Di viaggi e fotografia: intervista a 4 mani a Enikő Lőrinczi

Se non ci fosse la rete… chi l’avrebbe mai incontrata questa donna bellissima? Si chiama Enikő Lőrinczi, è nata in Ungheria e vive in Abruzzo. E’ una splendida mamma e bravissima fotografa.

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foto di Serena Albini

Ieri, con Ernesto, leggiamo che Venerdì 12 aprile (alle 18,30, all’Officina del centro storico di Giulianova, in Abruzzo) c’è l’inaugurazione della sua mostra fotografica: Albe.ri. Da lì a decidere di intervistarla a 4 mani… va da sè.

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Inizia l’intervista la Signora Trippando. Mentre Ernesto fa un pò il disturbatore: con il pretesto di voler mettere a suo agio Enikő, la fa chiacchierare del più e del meno. Si ride.

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Silvia: Enikő, ci racconti qualcosa di te? Sei ungherese ma vivi in Abruzzo. Cosa ti ha spinto fino qua?

Enikő: E’ una storia lunga. Quando vivevo in Germania dove insegnavo danze popolari, ormai 18 anni fa, ho accompagnato i miei ragazzi a un festival internazionale di folklore, l’Europeade, dove ho incontrato un gruppo abruzzese, Li Sandandonijre. Allora non sapevo che quest’incontro si sarebbe rivelato fatale… Tu pensa, in un festival con più di 5000 partecipanti è capitato di incrociare quella “banda di mitt” varie volte in 4 giorni, addirittura di suonare e ballare sullo stesso palco. Si, era proprio destino, ne sono convinta. Da lì è nata un’amicizia prima col gruppo, poi l’amore con uno dei componenti. In seguito ho deciso di trasferirmi in Italia e continuare i miei studi all’Università di Firenze dove studiava quello che sarebbe poi diventato mio marito. Dopo aver messo su famiglia e messo al mondo due creaturine, abbiamo deciso di lasciare Firenze e di trasferirci in campagna. L’Abruzzo era perfetto: per la famiglia di mio marito, le sue radici e la bellezza di questo posto. Da 6 anni viviamo qui e ormai considero questa terra casa mia. Volevi una risposta sintetica alla tua domanda? Cosa mi ha spinto fin qui? L’amore.

Silvia:  Che bella storia d’amore e d’Europa! E adesso, cosa fai in Abruzzo, oltre a splendide fotografie?

Enikő: Prima di tutto faccio la mamma a due splendidi rospi. Per quanto riguarda la mia vita lavorativa è tutto incerto, è tutto in continua metamorfosi. Sono un’insegnante precaria quindi tutto dipende dai corsi che tengo, dalle supplenze che mi affidano. Ultimamente mi sto preparando per intraprendere anche la carriera da fotografa che è sempre stata la mia passione per eccellenza insieme a quella per i viaggi. Vorrei seguire fondamentalmente due rami: quello artistico e quello applicato alla ritrattistica – mi piacerebbe specializzarmi nei ritratti di bambini – un mondo magico a sé.

A questo punto Ernesto torna a fare il “disturbatore, ma questo ci serve per conoscere meglio Enikő e per apprendere due cose su di lei che anche suo marito si chiama Ernesto (i casi!) e che lei canta in due cori polifonici (quando si dice l’arte!). Ma andiamo avanti…

Silvia: Ti piace viaggiare: quali sono le tue mete preferite?

Enikő: Con questa domanda m’inviti a nozze! Viaggiare è stato per me un amore incondizionato da sempre – da quando ero bambina e giravo con i miei genitori (al mare, in montagna, con il camper, in tenda, come capitava), da quando, da maggiorenne, ho iniziato a girare l’Europa con lo zaino in spalla (in autostop, con l’Eurail), poi da “grande” con più disponibilità economiche e sempre maggiore voglia di esplorare, di spingermi oltre, di conoscere terre, culture lontane. Ho girato, anche se in maniera limitata e circoscritta, un po’ mezzo mondo. Tranne l’Australia, ho visto un pezzo di ogni altro continente. Continente preferito: l’Asia (adoro l’India). Sogno nel cassetto? Fare un reportage fotografico lungo la Transiberiana: 9000 km in un mese, da Mosca a Pechino attraverso la Siberia, la Mongolia… un sogno!

A questo punto anche la Signora Trippando inizia a divagare: la Transiberiana?! Qui c’è un sogno in comune…

Silvia: vengo anch’io!!! te fotografi e io scrivo, ok??

Eniko: benissimo! tanto non sono molto brava a scrivere!

