Sapori di Natale dal Mondo: il nuovo contest di Trippando e Pranzo di Famiglia

Più e più volte sono stata definita “Babbo Natale” per la propensione che ho ad indire contest ed omaggiare i miei lettori. Siccome il Natale è alle porte, mi sono unita a Cinzia e Giuliana di Pranzo di Famiglia, perchè il Natale è Famiglia e loro due sono la parte -giovane e femminile- della famiglia più “buona” del web.

Il nostro scopo comune è quello di condividere il Natale attraverso i suoi tanti sapori. Sapori da tutto il mondo. Io, per esempio, associo il Natale alla cannella… Adesso avete capito perchè l’altro giorno ho pubblicato la ricetta dei biscotti portoghesi alla cannella? Beh, sono il mio “Sapore di Natale dal Mondo”. E il vostro, qual è?

Il contest che vi proponiamo insieme ha come titolo “Sapori di Natale dal Mondo“. Ciascuno potrà partecipare con un racconto, una ricetta o anche solo una fotografia. Ci saranno infatti tre categorie, come spieghiamo meglio nel regolamento.

Regolamento

Sapori di Natale dal mondo è il contest di Natale di Pranzo di Famiglia e Trippando. Il contest inizia il 15/11/2012 e termina a mezzanotte del 14/12/2012.

Potranno partecipare blogger e non blogger con un solo elaborato. Sarà possibile raccontare il proprio “Sapore di Natale dal Mondo” preferito mediante:

  • un racconto
  • una ricetta
  • una fotografia

Ci sarà un premio per ciascun partecipante: un codice sconto TUI del 5%, offerto da TUI.it

L’autore o autrice dell’ elaborato che in assoluto colpirà di più le tre giurate, vincerà un soggiorno (fruibile dal 6 al 30 gennaio 2013) di tre giorni/due notti, in bed and breakfast in centro a Venezia, alla Locanda Art Deco.

Ci saranno inoltre tre premi per i vincitori di ciascuna categoria: un set da pasticceria dal valore di 50 euro, uno dal valore di 30 e uno dal valore di 15, dallo spirito natalizio.

Come fare per partecipare?

Basta scrivere il proprio racconto/ricetta oppure scegliere la foto più natalizia, compilare il form che trovate cliccando qui inserendo i vostri dati e il link al quale avete pubblicato l’elaborato. Se non avete un blog, nel form troverete tutte le istruzioni per lasciare il vostro contributo.

Se, nel frattempo, diventerete fan della Pagina Facebook di Pranzo di Famiglia e di Trippando, potrete restare aggiornati sul contest.

Ci riserviamo di introdurre altri premi, quindi… In bocca al lupo a tutti… E stay tuned!!

L’#ABCviaggi preferito vince…

Siamo quasi giunti alla fine della “sfida” a colpi di  #ABCviaggi. In realtà, potete fare come me e scrivere il vostro in santa calma. Ma se volete partecipare al gioco che ho lanciato per il Primo compleanno di Trippando, avete tempo fino al 9 dicembre per scrivere il vostro. Dopo quella data, ci sarà una riunione (virtuale e reale) dei co-blogger e decideremo qual’è il nostro preferito. Anzi, se ai ragazzi va bene, a me piacerebbe fare una piccola raccolta, un “super ABC“, prendendo una lettera da ciascun partecipante. Sono stata spiegata? Un ABC con la migliore A, la migliore B eccetera… Insomma, le lettere che più ci hanno appassionato. Vi piace come idea?

Ma veniamo al regalo, già promesso e mai svelato. Zalando, la famosa azienda che vende abbigliamento e accessori online mette a disposizione del vincitore una borsa da viaggio: una bella sacca (ho scelto quella perchè ce l’ho anch’io: prima la usavo per la palestra, adesso l’ho passata ai viaggi) che sarà utile al vincitore per i suoi prossimi viaggi.

Se non avete ancora partecipato, cosa aspettate? Trovate qui le regole dell’ #ABCviaggi. Se invece avete già scritto il vostro, incrociate le dita!

E… stay tuned!

L’alfabeto di viaggio di Liliana

A – Avventura Artica Aerea. Un sogno da realizzare.

B – Blog. Un impegno enorme dalle soddisfazioni infinite.

C – Condivisione Cultura. Ciò che si cerca viaggiando.

D – Desiderare. Di conoscere, incontrare, avvicinare.

E – Educare. Perché ogni viaggio con un figlio non può prescindere dal nostro ruolo.

F – Frontiera. Quanto è bello attraversarle tutte!

G – Groenlandia. Una meta, un sogno, un viaggio.

H – Hammer. Un popolo che lascia il segno.

I – Incontro Itinerario Improvvisato Interpretato. Quanto è lunga questa lettera e quanto è coinvolgente.

