divieto oggi possiamo visitare questo borgo ed immaginare donne e uomini intenti a lavorare ed a conservare i loro prodotti  e bambini giocare allegri nelle strade, magari allietati dal suono di una ghironda.

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Gli edifici del Ricetto di Candelo sono costruiti in mattoni [pochi], legno e pietre del fiume Cervo che scorre poco più sotto. E’ impressionante guardare l’acciottolato delle strade, le pietre dei muri e quelle delle case e pensare a quante vicende sono trascorse, a quanti carri carichi di cereali ed uva sono transitati dai ponti levatoi del torrione…e loro sempre lì immobili e muti spettatori di un tempo che trascorre lento tra lavoro, festa e spettacolo. Lo spettacolo che ancora oggi anima il Ricetto durante le fiere come quella con gli Artigiani d’Italia dal 25 al 28 Aprile o del Ricetto in Fiore a maggio, ma anche quello che lo ha sicuramente animato quando è stato set delle riprese dello sceneggiato “La Freccia Nera” negli anni ’60.

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Sardegna: un giro ad Olbia

Un guestpost dello staff di Tinoleggio.it

Olbia è la porta verso le bianche e perlate spiagge della costa nord-est dell’isola della Sardegna. È il luogo dove il jet set cinematografico arriva per godersi la dolce vita in stile sardo. Nonostante il suo nome di origine greca che significa “felice”, Olbia divenne uno scalo commerciale durante la dominazione romana, poi fu abitata da pescatori, fino a diventare il porto più trafficato della Sardegna con i suoi numerosi traghetti e l’aeroporto internazionale.Appena arrivati all’aeroporto di Olbia, vi consigliamo di noleggiare un’auto con Tinoleggio.it per poter così iniziare il vostro viaggio alla scoperta della città. In circa dieci minuti si arriva nella centrale Piazza Regina Margherita, da cui è bello camminare a piedi per le vie ricche di ciottoli del centro storico, attraversando il Corso Umberto, dove si trovano buoni ristoranti e dei bar ideali per prendere un drink.

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Rifocillati, potete proseguire poi per visitare il resto della città. Attraversato il passaggio a livello e la stazione ferroviaria, si arriva alla Basilica di San Simplicio: il monumento più antico della Sardegna nord-orientale, che evidenzia la diffusione del Cristianesimo sull’intera isola. San Simplicio fu vescovo e martire sotto l’imperatore Diocleziano. La Chiesa di San Paolo, invece, è ricca di pietre di granito ed ha una cupola di maiolica restaurata da poco e risalente al dopoguerra. Il piccolo Palazzo Umbertino, costruito nel XIX secolo, ospita la biblioteca comunale. In breve tempo è possibile a visitare tutti i luoghi di maggiore interesse di Olbia. Per la serata, vi consigliamo di cenare in una delle trattorie di corso Garibaldi, per degustare una cena a base di pesce. Nei dintorni ci sono negozi di souvenir dove poter acquistare le variopinte ceramiche famose in tutta la costa. Dopo la cena vi consigliamo di riprendere l’auto per una rilassante escursione lungo la costa, ammirando le luci della città. Ad Olbia è possibile trascorrere anche un paio di giorni, vissuti intensamente. E’ una caratteristica città sarda: bella, pulita e ricca di colori. Ma due giorni bastano per rimanere con la voglia di ritornarci al più presto, per scoprire i luoghi e gli eventi delle vicine località balneari.

Photo credits: Wikipedia

Passeggiate romane a 4 mani

Che bello quando i Trippando’s si uniscono. Gabriella e Sara hanno avuto la bella idea di raccontarci le loro passeggiate romane… a 4 mani!

