Le sette meraviglie del (mio) mondo

Qualche tempo fa sono “stata citata” da Alessandro, aka Girovagate, e da Valentina, aka Valuita, che mi hanno invitato a continuare un gioco che dura da un annetto:  scrivere una classifica de “I miei Sette Post”. Mi sono presa un pò di tempo per meditare. Non so se le mie scelte coincidono con quello che avrebbero scelto anche i miei lettori. Che, se vorranno (vorrete, vero?) potranno scrivere anche i loro sette. Eccoci, dunque:

Il post più bello

Quello sul Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, nella mia amata Croazia. E’ stato il primo guest post che ho scritto, mi sono impegnata tantissimo. E scrivendo di un luogo che amo, non poteva deludermi!

Il post più popolare

Per dare questa risposta o dovuto consultare le statistiche di Trippando. Ed ho fatto una bellissima scoperta: il post più letto è quello della nascita del Circolo delle Mamme Viaggiatrici. Ne sono orgogliosa!

Il post più utile

Mangiare low cost a Praga. Pare impossibile, ma digitando questa frase o analoghe, un sacco di gente approda su Trippando. Mi fa piacere che anche sconosciuti possano ricevere i miei consigli spassionati.

Il post il cui successo mi ha sopresa

Quello sul Capodanno alle Terme di Casciana. Pensavo che fosse un post “stagionale”, di quelli letti una settiman l’anno. E invece continua a ricevere viste.

Il post che non ha avuto l’attenzione che meritava

Praga in Musica: un bell’articolo, originale, differente, ma poco letto. Chissà!

Il post più controverso

E’ Trippando CERCA: la mia ricerca di collaborazioni che continua e continua, smuovendo un pò di polemiche per la strada. Ma ciascuno ha le proprie opinioni.

Il post di cui sono più orgogliosa

Qui la risposta è davvero scontata. Direi banale. Ma è uno ed uno solo. Quello della nascita di mio figlio. Il suo primo viaggio dall’ospedale a casa: Il viaggio più bello: con Marco

Ora tocca a me nominare cinque blogger. Cinque persone di cui sono cutiosa di conoscere il loro “top seven”. Eccoli:

Melissa, la Studentessa Matta, perchè il suo blog è un pozzo di sapere e di italianità.

Barbara, perchè ha visitato luoghi dove forse non andrò mai. Ma che leggere sul suo blog mi affascina tantissimo.

Valentina, perchè il suo blog è una miscela esplosiva di viaggi e non solo: è come una mamma riesce a far divertire i suoi bimbi. Ed ho ho tutto da imparare.

Sonia, perchè le sue ricette sono belle e buone. Io dovrei stare a dieta, ma i suoi post fanno mangiare anche con gli occhi.

Fabiola, perchè, devo ammetterlo, il suo blog lo conosco poco. Ma ultimamente mi ha incuriosito molto

Oddio, tutte donne…sarà un caso?

Perchè io uso Maptalks

Conoscete Maptalks? Io ho iniziato ad usare questa applicazione da poco tempo quando, dopo aver scritto diversi post su Praga, mi è venuto voglia di raccogliere tutte le indicazioni mangerecce e di metterle su mappa. Ne è venuta fuori una “mappa parlante” con i miei consigli, che dopo pochi giorni è stata integrata con quelli di Valentina Paro, autrice del blog Diario in Viaggio, di ritorno dalla fascinosa capitale ceca.

La cosa divertente è che una persona può iniziare a dare i suoi consigli e altri, su concessione del primo autore, possono integrare e completare. Si vengono così a creare delle mappe interattive, parlanti, divertenti per chi non ha voglia di viaggiare guida alla mano. A me piace fare mappe con i ristoranti, perchè quando sono in viaggio alla sera non mi fa voglia di muovermi con la guida della città che sto visitando. Con la mappa parlante ci si può muovere “leggeri” ed avere comunque buoni consigli a portata di tasca.

