Bandiera blu e divertimento sull’Adriatico

Articolo offerto dal Campeggio dei Fiori di Cavallino (VE)

Non sempre è necessario, quando si progettano le vacanze estive, operare una scelta tra natura e divertimento. A volte è possibile conciliare le diverse esigenze dei membri della famiglia o i desideri ambivalenti individuali, come nel caso del Campeggio 4 stelle Dei Fiori, che si trova sul litorale del Cavallino nell’alto Adriatico.

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E’un campeggio molto bello e ben organizzato: è articolato in diverse zone per tende, camper e roulotte ed ha aree riservate a moderni bungalow, così da offrire tutto ciò che si può desiderare da una vacanza al mare, a partire dall’acqua, che anche quest’anno è stata  insignita della Bandiera Blu.

Il territorio del Cavallino, una penisola di una quindicina di chilometri fra il Lido di Jesolo e Venezia, è molto apprezzato da chi ama passeggiare sulla lunga spiaggia bordata dalla pineta o pedalare fra campi e canali, acquistando ortaggi, frutta e pesce tipici di quest’area.

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La posizione è strategica anche per chi volesse condire la propria vacanza con qualche giro culturale a Venezia o sugli isolotti di Burano,  Murano e Torcello: la partenza dei traghetti si trova a soli 10 km dal campeggio.

Quanti dalle ferie estive esigono anche, o solamente, relax, abbronzatura e svago, troveranno al Camping Dei Fiori non solo strutture sportive e ricreative (palestra, piscine, tennis, basket, calcetto, beach volley, minigolf, ping pong), ma anche un ricco programma di attività, giochi e animazione per grandi e piccini (vedi i dettagli).

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La vicinanza della città di Jesolo, poi, risponde a qualsiasi desiderio di shopping o di vita notturna, con innumerevoli negozi e locali di ogni tipo.

Che cosa aspettate a partire??

Salento: lu sule… lu mare… lu jentu

La primavera è arrivata… il bel tempo, ancora no…

Intanto però sognare si può e pensare ai giorni di riposo, pure…

Io penso spesso al Salento… dove, “sule mare jentu”… quanto ne volete.

Lu sule lu mare lu jentu

Non c’è angolo di questa meravigliosa appendice, dove finisce la terra e dove si incontrano due mari (Ionio e Adriatico) che non vi graffierà il cuore…

Lasciando impronte indelebili e indimenticabili… di una terra incredibile!!!

La luce abbagliante del sole ed il riverbero sulle pietre bianche…

La ricchezza del barocco… il rapimento e l’ipnosi della pizzica…

La bontà dei meravigliosi prodotti eno gastronomici…

Poi ancora il mare con le sabbie bianche delle Pescoluse…

Gli scogli alti e possibili… dai quali volare per tuffarsi in acque limpide… e cristalline.

Angoli nascosti e primitivi di natura selvaggia… Agavi giganti e Opuntie cariche di succulenti fichi d’india.

Il frinìo… assordante ed interminabile delle cicale, il profumo del finocchio e dell’origano selvatico… saturano tutti  i sensi… inebriandoli.

Come dimenticare Leuca la bianca… solo il silenzio riesce ad amplificare e dare senso alle emozioni.

I capperi abbracciati a pietre antiche quanto il mondo… colorano di sapore il paesaggio.

E’ un ritmo selvaggio quello salentino… il ritmo della Taranta che rapisce per sempre…

La foto è firmata Ernesto de Matteis. In senso orario: a sinistra, in alto: Manduria e a seguire Leuca, Otranto, Porto Cesareo

Se vi è rimasta ancora voglia di Salento…

Il Salento dalla A alla Z – di Paola Russo

Scrivi e vinci la Puglia: il racconto di Ernesto De Matteis

Scrivi e vinci la Puglia: il racconto di Lucrezia Laschi

Bosa: una pittoresca città

È iniziata questa mia esperienza di viaggio come reporter per Trippando.com e nonostante sia solo all’inizio, ho già visto visto, visitato e conosciuto la città che sta ospitando il Bitas: Bosa. Una piccola città che racchiude in se tanta storia, tanta tradizione e cultura nonchè un paesaggio affascinante che spazia dal mare alla montagna.

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Innanzitutto Bosa si divide a in due parti: una più antica e che racchiude tutta la sua tradizione e cultura, dove il castello e il duomo sono i luoghi più caratteristici. L’altra è direttamente sul mare tanto da chiamarsi Bosa Marina ed è dove sono alloggiata, in mezzo alla natura, alla tranquillità e alla bella vista del mare da vicino.

La cosa che mi ha molto colpito è la disponibilità della gente, sempre pronta a darconidi azioni, consigli ma soprattutto aiutarci per vivere al meglio la città. Non mi sono quindi sottratta dal visitare il castello, arroccato su un piccolo promontorio da cui si gode una vista mozzafiato.

