[Speciale Natale 2012] Babbo Natale o Signora Trippando? C’è un regalo di Natale per voi…

Lo so. Devo ancora (insieme ai co-blogger) designare il vincitore dell’ #abcviaggi. So anche che, insieme alle cuoche di Pranzo di Famiglia c’è da fare la nomina dei vincitori del contest “Sapori di Natale dal Mondo“.

babbo_natale

Però io ho un “Cadeau qua e là” con scadenza il 31/12/2012 che so che non potrò sfruttare. Consiste in un pernottamento con prima colazione per due persone… dove volete voi. O meglio: in uno dei tanti Hotel Best Western sparsi per tutt’Italia che aderiscono al progetto. Non so se vi ricordate, l’avevo vinto per aver scritto il mio articolo del cuore (cliccate qui per leggerlo); doveva avere scadenza il 31/12/2011 e io, un annetto fa, vi avevo chiesto dove poter andare col piccoletto al seguito. Sono riuscita a farmi prorogare la scadenza, ma in quest’anno, per noi denso di viaggi (dove siamo stati? in ordine di tempo: Rimini, Copenaghen, Isola d’Elba, Marina di Castagneto, Giano dell’Umbria), non abbiamo avuto modo di sfruttarlo.

Allora lo regalo ad uno di voi. 

Dobbiamo fare alla svelta (scade il 31/12, ve lo ri-ricordo!): facciamo un concorso-lampo: da ora a giovedì 20/12/2012 alle ore 14.00.

Come fare per vincere:

1. invitare i propri amici a venirci a trovare su Trippando. Come? Scrivendo qualcosa (di bello, si spera!) riguardo Trippando sulla vostra pagina Facebook, su Twitter o sul vostro blog, iscrivendosi e facendo iscrivere alla pagina Facebook di Trippando e alla sottoscrizione mail (la trovate in homepage, in alto a destra, per restare sempre aggiornati sul vostro blog di viaggi preferito!);

2. lasciare un commento qua sotto, facendomi sapere dove e come avete parlato di Trippando e lasciando una mail valida per poter rintracciare velocemente il vincitore.

Vincerà chi avrà convinto più amici nella maniera più simpatica. Ad insindacabile giudizio della (cattivissima) Signora Trippando.

Avete voglia di farvi un paio di giorni in giro da ora a fine anno? Dai, partecipate!!

 - – - Aggiornamento del 20/12/2012 – - -

The winner is…

PensoInventoCreo, che ha coniato uno slogan BELLISSIMO:

DISSANGUATI DALLE TASSE?? BORSELLO SVUOTATO DAI REGALI DI NATALE? ANSIA DA FINE DEL MONDO MAYA?
SI, avete bisogno di una vacanza….ma a zero euro!
Correte da Silvia su Trippando, nel suo blog Babbo Natale esiste e arriva prima!
https://www.facebook.com/pages/Penso-Invento-Creo/344989495545210

L’alfabeto di viaggio di Liliana

A – Avventura Artica Aerea. Un sogno da realizzare.

B – Blog. Un impegno enorme dalle soddisfazioni infinite.

C – Condivisione Cultura. Ciò che si cerca viaggiando.

D – Desiderare. Di conoscere, incontrare, avvicinare.

E – Educare. Perché ogni viaggio con un figlio non può prescindere dal nostro ruolo.

F – Frontiera. Quanto è bello attraversarle tutte!

G – Groenlandia. Una meta, un sogno, un viaggio.

H – Hammer. Un popolo che lascia il segno.

I – Incontro Itinerario Improvvisato Interpretato. Quanto è lunga questa lettera e quanto è coinvolgente.

L – Lontano Lontano Lontano. Perché i viaggi più belli sono quelli più lontani. Soprattutto mentalmente.

M – Montagna. Una passione soprattutto invernale.

N – Natura Nordica. Affascinante e unica. Tutto fuorchè desolata.

O – Orizzonti. Da superare, da ampliare.

P – Passione. Per il viaggio e per ogni cosa che si fa nella vita.

Q – Quando… la prossima partenza?

R – Rispetto Relazioni. Facile sulla carta, non sempre nella realtà!

S – Sicurezza. Da non dimenticare mai. Neanche in viaggio.

T – Tradizioni. Da scoprire, avvicinare e rispettare.

U – Utopia di poter conoscere un luogo in un viaggio.

V – Vita Valigia. Con la valigia sempre pronta…magari solo mentalmente.

Z – Zulù. Uno dei popoli più affascinanti che non lascia indifferenti.

Ed ecco le mie 5 nomination… un blog più bello dell’altro!

Michela. Amica e compagna di viaggio.

Tiziana. Per la sintonia sull’educazione e l’amore per i libri.

Valentina. Conosciuta per poco ma seguita costantemente.

Valentina. E’ una delle poche persone con cui si può discutere piacevolmente anche quando non si è d’accordo.

Ernesto. (E non ditemi che non si può!). Perchè è un fotografo eccezionale e sa usare le parole nel modo più poetico e toccante che io conosca!!!

L’abc del viaggio secondo TooMuchVale

Devo dire la Sora Trippando mi stupisce sempre di più. E’ davvero una bomba ad orologeria che scoppia sempre nei momenti giusti e soprattutto portando tante cose belle. Questo contest sull’alfabeto lo trovo davvero carino e l’idea della vacanza aggratisse mi fa parecchia gola, visto che probabilmente le nostre salteranno (a meno di miracoli dell’ultimo minuto). Quindi ecco a voi l’alfabeto di viaggio semi-serio di TooMuchVale.

