Intorno casa o in giro per il mondo: baby a spasso!

Camminare è il modo che io amo -ed Enrico con me- per approcciarmi ad una nuova città. C’è chi prima di tutto si fa un giro in autobus. Chi parte dai musei. Noi dobbiamo girare a piedi. Camminiamo, camminiamo. Ho ancora nelle gambe il ricordo de La Notte dei Musei a Praga. Quanti chilometri abbiamo macinato! Con due genitori come noi, il baby tripper dovrà abituarsi. Perchè una ne programmiamo, un’altra ne inventiamo. O meglio: io ne invento ed Enrico le sfoltisce. Menomale!

Ma camminare è ed è sempre stata una delle mie attività di svago preferite anche quando non sono in vacanza. Forse perchè mi fa staccare la spina e sentire sempre un pò in vacanza.

Attorno a casa mia ci sono diverse possibilità per muoversi un pò. Ce n’è per tutti i gusti: dall’aperta campagna, al paese, all’argine del fiume Serchio. Quello che si è aperto il giorno di Natale del 2009, vi ricordate? La passeggiata sull’argine è, storicamente, la mia preferita, perchè la natura è prorompente, si incontra poca gente e si riesce ad andare più veloci, unendo così l’utile al dilettevole. E si cerca pure di smaltire un pò di ciccette.

Da quando c’è Marco, soprattutto quando passeggiamo vicino casa, il concetto di andar veloci, è stato completamente bandito. Curiosi conoscenti o non si affacciano nel passeggino per guardarlo. E domandano, commentano… difficilmente si riesce a rispondere continuando la camminata. Bisogna fermarsi un pò. Una chiacchiera tira l’altra ed i muscoli si raffreddano.

Nel raggio di pochi chilometri dal mio paese, Vecchiano, è possibile compiere belle escursioni a piedi nella natura: i Monti Pisani, il Lago di Massaciuccoli, la tenuta di S.Rossore: luoghi ideali per una camminata ritemprante. O per un’escursione di nordic walking, una bella disciplina che “mi manca”, ma che mi piacerebbe presto iniziare. Ve ne parlerò presto. Molto presto.

Ma tutti i gusti son gusti. E a me la natura piace sì, ma se è ben accompagnata, meglio. Quando ho un pò di tempo a disposizione, da sola o in compagnia, mi piacere andare a passeggiare a Viareggio. Il mio luogo del cuore, perchè è il posto più vicino a casa che sintetizza ciò che mi piace di più: mare e negozi, natura e vita (un pò) mondana. E Marco è già diventato anche lui un viareggino. Ogni scusa è buona per “portarlo a respirare l’aria di mare”. Quella del giovedì mattina -quando lungo mare c’è il mercato- è in assoluto la migliore. Quando lo farà con le sue gambe, non lo so, ma finchè è nel passeggino, Marco è davvero un gran camminatore!!

A proposito di passeggino, lo sapete che esiste un “addormenta bimbi” da passeggio? Se vi state chiedendo cos’è, guardate qui. Si chiama Snooze Shade e me l’ha fatta conoscere e sperimentare Des di Libellulablu. In termini molto poco tecnici, è una tendina che si può mettere al passeggino o all’ovetto e che isola i bimbi da freddo, pioggia e sole. In più, ha un effetto addormentante. E’ l’ideale per quando si passeggia in luoghi dove non ci conoscono. Perchè, come ho detto prima, al mio paese funziona che se ti vedono a passeggio col bimbo, tutti ti fermano a guardarlo. A contemplarlo. E stare ad aprire lo Snooze Shade ogni cinque minuti non è proprio il massimo! Un altro consiglio di Des è stato quello di provare il Boba. Un marsupio che va bene anche per ”bimbi grandi” -o cicciotti- come il mio. L’abbiamo provato sia io che Enrico ed abbiamo opinioni discordanti. Io l’ho provato dietro la schiena: è stato simpatico e divertente avere Marco che giocava con i miei capelli; non mi è sembrato nemmeno così pesante come quando lo tengo in braccio. Secondo Enrico, che preferisce il pancia-pancia al tenerlo sulla schiena, invece, portarsi addosso il nostro bambinone è un pò troppa fatica. Ma, si sa, lo spirito di adattamento degli uomini è sempre più ridotto del nostro.

Questo è il post numero due del Circolo delle Mamme Viaggiatrici. Se siete curiosi di leggere cosa hanno scritto riguardo il “camminare Valentina, Alessandra, Melissa, Silvana e Monica cliccate sui loro nomi!

Intervista a Alessandra Granata, una “rospa” in viaggio

Alessandra Granata, è una travel blogger “storica”: la sua prima creatura, Viaggi dei Rospi, risale al 2008, mentre Lali Viaggi è il suo futuro. Lali ha un sogno nel cassetto. Che svela in questa intervista…

 

  • Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionata ai viaggi?

Da sempre! Dagli 0 ai 12 anni ho fatto vacanze in tenda con mamma e papà. Poi è arrivato il periodo più comodo dei villaggi e delle capitali europee e in terza media ho scelto lingue perché volevo stare a zonzo e lavorare per l’OMT (Organizzazione Mondiale per il Turismo). Avevo le idee molto chiare!

