Trentino: una vacanza di trekking e natura

La primavera è alle porte e l’estate si avvicina. Se la natura ed il trekking sono la vostra passione, potreste prendere in considerazione l’idea di trascorre le vostre vacanze in Trentino. Le zone migliori per praticare delle lunghe escursioni, accompagnati da una guida alpina del luogo, sono la Val di Sole e la zona nei pressi del Lago di Garda.

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Il Parco Nazionale dello Stelvio occupa gran parte della Val di Sole e qui, in questo territorio dove la natura è tutelata e protetta, ci si può avventurare tra sentieri che si snodano in boschi silenziosi ed ombreggiati.

Il Parco Nazionale dello Stelvio costituisce uno scenario unico per chi ama lo sport, i trekking in particolare, e la natura. Lo scenario naturale cambia in continuazione e ci si può imbattere in radure soleggiate, canyon nascosti e grotte naturali.

Ecco perché il Tour Operator Campobase ha scelto proprio questa destinazione per la sua proposta vacanze all’insegna del trekking. Al sito www.campobase.travel è possibile scegliere altre destinazioni. Anche nella zona attorno al Lago di Garda dove, sempre accompagnati da una guida alpina, si può vivere un’esperienza carica di divertimento ed adrenalina. Basta lasciare a casa la noia e la routine quotidiana e munirsi di tanta voglia di trascorrere una vacanza open air davvero indimenticabile.

Photo Credits: Campobase

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[Speciale Natale 2012] Mercatini di Natale a Bolzano

E’ il primo giorno d’Avvento. Come promesso,  inizia il nostro “Speciale Natale 2012″.  Cosa c’è di più natalizio dei Mercatini di Natale? Scopriamo quello di Bolzano In Viaggio con Gabry

Natale è alle porte, se ci si guarda intorno i negozi cominciano ad abbellire le vetrine a festa. Per le strade si avverte un’aria frizzantina ma nello stesso tempo ci si scalda vedendo le luci natalizie e le vetrine addobbate a festa e sembra quasi di tornare bambini. Questo è il momento giusto per visitare i mercatini di Natale. Indubbiamente i più bei mercatini di Natale sono in Germania ma se non ci si vuole allontanare troppo, si può rimanere in Italia; le idee sono tante, ad esempio si può decidere di andare in Alto Adige a visitare uno dei 5 storici mercatini. Io vi consiglio il mercatino di Bolzano che è il più antico mercatino di natale italiano ed uno dei più belli.

Piazza Walther è il cuore del mercatino di Natale della città. Questa piazza circondata dalle splendide Dolomiti ospita le tipiche casette di legno dove si può comprare o semplicemente ammirare decorazioni per la casa, addobbi per l’albero e statuette per il presepe. Passeggiare per le vie addobbate a festa e tra le bancarelle avvolti dal profumo di cannella e caldarroste ha qualcosa di magico. Inoltre si possono acquistare le specialità gastronomiche altoatesine come lo strudel o i biscotti alla cannella. Anche alcuni edifici si preparano al Natale, se andate in direzione del duomo vi troverete di fronte a un gigantesco calendario dell’avvento, palazzo Max Valier. Ogni finestra del palazzo viene scoperta di giorno in giorno e mostra un’immagine natalizia.

Se poi avete bambini allora non avete scuse, questo è il posto che fa per loro. A disposizione dei piccoli sempre in piazza Walther c’è un trenino e una giostrina; inoltre tra uno spuntino e un altro si può farli salire su un pony per una breve passeggiata nel centro della città. Cosa aspettate a partire?

Sarò il Trentino…per due giorni!

Avete letto bene. Se volete possiamo pure fare l’analisi grammaticale del titolo. Io, Silvia, oggi e domani sarò il Trentino. Rappresenterò questa magnifica regione d’Italia sulla sua pagina ufficiale: VisitTrentino.

Io che ci sono stata “per bene” tantissimi anni fa e che negli ultimi tempi l’ho visto solo di passaggio, in autostrada oppure per le gite mordi-e-fuggi ai Mercatini di Natale. Ma il Trentino mi piace. Le sue montagne imponenti ed i suoi laghi cristallini mi affascinano enormemente. La sua gente, i prodotti della sua terra hanno una genuinità che mi apre il cuore.