A come Avventura, perchè ogni viaggio è sempre un’avventura fatta di interminabili scoperte. Ma anche A come Acrobrazie, perchè andare in vacanza con un nano, un cane e un pesce rosso richiede di conoscere a fondo l’arte del tetris per far entrare tutti e tutto in macchina!

B come Bambino, perchè da quando c’è il nano il viaggio è sempre con lui al mio fianco, o forse è più corretto dire sulle mie spalle :P

C come Cammino, quello che si percorre durante un viaggio e quello che mi piacerebbe percorre lungo le antiche strade dei pellegrini. Ma anche C come Cassetto dove dentro ci stanno i miei sogni di viaggio, tra cui appunto anche un cammino in pellegrinaggio.

D come Dromedario, animale che mi sta troppo simpatico e che vorrei cavalcare durante un’escursione nel deserto.

E come Elba, isola che vorrei tanto scoprire e che conosco così poco.

F come Frigorifero in camera d’albergo, inutile fino a che non sei mamma e devi conservarci dentro pappe, pappine e soprattutto latte del pargolo.

G come Gente, che conosci durante un viaggio e che rimarrà nelle tue foto, nei tuoi ricordi e spesso nel tuo cuore.

H come Hotel, forse banale ma rappresenta la nostra casa durante un viaggio, quindi anche H come Home.

J come Jolly, quello che ogni tanto mi gioco quando scivolo accartocciandomi a terra o contro qualche palo, senza però gravi conseguenze (almeno finora).

K come Koala, animaletto pelosissimo che assomiglia parecchio al nano con mammite acuta, ma che è anche simbolo di una terra che spero di esplorare prima o poi.

L come Libri, per i quali c’è sempre posto in valigia, nello zaino e nel bagaglio a mano.

M come Maglione quello che nella mia valigia non manca mai, nemmeno per il viaggio ai Caraibi.

N come  Noleggio, di un mezzo qualsiasi che ti trasporti durante il viaggio, una bici, uno scooter o una macchina.

O come Orologio, che guardo sempre ansiosa prima della partenza per essere puntuale in aeroporto e che poi dimentico sul comodino per godermi appieno il viaggio.

P come Partenza, la parte più adrenalinica del viaggio perchè carica di sogni e aspettative.

Q come Qualità e non Quantità, perchè non è tanto il tempo che trascorri in viaggio, ma come lo trascorri. Anche un solo giorno in viaggio può valere una vita.

R come Regali, quelli per gli amici e la mamma (anche per papà ovviamente).

S come Scrivere del viaggio che si è vissuto o che si andrà a vivere.

T come Trasporti, quelli che devi per forza imparare a conoscere quando sei nella regione straniera se vuoi andare da un punto A ad un punto B senza passare l’intero viaggio a calcolare il percorso più corto.

U come Uova, che adoro mangiare per colazione quando sono in viaggio perchè mi danno la carica e mi fanno iniziare la giornata con la pancia piena e quindi bene.

V come Visto, quello che ti serve per viaggiare in alcuni paesi del mondo. Ma anche V come Viaggio, vero simbolo di questo alfabeto.

W come Wi-Fi senza la quale potrei morire durante un viaggio.

X come X, crocetta che metti nel questionario di ammissione agli Stati Uniti.

Y come Yuppie Yeah, esclamazione tipica della mia esultanza.

Z come Zibaldone, il quaderno degli appunti durante un viaggio.

Ecco completato il mio alfabeto! Che ne pensate?

Ma passiamo a cose serie e nomino i miei 5 blogger preferiti che vorrei partecipassero con me a questo gioco ,che sono (in ordine sparso) Kinzica di 100days, Elli di Mi prendo e mi porto via, Sandro di La mia bella Toscana, Alessandro di Girovagate e Alessandra di 21 grammi.

Abecedario del piccolo viaggiatore

A domanda rispondo, e quindi eccovi il mio ABC dei viaggi. Ovviamente a modo mio…

A = Amore. Sorgente di vita, vita stessa. Senza l’Amore non si fa nulla, non si è nulla, non si vede nulla. E quando si parte, si visita, si osserva, è il sentimento che balena subito: quello per le architetture, per il paesaggio, per il clima, per la socievolezza della gente, per i cibi mangiati.

B = Bivaccare. Perchè il viaggio non è solo alberghi, residence, resort… Il vero viaggio è quello che la nostra mente disegna e persegue, per cui un luogo riparato, un androne di una casa, una scaletta esterna, ma anche un prato su cui piantare una tenda o la propria auto sono strumenti che a volta rendono un semplice viaggio di lavoro od un fine settimana un’avventura irripetibile…

C = Condividere. A che serve viaggiare, conoscere, imparare, vivere delle emozioni se non si condividono? Certo, non come si faceva una volta colle diapositive (interminabili…) del viaggio in Guatemala o di quello di nozze. Condividere è rendere partecipi della gioia e di ciò che si è appreso cogli altri, anche perchè sennò alla fine… a che serve?

D = Disegnare. Anche se non si è Giotto, a volte fermare un’emozione con una matita od una penna sulla carta  è molto più sublimante che realizzare una bella fotografia, perchè si esprime attraverso un mezzo personale il proprio punto di vista, che è differente giorno dopo giorno della nostra esistenza. Col tempo, rivedere o rileggere le impressioni scaturiteci osservando un panorama od un edificio tramite il tratto dolce od aggressivo del disegno dal vero ci rimanda ad umori ed esperienze vissute eppure lontane.