Ho assorbito come una spugna l’approccio che aveva mio papà: era bravissimo a pianificare ed organizzare tutti i nostri viaggetti, li studiava in ogni minimo dettaglio, prenotava tutto lui. All’epoca ovviamente non c’erano i seggiolini per le auto e mi ricordo ancora quando mi preparava una specie di brandina per farmi dormire in macchina comoda comoda sul sedile posteriore del 127 bianco, sopra la tenda e tutta l’attrezzatura da campeggio che avevamo.

Compagni fedeli dei primi anni Ciuffo, il mio orsacchiotto preferito e il vasino a forma di cane!! Ho dei ricordi stupendi di quelle vacanze. I miei genitori, due ventenni degli anni 80, mi portavano ovunque con quel filo d’incoscienza che adesso con il nipote è sparito. Mi divertivo un mondo a gironzolare con loro.

  • Hai trascorso un periodo della tua vita all’estero, lavorando nel settore turistico. Come ha influenzato il tuo modo di vivere e di viaggiare?

Scelsi di fare l’animatrice durante gli anni dell’Università perché speravo, ultimato il corso di studi, di poter entrare nel Tour Operator, ma il contesto turistico-economico del mio posta laurea, purtroppo non era dei più favorevoli: le Twin Towers erano state attaccate da poco e si respirava aria di crisi. Dovendo lavorare per mantenermi, cercai lavoro e mi allontanai dal settore.

Sono sempre stata molto curiosa e dalle esperienze in villaggio all’estero ho cercato di prendere il meglio per arricchire il mio bagaglio personale: a tanti sembrerà un lavoro puramente ludico e per chi non ha voglia di fare…è tutto il contrario!!! Ho faticato tantissimo, ma mi sono divertita un mondo! Prima di tutto ho imparato a “girare da sola, ad arrangiarmi con i miei mezzi” perché, non appena avevo momenti liberi, uscivo dal villaggio andando in esplorazione del territorio locale.

Tornata da una stagione, avevo sete di ripartire, di un nuovo viaggio, di un posto nuovo.

  • Sei una grande viaggiatrice: quale paese che hai visitato ti ha colpito maggiormente?

Non è un paese, è un luogo: il deserto. Credo non ci sia posto più magico al mondo. Al contrario di tanti, mi ci sento perfettamente a mio agio, nel silenzio, nella luce speciale che invade tutto al tramonto e all’alba, nel caldo che scalda il cuore. Ha mille sfumature nei colori, nella sabbia e nelle rocce. Si pensa che sia un luogo di morte, ma se lo osservi bene ti rendi conto che è vivo e che ha un suo equilibrio. A tanti può creare ansia, a me da pace interiore. E’ il mio luogo di ritrovo spirituale.

Per ora ne ho visitati solamente due: Egitto e Australia e sto aspettando di avere la possibilità di seguire Carla Perrotti in uno delle sue meravigliose attraversate “Desert Therapy”!!!

  • Quando viaggi, come ti poni nei confronti delle culture e abitudini proprie del paese che stai visitando?

Con rispetto. Ritengo sia il migliore atteggiamento per scoprire culture diverse dalle nostre, l’approccio in punta di piedi, da osservatori. E’ una cosa che ho imparato soprattutto nelle stagioni in cui ho lavorato in Egitto, facendo su e giù per il Nilo, e in Tunisia.

  • Quando e come è nata l’idea di condividere le tue esperienze di viaggio sul blog “Viaggi dei Rospi”? E come è nato, poco tempo fa “Lali Viaggi”?

Io un blog non sapevo neanche cosa fosse…me lo suggerì una persona poco prima delle mie nozze e della luna di miele in Australia. I Rospi siamo noi, è il nomignolo con cui ci chiamiamo da sempre mio marito ed io e il passaggio a battezzare il blog I Viaggi dei Rospi è stato immediato. E’ un contenitore che raccoglie la nostra vita a casa e in giro per il mondo, da quando ci siamo sposati.

Lali Viaggi invece nasce con un altro presupposto. Il nome è nato nell’agosto del 2003 sulla spiagga di Myrthos a Cefalonia. Lali Viaggi è il mio sogno nel cassetto: un’agenzia, un’attività di consulenza, uno spazio turistico che deve prendere vita. Ho iniziato a sentirmi limitata dalle possibilità della piattaforma dei Viaggi dei Rospi e dopo qualche ripensamento – mi dicevo “Fai fatica a seguire un Blog, figuriamoci due” -, ma poi …chi non risica non rosica e mi sono buttata!

I Viaggi dei Rospi siamo noi e la nostra vita. Lali Viaggi è il futuro, la mia aspirazione.

  • Parliamo dei tuoi viaggi: ci sarà sicuramente un prima e dopo “la famiglia”: come è cambiato il tuo approccio ai viaggi da quando sei diventata mamma?

Oh, si…certo che c’è!!! Ma è meno impattante di quello che si può pensare. Prima di Federico, ci guardavamo negli occhi e facevamo lo zaino. Moto, auto, non importava né la destinazione, né gli orari, come e dove… si andava. Ho capito che avrei sposato Rospo dopo il primo weekend insieme, era il mio compagno di viaggio ideale!!!