Torniamo serie…

Silvia: Com’è cambiato il tuo modo di viaggiare da quando sei diventata mamma?

Enikő: Com’è cambiato? Direi drasticamente. Si sono creati una serie di impedimenti per poter pensare ‘in grande’. Non posso più pensare di affrontare l’Himalaya o l’Africa nera con dei nanetti a seguito. Non perché sono iperprotettiva (ma forse un po’ sì), non perché le esperienze vissute non sarebbero una buona scuola di vita per loro, ma penso che trascinarli in luoghi dove andrei d’istinto ma che presentano un qualsiasi pericolo per i bambini sarebbe puro egoismo. Per non parlare dell’aspetto economico. Quindi solo mete “tranquille”, esclusivamente europee, non troppo ambiziose, a misura di bambino. Fortunatamente siamo fuori dal tunnel dei pannolini, mal d’auto, capricci vari, ecc. quindi riusciamo a viaggiare in maniera più o meno civile e rilassata. E avendo due figli con una curiosità implacabile e la passione per tutto ciò che è arte e storia, riusciamo a visitare musei, castelli, gallerie e divertirci pure! Ovviamente, appena avranno un’età adatta ripartiremo per mete più esotiche.

Prende la parola Ernesto. La Signora Trippando, nel frattempo, è crollata dal sonno.

Ernesto: Quando ti sei accorta che riuscivi a comunicare le tue sensazioni attraverso le fotografie?

Enikő: Quando avevo 19 anni e mi sono comprata la mia prima reflex ne ho avuto sentore ma solo pochi anni fa ne sono diventata cosciente. Dopo aver speso anni sui libri a studiare e analizzare parole (ho frequentato la Facoltà di Lettere) ho capito che il mio mezzo prediletto è l’immagine. Mi ci muovo con disinvoltura, la mia intuizione è più acuta quando devo sintetizzare o interpretare fatti o dettagli della realtà fotografandola. Mi piace pensare alla fotografia non come un mezzo per riprodurre la realtà ma come una sua rappresentazione soggettiva. La fotografia, per quanto ci si sforzi, non riproduce mai in maniera precisa e oggettiva la realtà nemmeno quando la si usa nel modo più diretto e puro possibile, ma c’è sempre un’interpretazione, un giudizio a monte e questo corrisponde all’occhio e alla mente del fotografo. Mi piace avere questo esclusivo binocolo sul mondo, ci vedo più chiaro, noto più dettagli e connessioni più ampie quando sono dietro una macchina fotografica. Lo dico sempre scherzando: è il mio terzo occhio…

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Ernesto: Qual è il tema che ti soddisfa di più e quello che sogni di analizzare?

Enikő: Il tema principale della mia “ricerca” è la bellezza: delle cose, delle non-cose (atmosfere, sensazioni, astrazioni), delle persone. Sebbene non sia una persona pignola – anzi! – quando fotografo sono attratta dai dettagli: mi piace catturarli (una crepa sul muro, un filo d’erba, una linea architettonica particolare), decontestualizzarli e dar loro una vita autonoma. Mi piace trasformare il concreto in astratto, dare la possibilità di reinterpretarlo, ridargli una nuova vita e stimolare l’immaginazione di chi lo guarda.
Poi ci sono i giochi d’ombra. Li adoro! Come le ombre cinesi che stimolano la curiosità e l’immaginazione o semplicemente generano bellezza. L’altro argomento inesauribile è l’umanità. Poi la natura, i paesaggi, la quotidianità… tanti sono i temi che catturano la mia curiosità.

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Ernesto: Venendo al tuo ultimo lavoro, oggetto della mostra che inaugurerai dopodomani: perché gli alberi e perché in inverno?

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Enikő: Ho sempre amato la natura e gli alberi in particolare modo. Sono cresciuta passando estati intere dai miei nonni in campagna e arrampicarmi sugli alberi o passare ore appollaiata su un ramo preferito mi era tanto naturale quanto camminare. Ultimamente ho cominciato a vederli con un occhio diverso, a valutare non solo il loro essere concreto ma anche la loro valenza simbolica. Prova a vedere un albero come metafora: le sue radici che si attaccano con determinazione e solidità al terreno, la robustezza o la grazia del sul tronco, i suoi rami che si protendono verso il cielo e verso il sole, la corteccia che è la sua pelle, le foglie che nascono, crescono, cambiano colore, muoiono poi rinascono sempre. E’ affascinante, non è vero? Mi piace vedere gli alberi come persone e, viceversa, le persone come alberi.
Perché d’inverno? Perché allora sono “nudi” e niente nasconde la loro essenziale forma. Perché sono in attesa, sono dormienti, si colgono nel loro più intimo essere.