Ecco perchè sarò il Trentino. Per farmi venire ancora di più la voglia di godermelo insieme alla mia famiglia.

Ci vediamo presto, Trentino. Intanto sarò un pò te!

Il Trentino su Trippando:

Il Lago Incantato di Sara Boncompagni

La valle dei bambini che ridono di Sara Boncompagni

Visit Valle del Chiese: #notteinmalga12 con un’inviata speciale… di Valentina Paro

#notteinmalga12 day 1 – Roberto e la passione per il territorio di Valentina Paro

#notteinmalga12 day 2 – Mandra giovane casara per passione di Valentina Paro

Il Lago Incantato

Vi è mai capitato di sentire lo stesso brivido in luoghi diversi?

A me è successo a distanza di un anno … la settimana scorsa, durante la nostra avventura in terra trentina.

Un’ emozione del tutto inaspettata. Non l’ho avvertita subito: da circa un’ ora stavo godendo delle meraviglie di quel posto…. ma qualcosa mancava… non era proprio come me lo ero immaginato e un leggero senso di amaro in bocca mi stava assalendo.

Poi è successo…

Un timido raggio di sole ha fatto capolino dalla grossa nube  che non prometteva nulla di buono; il cielo ha cominciato ad aprirsi a poco a poco, lasciando spazio a quei raggi che alla fine hanno avuto la meglio.

Appoggiata allo steccato che mi separava da quella meraviglia, all’improvviso mi sono apparsi davanti i colori dell’arcobaleno: c’erano tutti e ad ogni nuovo sguardo dipingevano l’ acqua di nuove tonalità.

Questo è stato il mio primo incontro con il Lago di Carezza, una goccia d’acqua incastonata nella  foresta ai piedi del Latemar. Tappa obbligata per gli amanti della fotografia, è privo di emissari visibili in quanto viene alimentato da sorgenti sotterranee e il livello dell’ acqua cambia mensilmente raggiungendo il livello più alto in Primavera a seguito del disgelo.

“Una lacrima dal cielo” ho pensato “ma come può il cielo aver pianto una lacrima così bella?” ….   ”di sicuro piangeva di gioia”.

Poi è arrivato lui, radiante come sempre, che mi ha riportato alla realtà: ” Mamma lo sai che un drago cattivo ha strappato l’ arcobaleno dal cielo e l’ ha buttato lì dentro?”

Persa com’ ero, e ubriaca di bellezza,

mi ero del tutto alienata dal mondo perdendomi gran parte della storia… che recitava così:

“Nel lago viveva un tempo una bellissima ninfa, che amava sedersi sulle sue sponde a cantare. Essendo però molto timida, quando qualcuno si avvicinava alla riva, lei si rituffava prontamente in acqua. Un giorno passò nei pressi lo stregone di Masarè e udì la ninfa cantare. Innamoratosene perdutamente, tentò invano di rapirla facendo ricorso a tutte le sue arti magiche

La strega Langverga gli diede allora questo consiglio: -Distendi un arcobaleno del Latemar fino al lago così stuzzicherai la curiosità dell’ ondina attirandola fuori dall’ acqua. Tu però dovrai trasformarti in un vecchio mercante e raccontarle che dal tessuto dell’ arcobaleno si ottengono preziosissimi gioielli, quando lei si sarà avvicinata abbastanza potrai catturarla-

Lo stregone seguì il suggerimento ma dimenticò di travestirsi. Così la ninfa lo riconobbe e si rigettò subito nel lago scomparendo per sempre alla sua vista. Lo stregone allora strappò l’ arcobaleno dal cielo e lo scagliò in acqua. Ma questo si sciolse spandendo i suoi colori sulla superficie del lago che da allora i ladini chiamano “Lago dell’ arcobaleno”.