Adesso ne sto preparando un’altra. Vado un pò a rilento perchè queste tecnologie così nuove per me sono un pò difficili. Se non ci fosse l’assistenza costante, cordiale, gratuita, volenterosa del signor Maptalks, alias Berardino Salvatore, detto anche “l’angelo delle mappe parlanti, a quest’ora mi sarei già arresa. E invece no. Tra un post e l’altro mi diverto a completare le mie mappe, disturbando di quando in quando Berardino, sempre attento alle difficoltà che gli utenti delle sue mappe possono incontrare.

Praga da mangiare: i miei consigli su Maptalks

Dopo aver scritto un pò di post su Praga di cui due di consigli gastronomici: Andando per birrerie a Praga  e Tra Birrerie e AllYouCanEat: mangiare bene spendendo poco a Praga  ho deciso di mettere tutte le informazioni su mappa, sfruttando l’applicazione Maptalks. Ne è venuta fuori una mappa parlante con i miei consigli per mangiare low cost a Praga. Vi invito a darci un’occhiata e, se vi va, ad aggiungere i vostri consigli ed i vostri luoghi preferiti. Spero possa essere utile!!

Tra Birrerie e AllYouCanEat: mangiare bene spendendo poco a Praga

Praga è una delle mie città preferite. E’ vivace, accogliente. E poi è anche economica. E’ possibile mangiare molto e molto bene con l’equivalente di 15euro.

I luoghi più informali dove empirsi la pancia sono le birrerie. Lì ci si siede su panche chilometriche accanto ad altri avventori. E, se si vuol mangiare, si ordina uno dei piatti semplici, corposi e a buon prezzo. Il tutto annaffiato da fiumi di birra non pastorizzata. To die for. Non mi dilungo sulle birrerie e sui birrifici praghesi, perchè ne ho già scritto tempo fa qui.

Poi ci sono i ristoranti, dove con un piatto unico si mangia in abbondanza ed il portafogli cambia di poco. Il posto che a me è piaciuto di più è il Klub Archtektu, una cantina ristrutturata da un gruppo di architetti, appunto. Essendo una cantina, interrata, i claustrofobici devono rinunciarvi. Ma il posto è ben organizzato, il servizio è cordiale e id il menù è il più lingo che io abbia visto a Praga. In particolare, la parte vegetariana è notevole. E dopo stinchi alla birra e gulash vari, un bel piatto senza carne è una chimera. Voto: 9/10

Un altro posto strepitoso è Ambiente Pizza Nuova, uno dei tanti ristoranti della catena Ambiente presenti a Praga. Serve pasta e buona pizza, in un ambiente molto italian style. Qui con circa 15 euro si può scegliere la formula “all you can eat”, ovvero ci si siede al tavolo ed i camerieri passano offrendo pasta e pizza di vari gusti. Si mangia finchè accanto al proprio bicchiere si tiene un dischetto verde. Quando si è pieni, si volta il dischetto ed appare la scritta STOP. Servono anche “pasta friendly”, per celiaci. voto: 10/10

Tipico praghese è invece U Supa, con musica dal vivo e piatti tipici che più tipici non si può. Forse un pò turistico, ma assolutamente non male. Voto: 7/10

Una curiosità: le ricevute e gli scontrini a Praga hanno due prezzi: quello normale e quello col sorriso. Col sorriso? Sì. Siccome il servizio non è compreso nel prezzo delle pietanze, i camerieri mettono un timbro fatto a smile sulla ricevuta e scrivono a penna quanto dovresti pagare per ciò che hai mangiato e per il loro lavoro. Carino, no? Così uno non si scervella a calcolare il 10% dopo essersi scolato fiumi di birra.

Praga in Musica: versione integrale

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Percorrendo le strade di Praga si ha una costante lotta tra i cinque sensi per la prevalenza dell’uno sull’altro. Particolarmente coinvolto è l’udito, non solo a causa della vivacità delle persone che si incontrano, ma anche per i suoni. E per la musica. Praga è una città in musica. Sul Ponte Carlo, che collega la Città Vecchia al quartiere di Malastrana, a tutte le ore ci sono singoli o gruppi di persone che fanno musica. In particolare swing.