Dopo la nascita dell’erede, abbiamo fatto un tentativo stile “Armiamoci e partiamo”…ma l’approccio era sbagliato. Viaggiare con un bimbo si può e si deve, con qualche accorgimento!! Bandite quindi le partenze al volo con cui ci muovevamo prima, preferendo invece studiare gli orari per spostarsi in funzione delle pappe, nanne e delle sue necessità! La filosofia con cui prepariamo la sua borsa è “avere poco di tutto”. Tachipirina, fermenti lattici, pomata per gli arrossamenti da pannolino, detergente, ci dà molta più sicurezza sapere di avere con noi l’occorrente in versione “travel”, piuttosto che partire solo con determinate cose e accorgerti quando ti servono che non le hai. A 7 mesi l’abbiamo portato in Irlanda, il primo paese all’estero in cui volevamo mettesse i piedini,  per un Fly & Drive da cui abbiamo imparato tantissimo. Giorno dopo giorno acquisivamo sicurezza vedendo come reagiva bene lui a zonzo sulle spalle di papà!!!

  • Il periodo vacanziero per eccellenza si avvicina: che programmi hanno “I Rospi” per l’estate 2012?

E qui veniamo alle note dolenti…abbiamo appena cambiato dimora o “stagno” … e di conseguenza il budget per le vacanze quest’anno è davvero risicato, ancora meno del low cost!!! Fortunatamente abbiamo il paracadute in Sardegna e in Trentino, appoggiandoci alle case dei nonni. Siamo amanti del trekking e odiamo le spiagge affollate a ferragosto, quindi anche se portare al mare i bimbi a respirare iodio è l’ideale per prevenire raffreddori invernali,  camminare nel silenzio e tra gli odori dei boschi della Val di Fiemme, è l’alternativa preferita.

La destinazione che ci frulla in testa da un pò è Milano – CapoNord in camper. Era in programma nell’estate del 2009, rigorosamente in moto, ma c’era l’inquilino a bordo ed è così sfumata!! Riuscire ad andare con il piccoletto sarà persino più bello, chissà come gli brilleranno gli occhi alla vista delle renne!!

  • Sei una delle fondatrici del Circolo delle Mamme Viaggiatrici: cosa ti aspetti da quest’avventura?

Ogni giorno ci conosciamo un pò di più e mi ripeto continuamente “Chissà dove ci porterà il Circolo…!” Là fuori c’è un mondo da esplorare con tantissimo potenziale e il confronto con le altre Mamme è esaltante, stimolante e incoraggiante. Quindi mi aspetto di divertirmi, di imparare da queste 5 fantastiche compagne di avventura e fare sempre meglio!

Ho avuto la possibilità di viaggiare da sola, in coppia e in famiglia e ho capito che non c’è cosa più bella che gironzolare con la Famiglia Rospi, perché riprendendo la citazione del film “Into the Wild” – La felicità è reale solo quando è condivisa.

Alessandra in breve:

Quel giorno me lo ricordo ancora! Avevo circa 10 – 12 anni quando dissi fermamente ai miei genitori che avrei voluto avviare una Mia Attività nel Turismo.

Con quella determinazione, ho scelto le scuole che mi avrebbero portato alla realizzazione del mio sogno: Liceo Linguistico prima e l’Università di Lingue con indirizzo Turistico Manageriale dopo.

Ho lavorato come animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola e in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati, dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno.

A 25 anni ero una single convinta, poi ho trovato un Rospo e la storia sapete come va a finire…ora voglio realizzare quello in cui credo da una vita, perché trovare un buon lavoro va bene, ma trasformare la tua passione in un lavoro, è un’altra cosa!

E questa è la filosofia con cui vogliamo crescere nostro figlio Federico!

Sono Alessandra, ho 33 anni e abito a Milano.

Da Napoli a Ferrara passando per Brighton: intervista a Valentina Cappio

Valentina Cappio è una donna curiosa. Una mamma, una moglie, una lavoratrice. Ha un bellissimo blog, The Family Company, in cui racconta viaggi reali e fantasiosi fatti e da fare con i suoi bimbi. Nell’attesa di conoscerla (prestissimo), l’ho intervistata. E’ davvero un bel personaggio. Non a caso, fa parte del Circolo delle Mamme Viaggiatrici!

  • Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionata ai viaggi?

Non so esattamente quando e come sono diventata una travel-addicted. Avevo un paio d’anni, quando mio padre è dovuto correre a recuperarmi in fondo alla strada perché avevo deciso di scoprire il mondo. Avevo messo in una sportina una mela, una bottiglina d’acqua e un po’ di monete. Forse sapevo già allora che non avrei mai potuto fare a meno di viaggiare. Come dice Hofmannsthal: «L’uomo scopre nel mondo solo quello che ha già dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprire quello che ha dentro di sé». Perché si viaggia sempre in un contesto e questo fatto ci sollecita, ci spinge a porci domande e ci impone di farne altre. Esercizio prezioso in un tempo in cui tutti danno risposte senza più farsi domande.

  • Hai trascorso un periodo della tua vita all’estero. Come ha influenzato il tuo modo di vivere e di viaggiare?