E = Essenziale. Mi è capitato (anzi è la regola…) di dimenticare qualcosa prima di partire: ho imparato che a volte è anche una fortuna non disporre di tutto ciò che si ha a casa propria perchè stimola lo spirito di adattamento e fa crescere quel senso di avventura che ormai coi pacchetti all inclusive sembra ormai svanire (a meno che non si ha come capitano di crociera il signor Schettino…). E limito il bagaglio al minimo possibile, che vuol dire intimo, magliette e scarpe (comode!!!) e nesessaire per l’igiene personale. Anche perchè vi dovesse capitare che vi consegnano il bagaglio il giorno prima della partenza dal luogo di vacanza…

F = Francesco d’Assisi. Il poverello d’Assisi è il modello di essere umano a cui tutti dovrebbero avvicinarsi. Lo dico da non cristiano. La sua semplicità e l’Amore per il creato lo fanno il perfetto esempio di uomo in simbiosi con il luogo in cui è. Senza poi parlare della sua filosofia di vita e dei suoi capisaldi: umiltà, povertà, rispetto, benevolenza, allegrezza, spirito di sacrificio. Portare con sè sempre una parte dell’aura del piccolo uomo che ha fatto grande il nostro paese e ricordarselo ogni tanto, oltre ad inorgoglire, fa si che ci si comporti meglio col prossimo, cioè con noi stessi…

G=Guardare. L’essere umano del XXI secolo pensa di aver visto e conosciuto tutto. Mai affermazione fu più stolta e senza fondamento. Avrete visto milioni di volte e da tutte le angolazioni la Tour Eiffel, il Colosseo o la Porta di Brandeburgo: ma mai nel modo col quale i vostri occhi, terminale nervoso direttamente collegato al cervello, potranno percepirli. Il caleidoscopio di informazioni sensitive che il vostro occhio riesce a fornire non è minimamente paragonabile ad una foto scattata colla migliore delle Nikon o col miglior video girato dal più ineffabile dei registi: perchè oltre all’immagine, ci fornisce sfumature, suoni, sapori, odori, sentimenti, che difficilmente una macchina può restituire. Perciò guardate, guardate, guardate…

H = Halyna. Mia moglie è la mia vita, e non posso pensare più a nessuna cosa senza pensare anche a lei. Paradossalmente però il giorno dopo il nostro matrimonio son dovuto partire da solo per la Polonia per un viaggio precedentemente programmato: ogni istante del breve ma intenso viaggio polacco correva a lei. Questo per dire che non è obbligatorio viaggiare insieme, anche se si potesse sarebbe meraviglioso: perchè lei si è innamorata di me per quello che ero prima che ci conoscessimo, e lo stesso vale per me, e sarebbe stupido cercare di cambiare per soddisfare un esigenza egoistica modificando però così il modo d’essere, l’essenza stessa della persona Amata. Per cui viaggiate in coppia, in famiglia, in compagnia, ma mai per costrizione, ma solo se lo sentite/progettate/pensate insieme.

I = Immaginazione. Un viaggio è prima di tutto un’attitudine: da Leopardi a Salgari, i migliori narratori a volte i propri Trip se li facevano nel loro bell’immaginario, e ci hanno ragalato pagine memorabili  piene di immagini fantastiche. Per cui buon esercizio è entrare, anche solo con il nostro spirito, nelle cose che visitiamo, trasferirci in epoche diverse per rivivere le gesta di chi ha vissuto quelle terre e ricostruire un’ambientazione che esalti la meraviglia che stiamo vivendo…

L = Leggere. Mai informarsi troppo sul luogo che si va a visitare, perchè potrebbe poi risultare già visto: lasciate che lo stupore vi pervada. Leggere invece un racconto, una storia, un autore che trasudi il luogo che visiterete vi aiuterà a cercare un particolare che tanto vi affascina. E poi un buon libro, da cominciare, cominciato o già letto e da riscoprire od approfondire, in vacanza è un buon viatico per il raggiungimento della felicità (od al massimo del sonno prima di addormentarci…).

M = Meraviglia. Siate sempre bambini nell’atteggiamento di approccio alle cose, non abbiate paura di alzare lo sguardo e di rimanere a bocca aperta: avrete al contrario alimentato l’anima e starete accrescendo la consapevolezza di quanto sia meraviglioso vivere, e di quanto allo stesso modo sia meravigliosa la terra su cui viviamo. Cercate di non trasparire mai scontatezza, perchè nulla è tale: anche una fredda obliteratrice di una stazione ferroviaria potrà darvi delle emozioni!!!

N = Nuvole. Non ci posso far nulla, è la prima cosa che osservo in un posto nuovo. Non ho mai capito da dove derivi il mio fascino per queste figure in divenire che rimandano a fantasie recondite… Il mio primo (e mai realizzato per paura di svelarlo e di farne finire la magia…) progetto fotografico/artistico era ed è ancor adesso imperniato su queste leggere ed incantevoli figure che ci deliziano della loro bellezza e multiforme capacità di essere contornanti, oscuranti, dipingenti o minacciose.
E poi meglio saperle osservare per sapere cosa indossare in caso si esca leggeri…

O = Occhi. No, non è un doppione della G. Perchè la cosa che dovete guardare per prima in un luogo nuovo sono gli occhi della gente. Se ne vorrete cogliere l’anima e poi raccontarla ai vostri amici, ai vostri figli, ai lettori, dovete cercare la loro realtà, le loro verità nei loro occhi. Perchè sono lo specchio dell’anima che li contiene, e di solito non mentono. Potrete vedere mondi inesplorati e difficilmente raggiungibili anche solo rimirando l’iride di chi vi offre da mangiare, od il biglietto del museo o la chiave della camera. Ed osservandoli potrete comunicare più facilmente con loro, perchè non c’è miglior modo di comunicare con il forestiero che farlo collo sguardo.