L – Lontano Lontano Lontano. Perché i viaggi più belli sono quelli più lontani. Soprattutto mentalmente.

M – Montagna. Una passione soprattutto invernale.

N – Natura Nordica. Affascinante e unica. Tutto fuorchè desolata.

O – Orizzonti. Da superare, da ampliare.

P – Passione. Per il viaggio e per ogni cosa che si fa nella vita.

Q – Quando… la prossima partenza?

R – Rispetto Relazioni. Facile sulla carta, non sempre nella realtà!

S – Sicurezza. Da non dimenticare mai. Neanche in viaggio.

T – Tradizioni. Da scoprire, avvicinare e rispettare.

U – Utopia di poter conoscere un luogo in un viaggio.

V – Vita Valigia. Con la valigia sempre pronta…magari solo mentalmente.

Z – Zulù. Uno dei popoli più affascinanti che non lascia indifferenti.

Ed ecco le mie 5 nomination… un blog più bello dell’altro!

Michela. Amica e compagna di viaggio.

Tiziana. Per la sintonia sull’educazione e l’amore per i libri.

Valentina. Conosciuta per poco ma seguita costantemente.

Valentina. E’ una delle poche persone con cui si può discutere piacevolmente anche quando non si è d’accordo.

Ernesto. (E non ditemi che non si può!). Perchè è un fotografo eccezionale e sa usare le parole nel modo più poetico e toccante che io conosca!!!

L’abc del viaggio secondo TooMuchVale

Devo dire la Sora Trippando mi stupisce sempre di più. E’ davvero una bomba ad orologeria che scoppia sempre nei momenti giusti e soprattutto portando tante cose belle. Questo contest sull’alfabeto lo trovo davvero carino e l’idea della vacanza aggratisse mi fa parecchia gola, visto che probabilmente le nostre salteranno (a meno di miracoli dell’ultimo minuto). Quindi ecco a voi l’alfabeto di viaggio semi-serio di TooMuchVale.

A come Avventura, perchè ogni viaggio è sempre un’avventura fatta di interminabili scoperte. Ma anche A come Acrobrazie, perchè andare in vacanza con un nano, un cane e un pesce rosso richiede di conoscere a fondo l’arte del tetris per far entrare tutti e tutto in macchina!

B come Bambino, perchè da quando c’è il nano il viaggio è sempre con lui al mio fianco, o forse è più corretto dire sulle mie spalle :P

C come Cammino, quello che si percorre durante un viaggio e quello che mi piacerebbe percorre lungo le antiche strade dei pellegrini. Ma anche C come Cassetto dove dentro ci stanno i miei sogni di viaggio, tra cui appunto anche un cammino in pellegrinaggio.

D come Dromedario, animale che mi sta troppo simpatico e che vorrei cavalcare durante un’escursione nel deserto.

E come Elba, isola che vorrei tanto scoprire e che conosco così poco.

F come Frigorifero in camera d’albergo, inutile fino a che non sei mamma e devi conservarci dentro pappe, pappine e soprattutto latte del pargolo.

G come Gente, che conosci durante un viaggio e che rimarrà nelle tue foto, nei tuoi ricordi e spesso nel tuo cuore.

H come Hotel, forse banale ma rappresenta la nostra casa durante un viaggio, quindi anche H come Home.

J come Jolly, quello che ogni tanto mi gioco quando scivolo accartocciandomi a terra o contro qualche palo, senza però gravi conseguenze (almeno finora).

K come Koala, animaletto pelosissimo che assomiglia parecchio al nano con mammite acuta, ma che è anche simbolo di una terra che spero di esplorare prima o poi.

L come Libri, per i quali c’è sempre posto in valigia, nello zaino e nel bagaglio a mano.

M come Maglione quello che nella mia valigia non manca mai, nemmeno per il viaggio ai Caraibi.

N come  Noleggio, di un mezzo qualsiasi che ti trasporti durante il viaggio, una bici, uno scooter o una macchina.

O come Orologio, che guardo sempre ansiosa prima della partenza per essere puntuale in aeroporto e che poi dimentico sul comodino per godermi appieno il viaggio.

P come Partenza, la parte più adrenalinica del viaggio perchè carica di sogni e aspettative.

Q come Qualità e non Quantità, perchè non è tanto il tempo che trascorri in viaggio, ma come lo trascorri. Anche un solo giorno in viaggio può valere una vita.

R come Regali, quelli per gli amici e la mamma (anche per papà ovviamente).

S come Scrivere del viaggio che si è vissuto o che si andrà a vivere.

T come Trasporti, quelli che devi per forza imparare a conoscere quando sei nella regione straniera se vuoi andare da un punto A ad un punto B senza passare l’intero viaggio a calcolare il percorso più corto.

