Istoria dello più grande museo d’Italia a cielo aperto…

Camminando di qua e di là dal tempo, volli finire un giorno a contemplare lo locho che più de tutti fecemi sobbalzar lo core: Giano dell’Umbria.

panorama anni '20Ve lo racconterò partendo da dove tutto ebbe inizio…

anni 50In su lo colle presso ‘l monte Martano, in mezzo a la selva più ombrosa, li popoli che addomesticarono l’Europa intera partendo da la città de li 7 colli si narra che passarono di presso tracciando una de le strade a loro care per lo controllo de lo territorio…

montecchio 1932041E forse rapiti dallo scenario naturale che li occhi rimirarono, pensarono bene di spostarsi, colle dopo colle, fino a prescegliere lo locho ove interpellare lu Nume delle porte, per chiedere l’auspicio di poter un giorno edificare…

anni 50011Giano bifronte forse venne ospitato in sommità, ma niuna traccia oggi parla di lui…

La Cura e Castello VSIpotesi fondata sur le consuetudini de lo tempo è che su li resti pagani de lo templo, operosi christiani edificarono la pieve oggi anchor sede de la Parrocchia de lo Santo Michel Arcagnolo…

anni 50010Di poi lo castello e l’altra iglesia furon edificati, e di qua vi racconterò di homini incredibili che pur minimi aleggiano nell’aere dell’italico territorio…

San Felice 6x6Come di Felice vescovo del Vicus Martis che scavallò lo monte per predicare nelli terreni che oggidì ospitano l’abbagliante construtio dell’abbazia benedettina ad ello dedicata…

CastagnolaSur lo colle accanto, tradizion volle che lo Puer Apuliae trovossi colì disperato per la perdita de lo suo fido Falco, e di lì rimirando la valle lo scorse in sul monte de la Penna rifondando così el borgo che da quel giorno volle chiamossi Montefalco. Castagnola ne fece vanto e d’allor passò di mano a’ tuderti, fulignati e spuletini, custodendo intra le mura scrigni di incalcolabil bellezza.

San Bartolomeo BNAncor sur la Flaminia vetusta resta l’avanposto de lo Comune ditto Montecchio, che hospita mirabil iglesia e borgo petroso di fascino maravilioso…

Villa di Rufione BNE di presso ancor prima Rufione liberto de Roma volle instaurare la propria dimora: una villa con tanto de terme e aggi varii…

bastardo anni 50 mingoni045Scendendo a valle potrebbi raccontar de le gesta de lo Bastardo che, per far tacere lo padre di nobil rango, ricattollo ottenendo l’hosteria sur lo posto de lo cambio de li cavalli in uso tra le romaniche jenti…

ponte del diavolo primi 900042Ivi trovossi lo ponte detto de lo Diavolo perchè… ma ‘ndo diavolo vorronno annà ‘sti romani co’ esso, pe li campi?

Rifugio san GaspareInvitovvi a codesto punto a rimirar li campi: mai occhio vide alberi siffatti semperverdi produrre frutti che nel sen custodiscono l’oro de li contadini ch’amabilmente lavorono nelli mulini copiosi che ivi trovossi, di tanto in tanto…

Morcicchia VSE castelli, rintracciabili qua e là intra le dimore d’oggi, com’a Moriano e Morcicchia, che del diruto ha l’impressione, ma che fratel vento et spiriti fan divenire momento d’inspirazione at homini gentili che di qua passon a rifocillar l’anima…

ClarignanoParole vorrei usar pel fortilizio detto de Clarignano, che genti de l’Allemagna studionno coll’Universitade de Taurino ipotizzandolo estrema clausura di una linea di cesura di una valle anchor ricordata come Normandia edificato colli resti de le fabbriche che li Saracini fedeli allo segundo Federigo imperator eressero per dividere li fedeli de terra da quelli de spiritu…

Fabbri fronteDiscendendo verso lo locho de partenza, parlerovvi di uno borgo contemporaneo raccolto intorno ad una Iglesia piccola e gentile che fedel appellonno a Santa Lucia.