P = Parlare. Collegata alla precedente lettera, Parlare non sta solo ad intendere che dovete sapere tutte le lingue del mondo… Si può parlare col corpo, coi gesti, coi sorrisi, anche se un pò d’inglese non guasta. Ma c’è anche l’altro rovescio della medaglia: perchè mai come in questa occasione l’essere umano deve centellinare le parole per essere come una spugna per assorbire le emozioni che il viaggio gli sta fornendo. Per cui, se proprio dovete, solo all’occorrenza; altrimenti ascoltate, in silenzio…

Q = Quiete. No, non pensate subito che io sia una pizza d’uomo che ricerca pace e solitudine… La quiete è quella interiore, e la si può trovare anche ascoltando un concerto di Lady Gaga o dei Police, ballando al Pacha di ibiza o nel traffico caotico di New York: perchè la quiete è quella condizione che cerchiamo e che associata alla tranquilità è lo scopo delle nostre vacanze.

R = Ricordare. Per poter in futuro ricordare una vacanza, bisogna viverla appieno. E per avere dei flashback che ce la facciano visualizzare, allora tutto è valido: souvenir, emozioni, tatuaggi (!?!), appunti, disegni, fotografie… Anche se, tanto per sconfessare la ormai mitica Kodak, per ricordarsi di ricordare non occorre una macchina fotografica e quindi una fotografia, ma bisogna, per dirla colle parole del sommo maestro Ansel Adams, scattare una foto colla più sensazionale macchina esistente al mondo: la nostra vista. Perchè la foto più bella è quella che rimane impressa indelebile nei nostri occhi e nel miglior archivio esistente, la nostra anima.

S = Scrivere. Con il leggere, il parlare ed il disegnare, è la forma più antica conosciuta usata per narrare ciò che si è vissuto. Non c’è miglior modo per capire se una vacanza, un viaggio, un’esperienza ci è piaciuta se non quella di poterne rileggere le emozioni scaturiteci in uno scritto, sia esso in prosa che in versi. Perchè scrivendo di qualcosa l’uomo rivive quei momenti, o li vive per la prima volta immaginandoseli proprio come vorrebbe. E per chi si prefissa di raccontare un viaggio, saper scrivere credo sia il miglior viatico per avere più lettori possibile. E si impara a scrivere scrivendo. E leggendo. Ed ascoltando. E parlando. E scrivendo ancora…

T = Trippando. Non è per piaceria, o per aggraziarmi la titolare del mondo virtuale che mi ospita, bontà sua, da qualche mese. Ma per ringraziarla della possibilità che mi offre di poter mettere in pratica attraverso uno strumento efficace e penetrante quale il World Wide Web gli insegnamenti impartitimi dai miei fari, da Socrate ad Agostino a Francesco, perchè sapere per sè è come non saper nulla, e poter divulgare ciò che si sa dà una motivazione alla sete di conoscenza che altrimenti sarebbe effimera e fine a se stessa. Per cui grazie di esistere, Trippando…

U = Unico. Ogni viaggio, ogni incontro, ogni istante della nostra vita è unico ed irripetibile. Il nostro compito è quello di cercare di trasmetterlo al prossimo, cercando di condividere e di rendere partecipi chi ci sta accanto o chi ci legge. E non deve sorprendere se un luogo che a noi ha meravigliato ad altri possa essere piaciuto a metà: è proprio in questo caso che si capisce quanto possano essere diversi i punti di vista degli esseri umani, legati allo stato d’animo, al grado di cultura, all’estrazione sociale ed al luogo di provenienza.

V = Verità. Qual’è il significato di questa apparentemente facile parola? Sui vocabolari troviamo che la sua definizione è rispondenza al vero, alla realtà. Quindi quando osserviamo un luogo e la sua realtà, dobbiamo fare lo sforzo di osservarlo con occhi quanto più obiettivi, ed anche se è praticamente impossibile trovare la via dell’imparzialità, se proprio si deve propendere per una delle tante verità disponibili, cerchiamo di essere quanto più in linea con chi vive il luogo visitato, e non dare giudizi affrettati creati dal preconcetto della propria condizione di partenza.

Z = Zagare. Perchè il primo viaggio, che io ricordi, è quello che feci colla mia immaginazione annusando i fiori d’arancio e di limone, quelle zagare che adornano le primavere della natìa Puglia e la Sicilia orientale. Perchè quando da piccolo si usciva a fare le prime “scampagnate”, il ricordo principale era appunto il profumo di questi fiori che intensissimo pervadeva l’aria e che si diffondeva in modo talmente inebriante da farmi promettere dedizione eterna ai frutti di quegli alberi così magici, quelle arance e sopratutto quei limoni che avrei poi utilizzato per alleviare i malanni respiratori che mi tediarono ma che, grazie a loro, divenivano motivo di ricordo di questa fragranza eterna ed infinita.

Ora, per non fare la fine di Pinocchio e vedermi crescere le orecchie nel Paese dei Balocchi, mi tocca invitare 5 blogger a partecipare a questa seduta sul lettino della signora Trippando: ovvio che raccoglierete la sfida, che per noi raccontatori è pane quotidiano scrivere di ciò che viviamo, per cui…

Simonetta di www.sullestradedelmondo.blogspot.com

Elisa di www.miprendoemiportovia.wordpress.com

Francesca di www.traveldifferent.it

Nicola di www.viaggiatorilowcost.it

Andrea di www.vologratis.org

Sono proprio curioso di vedere/leggere come cosa e perchè…

Pace e bene…

Trippando compie un anno…e arrivano ricchi premi…e cotillons!

