Seduzioni del Paesaggio…a Bacoli

A Bacoli, in provincia di Napoli, c’è un luogo bellissimo. Si chiama Complesso del Fusaro e, fino al 29 settembre, ospita una mostra dal titolo “Seduzioni del Paesaggio“.

In contemporanea alla mostra, ad ingresso gratuito (fino al 29 settembre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, con prolungamento alle ore 20.00 nelle giornate in cui sono programmati altri eventi), che ospita opere di artisti italiani e tedeschi, sono previsti diversi eventi.

In particolare, stasera, ci sarà la nostra Amica Paola Russo a dialogare con Rosario Zanni, autore del libro Mal’aria, che verrà presentato nel corso della serata.

Ecco cosa mi ha raccontato Paola a proposito della mostra:

L’occasione è un incontro- scontro fra un ente di formazione professionale, Progetto Uomo onlus, e un artista, Giovanni Mangiacapra. Da questo incontro-scontro nascono una serie di idee ambiziose, fra cui questa, che prelude ad un altro incontro, quello fra artisti italiani e tedeschi in una mostra internazionale di arte contemporanea, in corso fino al 29 settembre al Complesso Vanvitelliano del Fusaro, nel cuore dei Campi Flegrei, uno scenario splendido (il giardino storico, gli stalloni, l’Ostrichina o Villa del Lago ed il Real Casino di Caccia commissionato da Ferdinando IV di Borbone e realizzato da Carlo Vanvitelli, mentre l’aspetto decorativo fu affidato a Jacob Philipp Hackert). La mostra è leggibile come un’avventura intellettuale e creativa senza barriere, dove tutti si possano sentire sedotti da “nuove emozioni”.

Il programma “fuori programma”:

lunedì 24 settembre 2012 ore 18:00

- Presentazione libro “Mal’aria” di Rosario Zanni. Con l’autore dialogano:

Matilde Iaccarino

Paola Russo – presidente Progetto Uomo Onlus

Ciro Biondi – giornalista

mercoledì 26 settembre 2012 ore 17:00 (Evento …fuori Mostra” – Casina Vanvitelliana)

- Presentazione libro “La famiglia nello sguardo dei bambini“  scritto dalla Psicoterapeuta  infantile d.ssa Marisa D’Arrigo, Consultorio Bacoli e dalla d.ssa Stefania Sansone, sociologa e referente Progetto family care.

venerdì 29 settembre 2012 ore 18:00

- Presentazione del libro “Manuale pratico di Archeologia subacquea” di Filippo Avilia (edizioni Valtrend 2012). Con l’autore intervengono:

Luca Attenni – direttore Musei di Alatri e Lanuvio

Samuele Carannante – Centro subacque Ulisse

E ancora: – Lettura poesie di giovani e meno giovani artisti

- Serata di musica “Rock-popolare” con gruppi del territorio, tammurriata e balli popolari

Se questo luogo magico ha incuriosito voi come me e non potete andarci entro fine mese…vi va di chiedere a Paola se ci racconta di più?

L’India di Paola (parte quarta…e ultima)

Non c’è due senza tre e il quattro vien da se. Questa è la quarta ed ultima parte del bellissimo (non solo a parer mio) racconto di Paola Russo sulla “sua India”. Buona lettura!

Ritorno a Delhi

Delhi ti accoglie sempre nello stesso modo, con l’aria di chi non ha affatto bisogno di te. Non le sei mancato. Ha tredici milioni di abitanti, pensa se può impensierirsi per un temporaneo visitatore che la lascia per un po’. Tanto, lo sa che torna. Dopo qualche giorno dal nostro viaggio a Jaipur G. riparte per l’Italia, ed io rimango qui a Delhi, ho ancora un mese di lavoro che mi aspetta. Un monsone anticipato scurisce il cielo di piogge improvvise e violente. Riprendo i miei ritmi solitari, interrotti dai giri in macchina con madam e sua figlia, o dagli inviti del capo, e della mia collega Pratima. Una sera rimango a dormire a casa di Pratima. Lei vive con i genitori, in un appartamento piccolissimo alla periferia di Delhi (ma Delhi ha una periferia?). Entro in casa pensando che forse avrei dovuto togliere le scarpe, saluto suo padre e sua madre. La madre è grassa e dolce, vestita in sari, e non sa una parola di inglese. Ma non è importante parlare, in fondo, se una persona ti sorride così dolcemente. La cena è buona e ricca, loro non sono vegetariani, a differenza di madam, e hanno preparato del pollo. L’unica cosa che non riesco a mangiare sono i dolci. Sono palline di semolino fritto, mi danno la nausea solo a guardarle. Le avevo provate già in ufficio, le aveva portate Malcom, l’amministratore della sede di Mumbai. Avevo a stento trattenuto la nausea. Dopo cena Pratima mi fa vedere le foto dei suoi viaggi, tutti in terre lontane e affascinanti. Dormiamo insieme nel suo grande letto. La camera è fresca e silenziosa. Al mattino mi accorgo che lei ha dormito esattamente in modo opposto a me, con la sua testa in direzione dei miei piedi. Non le chiedo il perché. Dopo tre mesi in India, ho imparato a non voler capire tutto.