Ulivo millenario di Casaricio - MaccianoDi qua si giunge da la vecchia sentinella, che più e più tempi et ere et genti vide passare: e che anchor oggi racconta a li passanti chello che li sui occhi han visto in questo infinito momento de lo suo attendere che la vita scorra…

anni 60017Giunti ne’ pressi del borgo, invitovvi a sparir di parole ed a sentir lo core: ivi, dirimpetto la porta de Spoleto, v’era un humil fraticello, che lo mondo appellò Jordano.

giano primi 900002In honor de le su’ gesta in terra germanica, dove portò la parola del poverello d’Assisi, i di lui concittadini e confratelli eressero mirabil edifizio adornato colli affreschi di mastro Giovanni di Corraduccio, con pietre et stucchi degni de le più grandi fabriche de lo munno. E continuollo ad ingigantillo collo convento e coll’innalzamento ch’el cambio di gusto imbarocchito esigette ne lo secolo de li lumi.

Diapositiva 1Di lui poco si sa, et Roma culpevolmente poco celebrollo, ma a riparar presto la falla lo storico Felice porrà rimedio, e tutti attendollo con trepidatio…

anni 20023Tornerò di dove venni e dove sto non prima d’avervi rammentato le parole chel vecchio fusto di Casariccio porta seco:

giano primi 900003Io sono Giano…

L'annusatore…e Giano è un ulivo.

Il mio più bel viaggio in Italia: Giano dell’Umbria

Il mio più bel viaggio in Italia è anche il mio primo viaggio: Giano dell’Umbria è il paese che ospita la mia mamma e suo marito.

Le 4 stagioni di GianoLei ogni volta che mi chiama via Skype mi parla del clima, che è molto diverso dal nostro, perchè quando loro dicono che fa freddo è il tempo che per noi è invece ideale per uscire, che il freddo è un altro…

Colonia innevataPer non parlare della neve, che quando cade e copre i boschi e i colli silenziosi blocca e fa andare in tilt la popolazione, anche se ne vien giù solo 10 centimetri!!!

Giano cartello neve 4-2-2012E poi mi parla dell’estate, con il sole caldo mitigato dal vento sempre generoso e dalla frescura del vicino monte.

EDM_3967…e d’estate suo marito organizza con le autorità locali ogni sera il cinema all’aperto nei giardini accanto al suo locale, dove legge favole a ragazzi, segue calcio, sport in genere e guarda la tv con tutti gli abitanti e presta loro i dvd ed i libri senza dover pagare…

Cinema sotto i tigli 2012 quadIn questi posti è ancora possibile giocare per strada senza che le macchine diano fastidio a noi ragazzi ed ai bambini in genere, ed organizzano tante belle manifestazioni per i più piccoli, come la Caccia al Tesolio durante la Festa dell’olio…

Locandina carnevale 2013 webLa mamma mi parla delle passeggiate per i colli a veder castelli, abbazie e piccoli borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

GdU i castelli webGiano dell’Umbria è un paese piccolo che ha tanti altri piccoli paesi satelliti intorno a lui, come se fossero tante ciliege a decorare la stessa torta, l’Umbria, che è chiamata cuore verde d’Italia, e mi dicono essere una regione di Santi importanti, che vorrei conoscere ed approfondire…

Francesco a GianoE quando mi fa vedere le foto di questo meraviglioso posto, un pò pare anche a me di esser lì con loro…

Territorio Giano web…perchè il mio più bel viaggio in Italia spero di poterlo fare a giugno, se la burocrazia e le leggi mi consentiranno di riabbracciare la mia mamma e poter conoscere finalmente suo marito. E capire così perchè lui lo definisce il Paradiso in terra.

Alba a Giano webYaroslav Vyrstiuk, presto de Matteis, spero…

миру і добра, myru i dobra, pace e bene…

Speciale Frantoi Aperti in Umbria: cosa fare il weekend 24-25 novembre (e la nostra esperienza)

Il progetto #aciascunoilsuofrantoio sta galoppando. Il giro di boa è stato fatto e Fabiola lascia il testimone a Valentina. Questa settimana sono stati scritti e pubblicati diversi interessanti articoli delle precedenti protagoniste: Aurora e Alessandra. Se avete voglia di leggerli, ecco lo storify completo, dove oltre agli articoli troverete anche i principali tweet.

Ma veniamo a noi.