Non so cosa rimarrà ad un bambino di neanche 5 anni di questa esperienza. Di sicuro ogni volta che guarderà l’ arcobaleno la sua mente tornerà al drago che  aveva gettato tutti i colori  nel  lago incantato.

Come? Siete curiosi di sapere l’ altro luogo che mi ha dato le stesse emozioni un anno fa?  Lo saprete presto.

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#notteinmalga12 day 2 – Mandra giovane casara per passione

Dopo l’avvicente racconto del primo giorno della  notte in malga organizzata da Visit Valle del Chiese, Valentina Paro, blogger di Diarioinviaggio, ed inviata speciale per Trippando ci fa vivere l’esperienza della produzione del formaggio da parte di Mandra, una giovane casara forte e tenace.

Se durante il primo giorno in Valle del Chiese Roberto ci ha mostrato la sua montagna, quella vista dai suoi occhi e percorsa ormai innumerevoli volte dai suoi piedi (#notteinmalga12 day 1 – Roberto e la passione per il territorio), nel secondo giorno abbiamo incontrato chi ci ha fatto conoscere la Valle tramite la passione e l’impegno nel proprio lavoro.

Ma partiamo dall’inizio: ci eravamo lasciati nei nostri sacchi a pelo, dopo una serata trascorsa davanti al fuoco…

Il risveglio

Alle ore 6 del mattino una brezza fresca ci ha raggiunti nei nostri letti, la moka era già che gorgogliava sopra la stufa e il profumo del caffè arrivava fino al secondo piano della baita, nelle nostre camere. Abbiamo fatto colazione nei tavoli all’esterno, con pane, burro di malga e marmellata: una colazione che se fatta a casa con gli stessi ingredienti non ha lo stesso sapore! La temperatura era ancora molto fresca e il sole doveva ancora spuntare da dietro le montagne nonostante la luce del giorno avesse già illuminato prati e boschi intorno.

Era ancora presto quando ci siamo avventurati per il sentiero che dalla malga di Stabolone di Sotto porta alla malga di Stabolone di Sopra: una strada sterrata più che un vero e proprio sentiero, una salita dolce e tranquilla che in alcuni punti apriva un panorama sulla valle.

La malga

Dopo circa mezzora di passeggiata, tra i prati scoscesi, è comparsa la malga di Stabolone di Sopra.

Mentre ci avvicinavamo, lo sguardo delle robuste mucche che brucavano l’erba ci seguiva con aria interrogativa, quasi come se si stessero chiedendo chi fosse quel gruppetto di persone in cammino, e da dove arrivasse.

I malgari erano già al lavoro da un pezzo: le mucche che fino a quel momento se ne erano state tranquille a riposare dopo la mungitura del mattino venivano fatte uscire dalla stalla e nella loro processione facevano riecheggiare in tutto il circondario il piacevole suono dei loro campanacci. Qualche vacca non era molto contenta di mettersi in marcia verso i pascoli, in particolare i vitelli più giovani, che facevano sentire il loro scontento con forti muggiti di disapprovazione.

La caseificazione e la casara

Abbiamo incontrato Mandra, la giovane casara della malga di Stabolone: poco più di 30 anni e tre figli, una corporatura minuta ma braccia forti e muscolose, capelli ricci e corti, occhi chiari e in viso un grande sorriso. E’ da ormai 5 anni che durante l’estate si trasferisce in montagna per accudire le mucche e produrre formaggio insieme alla sua famiglia… Strano a pensarci, perchè non capita tutti i giorni di sentire di una ragazza così giovane che intraprende una scelta simile!

Al nostro arrivo Mandra era già alle prese con la produzione del formaggio: solitamente il processo inizia molto prima il mattino, ma in occasione della nostra visita e per permetterci di assistere, aveva ritardato un po’ i lavori!

Tra una mescolata al caglio e spiegazioni tecniche su come si fa il formaggio, Mandra ci ha raccontato un po’ di lei e di come è vivere, seppur per 100 giorni all’anno, in una malga, facendo la casara e la mamma al tempo stesso.