 Nella maggior parte dei casi si tratta di gente del posto che si ritrova per suonare per sé e per chi passa sul ponte più frequentato della città. E’ divertente vedere signori in tenuta da ufficio che, con uno strumento in una mano ed un cappello per ripararsi dal sole o dalla pioggerella nell’altra, si avvicinano ad un gruppo, il loro, e si uniscono agli amici che stanno già suonando. Per gli appassionati di musica, e non solo, attraversare il ponte Carlo diventa un’impresa lenta, ma appagante: la voglia di fermarsi ad ascoltare, magari guardando distrattamente le bancarelle vicine, è tanta. E man mano che ci si allontana da una band e la sua musica svanisce, ecco che ne segue un’altra.

 Al tramonto, lo swing dei vari gruppi fà da colonna sonora al cangiare del colori del fiume Moldova, dei monumenti della Città Vecchia da una parte e delle case di Malastrana, sovrastate dal Castello, dall’altra. Non si sa più cosa guardare. Ma si continua ad ascoltare. Affascinati. Il risultato è che per arrivare da una parte all’altra del ponte si può impiegare anche un’ora. O più.

Alla sera, in molti locali della Città Vecchia viene suonato il jazz. Al costo di una bevuta si può assistere a veri e propri concerti fatti da artisti strepitosi. Ma quando il tempo è bello, i caffè musicali mettono i loro tavolini all’esterno. Ed allora si può godere di qualche nota di jazz anche solo mentre si passeggia per il centro.

Altro tipo di musica è quello che viene suonato nelle birrerie storiche della città. Mentre si sorseggia l’ottima birra praghese, appaiono dei musicisti che rallegrano la serata con canzoni popolari ceche e dei paesi di provenienza degli avventori. L’alcol favorisce la convivialità e gruppi di sconosciuti su panche di legno si trovano a cantare a squarciagola affiatati come corali.

Passeggiando per le vie di Praga ci si imbatte inoltre in locandine di concerti: alcune belle chiese della città vecchia ospitano concerti di musica classica. Ce n’è per tutti i gusti. Uno al giorno ed ogni giorno in una chiesa diversa.

 Anche al Rudolfinum, sede della Filarmonica Nazionale Ceca, sia l’orchestra padrona di casa che orchestre ospiti si esibiscono spesso in concerti di musica classica. Ma attenzione: non in luglio ed agosto!

 Il luogo dove oltre alle orecchie anche gli occhi assistono ad uno spettacolo meraviglioso è la Smetana Hall, la sala da concerto della “Casa della Città”, in ceco Obecni Dum, più famosa con il nome inglese di “Municipal House”. Qualsiasi cosa venga suonato, nella Smetana Hall assume un fascino magico. L’architettura in stile Art Nouveau, la ricchezza degli stucchi, delle luci, delle decorazioni, dei colori rendono lo scenario magnifico, affascinante. Ed invogliano all’ascolto. In attesa, tra un tempo e l’altro del concerto, di poter curiosare per la sala ed il foyer sorseggiando un aperitivo.

 A confermare il binomio Praga-Musica è poi l’enorme metronomo che sovrasta la città: è stato posto nel 1991 laddove anni prima si trovava la statua di Joseph Stalin ed attualmente costituisce un posto di ritrovo per i giovani praghesi. Che si riuniscono attorno alla musica.

La scelta di un buon hotel. A Praga

Come in tutte le grandi città, a Praga ogni tasca può trovare da dormire, mangiare e bere.

Durante la settimana di vacanza che io ed Enrico vi abbiamo trascorso nel giugno 2008, abbiamo scelto di soggiornare in hotel (sono una comodona, lo so…). La nostra idea era quella di trovarne uno il più vicino possibile alle principali attrattive della città. Poichè Praga è divisa in settori numerati, il nostro hotel si sarebbe dovuto trovare nel settore col numero più basso, cioè sarebbe dovuto essere il più possibile vicino al centro. Altri requisiti: essere discreto e costare “il giusto”. Trippando nel web mi sono imbattuta nel Golden Tulip Prague Terminus, che aveva e tutt’ora mantiene tutti i requisiti fondamentali per noi:

  • è un bel quattro stelle;
  • si trova a Praga 1, a poche centinaia di metri dalla Torre delle Polveri, porta di accesso alla Città Vecchia;
  • i prezzi sono decisamente “umani” e si può spesso approfittare di promozioni ancor più allettanti.
Esterno dell’hotel

inoltre abbiamo trovato:

  • un ascensore in ferro battuto con automazioni da 21esimo secolo che da solo merita una visita;

    Il bellissimo ascensore

  • una camera molto spaziosa con anche l’angolo salottino;
  • facilities per prepararsi un the o un caffè in camera;
  • ottima e abbondante colazione “lunga” dalle 6.30 alle 10.00 e addirittura fino alle 10.30 il sabato e la domenica…quindi ideale per fare un brunch. Da sottolineare che la sala colazioni si trova sotto il livello della strada e si sente passare la metropolitana;
  • postazione internet gratuita;
  • disponibilità del personale a fornire informazioni (in inglese);
  • servizio a buon prezzo di taxi privato (o abusivo??) da e per l’aeroporto

sala colazioni

 Almeno in fuzione di ciò che cercavamo noi, non posso che valutare questo hotel con: Voto 10/10

Andando per birrerie a Praga

Praga è una delle città europee più famose per la produzione della birra. Ed una di quelle con il maggior numero di birrerie. Le birrerie di Praga, oltre ad essere frequentate dalla gente del posto ed invase da innumerevoli gruppi di turisti, sono luoghi dove un viaggiatore (no turista,n.d.r.) si può sedere in allegria dopo una giornata in giro per la città. A Praga le “pivovar” (birrerie/birrifici) costituiscono anche una valida ed economica idea per mangiare: i prezzi di cibo e birra sono un pò più bassi di quelli che si trovano nella maggior parte dei ristoranti della città. E l’accoglienza e l’atmosfera delle birrerie praghesi non hanno prezzo.

A noi è piaciuta tantissimo la Novomestsky Pivovar (Birreria della Città Nuova), un posto nuovo, moderno, immenso: sale e sale, su due piani. Non ci si siede nello stesso posto nemmeno ad andarci tutti i giorni. Poichè il locale è anche la sede del birrificio, sono indescrivibili il profumo che vi si respira e gli splendidi alambicchi in rame per la fabbricazione della bevanda ambrata. Assolutamente da provare lo stinco di maiale alla birra. Voto: 10/10

Novomestsky Pivovar

Altro posto da non lasciarsi scappare è U Fleku, il più vecchio birrificio della città. E’ un posto veramente storico e la convivialità la fà da padrona. Ci si siede su lunghe panche di legno, accanto ad altri avventori con cui in breve si socializza. Quando passa il cameriere, con un vassoio carico di pinte sulla spalla chiede ai nuovi venuti: “something to eat?” (“qualcosa da mangiare?”, n.d.r.). Perchè lì la gente va per bere, per guardare, per poter dire di esserci stati. Da U Fleku si mangia bene, si beve meglio (birra scura, piuttosto densa) e si trascorre una serata in allegria. Infatti, mentre si sorseggia l’ottima birra, appaiono dei musicisti che rallegrano la serata con canzoni popolari ceche o tipiche dei paesi di provenienza dei clienti. Voto: 9/10 (più per il bere e l’animazione che per la cucina).

U fleku

Ma in giro per Praga ci si può dissetare con una birra pressochè ovunque. Al di là dei bar che, nella bella stagione, hanno tavolini e spillatore di birra all’esterno, nelle due principali piazze della città (San Venceslao e Piazza della Città Vecchia) troviamo dei grossi stand della “Pilsner Urquell”, la birra “di fabbrica” locale. Si tratta indubbiamente di una birra commerciale, simile a quella che beviamo alla spina in Italia e non paragonabile con quelle, non pastorizzate, dei birrifici praghesi. Ma un sorso mentre si passeggia o si assiste ad un evento in piazza dopo cena sembra un must. I ragazzi del posto ne bevono un bicchiere dopo l’altro e anche a chi è di passaggio viene da far lo stesso. Per sentirsi un pò più praghese.