Today is the day. Oggi è il giorno. Il primo compleanno di Trippando. Ricordo benissimo il 17 luglio di un anno fa: domenica mattina. Faccio colazione (prima, seconda? non ricordo…al settimo mese di gravidanza il numero delle colazioni latte-biscotti-cereali-cappuccio non si conta più). Colui che è diventato signor Trippando è a farsi barba-e-capelli. Lo raggiungo. mi siedo sulla vasca da bagno, lo guardo e dico: “Enri, inizio a scrivere un blog di viaggi”. Il continuo della storia è cosa pubblica.

Ho iniziato per riempi-tempo. Adesso il tempo per scrivere devo trovarlo -a volte- di notte. Ma va bene così. Trippando è Trippando. E’ il primo figlio. E se Marco, a 10 mesi, non cammina ancora, Trippando barcolla appena. Ha ancora bisogno della mamma. E del babbo, degli zii, del fratellino…insomma…

…insomma, da un anno a questa parte di cose ne sono successe e Trippando è sempre stato lì, al suo posto. Dobbiamo festeggiarlo. Io il regalo me lo sono già fatto, ed è il logo, firmato Melissa Muldoon, che vedete in cima alla pagina. Adesso i regali sono per voi: i miei lettori, che da un anno a questa parte sono aumentati in modo esponenziale e i co-blogger: se il Dove Come Quando non si ferma mai è dovuto anche a loro. E devono co-festeggiare. Sennò che co-blogger sarebbero?

Dopo i sentimentalismi, veniamo al sodo: le prossime settimane saranno foriere di ricchi premi e cotillons: due giorni alla settimana ci sarà un concorsetto, veloce veloce. Ed un premio in palio. Per il momento ho “raggranellato” sette sponsor, ciascuno dei quali metterà a disposizione qualcosa (ci saranno anche dei soggiorni, se proprio lo volete sapere!), ma se nel frattempo qualcun altro si farà avanti, sarà il benvenuto. Ed i premi aumenteranno. Ci aspetta un’estate giocosa. Vi aspetta un’estate giocosa, perchè io sarò qui a fare l’arbitro, la giurata unica e cattivissima. Come ingraziarmi? Intanto fate gli auguri al mio primogenito, fateglieli simpatici e cordiali. E condividete quest’articolo. Più siamo, più ci divertiamo (citazione storica…vi ricordate dove l’ho scritto? Io non più…ma ricordo quando l’ho detto…e ricordo anche la ciurma di livornesi che mi piombarono alla festa di laurea. Dovevamo esser tanti, no?).

A breve i dettagli e regolamenti vari per i concorsi del blog-compleanno. Trippate con noi!

Gustando l’Umbria – Umbria…perchè? di Ernesto De Matteis

E’ arrivato il secondo racconto per il Contest Gustando l’Umbria. L’autore è Ernesto De Matteis, il mio amico fotografo titolare della Gianoteca -ristoro del corpo e della mente- a Giano dell’Umbria. Buona lettura!

Cosa spinge un torinese di città, figlio dell’amato Salento ma cresciuto nel centro pulsante della “Città in Movimento” con le mura dell’insediamento di epoca romana in cantina, a lasciare quella realtà caotica ed ordinata, rumorosa e tranquilla, del tutto e niente, della cioccolata e della bagna cauda, della magia bianca e nera, a decidere a metà vita di andare a vivere nel mezzo?
L’Umbria è prima di tutto Francesco, padre amico fratello mito fonte di ispirazione: e l’arcano è ancor più misterioso se si scopre che il soggetto non è cristiano…
Il comune che sceglie come culla della seconda parte dell’esistenza è piccolo ma grande, nascosto eppur visibile, carico di contraddizioni care a questa terra fatta di uomini santi e capitani di ventura scellerati: Giano dell’Umbria, paese del nume tutelare bifronte interpellato dai romani per decidere se un sito era propizio per fondarci un insediamento umano, Dio dei transiti, simbolo dell’ambivalenza, dell’essere uno ed altro…

Da Giano, adagiato a quasi 600 metri ai piedi del monte Martano, si scorge quasi tutti i giorni il Sacro Convento d’Assisi, simbolo del francescanesimo e dell’Umanesimo tutto, casa di quell’incredibile uomo che fu è e sarà il poverello, piccolo umile ed immenso uomo che seppe dire basta alle voluttuosità della vita agiata per essere di tutti, soffrire per gli altri, donarsi a pieno ed offrire il proprio Amore al servizio del prossimo, che significa il primo che ti sta a tiro, senza distinzioni di colore, cultura, razza, ceto o religione.

Ha deciso che questa era la missione nuova della sua vita: portare ciò che era divenuto nei suoi primi 40 anni in questo che ha votato a Paradiso in terra, farlo conoscere prima alla sua popolazione, e poi propagarlo fino al più remoto angolo del mondo, ed anche oltre: dai prossimi Collazzone, sede di un’altro esempio di vita aperta e condivisa, rintracciabile nei servizi offerti da www.residenzelalberata.com/it/ai luoghi virtuali come il libro interattivo aperto al mondo dell’amica Silvia perchè credo e tracccia di una vita in divenire è e sarà una semplice, umile frase del piccolo fratel Francesco di Bernardone:
“Maledetto sia il sapere che non si tramuta in Amore”…

Perchè il gusto dell’Umbria sta nel sinonimo del verbo, assaporare le piccole semplici cose che natura uomo e imperscutabile offrono nella terra del santo patrono d’Europa, figlio di questa terra e quindi fratello di tutti noi.
Venite ed assaporate.
Pace e bene…

 

Al via il contest “Gustando l’Umbria”: quando viaggi e buona tavola si incontrano

Dopo il successo di “Scrivi e vinci la Puglia”, la pazza tuttofare di Trippando ne ha pensata un’altra: ed ecco un nuovo contest, sempre di stampo gastronomico (chissà perchè?). Questo è il regolamento completo. Buona scrittura, e a vincitore…buon appetito!