Dietro alla apparente timidezza dei modi di Mandra ciò che emergeva era la sua forza e tenacia: ci vuole del carattere per scegliere di svegliarsi ogni mattina alle 4.30, lavorare tutto il giorno (il lavoro del casaro è impegnativo anche fisicamente) e riaddormentarsi alle 11 di sera, soprattutto quando hai anche una famiglia numerosa con dei bimbi piccoli da accudire…

Non è stato sicuramente facile per lei fare tutte queste cose insieme, soprattutto all’inizio, ci ha raccontato, ma quando c’è una grande passione alla base di quello che si fa, ogni cosa finisce per essere possibile!

E’ il secondo anno che Mandra e la sua famiglia trascorrono l’estate nella malga di Stabolone di Sopra allevando le mucche e producendo formaggio, burro, ricotta.

Mentre ci parlava di lei e della vita in Valle del Chiese, Mandra continuava i suoi compiti quotidiani, cuocendo la cagliata, estraendo il siero, e successivamente mettendo il formaggio nelle grandi forme, dove avrebbe riposato e stagionato in qualche fresca cantina…

Dalla finestra che si trovava alle sue spalle, e che offriva un pacifico panorama sulla vallata, si vedeva sfilare ogni tanto la schiena di una mucca che pascolava libera attorno alla casa e che in ogni caso non sarebbe passata inosservata visto che il rumore sordo e metallico dei campanacci ormai era diventato la colonna sonora della nostra giornata.

Assaggi di malga

Già digerita la colazione del mattino, e dopo aver assistito per l’intera mattinata alla produzione del formaggio, i nostri stomaci hanno iniziato a farsi sentire: per concludere in modo impeccabile la nostra visita, Mandra ci ha fatto assaggiare un po’ del formaggio di malga stagionato durante l’inverno: sarà stato il quadretto idilliaco offerto dai prati verdi dove brucavano le mucche e dalle montagne che coronavano la valle, o sarà stata la brezza montanara… chi lo sa, ma quel pezzetto di formaggio era proprio delizioso e saporito!

Messo a tacere lo stomaco abbiamo salutato la casara e la sua famiglia e abbiamo ripreso il nostro cammino verso valle: mano a mano che ci allontanavamo dalla malga di Stabolone il suono dei campanacci si affievoliva e il silenzio della montagna ci riportava alla realtà… il nostro breve weekend sensoriale stava volgendo al termine!

La domanda che mi bussava in testa scendendo dal sentiero era: Chissà come sarà venuto il formaggio che Mandra ha prodotto durante la nostra visita…” Magari facciamo un salto il prossimo anno in Val del Chiese per un assaggio? :-)

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Ecco il racconto di Valentina Paro, blogger di Diarioinviaggio, inviata speciale per Trippando alla notte in malga organizzata da Visit Valle del Chiese. Un bel racconto, avvincente. Sembra di esserci anche noi in malga e sul sentiero con Roberto.

La persona che ha trasmesso tanto nel primo giorno in Valle del Chiese è Roberto Panelatti: sindaco di Praso, accompagnatore di territorio e soprattutto uomo innamorato della sua terra. Già dal suo discorso introduttivo in ristorante, prima di incamminarci per la malga di Stabolone di Sotto, sono rimasta colpita dalla passione nelle sue parole e dai suoi occhi luminosi al raccontare della montagna, della malga e dell’esperienza che ci stavamo apprestando ad intraprendere, passione che ha continuato a manifestare in ogni azione compiuta di lì in avanti.

Il Sentiero

Abbiamo imboccato il sentiero in direzione malga di Stabolone di Sotto e, con passo calmo ma deciso, abbiamo iniziato la salita seguendo il ritmo dei nostri scarponi che battevano per terra, ma soprattutto il passo costante di Roberto che ci guidava. La salita non è stata una passeggiata per me – devo ammetterlo sono un po’ fuori allenamento – ma Roberto sapeva sempre quand’era il momento adatto per fermarsi a guardare un fiore, una roccia, un albero, raccontandoci una storia che ci permetteva anche di riprendere fiato.