U come Uova, che adoro mangiare per colazione quando sono in viaggio perchè mi danno la carica e mi fanno iniziare la giornata con la pancia piena e quindi bene.

V come Visto, quello che ti serve per viaggiare in alcuni paesi del mondo. Ma anche V come Viaggio, vero simbolo di questo alfabeto.

W come Wi-Fi senza la quale potrei morire durante un viaggio.

X come X, crocetta che metti nel questionario di ammissione agli Stati Uniti.

Y come Yuppie Yeah, esclamazione tipica della mia esultanza.

Z come Zibaldone, il quaderno degli appunti durante un viaggio.

Ecco completato il mio alfabeto! Che ne pensate?

Ma passiamo a cose serie e nomino i miei 5 blogger preferiti che vorrei partecipassero con me a questo gioco ,che sono (in ordine sparso) Kinzica di 100days, Elli di Mi prendo e mi porto via, Sandro di La mia bella Toscana, Alessandro di Girovagate e Alessandra di 21 grammi.

Abecedario del piccolo viaggiatore

A domanda rispondo, e quindi eccovi il mio ABC dei viaggi. Ovviamente a modo mio…

A = Amore. Sorgente di vita, vita stessa. Senza l’Amore non si fa nulla, non si è nulla, non si vede nulla. E quando si parte, si visita, si osserva, è il sentimento che balena subito: quello per le architetture, per il paesaggio, per il clima, per la socievolezza della gente, per i cibi mangiati.

B = Bivaccare. Perchè il viaggio non è solo alberghi, residence, resort… Il vero viaggio è quello che la nostra mente disegna e persegue, per cui un luogo riparato, un androne di una casa, una scaletta esterna, ma anche un prato su cui piantare una tenda o la propria auto sono strumenti che a volta rendono un semplice viaggio di lavoro od un fine settimana un’avventura irripetibile…

C = Condividere. A che serve viaggiare, conoscere, imparare, vivere delle emozioni se non si condividono? Certo, non come si faceva una volta colle diapositive (interminabili…) del viaggio in Guatemala o di quello di nozze. Condividere è rendere partecipi della gioia e di ciò che si è appreso cogli altri, anche perchè sennò alla fine… a che serve?

D = Disegnare. Anche se non si è Giotto, a volte fermare un’emozione con una matita od una penna sulla carta  è molto più sublimante che realizzare una bella fotografia, perchè si esprime attraverso un mezzo personale il proprio punto di vista, che è differente giorno dopo giorno della nostra esistenza. Col tempo, rivedere o rileggere le impressioni scaturiteci osservando un panorama od un edificio tramite il tratto dolce od aggressivo del disegno dal vero ci rimanda ad umori ed esperienze vissute eppure lontane.

E = Essenziale. Mi è capitato (anzi è la regola…) di dimenticare qualcosa prima di partire: ho imparato che a volte è anche una fortuna non disporre di tutto ciò che si ha a casa propria perchè stimola lo spirito di adattamento e fa crescere quel senso di avventura che ormai coi pacchetti all inclusive sembra ormai svanire (a meno che non si ha come capitano di crociera il signor Schettino…). E limito il bagaglio al minimo possibile, che vuol dire intimo, magliette e scarpe (comode!!!) e nesessaire per l’igiene personale. Anche perchè vi dovesse capitare che vi consegnano il bagaglio il giorno prima della partenza dal luogo di vacanza…

F = Francesco d’Assisi. Il poverello d’Assisi è il modello di essere umano a cui tutti dovrebbero avvicinarsi. Lo dico da non cristiano. La sua semplicità e l’Amore per il creato lo fanno il perfetto esempio di uomo in simbiosi con il luogo in cui è. Senza poi parlare della sua filosofia di vita e dei suoi capisaldi: umiltà, povertà, rispetto, benevolenza, allegrezza, spirito di sacrificio. Portare con sè sempre una parte dell’aura del piccolo uomo che ha fatto grande il nostro paese e ricordarselo ogni tanto, oltre ad inorgoglire, fa si che ci si comporti meglio col prossimo, cioè con noi stessi…

G=Guardare. L’essere umano del XXI secolo pensa di aver visto e conosciuto tutto. Mai affermazione fu più stolta e senza fondamento. Avrete visto milioni di volte e da tutte le angolazioni la Tour Eiffel, il Colosseo o la Porta di Brandeburgo: ma mai nel modo col quale i vostri occhi, terminale nervoso direttamente collegato al cervello, potranno percepirli. Il caleidoscopio di informazioni sensitive che il vostro occhio riesce a fornire non è minimamente paragonabile ad una foto scattata colla migliore delle Nikon o col miglior video girato dal più ineffabile dei registi: perchè oltre all’immagine, ci fornisce sfumature, suoni, sapori, odori, sentimenti, che difficilmente una macchina può restituire. Perciò guardate, guardate, guardate…