Ho vissuto a Brighton per cinque anni ed è li che mi sono laureata. Ed è li che in qualche modo sono rinata. L’Inghilterra ha rappresentato il viaggio più importante della mia vita, perché mi ha costretto a parlare nuovi linguaggi, respirare atmosfere diverse e non sempre facili, incontrare persone nuove – che mi hanno aiutato ad incanalare la mia inquietudine, trasformandola in sana curiosità verso il mondo. In Inghilterra ho imparato a percorrere strade nuove, ad avere maggiore fiducia negli altri e in me stessa. Li ho capito che viaggiare è una modalità di pensiero. Un pensiero pratico perché presuppone il confronto. E solo con il confronto, si evolve.

  • Sei una grande viaggiatrice: quale paese che hai visitato ti ha colpito maggiormente?

L’Egitto, Il Cairo in particolare. La sua storia millenaria mi ha letteralmente preso il cuore. I suoi colori, il suo caos allegro, la disponibilità delle persone, la loro curiosità verso l’Occidente. I contrasti, i profumi speziati. E cavalcare nel buio della notte attraversando il deserto, le Piramidi di fianco e il silenzio a farti compagnia. Mi sono sentita in pace con il mondo intero.

  • Quando viaggi, come ti poni nei confronti delle culture e abitudini proprie del paese che stai visitando?

Come dicevo prima, viaggiare significa confrontarsi. Lasciare la propria “comfort zone” per immergersi in contesti sconosciuti, nuovi, diversi. E’ questo il vero arricchimento di un viaggio. Apprendere, rispettare, amare il diverso da se. Mi piace “preparare” un viaggio. E con preparare non intendo solo programmare l’itinerario e fare la lista delle cose da vedere. Mi piace leggere quanto più possibile sulle abitudini e lo stile di vita del Paese che sto per visitare. E, una volta là, cerco di evitare come la peste i miei connazionali (questo è un vizio che avevo anche quando ho vissuto in Inghilterra, appena vedevo uno zaino Invicta da lontano, scappavo nella direzione opposta!). Preferisco soggiornare in appartamenti privati o B&B, andare in ristoranti non turistici, mangiare la cucina locale, incontrare le persone del luogo. Solo cosi “vivi” davvero l’atmosfera del luogo che stai visitando. E’ un percorso nella vita degli altri che in qualche modo ti aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza anche della tua storia, delle tue origini e della tua vita.

  • Quando e come è nata l’idea di condividere le tue esperienze di viaggio sul blog “The Family Company”?

Inizialmente The Family Company non è nato come un blog di viaggi. Forse non lo è nemmeno ora. E’ nato come un modo per restituire alla rete quello che la rete mi aveva dato (e che mi da continuamente): informazioni, idee, suggerimenti su quello che è il viaggio più importante di tutti: avere dei figli. Ma per scrivere un blog, ci vuole costanza. E la costanza resta, solo se scrivi di cose che ti appassionano veramente. E quello che più mi appassiona è viaggiare. Che sia l’Africa oppure il parchetto dietro casa, l’importante per me è trovare modi per passare del tempo di qualità con i miei figli. Come dico sempre: “Non basta stare insieme. Bisogna fare insieme”. Vedo intorno a me tante mamme e tanti papà che, con la nascita di un figlio, smettono di fare tutto quello che facevano prima. Hanno timore ad andare a mangiare in un ristorante, o a fare un viaggio in aereo o anche a percorrere più di 100km in auto perché “i bimbi poi urlano”.  Quante belle cose precludono a se stessi e ai propri figli! Ecco il senso di The Family Company. Fare sapere a chi mi vorrà leggere che stare insieme ai propri figli può essere un’esperienza straordinaria per tutti e in tutti i sensi. Certo, non è una strada facile da percorrere. Ci vuole costanza, allenamento e, perché no, qualche dritta su come gestire al meglio questo tipo di avventure.

  • Parliamo dei tuoi viaggi: ci sarà sicuramente un prima e dopo “la famiglia”: come è cambiato il tuo approccio ai viaggi da quando sei diventata mamma?

Viaggiare senza figli era molto più improvvisato, meno programmato, con ritmi più veloci. Non mi ponevo tanti problemi sulla meta o sul tipo di alloggio o su dove andare a mangiare la sera. Viaggiare con dei bambini significa certamente pianificare le cose un po’ di più (ma non troppo). Significa inserire nell’itinerario delle mete che possano piacere anche a loro (ma non esclusivamente a loro), significa adottare un ritmo più lento e non voler necessariamente vedere tutto e subito. Ma soprattutto, significa considerare i bambini né come elemento di disturbo né come appendice al viaggio. Loro sono viaggiatori a tutti gli effetti e come tali devono essere trattati. Se  si riesce a fare ciò, allora il viaggio diventa un’esperienza ancora più straordinaria, se possibile. Perché i bambini ti aiutano a vedere il mondo con occhi diversi. La loro curiosità innocente e la loro sensibilità ti costringe in qualche ad entrare nella vita e nella cultura di persone e di luoghi mai visti prima con lo spirito del vero viaggiatore: senza filtri, curioso e genuinamente aperto verso il diverso.

  • Il periodo vacanziero per eccellenza si avvicina: che programmi ha la tua “Family Company” per l’estate 2012?