Roma è una delle città più visitate al mondo. Quando visiti Roma per la prima volta rimani esterrefatto. Vedi i monumenti che hai studiato sui libri di storia dell’arte a scuola e rimani sbalordito di fronte a tanta monumentalità. Roma racchiude secoli e secoli di storia e ogni angolo sta a ricordarlo. I posti che mi sono rimasti più nel cuore sono tanti ma in particolare ho un bellissimo ricordo di Trastevere, Villa Borghese e il Pincio. Trastevere è un quartiere lontano dal traffico e dalla caoticità, dall’autentico e genuino sapore popolare. Essendo ricco di ristorantini e trattorie, qui si mangia bene e si spende poco. Il cuore del quartiere è la piazza di S. Maria in Trastevere che racchiude la chiesa più antica della città, la Chiesa di Santa Maria in Trastevere. Da lì si può girovagare per le stradine strette e caratteristiche. Non di rado in alcune stradine si possono trovare i panni stesi sulla strada. Ci sono alcuni locali famosi come “Ma che siete venuti a fà” e “Cencio la parolaccia” se volete passare una serata divertente. Girare per via della Scala, piazzetta Trilussa significa assaporare il ritmo lento della città. Da lì si può poi attraversare il ponte Sisto e arrivare a Campo dei Fiori.

Villa Borghese è uno dei più bei parchi di Roma dove passare un pomeriggio con i bambini o semplicemente rilassarsi. Si può salire su un trenino o noleggiare un risciò e girare in lungo e in largo questa immensa distesa di verde adorna di fontane e laghetti. Il risciò a 2 posti ha un costo di 10E per un’ora. Inoltre c’è anche la possibilità di noleggiare bici e di fare delle passeggiate a cavallo.             All’ interno del parco c’è di tutto, il Museo e la Galleria Borghese, il Bioparc, una caffetteria, un cinema per bambini, una ludoteca. E’ proprio un’oasi di pace nel centro di Roma.

Gabriella

Passeggiando per Villa Borghese si arriva poi al Pincio,un colle da cui si può godere un’ottima vista della città e ammirare i monumenti più famosi. Dopodichè si può scendere la gradinata che porta a Piazza del Popolo e si è in pieno centro.

Sono almeno due le “passeggiate romane” che più ho amato nei sei mesi in cui ho abitato a Roma. La prima è l’itinerario turistico per eccellenza, nel cuore di Roma, lungo quel tracciato che dal Colosseo porta a Piazza Venezia, attraversando i Fori Imperiali (o viceversa). Magari fatto in un giorno lavorativo di sole, per evitare la ressa primaverile dei turisti, italiani e non. Poco importa se molti vi diranno che quello è un percorso inflazionato e che a Roma c’è di meglio da vedere. Probabilmente sì, è così, ma son fondamentali lo spirito e la consapevolezza con cui “si cammina sulla Storia”, in fin dei conti, la nostra storia. 

Questa è una passeggiata che potrete arricchire come vorrete. Infatti, dal Colosseo a Piazza Venezia, incontrerete anche il Foro Romano, i Musei Capitolini, la Chiesa di S. Maria in Aracoeli e potrete salire fino in Piazza del Campidoglio. E una volta saliti, provate a fare un gioco: percorrete il perimetro della pavimentazione dal disegno michelangiolesco ammirandolo e poi alzate gli occhi al cielo. O vi sentirete smarriti o vi sentirete davvero… caput mundi!

L’altra passeggiata (passeggiare è un’attività low cost) di cui mi sono innamorata, fu quella che sperimentai un week end di fine febbraio 2009 in cui venne a trovarmi mia sorella, implorandomi però di non farle vedere le solite cose (ergo bandite Trinità dei Monti, Piazza di Spagna e Fontana di Trevi, anche se a malincuore). Partendo dal Circo Massimo direzione Isola Tiberina, dove facemmo una sosta sotto un caldo sole, attraversammo Trastevere per poi inerpicarci su per il Gianicolo e godere di un immenso panorama da Piazzale Garibaldi.

Riscendendo ci si trova dietro il Collegio Urbano VIII e poco dopo seguendo le indicazione per Castel Sant’Angelo lo scenario che si apre davanti ai vostri occhi è il seguente:

Ancora un po’ di sole di metà pomeriggio su una panchina vicino Castel Sant’Angelo… a fine giornata eravamo distrutte, ma felici.