H = Halyna. Mia moglie è la mia vita, e non posso pensare più a nessuna cosa senza pensare anche a lei. Paradossalmente però il giorno dopo il nostro matrimonio son dovuto partire da solo per la Polonia per un viaggio precedentemente programmato: ogni istante del breve ma intenso viaggio polacco correva a lei. Questo per dire che non è obbligatorio viaggiare insieme, anche se si potesse sarebbe meraviglioso: perchè lei si è innamorata di me per quello che ero prima che ci conoscessimo, e lo stesso vale per me, e sarebbe stupido cercare di cambiare per soddisfare un esigenza egoistica modificando però così il modo d’essere, l’essenza stessa della persona Amata. Per cui viaggiate in coppia, in famiglia, in compagnia, ma mai per costrizione, ma solo se lo sentite/progettate/pensate insieme.

I = Immaginazione. Un viaggio è prima di tutto un’attitudine: da Leopardi a Salgari, i migliori narratori a volte i propri Trip se li facevano nel loro bell’immaginario, e ci hanno ragalato pagine memorabili  piene di immagini fantastiche. Per cui buon esercizio è entrare, anche solo con il nostro spirito, nelle cose che visitiamo, trasferirci in epoche diverse per rivivere le gesta di chi ha vissuto quelle terre e ricostruire un’ambientazione che esalti la meraviglia che stiamo vivendo…

L = Leggere. Mai informarsi troppo sul luogo che si va a visitare, perchè potrebbe poi risultare già visto: lasciate che lo stupore vi pervada. Leggere invece un racconto, una storia, un autore che trasudi il luogo che visiterete vi aiuterà a cercare un particolare che tanto vi affascina. E poi un buon libro, da cominciare, cominciato o già letto e da riscoprire od approfondire, in vacanza è un buon viatico per il raggiungimento della felicità (od al massimo del sonno prima di addormentarci…).

M = Meraviglia. Siate sempre bambini nell’atteggiamento di approccio alle cose, non abbiate paura di alzare lo sguardo e di rimanere a bocca aperta: avrete al contrario alimentato l’anima e starete accrescendo la consapevolezza di quanto sia meraviglioso vivere, e di quanto allo stesso modo sia meravigliosa la terra su cui viviamo. Cercate di non trasparire mai scontatezza, perchè nulla è tale: anche una fredda obliteratrice di una stazione ferroviaria potrà darvi delle emozioni!!!

N = Nuvole. Non ci posso far nulla, è la prima cosa che osservo in un posto nuovo. Non ho mai capito da dove derivi il mio fascino per queste figure in divenire che rimandano a fantasie recondite… Il mio primo (e mai realizzato per paura di svelarlo e di farne finire la magia…) progetto fotografico/artistico era ed è ancor adesso imperniato su queste leggere ed incantevoli figure che ci deliziano della loro bellezza e multiforme capacità di essere contornanti, oscuranti, dipingenti o minacciose.
E poi meglio saperle osservare per sapere cosa indossare in caso si esca leggeri…

O = Occhi. No, non è un doppione della G. Perchè la cosa che dovete guardare per prima in un luogo nuovo sono gli occhi della gente. Se ne vorrete cogliere l’anima e poi raccontarla ai vostri amici, ai vostri figli, ai lettori, dovete cercare la loro realtà, le loro verità nei loro occhi. Perchè sono lo specchio dell’anima che li contiene, e di solito non mentono. Potrete vedere mondi inesplorati e difficilmente raggiungibili anche solo rimirando l’iride di chi vi offre da mangiare, od il biglietto del museo o la chiave della camera. Ed osservandoli potrete comunicare più facilmente con loro, perchè non c’è miglior modo di comunicare con il forestiero che farlo collo sguardo.

P = Parlare. Collegata alla precedente lettera, Parlare non sta solo ad intendere che dovete sapere tutte le lingue del mondo… Si può parlare col corpo, coi gesti, coi sorrisi, anche se un pò d’inglese non guasta. Ma c’è anche l’altro rovescio della medaglia: perchè mai come in questa occasione l’essere umano deve centellinare le parole per essere come una spugna per assorbire le emozioni che il viaggio gli sta fornendo. Per cui, se proprio dovete, solo all’occorrenza; altrimenti ascoltate, in silenzio…

Q = Quiete. No, non pensate subito che io sia una pizza d’uomo che ricerca pace e solitudine… La quiete è quella interiore, e la si può trovare anche ascoltando un concerto di Lady Gaga o dei Police, ballando al Pacha di ibiza o nel traffico caotico di New York: perchè la quiete è quella condizione che cerchiamo e che associata alla tranquilità è lo scopo delle nostre vacanze.