Regolamento e modalità di partecipazione

  1. Il contest è organizzato dal Blog di viaggi Trippando in collaborazione con la Gastronomia Andreani di Collepepe. Il premio (due pernottamenti con prima colazione presso le Residenze L’Alberata, mini corso di cucina umbra e omaggio gastronomico all’arrivo) è offerto dalla Gastronomia Andreani di Collepepe e può essere goduto dal vincitore nel periodo compreso tra il 08/01/2012 e il 31/05/2012.

  2. Potrà partecipare al concorso qualsiasi persona che abbia raggiunto la maggiore età e che disponga di un blog proprio, di una pagina web o di una pagina Facebook.

  3. Il concorso inizierà il giorno 23 novembre 2011 e terminerà il giorno 6 gennaio 2012, ambedue le date incluse. Parteciperanno i testi resi pubblici sul proprio blog o sulla propria pagina web o Facebook tra il giorno 23 novembre 2011 ed il giorno 23 dicembre 2011, ambedue le date incluse.

  4. Il concorso si basa sull’elaborazione di racconti o articoli aventi ad oggetto “Gustando l’Umbria”. Il racconto o l’articolo, corredato di almeno una foto e della lunghezza massima di 600 parole, dovrà essere pubblicato sul blog o sulla pagina web o Facebook del partecipante, includendo un link al blog Trippando ed uno al sito delle Residenza L’Alberata.

  5. I partecipanti dovranno anche:

  • iscriversi al blog e/o alla pagina Facebook di Trippando.

  1. I partecipanti dovranno inviare il link al testo pubblicato all’indirizzo mail della titolare di Trippando: silvia.ceriegi@alice.it specificando il motivo dell’invio (“Contest Gustando l’Umbria”)

  2. La partecipazione al concorso diverrà effettiva solo una volta completata questa procedura.

  3. Ogni partecipante al concorso, tramite la partecipazione allo stesso, cederà a Trippando e  a Gastronomia Andreani  in forma NON esclusiva la diffusione e l’uso, la riproduzione, la distribuzione e la comunicazione pubblica e a terzi dei materiali prodotti, che potranno essere resi pubblici e diffusi in qualsiasi canale che si ritenga opportuno (Blogs, pagine web, portali, reti sociali, etc…).

  4. La titolare di Trippando si impegna a pubblicare su Trippando gli articoli ed i racconti pervenuti nel più breve tempo possibile ed in rigoroso ordine di arrivo.

  5. Il partecipante si impegna nel pubblicare solo testi di produzione propria e/o materiale multimediale con licenza copyleft o sul quale si tengano gli adeguati diritti per la pubblicazione. Nel caso non si rispettino questi presupposti il partecipante sarà squalificato.

  6. Il partecipante risponderà personalmente in caso di qualsiasi reclamo o azione legale dovuta al non rispetto dei diritti di proprietà intellettuale appartenenti a terzi, lasciando Trippando  e Gastronomia Andreani liberi da ogni responsabilità.

  7. Ogni partecipante potrà presentare il numero di opere a concorso che ritenga opportuno.

  8. La titolare del blog Trippando e i referenti della Gastronomia Andreani decreteranno il racconto/articolo vincitore scegliendolo tra i 5 più commentati su Trippando dal momento della pubblicazione fino alle 24,00 del 03/01/2012. Il vincitore verrà  comunicato sul blog Trippando e sui social networks il giorno 06/01/2012 .

  9. Non verranno conteggiati i commenti fatti dalla moderatrice di Trippando.

  10. La partecipazione al contest implica l’accettazione di ogni punto del presente regolamento.

23/11/2011

Trippando – Gastronomia Andreani

La mia vacanza (di lavoro) in agriturismo in Abruzzo

Ecco il mio articolo per il contest lanciato dall’Agriturismo L’Antico Feudo di Ortona a Mare a tema “Racconta la vacanza e vinci un soggiorno“. Con questo racconto del mio unico soggiorno in un agriturismo abruzzese, spero di vincere quello messo in palio da L’antico Feudo.

Sono stata in Abruzzo una sola volta, quattro anni fà. Era, come ora, la fine di ottobre e si trattava di un viaggio di lavoro: dovevo assistere allo start up industriale di un processo produttivo di componenti in lega di magnesio. Da buona viaggiatrice, anche le trasferte di lavoro a me sembrano gite. E le vivo come tali. Quale migliore notizia quando i titolari della ditta che dovevo visitare mi dissero che non c’erano alberghi nei pressi della loro sede. Io ed il collega con cui viaggiavo “dovevamo” pernottare in agriturismo. Quello da loro consigliato era “I Sapori di Campagna“, ad Ofena. Che bello! Dopo una mattinata di viaggio ed un pomeriggio di lavoro, l’accoglienza familiare delle proprietarie (due sorelle e la loro madre “dietro le quinte” in cucina) non poteva essere migliore: una camera accogliente, gli asciugamani caldi con sopra l’anice stellato a profumarli, una bottiglia d’acqua depurata “per la notte”. Davvero bello. E un’ottima la cena. Un’infinita serie di piatti a base di prodotti tipici. Da impazzire. Per non parlare della colazione dell’indomani mattina. Una mezz’ora durante la quale una delle proprietarie arrivava a distanza di qualche minuto con un piattino di delizie. Tutte diverse. Dal dolce al salato, passando per la frutta. Tutto ben presentato. Sapori eccellenti. Di campagna. Conditi da due chiacchiere ben gradite. Calorose, ma non invadenti. Della serie che se questo fosse sempre l’accompagnamento al lavoro, e al lavoro fuori casa, lavorare inizierebbe a chiamarsi in un altro modo. Infatti, nonostante fosse una trasferta di lavoro, la ricordo a distanza di qualche anno come una bella gita. Sicuramente l’accoglienza del popolo abruzzese, anche per quanto riguarda la parte lavorativa, ha influito positivamente sul mio giudizio. E da allora mi sono sempre riproposta di ritornarci in Abruzzo. Stavolta davvero per svago, con la famiglia. Perchè insieme alle lenticchie, allo zafferano ed alla marmellata di peperoncino mi sono portata a casa le immagini di luoghi impervi, affascinanti nella loro ruvidezza. Che si scioglie nei sorrisi delle persone. Nella bontà dei prodotti dell’aspra terra, sapientemente cucinati. Una terra, per me, ancora da scoprire.