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La discesa è stato un susseguirsi di meravigliose scoperte come le coloratissime case che ci hanno accompagnato lungo la discesa o come la scoperta di un’antica tradizione come il filè perchè abbiamo avuto la possibilitá di vedere dal vivo. Davanti alla propria porta di casa, delle gentilissime signore ci hanno mostrato i loro capolavori e le loro meraviglie; impossibile non rimanere a guardare le mani di queste antiche signore che, a volte, lavorano anche ad occhi chiusi.

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Volete scoprire altro? Allora domani non perdetevi la parte culturale perchè Bosa non è solo mare…

Mare in Sicilia: Scala dei Turchi

Se avete in mente una vacanza esotica non c’è bisogno di andare ai Caraibi, è sufficiente prenotare un volo per la Sicilia e andare alla scoperta di uno dei posti più incantevoli che la natura ci ha regalato. La Sicilia è uno scrigno ricco di tesori e di bellezze naturali oltre ad essere una meta valida tutto l’anno per via del suo clima mite. Immaginatevi una scogliera bianchissima che si erge a picco sul mare. Aprite gli occhi e ammirate il contrasto tra il blu del mare e il bianco della pietra. Credo che non esista nulla di più sensazionale. Scala dei Turchi è veramente un posto unico ed esiste davvero. Si trova a Realmonte a pochi chilometri dalla stupenda Valle dei Templi di Agrigento. Siete curiosi di sapere cos’è che rende così bianca la scogliera? Vi dico subito che non è argilla, come molti pensano, ma si tratta di marna, una roccia sedimentaria calcarea e argillosa. Ma sveliamo una curiosità sul nome. Scala dei Turchi è chiamata così per due motivi. In primis perchè assomiglia ad una scalinata e in secondo luogo perchè in passato i pirati saraceni e quindi i turchi trovarono rifugio in questa zona e utilizzarono la scalinata naturale per raggiungere e depredare i paesi vicini. Circola in giro un’altra storia, quella di “u zitu e a zita” (in dialetto siciliano: il fidanzato e la fidanzata), su due ragazzi innamorati ma ostacolati, che giurandosi amore eterno si lanciarono nel vuoto e si trasformarono nei due scogli che affiorano nel mare di fronte.

Ammirando questo splendore non si può non rimanere affascinati. Si nota il passaggio lento ma allo stesso tempo incessante del vento e del mare che hanno scolpito e modellato la parete rocciosa. Per accedervi bisogna procedere per delle scalette naturali che dalla strada scendono giù fino alla spiaggia. Vi avviso subito che bisogna fare un lungo cammino ma la vostra fatica sarà largamente ricompensata.

Dopo essere scesi in spiaggia si può percorrere la scogliera in lungo e in largo, sdraiarsi per prendere il sole e magari dopo un pò lanciarsi direttamente in acqua. Se si hanno dei bambini si può approfittare della spiaggia di sabbia finissima ai piedi della falesia per farli giocare. L’ acqua è cristallina e in riva è molto bassa, ideale se si vuole entrare gradualmente in acqua. Potrete passare una giornata intera senza accorgervene e magari godervi anche il tramonto.

Come arrivare: Una volta atterrati in uno degli aeroporti della Sicilia (Catania, Palermo, Trapani) vi consiglio di noleggiare un’auto e una volta arrivati parcheggiare gratuitamente sul ciglio della strada che sovrasta la Scala dei Turchi o in uno dei parcheggi a pagamento. Se vi trovate a Realmonte sappiate che una navetta del comune vi porterà direttamente alla spiaggia oppure si può decidere tranquillamente di fare a piedi il percorso impiegando circa 35 minuti.

Suggerimenti: Questo percorso forse non è adatto a tutti soprattutto a chi ha bambini piccoli o a chi soffre di vertigini.

E’ da tenere presente che la segnaletica è un pò carente e quindi potreste avere delle difficoltà a trovare il posto.

Elba: per due settimane Isola Musicale d’ Europa

E’ iniziata ieri (30/08) e durerà fino all’ 11/09 l’edizione 2011 del Festival di musica ”Elba – Isola Musicale d’Europa”, una serie di concerti itineranti che porterà gli appassionati di musica alla scoperta della più grande isola toscana e gli “elbofili” a gustare buona musica.

E’un festival che raccoglie vari generi musicali: dal contemporaneo, al classico, al jazz, all’opera ed è unico nel suo genere perchè i concerti sono ospitati in luoghi diversi, sparsi per le varie località dell’Isola, in modo da avere una commistione tra musica e scoperta, viaggio, esplorazione.