A noi Trippando’s che lo scorso weekend, in Umbria “per lavoro” abbiamo trovato il tempo di abbracciare, insieme ad Alessandro, Daniela, la “Signora Frantoi Aperti, quella che lavora tutto l’anno alla Strada dell’Olio DOP dell’Umbria e che rende possibile sia la manifestazione che #aciascunoilsuofrantoio. E’ sempre bello dare (bei) volti ai nomi.

A noi Trippando’s che, nel mezzo del “lavoro” (ma chiamiamolo #iofacciorete) siamo stati, insieme ad un nutrito gruppo di colleghi blogger a visitare un Frantoio Aperto, il Frantoio Speranza di Giano dell’Umbria.

Una bellissima esperienza. Sensoriale per me. Degustativa per il consorte (lui ama l’olio nuovo!), che si è sbizzarrito anche a fare belle foto.

E veniamo anche al weekend che è alle porte: il 24 e 25 novembre i frantoi umbri apriranno ancora le loro porte a tutti curiosi. Per chi ha deciso di partire, sul post di Ale troverete in dettaglio, gli eventi.

Per chi è ancora incerto, provo a fare il Diavolo Tentatore. Avete letto il mio articolo di ieri su quella meraviglia di borgo che è Giano dell’Umbria? Se la risposta è no, cliccate qui per recuperare. Se invece la risposta è sì, posso solo dirvi che quella meraviglia di borgo rievocherà questo weekend l’antica Festa della Frasca, di cui avevo scritto (sotto dettatura d’Ernesto) lo scorso anno su queste pagine. E che ne dite di abbinare all’olio il tartufo? A Valtopina ci sarà la mostra-mercato, come racconta Fabiola. Se non siete ancora convinti, passo all’attacco con Orvieto: sarà il suo primo anno di Frantoi Aperto. Lo scenario è spettacolare e l’idea di una “bruschetta archeologica” a me sembra interessante, a voi?

Giano dell’Umbria: dove il tempo si è fermato

Se, come si dice, l’Umbria è il cuore (verde) d’Italia, Giano dell’Umbria è il cuore del cuore d’Italia. Un paese piccolo piccolo, ma ricco d’arte e d’amore, sulla sommità di una collina popolata di ulivi ordinati e bei filari di viti.

Nonostante abbia frazioni -a valle- assai più grandi e popolose, Giano fa Comune. E’ fascinoso girottolare senza meta per i suoi vicoli (a piedi, eh! Con la macchina abbiamo rischiato di lasciarci mezza fiancata!).

I giri sono brevi, ma quello che si riesce ad assorbire è immenso. E’ ospitalità. E’ rispetto. E’ fratellanza. Per noi, che pure abitiamo in un paese di campagna, è davvero un altro mondo.

Un mondo fatto di affetti e di valori. Dove le persone hanno una grande forza, una stabilità interna, come le pietre delle loro case.

Un paese di pietra. Un paese dove non si è di passaggio: a Giano le strade si uniscono, finiscono. Chi arriva a Giano ci arriva perchè è proprio lì che vuole andare. A ritrovare la pace. A Giano gli stati d’ansia sono impossibili. Appena si arriva in paese c’è Piazza San Francesco, con la Chiesa, la Farmacia e la Gianoteca, il regno d’Ernesto. La Gianoteca è il centro vivo del paese: lì si riuniscono per parlare, leggere, mangiucchiare o bere qualcosa. E’ in Gianoteca che ho capito perchè Ernesto De Matteis, fotografo di fama internazionale, si è ritirato in un posto così, per creare un locale che è il cuore del cuore del cuore d’Italia. Appena arrivati, infatti, ci siamo fermati a salutare lui e sua moglie Halyna. E’ arrivato un signore, un suo cliente. Ha capito che eravamo suoi amici. Ma se non lo fossimo stati sarebbe stato lo stesso. E ci ha offerto da bere.

Ecco, metter piede per la prima volta in vita tua in un posto e, la prima persona che vedi ti offre da bere: quello è davvero un posto magico. Un luogo dove il mondo è rimasto ad anni ed anni fa. Dove, davvero, il tempo sembra essersi fermato. Un paese, come ha colto l’occhio attento di Claudia, dove i veri padroni sono i gatti.