R = Ricordare. Per poter in futuro ricordare una vacanza, bisogna viverla appieno. E per avere dei flashback che ce la facciano visualizzare, allora tutto è valido: souvenir, emozioni, tatuaggi (!?!), appunti, disegni, fotografie… Anche se, tanto per sconfessare la ormai mitica Kodak, per ricordarsi di ricordare non occorre una macchina fotografica e quindi una fotografia, ma bisogna, per dirla colle parole del sommo maestro Ansel Adams, scattare una foto colla più sensazionale macchina esistente al mondo: la nostra vista. Perchè la foto più bella è quella che rimane impressa indelebile nei nostri occhi e nel miglior archivio esistente, la nostra anima.

S = Scrivere. Con il leggere, il parlare ed il disegnare, è la forma più antica conosciuta usata per narrare ciò che si è vissuto. Non c’è miglior modo per capire se una vacanza, un viaggio, un’esperienza ci è piaciuta se non quella di poterne rileggere le emozioni scaturiteci in uno scritto, sia esso in prosa che in versi. Perchè scrivendo di qualcosa l’uomo rivive quei momenti, o li vive per la prima volta immaginandoseli proprio come vorrebbe. E per chi si prefissa di raccontare un viaggio, saper scrivere credo sia il miglior viatico per avere più lettori possibile. E si impara a scrivere scrivendo. E leggendo. Ed ascoltando. E parlando. E scrivendo ancora…

T = Trippando. Non è per piaceria, o per aggraziarmi la titolare del mondo virtuale che mi ospita, bontà sua, da qualche mese. Ma per ringraziarla della possibilità che mi offre di poter mettere in pratica attraverso uno strumento efficace e penetrante quale il World Wide Web gli insegnamenti impartitimi dai miei fari, da Socrate ad Agostino a Francesco, perchè sapere per sè è come non saper nulla, e poter divulgare ciò che si sa dà una motivazione alla sete di conoscenza che altrimenti sarebbe effimera e fine a se stessa. Per cui grazie di esistere, Trippando…

U = Unico. Ogni viaggio, ogni incontro, ogni istante della nostra vita è unico ed irripetibile. Il nostro compito è quello di cercare di trasmetterlo al prossimo, cercando di condividere e di rendere partecipi chi ci sta accanto o chi ci legge. E non deve sorprendere se un luogo che a noi ha meravigliato ad altri possa essere piaciuto a metà: è proprio in questo caso che si capisce quanto possano essere diversi i punti di vista degli esseri umani, legati allo stato d’animo, al grado di cultura, all’estrazione sociale ed al luogo di provenienza.

V = Verità. Qual’è il significato di questa apparentemente facile parola? Sui vocabolari troviamo che la sua definizione è rispondenza al vero, alla realtà. Quindi quando osserviamo un luogo e la sua realtà, dobbiamo fare lo sforzo di osservarlo con occhi quanto più obiettivi, ed anche se è praticamente impossibile trovare la via dell’imparzialità, se proprio si deve propendere per una delle tante verità disponibili, cerchiamo di essere quanto più in linea con chi vive il luogo visitato, e non dare giudizi affrettati creati dal preconcetto della propria condizione di partenza.

Z = Zagare. Perchè il primo viaggio, che io ricordi, è quello che feci colla mia immaginazione annusando i fiori d’arancio e di limone, quelle zagare che adornano le primavere della natìa Puglia e la Sicilia orientale. Perchè quando da piccolo si usciva a fare le prime “scampagnate”, il ricordo principale era appunto il profumo di questi fiori che intensissimo pervadeva l’aria e che si diffondeva in modo talmente inebriante da farmi promettere dedizione eterna ai frutti di quegli alberi così magici, quelle arance e sopratutto quei limoni che avrei poi utilizzato per alleviare i malanni respiratori che mi tediarono ma che, grazie a loro, divenivano motivo di ricordo di questa fragranza eterna ed infinita.

Ora, per non fare la fine di Pinocchio e vedermi crescere le orecchie nel Paese dei Balocchi, mi tocca invitare 5 blogger a partecipare a questa seduta sul lettino della signora Trippando: ovvio che raccoglierete la sfida, che per noi raccontatori è pane quotidiano scrivere di ciò che viviamo, per cui…

Simonetta di www.sullestradedelmondo.blogspot.com

Elisa di www.miprendoemiportovia.wordpress.com

Francesca di www.traveldifferent.it

Nicola di www.viaggiatorilowcost.it

Andrea di www.vologratis.org

Sono proprio curioso di vedere/leggere come cosa e perchè…

Pace e bene…

Trippando compie un anno…e arrivano ricchi premi…e cotillons!