E’ per questo che l’organizzazione di Elba - Isola musicale d’Europa ha chiamato a raccolta i blogger di viaggi, chiedendo loro (noi, n.d.r.) di prender parte all’iniziativa. Causa arrivo -imminente- del primogento, io non potrò esserci. Non mi dilungo sulla delusione di Enrico, il marito musicofilo, quando gli ho parlato dell’iniziativa…gli sarebbe piaciuto parecchio accompagnarmi!

Nonostante l’assenza fisica, mi fa piacere condividere sul mio blog l’atmosfera -divertita- e lo spirito -di scoperta- di questo festival, invitando i miei lettori che saranno in zona ad andarci e a condividere su queste pagine la loro esperienza. Invito anche i colleghi travel blogger che presenzieranno, almeno in parte, all’evento, a voler raccontare anche a noi la scoperta di un’isola a suon di musica.

Con Cristiana all’Isola d’Elba: non solo mare

Oggi Cristiana Bartolini, proprietaria di hotel e blogger elbana ci porta alla scoperta della maggiore delle isole dell’Arcipelago Toscano. Un itinerario alternativo da fare quando il turismo di massa ha abbandonato l’isola.

Non solo mare! Se e’ vero che l’isola d’Elba attrae la maggior parte dei suoi visitatori per la bellezza delle sue spiagge e del suo mare, e’ pero’ altresi’ vero che l’interno dell’isola e’ altrettanto bello, seppur meno conosciuto.
Specialmente nelle stagioni intermedie- la primavera e l’autunno- e’ piacevolissimo incamminarsi per gli innumerevoli sentieri che attraversano in lungo e largo le alture dell’isola. I colori, gli aromi, la varieta’ della macchia mediterranea sono un unicum che val la pena di apprezzare, muniti di un buon paio di pedule, di un bastone da passeggio, di un binocolo e di uno zainetto. Grazie alla conformazione dell’isola, da ogni vetta si possono godere panorami mozzafiato che spesso consentono di ammirare le altre isole dell’arcipelago e le vicine coste del continente.

Se alla natura si vuol aggiungere un pizzico di storia, non mancano le opportunita’ per le nostre escursioni:
Il santuario di Madonna del Monte, cui si giunge da Marciana dopo un’ora di cammino in mezzo ai castagni, ci ricorda il fugace incontro di una notte di Napoleone con Maria Waleska e il figlioletto di pochi anni.

Il Santuario di Monserrato, alle spalle di Porto Azzurro, ci ricorda invece la dominazione spagnola nella parte orientale dell’isola.
Maestose le rovine del castello di Volterraio, costruzione pisana del XIII secolo, dominante la splendida baia di Portoferraio, da cui si gode il piu’ bel tramonto dell’isola.

Croazia: Un Viaggio da Scoglio a Scoglio

La mia passione per la Croazia sta facendo il giro dei blog di viaggi.

Per il blog di Hostelbookers ho scritto un articolo sulle spiagge croate: “Croazia: Un Viaggio da Scoglio a Scoglio”, che è stato pubblicato nei giorni scorsi e che vi invito a leggere e commentare. Basta clicacre qui.

Buona lettura…e buon viaggio!

KRK: l’isola non isola

Krk è la più grande e frequentata delle isole croate. E’ un’isola un pò atipica, direi un’ “isola non isola” perchè è proprio tutto tranne che isolata: dal 1980, infatti, è collegata alla terraferma da un ponte lungo poco meno di un chilometro e mezzo. In più, ospita un aeroporto…ma non l’aeroporto di Krk, l’aeroporto di Rijeka (Fiume), la terza città della Croazia!

L’Isola di Krk è particolarmente amata dai turisti italiani: gran parte di quelli che trascorrono le proprie vacanze in Croazia vi soggiorna o vi trascorre almeno una giornata.

Anche io ed Enrico, durante la nostra esplorazione della Croazia del Nord nel 2007 abbiamo contribuito a questo trend.

Dal nostro alloggio di Opatija raggiungere l’Isola di Krk è stato piuttosto facile e veloce (circa un’ora e mezzo di macchina) tranne che per l’attraversamento della città di Rijeka, trafficata a tutte le ore.

Percorso il ponte che la collega alla terraferma e raggiunta l’isola, si intravede sulla sinistra l’aeroporto di Rijeka. Proseguendo lungo la strada che scende lungo la costa occidentale, si trova il grazioso paesino di Omisalj, dove ci fermiamo giusto il tempo di una passeggita.