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Una grande donna, mamma, viaggiatrice, fotografa… ci piace Enikő!

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Info Paola: Danintervista semiseria

La Dani, blogger “della scorsa settimana” ha proposto un’intervista semiseria per tutti. Dopo essersi sottoposta lei, ecco l’intervista semiseria della blogger “di questa settimana, Paola.

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NOME Paola R.D. (si ne ho tre di nomi, i miei genitori hanno voluto abbondare!)….ma non chiedetemi di svelarli, non lo farei nemmeno sotto tortura :)
ETA’ 38 allo stato attuale….se lo leggerete tra qualche anno ne avrò di più :)
LA TUA VIRTÙ PREFERITA temperanza
LA QUALITÀ CHE PREDILIGI IN UNA PERSONA simpatia
LA TUA OCCUPAZIONE PREFERITA occupazione? mumble…dormire può considerarsi un’occupazione? …altrimenti viaggiare, mi pare ovvio!
LA TUA CARATTERISTICA PRINCIPALE vado d’accordo con tutti (finchè non mi pestano la coda)
IL TUO MAGGIOR PREGIO ottimismo
IL TUO PRINCIPALE DIFETTO pigrizia
IL TUO IDEALE DI FELICITÀ una famiglia in viaggio
IL TUO IDEALE DI TRISTEZZA beh…ideale di tristezza è bruttino….non vorrei mai essere triste, ma credo che quando non hai più una persona cara accanto a te allora lì si che sei davvero triste
LA META PREFERITA U.S.A.
I TUOI COLORI PREFERITI viola, bianco
CHI AVRESTI VOLUTO ESSERE, OLTRE TE STESSO un gatto
DOVE VORRESTI VIVERE Negli USA
IL VIAGGIO CHE VORRESTI FARE Australia e Nuova Zelanda…chissà che per i 40 anni ci si riesca…
IL VIAGGIO CHE VORRESTI NON AVER FATTO’ nessuno, mi piace così tanto viaggiare!
IL TUO REGISTA PREFERITO De Sica (padre, ovviamente)
IL TUO PITTORE PREFERITO Klimt
IL TUO CIBO E LA TUA BEVANDA PREFERITA pizza e il vino che produce il mio papà ;)
IL TUO MOTTO Never say never

La Danintervista della Dani ovvero: chi è causa del suo mal…

… pianga se stesso!!!

E infatti sapevo che sarebbe toccata anche a me…eccola qua, intervista semiseria e strampalata, tale e quale la persona che l’ha ideata…(io)

daniela croccolino

NOME Daniela, o LaDani78
ETA’ quasi 35… in questo caso non posso proprio barare!
LA TUA VIRTÙ PREFERITA  la creatività forse…
LA QUALITÀ CHE PREDILIGI IN UNA PERSONA l’intelligenza e l’open mind
LA TUA OCCUPAZIONE PREFERITA scrivere, cucinare, leggere, ascoltare, sia la musica che le persone
LA TUA CARATTERISTICA PRINCIPALE sicuramente  l’incoerenza
IL TUO MAGGIOR PREGIO  il cinismo con cui affronto la vita e il mio innato senso di problem solving
IL TUO PRINCIPALE DIFETTO   la pigrizia e la assoluta mancanza di diplomazia nel dire le cose
IL TUO IDEALE DI FELICITÀ  una famiglia, gatti e una maratona della Signora in Giallo
IL TUO IDEALE DI TRISTEZZA  una vita vuota e una mente vuota
LA META PREFERITA casa, sempre. Un mio amico all’università mi chiamava “l’Ade del focolare”
I TUOI COLORI PREFERITI Verde e nero
CHI AVRESTI VOLUTO ESSERE, OLTRE TE STESSO un sacco di gente: Shakira per il fisico, Rita Levi Montalcini per la mente….
DOVE VORRESTI VIVERE nivo in un posto meraviglioso quindi qui. Se dovessi cambiare mi piacerebbe una bella casetta nel Maine…(si, Cabot Cove sarebbe perfetto)
IL VIAGGIO CHE VORRESTI FARE Seattle con le mie amiche….Transilvania con il mio migliore amico.
IL VIAGGIO CHE VORRESTI NON AVER FATTO nessuno, forse avrei da ridire sulla tristissima gita alle Cinque Terre in seconda superiore.
IL TUO REGISTA PREFERITO non ho un regista preferito… Monicelli, Fellini ma anche Tim Burton…i Vanzina anche no, ecco
IL TUO PITTORE PREFERITO Cezanne per i colori, Van Gogh per la follia…ultimamente ho i disegni di Alice (la mia nipotina di sei anni) che abbelliscono la mia casa…
IL TUO CIBO E LA TUA BEVANDA PREFERITA prediligo i dolci, se c’è la panna montata meglio ancora. Acqua o birra, rossa of course.
IL TUO MOTTO il Karma non perdona…o anche ” Keep Calm and Take Bicarbonato”
 

Intervista doppia a Elisa e Luca di miprendoemiportovia

E’ con grande piacere che intervisto due amici. Una bella coppia di Viaggiatori: Elisa Paterlini e Luca Golinelli del blog miprendoemiportovia.