Today is the day. Oggi è il giorno. Il primo compleanno di Trippando. Ricordo benissimo il 17 luglio di un anno fa: domenica mattina. Faccio colazione (prima, seconda? non ricordo…al settimo mese di gravidanza il numero delle colazioni latte-biscotti-cereali-cappuccio non si conta più). Colui che è diventato signor Trippando è a farsi barba-e-capelli. Lo raggiungo. mi siedo sulla vasca da bagno, lo guardo e dico: “Enri, inizio a scrivere un blog di viaggi”. Il continuo della storia è cosa pubblica.

Ho iniziato per riempi-tempo. Adesso il tempo per scrivere devo trovarlo -a volte- di notte. Ma va bene così. Trippando è Trippando. E’ il primo figlio. E se Marco, a 10 mesi, non cammina ancora, Trippando barcolla appena. Ha ancora bisogno della mamma. E del babbo, degli zii, del fratellino…insomma…

…insomma, da un anno a questa parte di cose ne sono successe e Trippando è sempre stato lì, al suo posto. Dobbiamo festeggiarlo. Io il regalo me lo sono già fatto, ed è il logo, firmato Melissa Muldoon, che vedete in cima alla pagina. Adesso i regali sono per voi: i miei lettori, che da un anno a questa parte sono aumentati in modo esponenziale e i co-blogger: se il Dove Come Quando non si ferma mai è dovuto anche a loro. E devono co-festeggiare. Sennò che co-blogger sarebbero?

Dopo i sentimentalismi, veniamo al sodo: le prossime settimane saranno foriere di ricchi premi e cotillons: due giorni alla settimana ci sarà un concorsetto, veloce veloce. Ed un premio in palio. Per il momento ho “raggranellato” sette sponsor, ciascuno dei quali metterà a disposizione qualcosa (ci saranno anche dei soggiorni, se proprio lo volete sapere!), ma se nel frattempo qualcun altro si farà avanti, sarà il benvenuto. Ed i premi aumenteranno. Ci aspetta un’estate giocosa. Vi aspetta un’estate giocosa, perchè io sarò qui a fare l’arbitro, la giurata unica e cattivissima. Come ingraziarmi? Intanto fate gli auguri al mio primogenito, fateglieli simpatici e cordiali. E condividete quest’articolo. Più siamo, più ci divertiamo (citazione storica…vi ricordate dove l’ho scritto? Io non più…ma ricordo quando l’ho detto…e ricordo anche la ciurma di livornesi che mi piombarono alla festa di laurea. Dovevamo esser tanti, no?).

A breve i dettagli e regolamenti vari per i concorsi del blog-compleanno. Trippate con noi!

Una mamma in viaggio, senza…

La mia amica e sponsor Chiara, titolare dell’e-shop di accessori per piccoli viaggiatori In Viaggio con Leo ha da poco lanciato il Blog di Leo e, per festeggiare, ha indetto un contest, che scadrà il 12 marzo. Come faccio a non partecipare proprio io che sono una concorsitsta nata? Chiara chiede un aneddoto relativo ad un viaggio con i figli. E ad un accessorio che non avevamo e ci sarebbe stato utile. Grazie anche a Chiara, noi siamo superattrezzatissimi. E, purtroppo, con Marco non abbiamo ancora fatto viaggi degni di chiamarsi così. Ma un aneddoto che ora ritengo divertente -anche se all’epoca non è stato così- è il viaggio senza bimbo.

Si tratta di un viaggio sognato, immaginato, preparato. Ma senza “il più e il meglio”: senza il bimbo. Come senza bimbo -direte. Sì, senza bimbo. Di solito quando si va a partorire dopo una gravidanza normale, regolare, si parte di casa con il sacco rotto e, magari, coi dolori, e si torna a casa col bimbo. Ed invece a me non è successo così. Perchè il giorno delle mie dimissioni ho visto Marco un pò giallino. Ittero. Povero il mio topo, me l’hanno messo sotto la lampada UV, appena nato e già vanitosetto. E non l’hanno dimesso. Quando l’ho saputo devo dire che ci sono rimasta male. Fra l’altro, mio marito era già partito verso l’ospedale con la carrozzina a bordo. Mica poteva tornare indietro e scaricare la carrozzina? E’ stato un viaggio un pò triste: noi che tornavamo a casa con la carrozzina vuota e Marco che se ne restava all’ospedale. Ma è bastato poco tempo per metabolizzare la cosa. Terminato il viaggio senza “il più e il meglio”, infatti, ho capito che avrei avuto qualche notte -sono state tre- per fare ricche dormite. E per iniziare l’avventura di mamma riposata, rilassata, fresca come una rosa. Un consiglio alle mamme che dovranno fare il “viaggio senza”: guardate il lato positivo!