Siamo ancora indecisi. Sicuramente non è estate senza mare: i miei figli adorano andare in spiaggia. Non abbiamo ancora deciso se in Italia o all’estero, però. Se restiamo in Italia, ci piacerebbe andare in Toscana, Costa degli Etruschi o Isola d’Elba. Se decidiamo di oltrepassare i confini, opteremo probabilmente per il Portogallo. Un’altra meta che ci frulla in testa da un bel po’ è poi la Svezia. Vogliamo andare a trovare Pippi Calzelunghe! Chissà…

  • Sei una delle fondatrici del Circolo delle Mamme Viaggiatrici: cosa ti aspetti da quest’avventura?

 Intanto, il Circolo delle Mamme Viaggiatrici mi sta regalando tantissime emozioni. E’ una forte ispirazione ed una molla a fare sempre meglio. Mi aspetto quello che in realtà sta già accadendo: tanta condivisione, una bella energia, la nascita di rapporti duraturi. Quando ci si confronta con altri, se ne esce sempre arricchiti. E poi spero tanto che il Circolo sia di ispirazione per altre mamme ed altri papà. Ad oltrepassare i confini della propria casa o del proprio paese. Ad esplorare il mondo, vicino e lontano, con i propri figli. Perché i propri figli possano diventare cittadini del mondo e migliorarlo, il mondo, un giorno. Ed è per questo che noi del Circolo delle Mamme Viaggiatrici stiamo programmando tante avventure insieme. E tante sorprese per chi ci vorrà seguire. Non posso svelare di più però…

Sono in arrivo…le Mamme Viaggiatrici

Siamo alle porte con i sassi per il primo post, anzi, la prima “postata” del Circolo delle Mamme Viaggiatrici, dato che ciscuna di noi pubblicherà sul proprio blog un post…

Intanto, dal giorno della nostra istituzione, ci sono delle novità che, magari avrete già visto, ma non posso non raccontare:

Curiosi di leggere la prima postata? Stay tuned, è in arrivo mooooolto presto!

Aggiungi un posto al Circolo: intervista alla nuova arrivata – Monica di Viaggi e Baci

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici è da poco nato e si è già allargato. Non potevamo rifiutare l’ingresso ad una mamma viaggiatrice “come noi”. Ed eccola qua: si chiama Monica ed il suo affascinante blog è Viaggi e Baci. In quest’intervista Monica racconta la sua grande passione per i viaggi. Buona lettura!

  • Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionata ai viaggi?

Se per viaggio si intende stare in una località diversa dalla propria, ho iniziato a due mesi con le mie prime vacanze al mare. Se invece si intende visitare un paese con la voglia viscerale di scoprirlo, allora il mio primo viaggio l’ho fatto a 9 anni, in Francia: castelli della Loira e Normandia. I miei non mi ci volevano portare perchè “è un viaggio lunghissimo e non possiamo fermarci di continuo” e “il mangiare è così diverso dal nostro che non ti piacerà niente”. Mille preghiere, mille promesse e alla fine ci sono riuscita. Giuro che non ho mai chiesto “quando arriviamo” e ho mangiato sempre tutto, anche la zuppa di cipolle, il cui solo nome mi terrorizzava! Da quel momento non ho più smesso di viaggiare e quando non posso farlo fisicamente, lo faccio con la fantasia.

  • Quando e come è nata l’idea di condividere le tue esperienze di viaggio sul blog “Viaggi e baci”? E perchè questo nome?

L’idea del blog è nata a giugno 2011 perchè sentivo forte il bisogno di riprendere in mano la penna, ehm … la tastiera, abbandonata insieme alla carriera giornalistica alcuni anni fa. Se devo essere sincera, l’idea me l’hanno data due carissime amiche: fino a quel momento di blog non ne avevo mai visitato nemmeno uno! Il nome mi è nato così, senza pensarci troppo su. Volevo parlare di viaggi con bambini per fornire idee ad altre famiglie e far vedere ai genitori timorosi di allontanarsi di casa con figli piccoli che la cosa non solo si può fare, ma è anche un’esperienza bellissima ed emotivamente arricchente per tutti i membri della famiglia. Ed ecco Viaggi e Baci!

  • E’ interessante parlare di vacanze con una persona come te, che vive in un luogo di vacanza, Marostica. Riesci a vivere la tua città come una “turista tutto l’anno” o per te è sempre e solo “casa”?

A Marostica io sono e sarò sempre una “foresta” (straniera) visto che ho scelto di trasferirmi qui, dal Friuli, solo 10 anni fa. Ci sono arrivata per caso ed è stato amore a prima vista. La città e i suoi dintorni continuano ad affascinarmi moltissimo e, avendo ancora un sacco di cose da scoprire, non mi lascio sfuggire occasione per andarle a cercare. Nel blog, le sezioni “Gite fuori porta” e “Around Marostica” descrivono proprio queste avventure, con la speranza di essere d’aiuto anche a chi viene qui per la prima volta.

  •  Hai sempre lavorato nel settore turismo-viaggi e adesso gestisci un albergo: quale rapporto instauri con i tuoi ospiti?