Omisalj

La nostra prossima meta è Njivice, per un motivo ben preciso: Enrico ci aveva trascorso le vacanze quando io non ero ancora nata, a Krk si arrivava con la nave, la Croazia era Yugoslavia e lui…diceva “vado a Vovovvavia”…

Che dire: avevamo guardato le foto di Njivice fine anni ’70 poco prima di partire. Sinceramente, non abbiamo visto dei grandi cambiamenti da allora: spiaggette di ciottoli all’ombra di pini che arrivano fino sul mare, alberghi di titiana memoria…davvero un luogo immutato negli anni…

Ci concediamo un bagno di mare ed uno di sole in quel di Njivice, per poi dirigerci alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa. Troviamo un ristorante che per poche kune offre pesce fresco alla griglia. Ne approfittimo. E ripartiamo sazi e carichi per la prossima destinazione: Krk città.

Krk città. il porticciolo

La cittadina che prende il nome dell’intera isola, più nota come “Krk città” che come “Krk” soltanto appare ai nostri occhi come una “piccola capitale veneta”: protetta da alte mura, ricca di chiese e monumenti, con le strade più centrali strette ma lastricate di marmo, il bel porticciolo con gli immancabili velieri, le bancarelle sul lungomare.

Krk città

Nonostante il caldo di un pomeriggio croato di fine estate, passeggiare per questo piccolo centro ricco di storia è interessante e divertente.

Krk città: le mura

Ma noi abbiamo voglia di un altro bagno krkiano. Risaliamo in macchina e raggiungiamo il punto più a sud della nostra gita a Krk: una spiaggetta con vista sul porto di Punat e sull’isolotto di Kosljun che lo fronteggia. Dopo il meritato bagno, ci soffermiamo un pò a guardare il panorama e a godere dell’ultimo sole. Ma il sole sta per tramontare e noi dobbiamo ripartire: Opatija ci aspetta.

Vacanza ad Ischia: benessere e relax, anche ad Agosto

Dopo aver letto la mia “Ischia Low Cost”, mi è stato chiesto, da parte dello staff di TUI.it di scrivere un post, ancora su Ischia, in cui si dessero consigli ai viaggiatori diretto verso l’isola campana.

Ecco qui il mio “Vacanza ad Ischia: benessere e relax, anche ad Agosto”, che vi invito a leggere e, se volete, a commentare, sul blog di TUI.

Settembre ad Ischia: una settimana low cost

Ischia è senza dubbio una meta molto attraente, associata al relax, alle terme, ad una vacanza all’insegna dell’ozio.

E’ stato proprio raccontando alla mia amica Elisa che avevo bisogno di farmi una vacanzetta tranquilla ma con un budget molto basso  a disposizione, che mi ha parlato di questa splendida isola. Di una Ischia diversa da come ci si immagina. Quando apriamo i giornali, infatti, spesso leggiamo inserzioni di grandi hotel a prezzi che sembrano molto vantaggiosi…ma mi sembrano un pò tristi, tipo quei gelati che cambiano il colore ma hanno sempre lo stesso gusto.  L’Ischia che mi ha raccontato la mia amica, invece, mi ha convinto…di più…così tanto da darmi la forza di convincere anche Enrico a partire…ed ecco la nostra Ischia Low Cost.

E’ l’Ischia delle “case”, ovvero di piccole pensioni, quasi sempre a gestione familiare, chiamate “Casa Qualcuno”.

Come suggeritomi da Elisa, ho prenotato alla Pensione “Casa Giuseppina”. Si trova nella parte sud dell’isola, nel paesino di Succhivo, una frazione di Sant’Angelo, il “paese da cartolina”, raggiungibile tranquillamente a piedi con una bella passeggiata.

Ischia-Sant'Angelo - fonte: Wikipedia

Il consiglio di Elisa è stato davvero validissimo, perchè i prezzi bassi  (era settembre e pagavano 45euro/persona in mezza pensione), l’ottima e abbondante cena (veramente da ristorante di lusso), la graziosa piscina con acqua termale, la zona relax con idromassaggio e sauna ci hanno fatto  trascorrere una settimana da nababbi…e…low cost!

Sì, low cost perchè:

  • il viaggio fino a Napoli  lo abbiamo fatto in treno (tra l’altro, approfittando della promozione “biglietto amico”), risparmiando quindi sia di benzina che di parcheggio…chi se la porta la macchina sull’isola??
  • essendo senza macchina, abbiamo preso l’aliscafo pagando solo il passaggio per due persone;
  • siccome siamo dormiglioni, facevamo colazione sempre tardi…e siccome la sera alle 19.30 c’era la cena…a pranzo ce la cavavamo con qualche cracker e un pò di frutta…
  • i mezzi migliori per girare ad Ischia sono lo scooter e l’autobus e optando per l’autobus (abbonamento settimanale) siamo riusciti davvero a spendere pochissimo…

…vi sembrano tanti 450 euro a testa per una settimana da pascià??

P.S. Nella prossima puntata parleremo di cosa visitare, delle spiagge e delle terme di Ischia, ok??