Poichè a Giano non si arriva per caso, ecco un pò di info:

Giano dell’Umbria è, all’incirca, a metà strada tra Perugia e Terni.

Per ristorarsi “nel corpo e nella mente” c’è la Gianoteca: si mangia, si beve e si fanno ottime chiacchiere a prezzi assolutamente modici.

Per far godere il palato, basta scendere di 4km fino alla frazione di Bastardo: lì c’è l’Hosteria 4 piedi e 8,5 pollici, dalla Laura.

L’ambiente è… strabiliante.

Non saprei come altro definirlo.

Uno spettacolo, un incanto: è “La Laura”, con le sue rose antiche, i piatti “romantici”, ma anche i murales alle pareti e dettagli davvero studiati.

Venendo al sodo, la sua pasta fatta in casa fa perdere letteralmente la testa (quella cioccolato e spinaci è to die for!), ma, se volete restare leggeri, la pasta “made in Umbria” Aliveris è lo stesso molto buona. E, con i condimenti di Laura, diventa eccellente.

Se volete dormire a Giano dell’Umbria, noi siamo stati al B&B “Le Mura di Giano” e ve lo consigliamo di cuore.

E’ una bella casa, solida, pulitissima e ben arredata, dove Simonetta vi accoglierà con calore e genuinità.

Troverete il necessario per fare colazione a che ora vorrete.

Oltre ad una cucina completamente attrezzata, che a noi è rimasta comodissima per preparare le super-minestrine a Marco.

Se Giano vi sembra la location ideale per il vostro matrimonio, leggete qui il post di Simona.

Tutti ad acculturarci a Giano!

Questo titolo è un’esortazione. E un invito. Un invito gratuito ad un evento che, iniziato il 6 giugno, andrà avanti tutta l’estate. O, per lo meno, finchè l’organizzatore ne avrà voglia. L’one-man-show lo conoscete bene. Si chiama Ernesto De Matteis, vive a Giano dell’Umbria e permetterà a tutti, tutta l’estate, di accuturarsi, sulla terrazza antistante la Gianoteca. Cos’è la Gianoteca? Scellerati, come potete leggere Trippando senza sapere cos’è la Gianoteca. Quando avete letto qui, riprendete a leggere anche quest’articolo. Per chi lo sapesse, ma magari fosse un pò smemorato, posso solo dire che la Gianoteca è “la seconda casa di tutti“. Un luogo dove prendere a noleggio -gratuito- film e libri. Sì, libri. inclusi i classici del pensiero. Quelli che Ernesto, ogni sera alle 19.00, legge e leggerà sulla terrazza davanti alla Gianoteca.

L’idea è geniale e val bene un viaggio, una gita, una deviazione a Giano.

La particolarità della lettura sta nello svolgimento: sarà interrotta nel caso che un cliente entri nel locale in barba alla lettura stessa, a meno che gli astanti interessati non chiedano al visitatore di attendere e lo esortino ad ascoltare con loro. Comunque, il libro, come tutti gli altri della Gianobiblioteca, sarà possibile portarselo via in prestito gratuito per così finirne la lettura. Il 6 giugno ’è stata la lettura del “Simposio” di Platone, ieri “La Natura delle cose” di Lucrezio.

Ecco cosa aspetterà gianesi e curiosi oggi e domani:

Per essere sempre aggiornati sull’evento, tenete d’occhio la Pagina Facebook della Gianoteca.

E buona cultura a tutti!

Ernesto De Matteis raccontato da lui medesimo

Chiedere ad Ernesto De Matteis di scrivere una presentazione su di sè per Trippando, come stanno facendo tutti gli altri co-blogger, mi pareva un pò riduttivo: bazzica Trippando da parecchio. Ci ha conosciuti tramite il contest Gustando l’Umbria e da allora non ci ha più abbandonati: prima la Mostra online Ulivimmortali 2.0. Poi, di tanto in tanto, qualche articolo sui suoi viaggi e, ultimo ma non ultimo, sulla sua Gianoteca. Ma presto ci sarà un blog tour dove io non potrò andare. E andrà Ernesto. Ovviamente per raccontare un luogo bellissimo agli amici di Trippando. Gli organizzatori gli hanno chiesto di raccontarsi per poter avere un prifilo dei partecipanti. Ecco quindi la sua storia. Sempre che a qualcuno possa interessare!!!