Può non bastare una vita per girare Roma in lungo e in largo, quel che è certo è che ogni trenta passi può presentarsi davanti a voi una scenografia diversa che merita di essere respirata e vissuta. Soprattutto chi vi si reca per lavoro in un mordi e fuggi di 12 ore, cerchi di rubare con gli occhi un qualcosa di attrattivo, un dettaglio, anche piccolo, che vi possa però arricchire l’animo…. Anche in tal senso Roma è piena di ricchezze! Può essere davvero un luogo qualunque, fuori da quelli più rinomati… per me, ad esempio, lo è stato a lungo la Stazione di Roma Termini. Anch’essa può essere affascinante se si trova il modo di restare fermi per un po’ là in mezzo, per osservare il continuo movimento, le corse di chi parte, i saluti e gli abbracci di chi ritorna…

E voi l’avete un luogo non convenzionale a cui siete particolarmente legati nella Capitale e dintorni?

Sara

 

Acquario di Genova – Speciale Meduse

Quando ho scritto il post con un pò di info e le mie  -positive- impressioni sull’Acquario di Genova (se non l’avete letto, basta che clicchiate qui), vi avevo anticipato che ci sarebbe stato uno “Speciale Meduse“. Indubbiamente perchè la sala con le vasche dedicate alle meduse mi ha colpito molto. Ma anche perchè -ditemi se non ho ragione- il consorte ha fatto delle foto strepitose.

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Nonostante il Topomarco non ce la facesse quasi più dalla stanchezza, anche lui davanti alle meduse si è rilassato. Quasi incantato.

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Ed io con lui. Sono creature così diverse dal resto dell’universo che affascinano grandi e piccini.

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Si muovono con una tale grazia.

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Sono leggiadre, eleganti.

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Le parole sono di troppo. Posso solo darvi un consiglio: una gita all’Acquario di Genova vale solo per perdere lo sguardo davanti alle vasche delle meduse!

Voi che ne dite? Al di là di quando ci lasciano le bruciature al mare, vi piacciono le meduse?

Mini-guida per visitare le Cinque Terre (in treno e con bambini piccoli)

Potenza della rete: Federica ha letto il mio post sull’Acquario di Genova e subito le è venuto voglia di ripetere il nostro itinerario. Ed eccomi qui a darle un pò di dritte pre-partenza anche sulle Cinque Terre, con un occhio al portafogli ed uno al passeggino da movimentare.

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Muovendosi con bambini passegginati al seguito, a noi è sembrato molto comodo il treno: dalla stazione di La Spezia la frequenza oraria dei treni diretti a Rimoaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso (i cinque borghi chiamati Le Cinque Terre) è notevole e, anche di giorno festivo (noi eravamo lì per Pasqua!): giusto il tempo di comprare i biglietti e c’è già il treno pronto per iniziare l’avventura.

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Per chi arriva col treno da un’altra destinazione o per chi è riuscito a trovare un buco libero attorno alla stazione di La Spezia, consiglio vivamente di non fare un biglietto specifico, ma di acquistare la Cinque Terre Card.

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La vendono all’Ufficio del Parco delle Cinque Terre, al binario 1, dopo l’edicola. Costa 10 euro al giorno per gli adulti e sei euro per i bimbi sopra i 4 anni, è nominativa e dà libero accesso sui treni nella tratta La Spezia-Monterosso (la più lontana delle cinque terre), oltre che ai sentieri “a pagamento”, quelli costieri che collegano una terra all’altra.

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Il mio consiglio spassionato è quello di salire sul treno e scendere dove vedete che scende meno gente. Non so perchè, ma ci sono delle “orde” di turisti in alcuno paesini sì ed in altri no. in maniera incontrollata. Magari si accumulano due o tre gruppi e “intasano” tutto.

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Ecco, noi con questo metodo, partenza da La Spezia alle 13.15 e rientro alle 18.30, ci siamo visti con calma Monterosso e Vernazza.

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Col passeggino da movimentare ci si fanno un pò di muscoli alle braccia (soprattutto se il giovane leone, ad un tratto, ci si addormenta su e, siccome dispiace svegliarlo, si trasborda bimbo e passeggino!). In ogni borgo ci saranno posti più o meno economici dove mangiare: dalle molte (ottime ed economiche) focaccerie ai ristoranti su mare, anche roba di lusso. Noi abbiamo pranzato a Monterosso, da Barabba. Ha una bella veranda sulla spiaggia, i prezzi sono “umani” ed il cibo decisamente buono, soprattutto se come ingrediente principe scegliete le Acciughe di Monterosso, che sono presidio Slow Food.