Coppia nel blog e coppia nella vita: Elisa che mostra la faccia, Luca che resta dietro le quinte. Da dove venite e come vi siete incontrati per prendervi e portarvi via?

Elisa: Il 26 dicembre del 2010 ho chiesto ad un mio amico “storico” col quale dovevo uscire di portare con sè anche un amico “valido”. E lui si è presentato con Luca. Il 6 gennaio nasceva miprendoemiportovia e noi ci incontravamo per la seconda volta. L’amico del mio amico storico era veramente valido (o pazzo scegliete voi) visto che dopo tre mesi mi ha chiesto di sposarlo e dopo otto lo stesso amico che ci aveva presentato ha celebrato il nostro matrimonio sotto la vigna di una lambruscheria di Modena nell’ultimo caldo di settembre. Di fatto il blog ha iniziato a prendere vita dopo il nostro viaggio di dicembre a Parigi e da lì è iniziata una nuova vita insieme dedicata al viaggiare che è una passione che ci accomuna.

Luca: L’incontro è avvenuto al cinema, quella sera proiettavano “American Life” di Sam Mendes. Il film parlava di una coppia di ragazzi che girovagavano negli Stati Uniti alla ricerca della città perfetta in cui mettere radici e far nascere la loro bimba. Beh, se non era un segno del destino quel film poco ci mancava. Ogni nostro viaggio sembra rinchiudere questo desiderio, tant’è vero che le ho chiesto di sposarmi nella mia città preferita: Berlino. Non ho mai viaggiato quanto avrei voluto, anche per colpa mia, ma per fortuna è un difetto che sto correggendo di giorno in giorno! Il blog è parte integrante della nostra vita, un’espressione del nostro amore per il viaggio.

Che bello questo incontro e il prendersi e portarsi via: qual’è stato il primo posto in cui “vi siete portati”?

Elisa e Luca: E’ difficile rispondere perché i viaggi che abbiamo fatto hanno avuto tutti un significato particolare e allora come definire il primo? La prima volta in assoluto che siamo andati via insieme è stato per un weekend a Siena. Assai piovoso ma anche molto romantico dove abbiamo fatto colazione con Brunello inebriati da questa bella città e dalle sue attrattive enogastronomiche. Quello però era un week end non un viaggio nel vero senso della parola. Il nostro primo vero viaggio è stata la Germania. Un viaggio on the road fino a Berlino e Bamberga patria della birra artigianale che adoriamo! Berlino è la città dove ci piacerebbe abitare se la lingua e il clima non fossero così ostici. Berlino ci piace così tanto perché oltre ad essere densa di storia è una città in cui si respira arte ovunque e pullula di locali strampalati che ci sono rimasti nel cuore.

Ecco perchè siete ritornati a siena anche qualche tempo fa: com’è stato riviverla da sposati, con viaggi e vita comune alle spalle?

Elisa e Luca: Siamo già tornati a Siena tre volte ed ogni volta ne abbiamo scoperto un pezzo in più come del resto ad ogni viaggio che compiamo scopriamo un pezzo in più di noi due. Viaggiare per noi è una necessità e farlo insieme è sempre un’occasione per scoprirci e metterci alla prova anche come coppia.

Mi pare di capire che Siena è “la vostra città italiana” e Berlino quella europea. E nel mondo? Quale altra città amate più delle altre?

Luca: Beh un posto d’onore l’ha sicuramente una città messicana ricca d’arte e sconosciuta ai più che risponde al nome di Guanajuato.  Il clima è splendido tutto l’anno e la sera è una festa continua tra locali e bande di mariachi che animano la piazza centrale. E poi  abbiamo un legame speciale con questa città: l’anno scorso abbiamo partecipato al matrimonio di Luca, il fratello di Elisa, e Isabel, mexicana di Guanajuato. Com’è facile immaginare è stata un’esperienza che ci porteremo sempre nel cuore… anche se sopravvivere al karaoke dopo 12h di festeggiamenti è stata una vera e propria impresa!