Scrivi e vinci la Puglia: il racconto di Annalisa Borrelli (Parte Prima)

Ecco la prima parte del quarto racconto che ci è pervenuto per partecipare al nostro contest “Scrivi e Vinci la Puglia” a tema “Una Vacanza natural-gastronomica in Puglia”.

Puglia coast to coast

Navigando su Internet, tra i tanti mila blog presenti sul web, ho trovato quello di viaggi “Trippando” http://trippando.wordpress.com/ che, in collaborazione con il Pizzicato EcO Bad & Breakfast di Vico del Gargano http://www.pizzicatobeb.com/, ha organizzato un contest con tema “Una vacanza natural-gastronomica in Puglia”. Quale occasione migliore allora per raccontare agli internauti quella che per me è stata la vacanza più bella della mia vita?

Quell’estate ero andata a trovare i miei nonni che vivono in Puglia, a Lecce. Prima di partire avevo chiesto ad alcuni miei amici se volevano accompagnarmi, ma in quel periodo, chi per lavoro, chi per altri motivi, nessuno poteva permettersi di viaggiare. Un po’ rattristata per non avere la compagnia di una mia coetanea, decido di partire comunque da sola.

Mi avevano sempre descritto la Puglia come una terra magica, selvaggia, ricca di tradizione, cultura, folklore, con gente calorosa, solare e accogliente. Quindi di sicuro non poteva essere l’assenza degli amici a frenare la mia voglia di conoscere e di partire verso questa regione del sud Italia.

Ad attendermi alla stazione di Lecce c’era mio nonno. Non lo riconoscevo più. L’ultima volta che l’avevo visto avevo solo cinque anni. Vestito di nero. Il volto segnato dalle rughe e dal sole dopo una vita passata a lavorare nei campi. Mi abbraccia. Mi bacia. Felice di rivedermi dopo tanti anni.   - Sei tutta tua madre – mi dice sorridendomi.

Mi porta a casa. Ad attenderci c’era la nonna, che intanto aveva preparato il pranzo. Anche lei così felice nel rivedermi! E anche io contenta quanto loro. Ma subito mi fa mettere a tavola. Non vedeva l’ora di farmi assaggiare le sue prelibatezze culinarie. – Oggi mangiamo minchiareddi. Li hai mai assaggiati tu? E’ una cucina sana la nostra! – mi diceva mia nonna. Li “minchiareddi” era la loro pasta fatta in casa.

- Qui è fisso. Ogni domenica, per tradizione, o si mangia minchiareddi col ragù di carne e polpette o lasagne al forno. Ma non come le fate voi! Io le ho assaggiate le lasagne che fate voi al nord. Queste sono tutta un’altra cosa. Con prosciutto, mozzarella, polpettine, uova sode. Te le faremo assaggiare! – Mi diceva mio nonno orgoglioso e fiero della sua terra. Ed effettivamente come potevo dargli torto? Con quella cucina c’era solo da leccarsi i baffi!

Arrivata sera decido di fare un giro per le vie del centro. La città per me era del tutto sconosciuta. Ma grazie alle informazioni ricevute dalla gente del posto riesco a raggiungere Porta Rudiae che, una volta varcata, mi conduceva in via Trinchese. La via era stracolma di gente. A destra e a sinistra bancarelle di ogni tipo, botteghe artigianali e ad ogni angolo un artista di strada. Non sapevo più da che parte guardare. Posavo lo sguardo su un dettaglio, su una persona, su un artista che subito dopo la mia attenzione veniva catturata da qualcos’altro. E vado avanti e vado avanti per la via. Fino a quando la mia attenzione non viene catturata da una musica che si sentiva in lontananza. Proseguo per quella direzione. La musica sempre più vicina. Eccolo lì il gruppo che canta e suona quella musica, con quel tamburello che sprigiona così tanta energia. Osservo la gente che balla al suo ritmo e l’energia sale e sale dentro me. Come se quella musica fosse anche la mia. Come se mi appartenesse e mi fosse sempre appartenuta. Rimango lì a guardare quello spettacolo per due ore. Fino alla fine. Fino a quando, tamburellisti e tarantati non erano sfiniti. Mi avvicino per lasciare una moneta.

- Grazie per esserti fermata – mi fa il tamburellista – ci hai seguito dall’inizio alla fine. –

- Grazie a voi. Mi avete tenuto compagnia. Per me è stato un vero piacere. –

- Ah! Non sei salentina! –

- No, sono qui in vacanza. –

- Ti lascio il mio contatto Facebook così se ti piace la nostra musica e ti trattieni per un po’, puoi seguire anche qualche altro nostro spettacolo. –

Mi scrive un biglietto. Lo prendo e vado via. Lo leggo una volta allontanata. Il suo contatto Facebook e sotto il suo numero di cellulare.