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Ed alle Cinque Terre cosa fare? Per me c’è una risposta sola. Godersele! Il solicchio in autunno o inverno, un bel bagno in tarda primavera o estate.

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Gironzolare per i borghi, addentrarsi nei sentieri. O magari godere, come noi, di una splendida mareggiata!

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Cosa aspettate a partire? Scommetto che oltre che a Federica ho fatto venir voglia anche a voi? E allora tutti sul treno! Ciuf, ciuf!

25 aprile e 1° maggio: dove andare – i consigli dei Trippando’s & friends

Il 1° maggio (ma, prima, il 25 aprile!) si avvicina. E la voglia di partire per un solo giorno o per un “ponticello” cresce. Ecco qui i consigli dei Trippando’s su dove andare. Se poi avete bisogno di approfondimenti o se avete altre proposte, chiedete, dite, raccontate.. siamo qui per questo!

Ecco la proposta, classica e sempreverde di Gabriella: 1° maggio a Roma

La città eterna è sicuramente è una delle più belle città del mondo. Passeggiare per via dei Fori Imperiali, proseguire per il Circo Massimo fino ad arrivare all’imponente colosseo significa immergersi in secoli di storia. Si rimane sbalorditi di fronte a tanta monumentalità. Ammirare la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Piazza Navona, Piazza del Popolo e ritornarci una seconda volta per imprimerle bene in mente. Passare un pomeriggio a Villa Borghese visitando l’immenso parco con un risciò, arrivare sul Pincio e fermarsi per ammirare l’incantevole panorama, spostarsi a Trastevere per assaporare la vita godereccia e lenta di Trastevere. Sono queste e tante altre le cose da fare a Roma.

Sara ci propone il Golfo dei Poeti e Le Cinque Terre. Come darle torto? Io ci sono stata per Pasqua… ed il fascino è sempre quello… se non ci siete mai stati, non potete perderverle. Se l’avete già viste mille volte… milleeuno va benissimo!

Ripesco dall’infanzia e dagli anni passati un po’ più recenti idee per i ponti di primavera e penso al Golfo dei Poeti e alle Cinque Terre. Da Lucca, comunque più in generale da tutta la Toscana del Nord, quella è una zona facilmente raggiungibile anche per un giorno solo (tanti i miei lunedì dell’Angelo passati tra Porto Venere e Manarola) e quindi chi sta in zona e può solo fare una gita fuori porta il 25 aprile o il 1 maggio trova in questa parte di Italia meta ideale per passare qualche ora in spensieratezza. Sostate a Lerici e nel suo porticciolo, e poi perdetevi ammirando i luoghi dei poeti come il Castello di San Terenzo e Villa Marigola (visitabile su appuntamento): D. H. Lawrence, Sam Benelli e Percey Shelley hanno amato e abitato queste zone. D’obbligo poi la visita a Porto Venere, patrimonio mondiale dell’UNESCO, la passeggiata fino alla suggestiva Chiesa di San Pietro, a picco sul mare. Lasciate che sia l’istinto a farvi camminare e perdetevi in vicoli e strade, ogni angolo vi darà soddisfazioni ed emozioni. Per chi ha qualche giorno in più a disposizione e ama le escursioni, c’è solo l’imbarazzo della scelta: più che l’inflazionata Via dell’Amore che va da Manarola a Riomaggiore (comunque ancora chiusa in seguito ad alcuni movimenti franosi del terreno), consiglio la Palestra nel verde e il borgo di Campiglia Tramonti, verso l’interno. Da lì è possibile partire per diverse escursioni, alcune delle quali portano proprio alle Cinque Terre.  Vorrei anche sfatare una diceria: spesso si sente dire che questa è una zona di Italia cara e che quindi in tempi di crisi non è coscienzioso consigliarla anche per un giorno solo. Beh, io non sono certo figlia di nababbi, ma se c’è una cosa che i  miei mi hanno insegnato (in generale nella vita, ma in particolar modo viaggiando) è che con una buona organizzazione e un poco di attenzione agli sprechi tutto è possibile. Se mai vi capiterà di visitare queste zone non dimenticatevi che Vernazza e Monterosso al Mare sono state due delle zone maggiormente colpite dall’alluvione del 25 ottobre 2011. Sicuramente riportare il turismo in queste zone dopo l’alluvione è un gesto d’amore nei confronti della nostra terra.