Elisa  e Luca a Guanajato - Messico

Elisa e Luca a Guanajato – Messico

Elisa: Certo a Guanajuato abbiamo lasciato un pezzettino di cuore e vorremmo tornare presto ma abbiamo un bellissimo ricordo anche di Città del Messico. Io ci ero già stata da sola, stavo in un hotel lurido nel centro storico, ricordo il “coprifuoco” al calar del sole e di essere scappata dopo un giorno. Città del Messico è una città strana, bisogna saper andare oltre le apparenze per apprezzarne tutta la sua bellezza e la sua carica vitale. Infatti quando siamo tornati nel 2011 insieme il soggiorno ha avuto tutto un altro sapore. Siamo restati cinque giorni ma avessimo potuto ci saremmo soffermati di più. Entrambi amiamo molto le opere di Frida Khalo e Diego Rivera così che abbiamo ricalcato le loro orme visitando tutti i luoghi per loro più importanti della città dalla mitica casa Azul dove Frida ha vissuto la sua infanzia alla casa in cui hanno vissuto lei e Diego nei sobborghi di città del Messico. Ma ciò che più ci ha colpito è stato il museo Dolores Olmedo dove abbiamo potuto ammirare le opere più belle di Frida come “la colonna spezzata”.

E del viaggio di nozze, che cosa ci raccontate?

Elisa e Luca: Il nostro viaggio di nozze è stato in Sud Africa, Botswana e Cascate Victoria. Un viaggio che non scorderemo davvero mai, pieno di emozioni come ogni viaggio certo ma diverse perchè a contatto con la natura selvaggia. In Sud Africa abbiamo passato qualche giorno al Kruger National Park in una riserva privata. Ogni mattina si partiva all’alba col ranger e lo scopriorme alla ricerca dei big five e al tramonto ci aspettava nuovamente un nuovo safari immersi nei meravigliosi tramonti africani. Dal Kruger siamo volati a Cape Town dove con la macchina siamo arrivati fino al Capo di Buona Speranza avvistando dalla costa le balene! Sempre con la macchina poi siamo andati nelle winelands (sapete come amiamo il vino, no? vi abbiamo dedicato anche una rubrica del blog) dove le cantine vinicole sono delle vere e proprie regge, a volte delle gallerie d’arte! Altra tappa in Botswana al Chobe National Park volando sopra il delta dell’Okavango, uno degli eco sistemi più spettacolari al mondo. In 5 sopra ad un Cessna sperando che non fosse l’ultima volta! Ed infine il viaggio è terminato alle Cascate Victoria, le più grandi al mondo, un’emozione indimenticabile.

Elisa e Luca alle Victoria's  fall

Elisa e Luca alle Victoria’s fall

…e il viaggio a Bali?

Elisa e LucaBali invece è stato uno dei grandi viaggi del 2012. Stanchi delle diatribe sui blog tour lo abbiamo denominato #balilovetour, abbiamo contattato le strutture turistiche per proporre loro di visitarle. Purtroppo abbiamo scelto il periodo sbagliato, in molte si sono dette interessate ma il periodo di così alta stagione non ci ha permesso di soggiornare presso le loro strutture.
E’ comunque stato un viaggio ugualmente denso di avventura a bordo del nostro scooter dove non ci siamo fatti mancare nulla  nemmeno un incidente!
a Bali...

a Bali…

Come è stato passare da viaggiare da soli (o con amici) ai viaggi di coppia?

Elisa: Viaggiare da soli è bellissimo, ti mette a contatto con te stesso, coi tuoi limiti, con le tue paure e tutto quello che conquisti lo vivi come un successo personale.
Viaggiare in due, se ci si sente affiatati e sulla stessa lunghezza d’onda è magnifico. Ti permette di crescere insieme, ti mette alla prova. Prendi quest’estate a Bali quando abbiamo fatto un incidente in scooter. Essere in due è stata una vera risorsa. Dove non arrivo io c’è Luca e viceversa. Se io sono giù lui mi tira su, se lui non è contento di una cosa io ci metto un po’ della mio ottimismo. Le esperienze in due sono ancora più arricchenti perchè godono di due punti di vista. Ma occorre essere in sintonia, ci vuole feeling e non è solo una frase scontata. Ho viaggiato anche con altri partner ma le cose non andavano così come vanno adesso, quindi viaggiare in due è bellissimo ma dipende chi c’è al tuo fianco.
Luca: (premetto che rispondo senza leggere la risposta dell’Eli!) Per me è stata la conferma che la felicità è tale solo se condivisa. Viaggiare ti offre infinite possibilità di gioire di ciò che stai vivendo, e volgere lo sguardo verso la tua compagna e vedere nei suoi occhi trasparire gli stessi tuoi sentimenti non ha eguali. Poi arrivano i momenti brutti, quelli in cui puoi incappare in un incidente, in un furto o in uno smarrimento di bagagli, ma sai sempre che quando sei giù l’altro è al tuo fianco che ti risolleva con una sonora risata.