A Praga…con Skyscanner

Qualche giorno fa vi avevo dato la grande notizia: avrei scritto un articolo per Skyscanner News. Non avevo anticipato niente…quindi adesso vi svelo l’oggetto: PRAGA IN MUSICA.

L’articolo è stato pubblicato oggi e vi invito a leggerlo  su Skyscanner news cliccando qui.

 

La Notte dei Musei a Praga

Durante il secondo giorno (14 giugno 2008, n.d.r) della meravigliosa settimana trascorsa a Praga, ho visto un “banchetto” nei pressi del Rudolfinum, la maestosa sede della filarmonica praghese. 

Siccome la curiosità è femmina, mi sono avvicinata ed ho scoperto che era la pubblicità della Museum Night, la Notte dei Musei, che sarebbe stata la sera stessa. Presa dall’entusiasmo, ho fatto incetta degli opuscoli illustrativi ed ho iniziato a “studiare” le varie iniziative previste. Oltre all’apertura gratuita fino a mezzanotte ed oltre dei musei statali, molti di essi ospitavano dei concerti (per la gioia del mio accompagnatore, Enrico) e gli autobus, attivi e gratuiti fino alle 00.30 effettuavano percorsi ad hoc per trasportare le persone da un evento all’altro. Dire che ero elettrizzata è il minimo. Ovviamente, abbiamo cambiato e scombinato tutti i nostri programmi in maniera da vivere appieno la Notte dei Musei di Praga.

Quel pomeriggio siamo rientrati presto in hotel, in modo da fare una doccia veloce, vestirci in abbondanza (il ricordo del freddo di quella sera non batte quello del mal di piedi ma gli si avvicina parecchio…) ed andare a cena prima possibile. Nonostante io ed il mio compagno di viaggi (e di vita) si sia due ritardatari cronici, quando qualcosa ci interessa davvero riusciamo anche ad essere puntuali. Ed eccoci alle 19.30 in punto a sfamarci di gulasch da U Supa, sulla Celetna, per poi dirigerci verso il Ponte Carlo, attraversarlo al ritmo dell’immancabile swing in direzione del Museo Nazionale della Musica, nel quartiere di Malastrana, per assistere ad un concerto degli allievi del conservatorio praghese.

Swing sul Ponte Carlo

Ascoltato il concerto e visitata en passant l’esposizione di strumenti musicali, abbiamo preso l’autobus diretto verso la Città Vecchia e siamo scesi nei pressi del Rudofinum. Anche in quella splendida cornice ci attendeva un bel concerto di musica classica.

Concerto al Rudolfinum per la Notte dei Musei

Ma la notte era ancora giovane e via di nuovo sull’autobus in direzione Hradcany (Piazza del Castello), per vedere la zona del Castello di Praga di notte, ammirare da lassù i quartieri bassi e visitare un museo (data l’ora della visita, non ricordo nemmeno più il nome) che ospitava una mostra di coloratissime stampe giapponesi.

A questo punto, il nostro programma si era esurito e, dato che si avvicinava anche l’orario dello stop degli autobus, ci siamo diretti verso la fermata più vicina. L’affollamento era notevole. Ma anche gli autobus erano pienissimi. Prima di poter salire su uno, ne abbiamo visti passare molti che tiravano dritto. Immaginatevi la mia agitazione, mista a stanchezza, a freddo…oddio!!

Saliti alfine su di un autobus, avevamo visto dal percorso che sarebbe dovuto passare di fronte al nostro hotel. Evvai!! Ed invece no, passava nei pressi del nostro hotel e poi deviava su un raccordo per dirigersi nuovamente…verso il Ponte Carlo…NOOOO! A mezzanotte e mezzo, mezzi sbriciolati ci siamo ritrovati a piedi davanti al Ponte Carlo. Di taxi nemmeno a parlarne. Ci siamo quindi incamminati verso l’albergo. Sono stati i chilometri più lunghi della nostra vacanza a Praga. Vacanza. In quei momenti non sembrava davvero una vacanza. Ma è andata. Ne è valsa la pena. La serata è stata bellissima. Ma nella gara tra freddo e mal di piedi, il mal di piedi ha battuto il freddo: 2 a 1.