Paola consiglia qualche giorno tra il 25 aprile ed il 1° maggio a San Marino

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Questo “Stato nello Stato” mi ha affascinata da sempre, ed ecco perchè suggerisco una visita durante i ponti di primavera.

La cittadina arroccata sul Monte Titano è suggestiva ed offre molteplici escursioni tra le sue bellezze.

Non perdetevi la passeggiata tra le tre Torri, una più bella dell’altra, attraverso il Passaggio delle Streghe.

Se non sapete dove dormire, il nostro suggerimento è di provare il Centro Vacanze San Marino, che propone sistemazioni in bungalow e che è anche attrezzato per ospitare i camperisti.

Mi raccomando, non perdetevi la meravigliosa vista che si gode salendo in funicolare: oltre ad apprezzare il panorama, eviterete di crucciarvi per trovare un parcheggio nei pressi del centro storico!

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Ernesto ci vuole tutti nella sua Giano dell’Umbria

Dal 25 al 28 di Aprile il Comune di Giano, in collaborazione con la Pro Loco del capoluogo e del Camping “La Pineta”  organizza il XIV Raduno per Camperisti “Sulla strada del Sagrantino”. Il programma prevede degustazioni di prodotti tipici, visita a frantoi e cantine, escursione sui monti, visita guidata a Todi, all’abbazia di San Felice e per quest’anno la MANGIAGIANO, trekking urbano in 3 tappe per le strade del borgo medievale con partenza dal Frantoio Speranza, cena conviviale in piazza municipale ai piedi del castello e delle chiese di San Michele Arcangelo e della Madonna delle Grazie ed approdo fuori mura al complesso monumentale di San Francesco. Se non avete il camper, chiamate comunque…

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Natascia ci consiglia i Colli Euganei

Sulla sommità del Monte Gemola, nei Colli Euganei, in uno scenario spettacolare, si svolgerà dal 23 Aprile al 7 Maggio un evento eno-gastronomico nel quale saranno esposti i vini D.O.C. dei Colli Euganei con la possibilità di degustare non solo vino ma anche i prodotti tradizionali locali. Sarà presente uno stand gastronomico e la possibilità di fare escursioni organizzate dalla Strada del Vino dei Colli Euganei. Per maggiori info: 800510052. In questo suggestivo luogo è sempre possibile fare un pic-nic sul bellissimo e panoramico prato e visitare il Museo Naturalistico di Villa Beatrice D’ Este.

Valentina consiglia la romantica Val Masino

Ci sono stata sempre d’estate, è un posto perfetto per i bimbi, con semplici passeggiate adatte anche per chi non rinuncia al passeggino. Dicono che in primavera i prati siano uno spettacolo bellissimo tutto colorato! Consiglio la località di Filolera, dove c’è il Centro Polifunzionale della Montagna e dove il fiume fa una bellissima insenatura. Un sentiero porta da lì a San Martino, dove ci sono i minibus per la Val di Mello, adatta ai piedi di tutti: dai bimbi agli scalatori esperti.

Lanciamo un tweet per dare la parola anche ai lettori. Ed ecco alcune delle loro proposte:

@LaCasaDeiCarrai ci propone la Maremma ed in particolare Sorano, dove dal 30 aprile al 5 maggio si terrà la Festa di Primavera.

@Crinviaggio ci propone i Colli Euganei… hehe… doppia segnalazione!!

@JessySardella ci offre in 140 caratteri un bel percorso: prima a passeggio nel parco incantato di Bomarzo, poi a fare un giro a Viterbo e infine a cena a Tarquinia.

… e come potevano mancare i miei amici degli Alberghi Tipici Riminesi? Ecco il loro tweet, che propone Rimini, of course, ma anche visite guidate a Santarcangelo, Gradara, San Marino (doppia segnalazione!!), poi parchi divertimenti, benessere, ecc. Non potete non rivolgervi a loro se avete in mente una vacanza a Rimini!

[I Luoghi del Cuore] Vorrei poter tornare indietro!