Con questo post partecipo al contest “Racconti…in viaggio” di In Viaggio con Leo

Paese che vai…ricetta che trovi: i partecipanti

Sono felice. E ringrazio di questo la mia “socia” Sonia. Questo contest sta avendo un successo grandioso. A quelli che avevo organizzato fino ad ora mi è sempre rimasto difficile reclutare partecipanti. Così difficile che una volta ho pure scritto un articolo polemico a riguardo. Ed invece stavolta è una meraviglia. E lo devo alla socia, alla parte “food” di questo contest. E’ cosa risaputa che le food bloggers (dico le perchè trattasi per lo più di donne) amano partecipare ai contest. Ma avere partecipanti già prima del via ufficiale è roba da non credere. E non solo food blogger…quindi bisogna far ordine. Lo dico a me stessa e lo dico anche ai partecipanti. Io appunterò in calce a questo post i partecipanti, con link al loro post se questo è stato pubblicato su blog (perchè, vi ricordo, può partecipare anche chi un blog non ce l’ha). Se non vi trovate qua sotto, magari aspettate un paio di giorni e poi reclamate!! Perchè potrei dimenticarmi. A proposito, quando scrivete il vostro articolo e lo pubblicate sul vostro blog oppure lo spedite a me e a Sonia, ricordatevi anche di lasciare un commento qui  e qui.

Vi aspetto numerosi. Nel frattempo, vi ricordo i premi:

  1. il post con l’insieme ricetta-luogo che maggiormente spicca per tradizione con un buono di 30 euro offerto da eDreams e con una fornitura di prodotti offerta da Inalpi
  2. il post con il binomio ricetta-luogo più originale con un buono di buono di 50 euro offerto da eDreams

  3. Altri 3 post che riterremo “gustosi” riceveranno dei gadgets (maglietta, accendino ecc.) offerti da  eDreams

Ed ecco i partecipanti:

  1. Paloma con Pane Irlandese
  2. Paloma con La Pinza
  3. Francesca con BABA GANOUGH A PETRA
  4. Maria Francesca con Turdilli o Turdiddri
  5. post fuori concorso dello sponsor eDreams: Piccolo comune, ricetta sostanziosa
  6. Antonella con Maki
  7. Le ricette degli amici con Le fajitas di pollo
  8. Ladies marmelade con Chic Thailandia

Paese che vai…ricetta che trovi…il nuovo CONTEST di Trippando

Eccoci qua, la signora Trippando ne ha inventata un’altra delle sue. E siccome è una gran mangiona, daje di contest. Stavolta mangereccio per davvero.

Qualche tempo fa ho messo un annuncio su un gruppo facebook di foodblogger, in cui riceravo un foodblog per fare una partnership ed un contest insieme. Perche quando andiamo in giro mangiamo sempre, assaggiamo cose nuove, gusti diversi, piatti tipici. si sono proposte varie persone. Ma, lo sapete, io sono un’istintiva. E con Sonia Delmastro di In Cucina Con Sonia è scattata la scintilla.

E siamo qui a proporvi il nostro contest “Paese che vai…ricetta che trovi”. A differenza degli altri contest che avevo organizzato, questo ha anche un bellissimo banner…opera di Sonia! Tutte e due siamo state brave anche a trovare degli sponsor. Perchè, trattandosi di un contest travel-food ci volevano sia premi travel che premi food. Lo sponsor travel è eDreams, che ci aiuterà a reclutare viaggiatori mangioni mediante il suo blog di viaggi. Lo sponsor food è Inalpi, storico marchio produttore di formaggio.

Ma ecco il Regolamento…

Questo è sia un contest di viaggi che un contest di cucina. Cosa dovrete fare per partecipare? Se siete food bloggers o appassionati di ricette, pensate ad un piatto e “collegatelo” al luogo dove l’avete mangiato la prima volta. Oppure pensate al piatto tipico del vostro paese o di un luogo che amate. Condividete la ricetta e scrivete perchè e percome. Se siete travel blogger,ogni luogo vi evocherà un gusto, un piatto, un sapore. Diteci perchè. E cercate di riprodurre la ricetta a casa vostra. Possono partecipare al contest anche ricette già pubblicate, purchè vengano ripubblicate con il collegamento “travel”.

Il contest inizia il 14/02/2012 e termina a mezzanotte del 05/04/2012.

Verranno premiate:

  1. il post con l’insieme ricetta-luogo che maggiormente spicca per tradizione con un buono di 30 euro offerto da eDreams  e con una fornitura di prodotti offerta da Inalpi

  2. il post con il binomio ricetta-luogo più originale con un buono di buono di 50 euro offerto da eDreams

  3. Altri 3 post che riterremo “gustosi” riceveranno dei gadgets (maglietta, accendino ecc.) offerti da  eDreams

Ecco le Regole vere e proprie:

  • si può partecipare con al massimo tre post, ciascuno riferito ad una piatto diverso, anche già pubblicato su blog (un primo, un secondo, un dolce)

  • ogni ricetta deve obbligatoriamente essere corredata da almeno una foto del piatto finito, da una descrizione del luogo a cui è correlata e, possibilmente, anche da una foto del luogo.