Hai ragione: il turismo è la mia vita. Ho iniziato come animatrice nei villaggi ai tempi dell’università e ora sono anche guida turistica della provincia di Vicenza. Queste esperienze si stanno rivelando fondamentali anche per il mio ruolo di albergatrice: cerco sempre di instaurare un rapporto amichevole e informale con i miei ospiti e poi, dopo aver capito le loro aspettative e perchè hanno scelto la nostra zona per le vacanze, li stupisco con suggerimenti ad hoc. L’apprezzamento me lo dimostrano una volta tornati a casa, quando mi scrivono per ringraziare o mi mandano cartoline e specialità gastronomiche delle loro città

  • Come riesci a conciliare il lavoro -nei periodi di alta stagione- con le vacanze con la tua famiglia?

Nei periodi di alta stagione si lavora e basta. Nel resto dell’anno, chiudiamo un paio di settimane per il “viaggio lungo” e ogni tanto nel week-end per dei break più brevi. Di lavoro ce ne sarebbe sempre, ma come famiglia abbiamo deciso che è giusto prenderci dei momenti solo per noi, per godere il frutto del nostro lavoro, conoscendo altri luoghi e popoli. Credimi che vale molto più del conto in banca.

  •  Parliamo dei tuoi viaggi: ci sarà sicuramente un prima e dopo Samir (tuo figlio, n.d.r.): come è cambiato il tuo approccio ai viaggi da quando sei diventata mamma?

Certo che è cambiato, ma non molto come si potrebbe pensare. Prima di Samir evitavo accuratamente tutti i posti invasi da bambini, a costo di lunghe scarpinate per raggiungere una spiaggia deserta o di tour massacranti per arrivare in luoghi senza aereoporti e villaggi turistici. Da quando c’è lui abbiamo continuato a viaggiare come prima ( a 2 mesi era con noi in Croazia, a 3 in Tunisia, a 8 a Bruxelles e Amsterdam), facendo solo attenzione ad evitare i luoghi più a rischio e grossi cambi di fuso orario. Ovviamente ora facciamo più tappe lungo il percorso e prenotiamo in anticipo hotel e appartamenti per evitare di trovarci senza un tetto all’imbrunire. Ma per quanto riguarda la visita a musei, monumenti e siti archeologici non è cambiato proprio nulla: basta presentarglielo come un gioco e lui ci segue con un entusiasmo contagioso. La cosa che è veramente cambiata grazie a Samir è il nostro modo di guardare il mondo e di entrare in contatto con le popolazioni locali. Lui è capace di fermarsi a guardare la forma di una nuvola, di stare mezz’ora ad ammirare un artigiano al lavoro, di notare particolari che al nostro occhio distratto e frettoloso spesso fuggono. Inoltre, con la spontaneità che è dei bambini, si avvicina e inizia a chiaccherare con tutti e questo è un bel modo di rompere il ghiaccio con la gente del luogo

  • Quando viaggi, come ti poni nei confronti delle culture e abitudini proprie del paese che stai visitando?

Ho un grande rispetto per i luoghi e le persone che mi ospitano e considero la “diversità” il bene più grande della nostra specie. E’ un bene a rischio estinzione e va tutelato il più possibile. Così, quando sono in viaggio, evito come la peste di dormire nelle grandi catene internazionali a favore di piccoli hotel e b&b a conduzione familiare; dimentico pasta e pizza e mi lascio tentare dai sapori di quella terra, scegliendo di mangiare nei posti frequentati dai locali; se devo comperare un souvenir lo cerco tra le botteghe degli artigiani. Entrare in tutti questi luoghi, al di là delle necessità pratiche, si è sempre rivelato il modo migliore per entrare in contatto con la gente del posto, scambiare due chiacchere e scoprire un patrimonio di stili di vita e mentalità che nessuna guida riuscirebbe mai a descrivere.

  • Sei l’ “ultima arrivata” nel circolo delle Mamme Viaggiatrici: cosa ti aspetti da questo progetto e quale apporto darai?

Il nome del circolo mi ha incuriosito subito e sono stata molto felice di poterne entrare a far parte. La cosa che mi stuzzica di più è la possibilità di un confronto con mamme che amano viaggiare e che magari lo fanno in modo diverso dal mio. Sono un gruppo di donne dinamicissime, la cui mente è in viaggio continuo: non c’è giorno in cui non arrivino nuove idee e proposte e questo mi esalta un sacco. Ma non posso anticipare nulla, altrimenti si perde il gusto delle sorprese che stiamo preparando per i nostri lettori …

The circle of traveling moms…by Melissa Muldoon

The circle of traveling moms told by Melissa Muldoon

Ever since I was a little girl my family traveled the world together. I always thought that my parents gave me a wonderful gift, because beginning at an early age I have always wanted to travel. When I was only six my parents took me with them to Chile. By car we travelled all over the United States and I have been in almost every state including Alaska. When I was ten my family went to Japan and when I was sixteen I lived for a year in Hawaii. When I was twenty I left America for Italy where I lived and studied. My parents did a fine job of instilling in me the passion for travelling and for meeting people in other countries and when I became a mom I couldn’t wait to take my children by the hand and cross the threshold of the house with them. There are so many wonderful things that happen when the door is thrown open and you venture out into the world. Children are very impressionable and are filled with a desire to see new things and I think it is a gift that all parents can give their children – the passion for adventure and the curiosity to know what is down the road and around the bend.