In sintesi nato salentino, curioso ed assetato di conoscenza, incontro la musica da piccolissimo, poi la lettura e la scrittura, poi la storia, vivendo sul cantiere col mio babbo propendo per la storia dell’Architettura e torno a Torino per studiarla ormai da deejay radiofonico. Mi dicono che son bravo a fare il fotografo e, se non s’erano ammattiti tutti, comincio a farmi chiamare così, ed a mantenermici. Arrivo ad insegnare illuminotecnica applicata ai modelli scenografici del teatro in Accademia di Belle Arti, ad insegnare fotografia a Scienze delle Comunicazioni, ad esaminare ed a corelazionare tesi di laurea, ed a fare il fotografo dicono professionista per 20 anni. Poi incontro gli ulivi. Per una campagna pubblicitaria per evitarne l’espianto prima, questo lavoro diviene una mostra itinerante, e nel 2003 finisco per la prima volta a Giano dell’Umbria (Ulivi Secolari, Barbieri editore). Da quel lavoro il giovane Sindaco mi chiede di fare un lavoro pubblicazione mostra solo sugli ulivi del territorio, lo presentiamo a novembre 2008 (ULIVImmortali, Ediarchis) e di lì a poco, stanco della frenesia e del mondo vanesio vissuto nei miei primi 40, decido che la seconda parte della vita sarebbe stata più ‘slow’. Da un anno, visto che noi ultra quarantenni con un pò di esperienza e di studi sulle spalle siamo peggio che gli appestati, stanco di dover fare su e giù da Torino per vivere, rilevo un piccolo locale commerciale ed apro la Gianoteca, la seconda casa di tutti. Vivo per far conoscere al mondo questa parte di Paradiso in terra. E per raccontare quello che mi hanno insegnato in questi 44 anni. Sempre che a qualcuno interessi.

La Gianoteca vista dal suo Creatore

Ernesto De Matteis, “promosso” da ospite fisso a collaboratore di Trippando si presenta. E presenta il luogo in cui vive: la casa di Giano dell’Umbria: la Gianoteca. Questo è solo un assaggio. Perchè, quando ci sarò stata, ve la racconterò anch’io!
Definire se stessi è molto difficile. La Gianoteca è la terza versione di Ernesto: la prima era il deejay, la seconda il fotografo, ora sono solo il padrone di casa, anzi ancor meglio l’ospite: questo è l’intento primario di questo luogo all’interno di quel territorio che ho definito Paradiso in terra ch’è la Terra di Mezzo della nostra Amata Italia.
Giano dell’Umbria 3 anni fa mi ha accolto in principio di questa burrasca che qualcuno chiama crisi: dovendo trovar qualcosa da fare a 43 anni, mi sono ricordato di un sogno che stavo per realizzare prima a Torino, poi a Lisbona, e che per vari motivi non s’era realizzato. Gianoteca perchè, letteralmente, è un contenitore di ciò che si può trovare a Giano dell’Umbria: l’oro verde, il nettare d’oliva, il vino (Sagrantino su tutti…), lo Zafferano, i legumi, i formaggi e i salumi che questa terra generosamente offre.
E poi una piccola biblioteca, videoteca, ludoteca per poter scambiare cogli avventori i miei compagni di viaggio (film, cd, libri), coloro i quali mi han trasformato in quel che sono. Ed ancora potrai leggere i quotidiani locali e nazionali, mensili di approfondimento (ambedue…) e giornali vari…
Ogni mese un’esposizione d’arte di un artista locale, che gratuitamente ha la possibilità di esporre (e vendere…) il proprio punto di vista artistico. E’ il luogo dove gustare la birra artigianale di un amico matto come il sottoscritto che ha mollato il natio Canada e che da ingegnere elettronico s’è trasformato in ottimo mastro birraio (Birra Camiano, chiara, ambrata e nera…).
E’ un piccolo punto d’informazione turistico, dove chi passa da qui trova una guida in lingua, un custode che apre lo scrigno della stupefacente Chiesa di San Francesco e un affabile indicatore di cosa poter scovare tra i dolci colli ai piedi del severo Monte Martano… Ma sopratutto la Gianoteca è la seconda casa di tutti, dove chi ci passa trova un amico. E che Sabato 17 marzo si trasformerà nella casa ideale di tutti gli italiani. Perchè la Gianoteca è l’Italia stessa. Pace e bene…