Alcuni giorni fa la nostra amica Signora Trippando ha lanciato l’idea dei luoghi del cuore, chiedendo a tutti noi di descrivere il nostro.

Lì per lì mi è venuto un attimo di sconforto e mi sono chiesta “ma io ce l’ho un luogo del cuore?”…e ho lasciato sedimentare i pensieri.

Oggi invece, mentre leggevo il post sul luogo del cuore di Wondernonna, ho avuto un flashback e ho rivisto chiaramente quello che è stato ed è il mio luogo del cuore.

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Da piccola trascorrevo le vacanze di Pasqua con i miei nonni materni, nonna Virginia e nonno Beppe, e andavamo sempre al mare. L’aria salmastra faceva bene sia ai nonni che alla nipotina e perciò appena iniziavano le vacanze scolastiche partivamo per la Liguria. 

Andavamo a Vallecrosia, non lontano dal confine francese, ospiti nella casa vacanze Casa Valdese.

Quanto mi piaceva stare lì! Dopo un po’ di anni, poi, ci si ritrovava insieme ad amici che si erano conosciuti durante gli anni precedenti ed era sempre una gioia poter nuovamente correre nel parco, giocare a ping-pong e mangiare il budino al cioccolato a merenda guardando i cartoni animati di Capitan Harlock.

Ma il vero luogo del cuore erano i Giardini della Regina Margherita di Bordighera.

Durante la vacanza, non mancava mai la gita ai giardini. 

Chiedevamo il pranzo al sacco e dopo la colazione partivamo a piedi da Vallecrosia in direzione Bordighera. Non era una camminata impossibile, erano 4 km che però ad una bambina di 7 anni sembravano un’impresa memorabile.

E poi una volta arrivati ai giardini ci sedevamo sulle panchine a rimirare il mare, a godere dell’ombra dei pini marittimi ed a consumare il nostro pic-nic.

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Tanti anni dopo, quando ho deciso di acquistare una casa al mare, ho trovato una proposta a Bordighera, proprio a 2 minuti da quegli splendidi giardini.

E adesso, ogni volta che siamo a Bordighera e scendiamo in spiaggia attraversiamo quei famosi giardini e talvolta mi trovo ad immaginarmi lì, ancora con i miei nonni che ora non sono più con noi, e vorrei tanto poter tornare indietro!

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Acquario di Genova: con Marco negli abissi

Chi pensa che l’acquario sia roba da bambini, si sbaglia. Chi pensa che l’acquario sia roba da bambini grandicelli, pure. La vigilia di Pasqua, complice un acquazzone non da poco, abbiamo attuato il Piano B. L’alternativa alle Cinque Terre, che ci siamo goduti il giorno di Pasqua col sole, e di cui preparatevi a leggere consigli e racconti. Eccoci all’Acquario di Genova.

Si arriva sotto la pioggia battente ed è quasi l’ora di pranzo. Giriamo un pò prima di riuscire a parcheggiare la macchina, nell’area del Porto Antico. Troviamo posto nel Silo, la vecchia zona del Mercato del Cotone. Il costo del parcheggio è elevato (1,80euro/ora), ma se non piovesse a vento saremo davvero due passi dall’acquario. Con queste condizioni meteo… siamo a due passi bagnati dall’acquario!  Con la scusa di nutrire la creatura, ci fermiamo da Rossopomodoro. Non siamo gente da catene, ci piace scovare posti carini, frequentati dalla gente del posto. Ma muoversi vorrebbe dire inzupparsi d’acqua. E siamo piacevolmente sorpresi: a RossoPomodoro di Genova – Porto Antico va una nota di merito: data la vicinanza con l’Acquario, è un locale organizzatissimo per i bambini: nel bagno per portatori di handicap c’è un fasciatoio comodissimo ed un lettino da campeggio. In sala ci sono seggioloni a volontà ed i piccoli ospiti vengono serviti in tempi da record, mentre la comanda per i genitori viene fatta partire quando il bimbo è avanti col pranzo. Il risultato è che tutta la famiglia riesce a godersi il pranzo. Tra l’altro, la pizza è napoletanamente buona e la cucina a vista aiuta nell’intrattenimento dei bambini curiosi. Toparco era così attento agli spadellamenti dello chef che si è visto recapitare una piccola porzione di patate fritte. Per lui, dallo chef. Wow!