Continuo la mia passeggiata fino a quando, stanca, non rientro a casa.

Un raggio di sole penetra attraverso la finestra e arriva proprio sul mio viso. Mi sveglio. Sono le dieci. Apro la finestra. Un caldo torrido e afoso entra nella mia stanza. Fuori non si muove una foglia. Una calma assoluta. L’unico rumore che si sente è il frinire delle cicale. Giornata ideale per andare al mare. Ore 10.30. Il pullman che porta al mare l’ho già perso. Mi toccherà aspettare il prossimo. Prendo dalla borsa il libro così nell’attesa avrei letto. Cade un bigliettino. Lo riprendo. Il ragazzo di ieri sera. “Potrei contattarlo” penso. “Chi, meglio di lui, potrebbe consigliarmi su quali spiagge andare o su quali locali frequentare?” Gli mando un SMS.

Decidiamo di fare una chiacchierata in un bar, consumando qualcosa di fresco. Ci conosciamo. Gli parlo un po’ di me, delle mie origini, di come mi trovavo in Puglia. Mi parla di lui, di quello che fa, della sua famiglia. Gli dico che anche se entusiasta di stare qui, sono comunque un po’ spaesata. A parte la compagnia dei miei nonni, non avevo nessun altro con cui condividere le mie passeggiate, con cui avventurarmi per scoprire questa splendida regione.

- Potresti lasciare i tuoi nonni per qualche giorno?-

- Cosa? –

- Ti andrebbe di fare un giro della Puglia coast to coast? Per fare questo però ci vorrà qualche giorno.–

All’inizio un po’ spaventata ma poco dopo la voglia di conoscere e di scoprire ha preso il sopravvento.

Domani la seconda parte…stay tuned!!

Scrivi e vinci la Puglia: il racconto di Antonella Marcucci

Ecco il secondo racconto che ci è pervenuto per partecipare al nostro contest “Scrivi e Vinci la Puglia” a tema “Una Vacanza natural-gastronomica in Puglia”.

Una Luce diversa

Abito a Lucca da ormai 20 anni.
Non dentro le Mura, sempre fuori, per godermi ogni volta che arrivo in città l’emozione di varcare uno degli austeri ingressi e, chissà, per sentirmi ancora visitatrice, ospite, turista ammaliata dalla luce che invade le strade, che attraversa i campanili, che cambia i colori delle facciate dei palazzi…
Non cittadina di questa città, non ancora.
Quando racconto Lucca ai turisti, srotolando il filo della storia, mi sento a tutti gli effetti cittadina, fortunata a poter respirare la bellezza di una città così bella a mia disposizione, sempre.
Abito a Lucca da 20 anni, ormai. Ma vengo dal Sud. Dalla Puglia. Da Bari.
E talvolta salgo sulle Mura e mi affaccio con la sciocca speranza di veder trasformate le verdi ondulazioni dei prati che le circondano e le chiome degli alberi in lontananza nell’infinito azzurro del mare.
Perchè mi manca visceralmente quella distesa mai uguale che mi è sembrata così scontata, banale, dovuta, per tutti i 25 anni in cui mi bastava aprire la finestra della mia camera per vederla: il mare.
Il mare cristallino delle vacanze con la famiglia nel Salento, il mare emozionante di Polignano nelle fughe da scuola col motorino, il mare sempre inquieto alle 6 del mattino di Capodanno quando si tornava a casa dopo colazione, il mare di Pane e Pomodoro a portata di mano nella pausa pranzo, il mare dai colori inaspettati del Gargano…azzurro, verde, piombo…
E la luce abbagliante sul mare alle ore impossibili ancora riverbera tra le pieghe dei miei ricordi, così forte da far male, così intensa da dover chiudere gli occhi, così calda da ardere il cielo e da far bruciare l’anima ancora oggi. Dio che luce! Ogni pietra partecipava a quei riflessi e trovava riscontro nell’acqua e tutto si infiammava ed era la cosa più normale del mondo.
Il Mare. La Luce. La Terra. La mia Terra.
Terra da pipe, la chiamava mio padre, salentino nonostante il cognome lucchese, che buffa coincidenza. Rossa come l’argilla usata per far pipe e pignate, rossa come le facce dei lavoratori nei campi o come i pomodori appesi e conservati. Terra striata di nero dopo la bruciatura delle stoppie a conclusione della racconla del grano e percorsa dai grigi muri costruiti a secco con le pietre strappate dai campi per poterli coltivare. Amara, terra amara, amata e dolorosa.
E tra il biancore delle pietre, il fumo delle stoppie e la sanguigna terra, serpeggia la luce.
Rimbalza dal mare alle foglie argentate degli olivi contorti che fanno il verso alle schiene curve della gente al lavoro nei campi, spettina i capelli delle donne vestite di nero, si infila sfrangiandosi nella spuma delle onde che battono il lungomare reclamandolo, esplode caldissima nelle chiese attraversando le strette finestre aperte su massicci muri bianchi, bianchissimi come le pareti incalcinate delle case che si specchiano lungo vicoli strettissimi, muri che rubano la scena al gelido blu del mare che, umilmente, li esalta.

Quella luce si frammenta sulla superficie del mare moltiplicandone i riflessi ed enfatizzandone l’immensità, donandosi alla mia memoria:

“Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci

con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore

si distrae dal suo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!”

Charles Baudelaire (I fiori del male, 1857)

http://trippando.wordpress.com/

http://www.pizzicatobeb.com/

nella foto: la Cattedrale romanica di Trani (BA) si specchia nel mare.

Antonella Marcucci