Con l’obiettivo di raggiungere la meta per poter basar el cul a la vecia (questo si dice a chi sale in malga per la prima volta) ci siamo fatti accompagnare lungo il tragitto dalle storie di Roberto, storie di un’infanzia trascorsa tra le montagne della Valle del Chiese, di quando si portavano le mucche in malga per l’estate e si saliva il sentiero accompagnati dai fedeli muli.

A metà sentiero abbiamo sostato alla polsa, un luogo all’ombra, con grandi massi, dove, come i proprietari di bestiame che cargavano la malga (salivano alla malga), ci siamo fermati per riposare e chiacchierare.

Abbiamo superato il bus del caser, un dirupo da cui si dice sia stato spinto un casaro che si comportava in modo troppo duro con i suoi collaboratori… Ad ogni angolo Roberto aveva qualcosa da dire, come se ogni metro o centimetro di montagna avesse una storia da raccontare.

Arrivati a fine sentiero, dopo esserci accertati che la vecia non ci fosse (e un po’ sollevati del fatto che non avremmo dovuto seguire i convenevoli che la tradizione richiedeva) abbiamo raggiunto la Malga di Stabolone.

La Malga

La malga fino a non molto tempo fa era monticata, cioè veniva usata come base dai malgari che portavano le mucche al pascolo, ma ora è stata ristrutturata ed è adatta ad accogliere le persone.

La malga era bella. Di legno. Di quella bellezza che hanno le cose semplici: al piano terra un ampio spazio comune con una tavolata, un cucinino con la stufa a legna e il braciere per cucinare la polenta nel paiolo. Al piano superiore tre camere con comodi letti e un piccolo ed essenziale bagno. Una cantina con tanto di turbina che genera elettricità idroelettrica.

(In occasione della nostra visita avevano anche installato la copertura wifi – mitico!)

All’esterno il verde delle montagne e le mucche al pascolo… Mancavano solo Heidi e Peter per completare il quadretto!

Come vuole il motto della Valle del Chiese ho ritrovato il mio tempo, rilassandomi, fotografando le mucche, assaggiando vino, salame e mortandela (non è un errore di battitura, si chiama proprio così!) che in un attimo si sono materializzati sulla tavola (che organizzazione questi trentini!^_^) e chiacchierando con i miei compagni di avventura.

La Polenta Carbonera

E’ a questo punto che Roberto si è messo all’opera – e ci ha messo all’opera – per la preparazione della polenta carbonera con la farina gialla di Storo: Storo è il paese di produzione per eccellenza della farina gialla.

La polenta carbonera è un’insieme di farina gialla, tre tipi diversi di formaggio, e pasta di salame rosolata in tanto burro: qualcuno ha tagliato il formaggio, qualcun’altro a spezzettato il salame… E qualcuno ha mescolato la polenta: tutti abbiamo collaborato. Roberto nel frattempo continuava i suoi racconti e le spiegazioni: la polenta carbonera veniva preparata solo nelle grandi occasioni come matrimoni, Natale, Pasqua… proprio perchè si trattava di un piatto ricco che non ci si poteva permettere spesso.

Terminata la cottura Roberto ha ribaltato la polenta sul tagliere e tutti ne abbiamo preso dei grossi pezzi che annaffiati con il vino rosso erano davvero la fine del mondo!

Attorno al Fuoco

Uno dei momenti più belli della giornata è giunto all’imbrunire, quando il cielo ormai scuro si è illuminato della luce della luna che faceva capolino tra le fronde dei pini.

All’aria aperta, di fronte al fuoco, stregati dalle fiamme che danzavano, ci siamo fatti coinvolgere dalle storie e leggende della Val del Chiese raccontate da Roberto: storie di mostri che abitano i boschi, di streghe e ammaliatrici, di orsi (quelli veri) e dell’amore per la montagna e gli animali, di casari spinti giù dai dirupi, e molto altro ancora…

Senza che ce ne accorgessimo si era fatto tardi, davanti a noi il fuoco vivo si era trasformato in un cumulo di braci ardenti, e il buio era calato attorno a noi. Ad aspettarci in malga i nostri sacchi a pelo.