Read about The Circle of Traveling Moms on Melissa Muldoon’s blog “Diario di una Studentessa Matta”…

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici…di Alessandra Granata

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici secondo Alessandra Granata

Recentemente ci hanno elette le migliori al mondo. Perchè siamo ottime cuoche, estremamente coccolone, amorevoli chiocce. Di chi sto parlando? Delle Mamme Italiane! Ma se brilliamo nella classifica per la cura del focolare, purtroppo non possiamo dire lo stesso sul fronte viaggi & Co. Difficile da credere per il paese che diede vita a navigatori ed esploratori grazie ai quali si rivoluzionò il mappamondo, ma pare che la voglia di fare e disfare le valigie, con l’arrivo dei piccolini, sia sempre meno in Italia. Quante volte si sente dire: “Ah, ci facciamo un bel viaggio, (tendenzialmente detta da chi sta per partire per la luna di miele o da chi sta per salpare oltre oceano) adesso che possiamo, perché quando ci saranno i figli, non si andrà più da nessuna parte…”

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici continua sul blog di Alessandra Granata “Lali Viaggi“…

L’inizio di una nuova avventura…di Valentina Cappio

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici secondo Valentina Cappio

Non so esattamente quando e come sono diventata una travel-addicted. Forse quando a 3 anni ho aperto la porta di casa e mi sono incamminata per le strade non proprio paradisiache di Napoli con l’obiettivo di esplorare il mondo? Oppure a 16 anni, quando ho cavalcato al chiaro di luna nel deserto del Sahara? O a 20, quando ho provato l’ebbrezza dello Sky-Diving nelle campagne del Wisconsin? Non lo so, ma so che avere figli ha solo rafforzato questa passione. Viaggio con i miei bimbi perché penso che più luoghi visitano, maggiore sarà la consapevolezza che avranno della realtà e delle infinite possibilità che la vita ha da offrire. Voglio che diventino cittadini del mondo, per essere capaci, un giorno, di migliorarlo.

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici continua sul blog di Valentina Cappio ”The Family Company”…

Nasce il Circolo delle Mamme Viaggiatrici

L’idea che avevo lanciato nell’ Elevator Pitch del #TBE12 della creazione di un Circolo delle Mamme Viaggiatrici è piaciuta ed è stata accolta di buon grado da altre mamme viaggiatrici. Il gruppo si è formato: variegato e compatto. Ovviamente quello che ci accomuna è la passione viscerale pe i viaggi, senza nulla togliere ai figli, sempre al seguito.

I nostri scopi:

  • Divertirci (un pò scontato, ma fondamentale…);
  • Promuovere la cultura del viaggio e dell’esplorazione alle famiglie con bambini;
  • Promuovere la cultura “nel” viaggio, affinchè altri genitori possano far conoscere ed apprezzare ai loro figli la geografia e la storia senza stare sui libri, ma semplicemente viaggiando;
  • Incitare le famiglie a viaggiare, perchè “con accurate indagini” sul web si riesce a viaggiare con i figli rientrando un budget “umani”.

Cosa faremo:

  • Ci riuniremo, prima o poi di persona, ma intanto online. Chiacchierando dei nostri viaggi e dei nostri figli, una volta al mese scriveremo, ciascuna sul proprio blog, di viaggi con i figli e argomenti che possono interessare le famiglie che vogliono viaggiare. Poi da cosa nasce cosa…e chissà cosa combineremo!

Chi siamo (oltre a me…):

Valentina, napoletana trasferita per amore in provincia di Ferrara (passando per l’Inghilterra), due bimbi di 5 e 3 anni, autrice di The Family Company. Dice di sè: “Ho sempre viaggiato e sempre viaggerò. Con la nascita dei pupi, per un po’ mi sono fatta fagocitare dagli all inclusive vicino casa. Ma presto mi sono accorta che mi stavano stretti. E allora abbiamo ripreso a viaggiare. Non necessariamente mete lontane. Per me viaggiare significa uscire dalla routine quotidiana. Cogliere l’unicità di …ciò che ci circonda. Che sia il parco giochi dietro casa pieno di neve o l’outback dell’Australia (che, by the way, è il mio sogno!). Sono una sostenitrice del “Non basta stare insieme. Occorre fare insieme” e sono convinta che non ci sia nulla che non si possa fare con i bambini. Passeggiate, aperitivi, musei, ristoranti, gite fuori porta. Ho cominciato a scrivere il mio blog quasi per gioco. Per condividere le mie “scoperte” con gli altri. Ma la cosa bella è che alla fine sono io la prima a trovare ispirazione ed idee intorno a me. Scrivere il blog significa cercare, trovare, stupirmi ogni giorni di quanto ancora c’è da fare e da vedere.