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Ma veniamo all’Acquario. E’ il mondo dei bambini. I bimbi amano i pesci ed i bimbi piccoli come il Topomarco, di 18 mesi, vedendo i più grandicelli andare da soli, lasciano il passeggino e vogliono anche loro camminare liberi.

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Abituata a “guidare” il passeggino, per me questa un’altra, migliore, situazione: il passeggino viene abbandonato e ripreso (per spostarlo) di tanto in tanto, carico di borse a giacconi (all’acquario fa caldo!), mentre il Toparco cerca di sfuggire la manina dalla mia presa, scappando da una vasca all’altra, mentre il DottIng… come è suo solito ha fatto… qualche scatto!

Che meraviglia gli abissi! Marco si è innamorato dell’acquario alla prima vasca, il cilindro “preistorico”, con le murene che strisciavano e si intrufolavano negli scogli. Che divertimento rincorrerle!

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E poi i delfini. Gli squali.

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Le foche.

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Pesci dai colori spettacolari.

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E poi le meduse. A loro andrà un post a parte. Perchè il SantOmo ha fatto delle foto strepitose. E onore al merito!

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Ad ogni vasca ci sono  nuovi bambini da conoscere e con cui divertirsi. Insieme gli abissi si esplorano meglio… che bello essere bambini all’acquario di Genova!

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Info pratiche:

L’ingresso all’Acquario di Genova costa 19 euro per gli adulti, mentre i bimbi entrano gratis. Sul sito dell’acquario (qui) trovate tutti i dettagli ed avete la possibilità di prenotare online. Data la coda alle biglietterie, mi pare una buona idea!

Vi consiglio di parcheggiare nella zona del Porto Antico. A pagamento… ma dove non si paga?

[Carnevale 2013] Martedì grasso: gli eventi in Italia

Quando andavo a scuola c’era una cosa che non capivo: far festa il martedì grasso. Ma come: se il martedì grasso si festeggia di sera e, magari, si tira un pò tardi, è più ragionevole saltare la scuola il mercoledì delle ceneri. Vi torna?

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Dalle mie parti il must del martedì grasso alla sera era il Carnevale in Darsena, il famoso rione viareggino noto per la festa in strada. Quest’anno non ci sarà. Ed è già lutto.

Martedì 12 febbraio 2013, comunque, in giro per l’Italia, però ci saranno molte e molte altre feste. Nelle piazze e nei locali sarà tutto un susseguirsi di divertimento!

A Mandracchio (TS) ci sarà l’Original Trash Nite: andate ben mascherati, perchè verranno fatte foto e votate su internet. La migliore vincerà un viaggio ad Amsterdam! (info qui).

Il Carnevale d Venezia, in collaborazione con Hard Rock Cafè, la sera del martedì grasso vedrà sul palco svariati artisti di fama, tenuti insieme dal progetto Rezophonic, in aiuto dell’AMREF (info qui).

A Chiavari (GE), al coperto della tensostruttura dei giardini di Villa La Rocca, ci sarà un mega-veglione a tema Moulin Rouge. Se siete in zona, qui trovate maggiori info.

All’Abetone (PT) ci sarà una la tradizionale festa mascherata alla discoteca Lupo Bianco. Le migliori maschere verranno premiate. Quella più originale addirittura con 1000 euro! (info qui).

Al Vanilla Diosco Club di Siena ci sarà la “festa più pazza d’Italia”. Ingresso obbligatoriamente in maschera, con ricchissimi premi a quella più bella, più originale e al gruppo più numeroso (info qui).

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A Follonica (GR) c’è un Carnevale tutto da ridere: uno spettacolo teatrale post-medievale ad opera della Compagnia Le Blatte (info qui).

Al Uefflo Music Club di Gioia del Colle (BA) la serata del martedì grasso sarà animata da un concerto di musica napoletana “Song e’ Napule” (info qui).

Questi sono solo alcuni. E dalle vostre parti? Come si festeggia il martedì grasso? Dai, ditecelo nei commenti: aggiorneremo il post con le vostre segnalazioni!