  • lasciate un commento con il link della vostra ricetta in questo post ed in quello di Sonia http://incucinaconsonia.blogspot.com/

  • se non avete un blog potete inviare il vostro post, corredato di foto, a silvia.ceriegi@alice.it e sony81@virgilio.it

  • inserite alla fine del post i link a Trippando e a In cucina con Sonia (Esempio: Con questa ricetta partecipo al contest “Paese che vai…ricetta che trovi” ideato da Trippando e In Cucina con Sonia)

  • inserite nel post e in una colonna del blog (o nella pagina dedicata ai contest) il banner esposto qui sopra, con collegamento a http://trippando.wordpress.com e http://incucinaconsonia.blogspot.com/

  • Se vi va, diventate iscrivetevi alle nostre fanpages!

In bocca al lupo!!

Voglia di Elba: tra ricordi di gioventù e progetti da mamma

Sono diversi mesi che parlo e scrivo di Isola d’Elba. In particolare, il contest organizzato insieme a Violeta-Loredana Pascal e sponsorizzato da Cristiana Bartolini dell’Hotel & Residence Le Acacie di Naregno (la spiaggia di Capoliveri) mi ha fatto venire una gran voglia di ritornarci. E mi ha fatto pensare alle mie vacanze all’Elba.

Ho trascorso all’Elba le prime due vacanze estive della mia vita. Sinceramente non mi ricordo niente: avevo un anno e mezzo la prima vacanza e due anni e mezzo la seconda. Ricordo però perchè i miei, che prima di avere me ci andavano ogni anno, decisero dopo quelle due esperienze di non tornarci più: soffrivo il mal di mare. E con la mamma ansiosa la cosa diventava impossibile.

Sono ritornata all’Elba a vent’anni. Quattro ragazze. Due tende. In campeggio a Lacona. Cosa dire oltre che difficilmente si andava a dormire prima delle quattro del mattino? Beh, sicuramente che la spiaggia di Cavoli non aveva uguali. Per bolgia. Arrivavamo sulla spiaggia verso l’ora di pranzo, dopo aver parcheggiato a più di un chilometro di distanza. E trovavamo giusto giusto lo spazio per accatastare borse e asciugamani uno sopra l’altro. Ma era bellissimo. A vent’anni. Era l’estate in cui la Roma aveva vinto lo scudetto e quando il sole calava e la gente iniziava a svegliarsi, la spiaggia risuonava dell’inno romanista cantato da Venditti. Se ci penso, mi emoziono. La sera andavamo sempre a ballettare al “Tinello” a Marina di Campo. Chi è stato ventenne ad inizio millennio non può non ricordarselo. Leggandario.

La mia seconda volta “da grande” all’Elba la ricordo con ancor più divertimento. Era l’estate prima della laurea e sono partita con tre amici di università: eravamo due femmine e due maschi. Nessuno interessato a nessuna e viceversa. La cosa più divertente era vedere la gente che ci guardava e non capiva chi stava con chi. Per forza. Nessuno stava con nessuno. Una volta ce lo chiesero anche. Ed uno di noi ebbe l’intuizione. Che poi abbiamo rivenduto per il resto della vacanza: “siamo cugini”. La cosa bella, per me, è che alloggiavamo a casa “del cugino” a Cavo. Proprio il luogo dove ero stata da bambina e di cui tanto avevo sentito parlare dai miei genitori. WOW!

La voglia di Elba non si ferma qui: quest’estate ci tornerò. Sarà una vacanza un pò diversa dalle due che ricordo: adesso “tengo famiglia”. Niente discoteche, niente spiaggiate, niente giri di coktails coi “cuigini”. Un bel pò di mare col bimbo e il marito. E tanto, tanto riposo.

Perchè il bello dell’Isola d’Elba è che giovani scapestrati e famiglie con bimbi al seguito convivono negli stessi spazi. Convivono…diciamo che sono sulla stessa Isola ma non si incontrano nemmeno. Perchè all’Elba si può vivere la notte e starci quindici giorni in piena estate tornando a casa bianchi come mozzarelle (esperienza personale). Oppure godere di un mare splendido, così calmo che riesce anche a me nuotarci (di solito galleggio soltanto!), rilassarsi su spiagge tranquille, passeggiare alla sera tra le bancarelle che tutti i paesi dell’Isola hanno.

Cara Elba, ci vediamo presto!!