Alessandra, detta Lali, vive a Milano col marito, figlio e cane, anche lui maschio, autrice di Lali Viaggi. Dice di sè: “Quel giorno me lo ricordo ancora! Avevo circa 10 – 12 anni quando dissi fermamente ai miei genitori che avrei voluto avviare una Mia Attività nel Turismo. Con quella determinazione, ho scelto le scuole che mi avrebbero portato alla realizzazione del mio sogno: Liceo Linguistico prima e l’Università di Lingue con indirizzo Turistico Manageriale dopo. Ho lavorato come animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola e in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati, dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno. A 25 anni ero una single convinta, poi ho trovato un Rospo e la storia sapete come va a finire…ora voglio realizzare quello in cui credo da una vita, perché trovare un buon lavoro va bene, ma trasformare la tua passione in un lavoro, è un’altra cosa! E questa è la filosofia con cui vogliamo crescere nostro figlio”

Melissa, californiana, tre figli maschi, un marito, un cane, autice del Diario di una Studentessa Matta. Dice di sè: “Sono un’Americana che abita vicino a San Francisco in California. Sono una pazza….I miei ragazzi (tutti maschi) dicono che hanno una mamma Americana, che vuole essere Italiana! Hanno ragione i miei figli! Scrivo il blog “Diario di una studentessa matta” per migliorare la mia conoscenza della lingua e per parlare della cultura, politica, la musica e qualsiasi cosa che mi va nel momento in cui mi siedo per scrivere un nuovo articolo sull’ Italia”

Silvana, cittadina del mondo, con un figlio di 21 anni e una figlia di 11, autrice di SMondo. Dice di sè:  ”Ho vissuto in Italia da ragazza. Ho viaggiato il mondo da sempre, con un padre ufficiale nell’esercito Americano. Vivo da almeno vent’anni in America.  Amo l’Italia e sono contentissima pechè ad aprile mi trasfeirò con mia figlia in Italia. Per mia figlia, sarà un cambiamento enorme, pieno di mistero. Comunque, la piccola ha preso da la mamma: quando le ho detto che le prometto di fare almeno un piccolo viaggio al mese, ha detto che ci sta! ”

Presto vi racconteremo le nostre avventure…stay tuned!!

Questo è il post numero zero del Circolo delle Mamme Viaggiatrici. Sullo stesso argomento vi invito a leggere anche sui blogs di Valentina, Alessandra, Melissa e Silvana.

Sponsor: Il Mio

 Baby Tripper viaggia con Libellulablu e In Viaggio con Leo.

Il mio Elevator Pitch #TBE12

Ecco quello che avrei detto al TBE. E invece, causa maltempo, devo scrivere qui. Uff, mi dispiace davvero di non poter vivere quest’esperienza dal vero. Ma, come diceva Filumena Marturano: “I figghi sò figghi”. Ed io, senza figghio, non avrei mai pensato di aprire un blog. Quindi niente se e niente ma. Ecco i miei cinque minuti di gloria:

Buongiorno, mi chiamo Silvia, ho 33 anni, un marito, Enrico, un bambino, Marco, di quasi 5 mesi. Mi sono laureata in chimica industriale 8 anni fa e mai mi sarei immaginata che mi sarei messa a scrivere un blog di viaggi. Ed invece, quando al settimo mese di gravidanza, mi è stato intimato di non uscire di casa, mi si è accesa la lampadina: inizio a scrivere un blog. Di viaggi. Ed eccomi qui. Ho iniziato per gioco e adesso non posso più farne a meno. Non possiamo più fane a meno. Perchè la cosa ha coinvolto anche mio marito: prima qualche consulenza informatica su “come fare”, poi qualche “ti ricordi…” ed ora la sera a cena non si parla d’altro. All’inizio su Trippando raccontavo i miei viaggi passati. Quasi tutti viaggi di coppia, con Enrico. Poi ho iniziato ad inserire qualche notizia, qualche curiosità legata a luoghi che ho visitato o che sono nella mia lista dei desideri. Quindi è stata la volta dei contest. Dopo la nascita di Marco mi sono ritrovata in una fase poco creativa. Per non far morire il blog ho pensato di organizzare dei contests: in questo modo avrei continuato ad avere buoni contenuti e le visite non sarebbero calate. Anzi, sono addirittura aumentate.

Ma adesso c’è Marco, il mio baby tripper. Ho subito capito che viaggiare in tre non è come viaggiare in due. In particolare, viaggiare con un bimbo piccolo non è come viaggiare in soli adulti. Trippando nel web mi sono accorta che di blog dedicati ai viaggi con bambini ce ne sono davvero pochi. Forse perchè i bambini sono ladri di energie. Ed i genitori, anche se viaggiatori ed appassionati di viaggio, non hanno il tempo per poter condividere le loro esperienze su blog. Ma per noi non è e non sarà così. Ormai Trippando fa parte della famiglia. Siamo una famiglia bloggante. Io scrivo, Enrico fotografa e “critica” costruttivamente. Ed ecco l’idea, la svolta: innanzitutto dedicare una sezione di Trippando ai viaggi che faremo col nostro baby tripper. E poi creare un “circolo delle mamme viaggiatrici”, un luogo -virtuale- in cui poter scambiare idee e consigli di viaggio con altre mamme (o babbi, of course!). Inizialmente ciascuno sul proprio blog e poi, quando saremo rodate, su un blog unico. Un blog multimano dedicato ai viaggi con bambini. E ai bambini in viaggio. Per cui invito gli altri genitori bloggers, interessati a costruire un progetto unitario, a farsi avanti. Ed invito gli sponsors del TBE -e non solo- a tener presente Trippando per “sperimentare” luoghi che possono essere adatti ai piccoli viaggiatori.

Un nuovo Trippando sta per nascere: Baby Trip!