Presto sarete in tre. Come pensate ai vostri viaggi “di famiglia”?

Elisa e Luca: Ecco questa sì che è una bella sfida. La più grande. Appena ha scoperto di essere in incinta Elisa ha esclamato: “Oddio! E adesso come facciamo a viaggiare?”. Non sarà una cosa semplice ma speriamo il più possibile di rimanere fedeli a noi stessi e alle nostre passioni. Crediamo che molto sia dovuto alla nostra cultura italiana che ci inculca l’idea che avere un figlio significhi schiavitù e di conseguenza fine assoluta dei viaggi (al massimo a Pinarella… senza nulla togliere a chi va in vacanza in Riviera con la famiglia, ma non è ciò che fa per noi). Se guardiamo agli altri Paesi scopriamo che viaggiare coi propri bambini è possibile. Sempre a Bali, in una bettola di hotel, c’era una coppia australiana che faceva colazione mentre il loro bimbo di poco più di un anno esplorava il pavimento in compagnia di un gatto. Subito abbiamo immaginato le facce delle nostre madri scandalizzate!
Del resto è una musica che si ripete: è successa la stessa cosa per il matrimonio, tutti a dirci, con fare minaccioso di chi la sa lunga: “Vedrete che cambierà!”.
E in effetti è cambiata.
Ma in meglio!

Siccome Elisa e Luca partecipando ad un concorso e “chi non piange, non puppa” (giusto per restare in tema di figli…), piango io per loro, invitandovi a leggere questo loro articolo, a commentarlo, a condividerlo se vi piacerà (vi piacerà, vi piacerà!)

Interview to Ian Cartwright, the #momtripelba winner

Today’s guest is Ian Cartwright, the #momtripelba competition’s winner. Let’s discover his adventures!

  • Please give a short summary of who you are what you are doing

You may remember Ian from our recent #momtripelba competition? He was the lucky winner with his entry on beaches. Ian is a 20-something Australian guy who gave up his career, packed his backpack, and headed to Europe for a couple of years of solo travel. Ian started out with no real plan, just 2 years of travel beginning in Turkey. That was a year ago, many adventures and friendships later, brings us to today where Ian is earning his dive certifications in Dahab, Egypt and about to sail the Nile, see the pyramids, and explore everything Egypt has to offer.

  • What is your favourite travel destination, and why?

It’s so hard to pick a favourite travel destination…
For me the best travel memories have been because of the people I’ve met, and the fun we’ve had. But in a year, how can I pick just one? There were the great people I met in the Greek Islands, Hungary, and the romance I had in Croatia. Every day brings a new adventure, and almost every week a new travel destination. The best times I’ve had have been with good, adventurous, spontaneous, friendly, and outgoing people (often CouchSurfers); and almost always in the summertime — there’s something about summer — people are more open to having a great time.

  • What is your least favourite?

I was robbed in Florence, Italy; but that’s a whole other story. I was also ripped off (several hundred Euro) in Erfoud, Morocco; but these bad experiences don’t make a destination bad for me. Everywhere I’ve travelled has something that makes it special. Even my 3 night stopover in Geneva; now, Geneva doesn’t really have anything to offer tourism-wise (and the prices are phenomenally high); but I met 4 amazing people on the trip, and had a great time getting to know them a little, and having them show me their lifestyle, enjoying good food, wine, and meeting friends. This is why I travel. Soak up the culture; get an idea of how people live “on the other side of the world”.

  • What is the worst meal you have ever eaten on your travels?

Hmm… I’ve had some bad ones. When I travelled through Italy with a friend from CouchSurfing, we ate on such a tight budget. Often our meals were freshly baked bread, Gnutella, and a cheap bottle of red wine. But the times we had!

  • What is the nicest accommodation you’ve ever stayed in?

Definitely in Croatia. I booked private accommodation just by walking into places from off the street. It was summertime, the weather was warm. The beds were king-size, with rooftop views, and air-conditioning; the rooms were even romantically themed, and sometimes came with a welcome drink. I don’t usually get nice accommodation travelling, and am usually happy with a warm shower, a clean bed, and a Wi-Fi connection.

  • Is there one thing you never travel without?