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La valle dei bambini che ridono

In questi giorni sembriamo non aver pace da nessuna parte, tanto il caldo si è impossessato di noi e delle nostre case in maniera del tutto improvvisa! Che fare allora?

Io vi propongo un saltino in Trentino Alto Adige: Mamme Viaggiatrici siete ancora in tempo per prenotare perché, per chi non lo sapesse, le prossime saranno le settimane più intense e cariche di divertimento di tutta l’ estate! Stanno arrivando gli amici del Fantabosco in  Val di Fiemme e…

Udite udite bambini…potrete camminare con i folletti e le fate della “Melevisione” e i buffi pupazzi di “E’ Domenica papà”.

E’ domenica papà

Durante questo periodo i bambini (ma anche i genitori se lo vorranno!) verranno accompagnati nei fantaboschi della Val di Fiemme per incontrare Fata Lina, protettrice della natura, Lupo Lucio, sempre a caccia di gnomi, Milo Folletto Luminoso e gli altri fantastici protagonisti che quotidianamente incantano i nostri bimbi davanti allo schermo.

Saranno due settimane di escursioni teatralizzate nella natura  e laboratori creativi dedicati alle famiglie… e poi i grandi show serali nelle piazze dei paesi vedranno protagonisti i personaggi televisivi di Rai Yoyo e Rai Gulp, con il simpatico conduttore Armando Traverso.

La “family card” sarà il passepartout del vostro divertimento proponendovi ogni giorno escursioni guidate, discese mozzafiato sul slittini e gommoni, acrobazie fra gli alberi e laboratori per imparare a mungere le mucche, per fare il miele, il pane e il formaggio.

L’ estate è già arrivata nelle strutture ricettive della valle che vi sapranno accogliere con i loro servizi per regalarvi momenti di puro relax. Perché quando i bambini stanno bene anche noi godiamo! Io e la mia famiglia abbiamo scelto il Rio Stava Family Hotel.

Rio Stava Family Hotel

Non vedo l’ ora di raccontarvi le nostre avventure!

Visit Valle del Chiese: #notteinmalga12 con un’inviata speciale…

Ringrazio di cuore lo staff di VisitTrentino che ha pensato ai Trippando’s per la Notte in Malga 2012, che si svolgerà il prossimo weekend nella Valle Del Chiese. Poichè la Signora Trippando sarà al Pisa Blog Tour e nessuno dei co-blogger è disponibile per la data in questione, ho chiesto ad un’inviata d’eccezione: Valentina Paro, autrice di un blog che mi piace molto, Diario in Viaggio. Ecco, intanto, le anticipazioni di Valentina. Al suo ritorno, un pò di racconti! Buon’avventura Vale!

Questo weekend mi metto il cappello di inviata speciale di Trippando e con zaino in spalla, munita di sacco a pelo e con scarponcini ai piedi me ne vado sui monti della Valle del Chiese, in Trentino, per stare a contatto con la natura e conoscere le tradizioni di questo luogo.

Quella che mi appresto a vivere è una social experience: mi immergerò nella vita della valle, passando la notte in una malga che raggiungerò con una passeggiata a piedi, cucinerò prelibatezze locali e ascolterò le storie che la montagna e i suoi abitanti vorranno raccontarmi. Spero che il mio passato da piccola scout mi aiuteranno nell’impresa! :-)

Naturalmente non sarò sola in questo viaggio, ma con me ci saranno altri 11 partecipanti (saremmo 12 in tutto) che spero di conoscere presto!

Ecco a grandi linee il programma di questi due giorni:

Sabato 30 giugno:

In tarda mattinata incontrerò i miei compagni di viaggio in cdove faremo conoscenza.

Nel primo pomeriggio partiremo a piedi per la Malga Stabolone di Sotto, che dovremmo raggiungere in circa 2 ore di cammino.

Per cena ci cimentiamo nella preparazione della polenta “carbonera” con la farina gialla di Storo, che poi potremmo anche gustare (se saremo abbastanza bravi da prepararla come di deve! ^_^).