 

Ulivimmortali 2.0 a Pinzimolio 2011…e sono già 3.0…

Il Signor Ulivimmortali, alias Ernesto De Matteis oggi ci racconta della trasferta, sua e della mostra fotografica, in Piemonte, a  Cumiana, per la manifestazione Pinzimolio 2011. E se a qualcuno venisse in mente di riproporre Ulivimmortali 2.0 “a casa sua”, si faccia avanti…gli Ulivimmortali viaggianti sono 3.0!!

L’ultima trasferta della mostra “Ulivimmortali. Giano dell’Umbria e le sue piante d’argento” prima di trasformarsi in un progetto multilevel, come usan dire i giovani in carriera, è stata un pò un ritorno a casa: il Comune di Cumiana, tramite un amico che aveva già apprezzato il lavoro, Stefano Pelissa, ha voluto esporre l’intero corpo della mostra che ritrae l’elemento principe del territorio gianese e dell’intera valle umbra: l’ulivo.

Il titolo intero della manifestazione, già rodata, era Pinzimolio e frutti della terra, ma quest’anno s’era arricchita con Festa della prima Frangitura, in quanto anche in quella valle s’è cominciato a molir l’oliva ed a produrre olio, e si è svolta in un ambiente caloroso ed accogliente nel centro della ridente località del sud-ovest torinese.

Oltre alla mostra, l’Amministrazione di Cumiana ha invitato i produttori di olio di Giano in quanto siamo stati invitati come paese ospite della rassegna: il problema però era quello che la festa si svolgeva nel pieno della coglitura e del lavoro di produzione dell’oro di Giano, quindi io e Michela Menghini dell’agenzia Umbriamia, che ha curato la nostra festa dell’olio all’interno di Frantoi Aperti, Le vie dell’Olio-Festa della Frasca, siamo partiti carichi non solo di buona volontà all’alba del sabato 22 ottobre ma di olio pane e libri da esporre per far conoscere il nostro prodotto agli avventori, piemontesi e non.

Una volta lì, allestita la mostra all’interno del palazzo comunale, la soddisfazione più grande è stata la calorosità e la premura con cui Sindaco, amministratori ed organizzatori ci han trattato: dal pranzo, alla camera per il meritato riposo tra sabato e domenica, ospiti di un confortevole quanto familiare piccolo bijoux, la Locanda dell’Antica Corona, dove si mangia e si dorme come se si fosse da amici, in un ambiente caldo nel pieno centro di Cumiana, affacciato sulla piazza Boselli che è quella dov’era il clou del mercato di prodotti tipici ed espositori che coi loro prodotti ci hanno deliziato con profumi colore e calore impagabili.

E che dire delle migliaia e migliaia di visitatori che hanno apprezzato e spazzolato via tutto l’olio che ci eravamo portati dietro!!!

La cosa che ci ha fatto sentire orgogliosi di essere italiani è stato il calore e l’affabile simpatia del Sindaco Ettore Ajelli e degli amministratori che, seppur di colore politico diverso da quello del nostro, hanno invitato il nostro Sindaco Paolo Morbidoni al taglio del nastro della IV edizione della rassegna ed hanno scherzato e parlato con noi tutto il tempo, dimostrandosi maturi e liberi da preconcetti ormai antichi e superati quali l’agone politico e l’ideologia partitica, amanti e diditi al bene del cittadino e servitori incaricati di un onore e non di un onere come a volte capita in altre realtà. E che dire del concorso fatto colle scuole locali per far disegnare ai ragazzi la mascotte della manifestazione, del quale mi han fregiato dell’onore di essere in giuria…

Elencare prelibatezze, macchine agricole, profumi e sapori riscontrati sarebbe freddo e scontato: affido allora a qualche fotografia il senso di questa 2 giorni che consiglio a chi, il terzo fine settimana di ottobre, vuole riempire un week-end colla semplicità e l’allegria di gente genuina di una terra di confine come la valle del Freidour, il monte che bonariamente sovrasta e custodisce Cumiana.