An open mind? I would say a passport, but I travelled without one of them for a little while (after the Florence, Italy incident). I’ve travelled without everything at one time or another. No laptop, no phone, no jeans, no shoes, no passport. Material things are replaceable, I’ve found. Even if you have to travel all the way to Amsterdam to get a new (English) laptop.

  1. What is the most memorable encounter you’ve had with a person along your travels?

Wow. Many. There was the week I spent at Lake Balaton, Hungary with a group of Hitchhikers I met at Sziget Music Festival (Budapest). There were the couple of weeks I travelled with the young girl I fell in love with. There was the long distance relationship I had with the Greek girl I met in Athens. There was the epic Oktoberfest road trip I had with 50 loud and drunk English/Australians/Welsh. Or, maybe the 3 months I spent living in Madrid, learning to speak Spanish? Many memories with great friends there too.

  • What is your favourite travel book?

I love non-fiction, travel, and adventure style books. I try to pick one up to have on me anytime I’m taking a long flight/bus/train ride. At the moment I don’t have one. I should get onto that, maybe I can swap one of the books I have at the next hostel I stay at. There have been some great ones, but I can never remember the names. Have you heard of Torre DeRoche? Her book Swept was a great (and easy) read, and my kind of travel/romance adventure! The books not available for purchase at the moment, but if you’re interested follow her blog for re-release details.

  • Do you have any travel vices?

I really like a hot shower — unless the weather is really warm — but at the moment its winter; so yeah, please have a hot shower. Oh, and indoor plumbing I prefer (not squat toilets). Sometimes though, I have to make do, like the 2 nights I spent in the desert in Morocco.

If you want to follow more of Ian’s adventures and read about what he’s done, where he’s been, and where he’s off to next; you can follow him on Facebook or subscribe to his blog.

Intervista a Alessandro Bertini

Oggi la signora Trippando intervista Alessandro Bertini, blogger di Girovagate e Travel Different, terzo classificato al contest #momtripelba. Buona lettura!

  • Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionato ai viaggi?

Il viaggio per me è come il cibo più goloso, che inizi a mangiare e non ti dà mai sazietà. E’ una passione che ho sempre avuto dentro, ma per anni è rimasta quasi nascosta da mille altre cose. Finché non ho conosciuto la mia ragazza e non abbiamo fatto il viaggio della svolta: 3 settimane in Russia insieme ad altri 40 ragazzi di un’associazione universitaria provenienti da tutta Europa. Lì ho conosciuto dei veri viaggiatori, gente che a 22 anni aveva già visto mezzo mondo… e la scintilla ha acceso definitivamente il fuoco.

  • Come è nata l’idea di condividere le tue esperienze di viaggio sul blog “Girovagate”?

Qualche giorno fa ho sentito questa frase in un film: “Spargere notizie fa parte della natura di chi viaggia”. Ecco, non aggiungo altro :-)

  • Dalla sua nascita, collabori anche con il magazine online “Travel Different”. Che diverso rapporto hai con questo blog “atipico” rispetto a “Girovagate”?

Noi 8 travel blogger che abbiamo creato Travel Different abbiamo fin da subito cercato di dare un’impronta diversa rispetto ai classici blog di viaggi, affidando ai lettori il compito di scegliere il tema da approfondire di volta in volta. Mentre su Girovagate sono io a decidere di cosa parlare (un posto dove sono stato, un’offerta low cost, un evento in giro per il mondo…) su TD può capitare anche di dover affrontare un argomento del quale conosco poco o niente, e sono quindi stimolato a ricercare, ingegnarmi, scoprire… non so se si capisce ma questa cosa mi piace un sacco! :-)

  • Sul tuo blog ci cono molti articoli sulla Croazia e sui paesi balcanici: si nota una tua forte passione nei confronti di questi luoghi, anche per me, molto affascinanti. Che cosa ti ha colpito e che cosa ti spinge a ritornare?

Tutto è nato 3 estati fa dal desiderio di andare a Medjugorje per vedere cosa sia realmente. Con i miei occhi. Mosso più dalla curiosità che da altre motivazioni più profonde, mi sono imbattuto in una realtà che non immaginavo. E sono stato colpito non solo da quella meta di pellegrinaggio ma anche dai territori che si attraversano per arrivare fin lì. Da allora, siamo tornati in Erzegovina altre due volte ed in ogni occasione abbiamo visitato posti nuovi, alcuni più noti altri un pò meno, ma tutti ugualmente interessanti. La Croazia racchiude in piccolo tutto quello che cerco da un viaggio estivo: bellezze naturali, città ricche di storia, spiagge stupende e gente molto ospitale. La Slovenia ed in maggior misura la Bosnia, il Montenegro e la Serbia sono meno turistiche e forse per questo ancora più affascinanti ed autentiche.