Dopo la cena ci riuniremo sotto le stelle attorno al fuoco ad ascoltare i racconti della Valle del Chiese… Dopo di che i nostri sacchi a pelo ci ospiteranno per un meritato sonno ristoratore!

Domenica 1 luglio:

Ci sveglieremo di buon ora e presto saremo già in cammino per la Malga Stabolone di Sopra dove incontreremo Mandra, una malgara che ci mostrerà il suo lavoro, più precisamente il processo di caseificazione del latte… Dopo un piccolo spuntino a base di formaggio di malga riprenderemo il nostro cammino per tornare in Valle del Chiese e passare gli ultimi momenti insieme prima di salutarci definitivamente.

Nella nostra escursione saremmo naturalmente accompagnati da persone qualificate, prime tra tutti ci sarà il Presidente dell’Ecomuseo della Valle del Chiese, Roberto Panelatti. Potete trovare il suo profilo, insieme a quello di tutti noi altri partecipanti a questo link.

Sono molto emozionata, e dal canto mio cercherò di vivere al massimo quest’esperienza tenendovi sempre aggiornati sulle attività che andremo a fare, così da estendere la social experience anche a tutti coloro che non potranno essere fisicamente in Valle del Chiese.

Come fare a seguirci?

Innanzitutto tramite Twitter e l’hashtag #notteinmalga12, oppure seguendo la mia pagina Facebook  o il mio profilo Twitter @mayayoi.

Leggi anche, dal Blog di Valentina Paro: #notteinmalga12 una social experience in Valle del Chiese

Il 7 e 8 ottobre in Val di Non: Pomaria

Una bella e sana iniziativa deve essere, secondo me, pubblicizzata e diffusa. Ed è quello che mi appresto a fare, anche se, purtroppo, non vi prenderò parte. Almeno quest’anno. Si tratta di “POMARIA 2011: la festa della mela della Val di Non“, che si terrà sabato 8 e domenica 9 ottobre a Casez di Sanzeno (TN), nel cuore della Val di Non.

POMARIA è la grande festa della mela nella sua patria italiana: la Val di Non. Durante i due giorni di festa, le vie del centro del borgo rurale di Casez saranno animate da rappresentazioni di antichi mestieri, musiche, mercatini e da una mostra pomologica. Sarà inoltre possibile partecipare ad eventi divertenti e golosi pensati per grandi e piccini, come:

  • COGLI LA PRIMA MELA”, uno degli appuntamenti (a pagamento) che durante gli anni passati è piaciuto di più ai visitatori di Pomaria, che per un giorno possono diventare protagonisti della raccolta delle mele della Val di Non. A partire dalla piazza principale di Casez il simpatico “Melabus” condurrà tutti sino ad un vicino meleto dove, in compagnia del contadino, sarà possibile scegliere un albero del frutteto e raccogliere una cassetta di frutta a testa. I bambini, saranno invece aiutati a costruirsi una cassettina in legno da riempire di frutta croccante. Tutte le mele raccolte diventeranno di proprietà del visitatore che potrà portarle a casa con sé per gustarle con tranquillità in compagnia di amici e famiglia;
  • il concorso “LA MELA PIU’“. Pomaria premia la mela PIÙ GROSSA e la mela PIÙ STRANA della Val di Non. A chiunque capiti di imbattersi in un frutto dalla forma particolarmente bizzarra e divertente o davvero di grandi dimensioni, dovrà coglierlo e presentarlo alla giuria di “Pomaria”, così da poter partecipare al concorso e vincere uno dei golosi premi  in palio.

Interessanti anche i due laboratori gastronomici: quello in cui si imparerà a cucinare il classico strudel e quello in cui si prepareranno le confetture usando come materia prima i frutti della Val di Non. In entrambi i casi, il “frutto del lavoro” potrà essere portato a casa con se’.

E non è finita qui: i visitatori potranno degustare vini e prelibatezze locali come il Groppello di Revò, le celebri mele D.O.P. della Val di Non, il Casolét e la Mortandéla affumicata e potranno godersi la bellezza delle valli di Non e di Sole attraverso lunghe passeggiate.