Ulivimmortali 2.0 – the show goes on

L’esposizione online -la prima di Trippando- sugli ulivi immortali di Giano dell’Umbria, fotografati e fatti parlare da Ernesto De Matteis  si è conclusa la scorsa settimana con “Il bacio”. Ma il cuore dell’Umbria è entrato nel cuore di Trippando. Questi ulivi, oltre che parlanti, sono anche viaggianti. E allora perchè fermarli?

THE SHOW GOES ON

Gli ulivi immortali non si possono fermare. Devono continuare a viaggiare. Lo stanno già facendo. Gli Ulivimmortali 2.0 stanno viaggiando per lo stivale e continueranno a farlo, anche attraverso Trippando. Per questo, l’autore che ha trovato, fotografato e fatto parlare gli ulivi di Giano ha promesso solennemente: ogni volta che i suoi ulivi -le sue foto degli ulivi- viaggeranno, e lui con loro, lui lo racconterà per gli amici di Trippando.

Su Trippando diventeranno Ulivimmortali 3.0…visti, fotografati, multimedializzati, internettizzati…e poi portati in giro e ri-raccontati. A breve, su questi schermi…intanto godetevi la copertina!

Gustando l’Umbria – Umbria…perchè? di Ernesto De Matteis

E’ arrivato il secondo racconto per il Contest Gustando l’Umbria. L’autore è Ernesto De Matteis, il mio amico fotografo titolare della Gianoteca -ristoro del corpo e della mente- a Giano dell’Umbria. Buona lettura!

Cosa spinge un torinese di città, figlio dell’amato Salento ma cresciuto nel centro pulsante della “Città in Movimento” con le mura dell’insediamento di epoca romana in cantina, a lasciare quella realtà caotica ed ordinata, rumorosa e tranquilla, del tutto e niente, della cioccolata e della bagna cauda, della magia bianca e nera, a decidere a metà vita di andare a vivere nel mezzo?
L’Umbria è prima di tutto Francesco, padre amico fratello mito fonte di ispirazione: e l’arcano è ancor più misterioso se si scopre che il soggetto non è cristiano…
Il comune che sceglie come culla della seconda parte dell’esistenza è piccolo ma grande, nascosto eppur visibile, carico di contraddizioni care a questa terra fatta di uomini santi e capitani di ventura scellerati: Giano dell’Umbria, paese del nume tutelare bifronte interpellato dai romani per decidere se un sito era propizio per fondarci un insediamento umano, Dio dei transiti, simbolo dell’ambivalenza, dell’essere uno ed altro…

Da Giano, adagiato a quasi 600 metri ai piedi del monte Martano, si scorge quasi tutti i giorni il Sacro Convento d’Assisi, simbolo del francescanesimo e dell’Umanesimo tutto, casa di quell’incredibile uomo che fu è e sarà il poverello, piccolo umile ed immenso uomo che seppe dire basta alle voluttuosità della vita agiata per essere di tutti, soffrire per gli altri, donarsi a pieno ed offrire il proprio Amore al servizio del prossimo, che significa il primo che ti sta a tiro, senza distinzioni di colore, cultura, razza, ceto o religione.

Ha deciso che questa era la missione nuova della sua vita: portare ciò che era divenuto nei suoi primi 40 anni in questo che ha votato a Paradiso in terra, farlo conoscere prima alla sua popolazione, e poi propagarlo fino al più remoto angolo del mondo, ed anche oltre: dai prossimi Collazzone, sede di un’altro esempio di vita aperta e condivisa, rintracciabile nei servizi offerti da www.residenzelalberata.com/it/ai luoghi virtuali come il libro interattivo aperto al mondo dell’amica Silvia perchè credo e tracccia di una vita in divenire è e sarà una semplice, umile frase del piccolo fratel Francesco di Bernardone:
“Maledetto sia il sapere che non si tramuta in Amore”…

Perchè il gusto dell’Umbria sta nel sinonimo del verbo, assaporare le piccole semplici cose che natura uomo e imperscutabile offrono nella terra del santo patrono d’Europa, figlio di questa terra e quindi fratello di tutti noi.
Venite ed assaporate.
Pace e bene…