Il giorno della mia partenza il capo mi accoglie in ufficio dicendomi con un mezzo sorriso che pare che l’aereo della Lufthansa abbia avuto problemi tecnici a Francoforte. Forse la mia partenza dovrà essere rimandata. Mi viene subito da dire- No, io ho comprato i dolci! Devo partire!- Ho preso dei dolci bengalesi per gli indiani e dei Ferrero Rocher per il capo, che è italiano. Un po’ di India, e un po’ di Italia. In fondo, questo è un ufficio italiano. E scopro che la Ferrero non è più italiana, è della Nestlè, ora. Mi vergogno un pò per il mio acquisto non solidale. Ma ora è fatta, e i cioccolatini sono buoni. Mangiamo tutti insieme, facciamo battute e ridiamo per dissimulare la malinconia.

La situazione dell’aereo si risolve. Stanotte parto. Verso le undici madam viene a prendermi in ufficio, mi porta a prendere un caffè al Taj Mahal Hotel, lussuosissimo, come tutti gli alberghi per occidentali e indiani ricchi. Il caffè è buono, pieno di latte, e con un po’ di cannella. Penso che domani sarò in Italia, a bere il caffè di mia madre. Lascerò la mia piccola macchinetta a madam, perché prepari il caffè come le ho insegnato, le piace tanto. L’abbiamo bevuto insieme tante volte, sedute a parlare nella veranda fresca e tranquilla di casa.

L’Ambassador nera è arrivata al terminal internazionale dell’aeroporto. Ci ha messo davvero poco, mi sorprendo a pensare. Esco un po’ controvoglia, so già cosa mi aspetta. Un facchino afferra senza alcuna fatica la valigia, la mette su un carrello, e per fare dieci metri pretende duecento rupie. Non ho voglia di discutere, e lo pago senza fiatare. La coda per il check in è interminabile. L’aeroporto non è come lo ricordavo. E’ zeppo di gente, illuminato, allegro. Dopo il check in, la dogana. Fila interminabile, anche qui. La perquisizione. Hostess giovani e carine vestite in sari controllano e aiutano i passeggeri. Mi siedo in una delle sale d’aspetto, evitando la squallida sosta al duty free. Qui è un tempo e uno spazio sospeso, non più Asia e non ancora Europa. Un’isola di niente. Non ho incontrato Mauro, l’attaché militare dell’ambasciata italiana che parte come me, stanotte, per raggiungere la famiglia che lo ha preceduto a Genova. Peccato, non ci siamo salutati domenica scorsa al Radisson, sicuri di incontrarci stanotte, in aeroporto. Un po’ ingenui, l’aeroporto è come Delhi, un posto in cui perdersi, non ritrovarsi.

Se vi siete persi la prima, la seconda e la terza parte del racconto, eccole:

L’India di Paola (parte prima)

L’India di Paola (parte seconda)

L’India di Paola (parte terza)

About Paola:

Napoletana, quarantenne per sbaglio, eterna ragazza per vocazione. Ha studiato Scienze Politiche e sognato una carriera internazionale, ha fatto tante esperienze di lavoro, anche all’estero, approfittandone per vedere un po’ il mondo. E’ progettista di interventi formativi e di azioni sociali, precaria come molti, in questa epoca incerta. Ama un sacco di cose, ed è curiosa come un gatto (animale prediletto, del resto!). La musica, la lettlettura, la scrittura, il web e le sue innumerevoli possibilità di comunicazione. Le persone, e le loro infinite storie. Il suo compagno. Il suo nipotino nuovo di zecca, bellissimo e riccioluto come lei (grazie sorella!). Viaggia in macchina, preferibilmente. Non ha la passione dell’aereo, ma ogni volta, superato il suo bel panico da decollo, prova un’ebbrezza di gioia, e di libertà. Il racconto sull’India è frutto di un ricordo ormai antico, dell’anno 2001, quando ha vissuto a New Delhi per tre caldissimi mesi, condotta lì da una borsa di studio dell’Istituto per il Commercio Estero. Ci ritornerà, un giorno, e sarà come tornare a casa…

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