  • Qual’è il viaggio e qual’è il luogo che più ti sono piaciuti?

Banalmente potrei risponderti che ogni viaggio ha un suo “perché”, che sono affezionato a tutti i luoghi che ho visto ecc ecc. In parte è così davvero, ma se devo sceglierne uno in particolare allora dico il viaggio in auto, da Firenze fino al punto più occidentale d’Europa. Il nostro primo viaggio on-the-road. Abbiamo tagliato in due la Spagna e fatto il giro del Portogallo visitando grandi e piccole città, da Barcellona a Lisbona, da Braga ad Albufeira. Ma soprattutto abbiamo toccato con mano la grande umanità del popolo portoghese e la voglia di divertirsi degli spagnoli. Nel cuore mi è rimasta Salamanca, un piccolo gioiello di architettura.

  • Ti sei classificato terzo al contest #momtripelba, in cui si parlava di spiagge. Nel tuo articolo ne hai citate diverse. Qual’è la tua preferita in assoluto e perchè?

Visto che non mi posso esimere dall’esprimere una preferenza, dico la spiaggia di Lodo in Corsica. Ci si arriva in barca e già da lontano si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un litorale caraibico. C’è spazio per tutti, anche per le mucche che pascolano nelle vicinanze, ma se prendete il sentiero costiero o quello interno (più breve ed impegnativo) si arriva in circa mezzora alla Saleccia, una spiaggia altrettanto bella ma più solitaria. Il mio ideale :-)

  • Quali viaggi hai in programma per la prossima estate oltre, naturalmente, all’Isola d’Elba? Cosa racconterai ai tuoi lettori di “Girovagate” e “Travel Different”?

L’isola d’Elba al momento è l’unica certezza dell’estate! Di solito non programmo così a lungo raggio, a meno che non capiti una bella occasione da prendere al volo… in testa però ho già 3/4 itinerari giù pronti che aspettano solo di essere messi in pratica. Tra questi un giro della Polonia, le Meteore e la Grecia continentale e un viaggio in Malesia.

Alessandro Bertini si descrive così: Imprigionato come molti nei meccanismi della vita, mi ritaglio spazi di evasione parlando di viaggi su Girovagate e quando riesco andando in missione “sul campo”.

La Signora Trippando intervistata su Esserciweb

Qualche tempo fa mi ha contattato Sara Missorini, un’amica conosciuta in vacanza studio in Irlanda. All’epoca eravamo studentesse. Adesso lei è una giornalista e scrive per la rivista online Esserciweb. E per Esserciweb mi ha proposto un’intervista a proposito di Trippando. Voi che dite, ho accettato? Ma certo!! L’intervista eccola qua: http://www.esserciweb.it/in-evidenza/trippando-intervista-a-silvia-ceriegi/. Se volete scoprire qualcosa di più sulla Signora Trippando, vi invito a leggerla!

Alla prossima!!

Da domani su Trippando: L’Intervista del Mercoledì

Era un pò che ci pensavo. Dedicare un pò di spazio agli amici viaggiatori. Da subito ho creato la sezione “amici on the road ed ho invitato amici, blogger o meno, a raccontare su queste pagine le loro esperienze di viaggio. Ma ho molti amici che hanno visitato posti fighissimi e che non ne vogliono scrivere. Allora ho iniziato a pensare a come “estorcere” i loro racconti di viaggio. L’intervista mi sembra la formula migliore. Poi ho saputo una grandissima notizia: un’amica blogger di viaggi mi ha raccontato una notiziona sul suo conto. Ve la svelerò domani. Con la prima “Intervista del Mercoledì”.

Vi aspetto!

 Stay tuned…

 

L’ideatrice di Trippando intervistata su Liligo

Ancora una novità su questi schermi!

Sembra che Trippando stia avendo un successone: è un blog innovativo, di quelli che gli esperti chiamano “per turisti 2.0″, ovvero per coloro che prima di mettersi in viaggio usano internet, ed in particolare i blog e i social networks, per informarsi sulle destinazioni e far propri i consigli di altri viaggiatori.

Per qusto, nei giorni scorsi, sono stata intervistata dallo staff di Liligo, motore di ricerca di voli e hotel economici.

Nel blog di Liligo, “Il Blog del Viaggiatore”, è stata pubblicata oggi la mia intervista, che ha come filo conduttore, neanche a farlo apposta, i viaggi.

Che ne dite di darci una sbirciatina?? Leggete, commentate, criticate…e ditemi come sono andata!!