Da Reitano a Cody Chesnutt, la nuova faccia di Chianciano Terme

A volte si tende a pensare che la provincia sia un luogo chiuso, dove le idee magari nascono senza avere un seguito.

Niente di più sbagliato mi viene da dire, soprattutto, quando penso alla “Festa della Musica” di Chianciano Terme e di quanto in questi anni sia cresciuta.

Mi ricordo alcuni anni fa (non troppi, ma nemmeno pochissimi ahimé) una sera d’estate, forse agosto; aveva piovuto e con alcuni amici decidemmo di andare ad un concerto organizzato da alcuni ragazzi di Chianciano Terme in cui si esibiva un gruppo quasi sconosciuto (o almeno per me era così).

La band che suonava in quel parco, contornata solo da poche luci e diverse persone erano i “Marta sui Tubi”, i ragazzi che avevano organizzato il concerto erano quelli del “Collettivo Fabrica” .

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(Ph. Credit Emiliano Migliorucci)

Il “Collettivo Fabrica” è un’associazione culturale senza scopi di lucro che ogni anno, nella seconda metà di luglio porta a Chianciano alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale.

Da quella sera molte cose sono cambiate e la Festa della Musica è diventata una delle kermesse musicali più importanti nella provincia di Siena, al primo posto fra gli eventi musicali ad ingresso gratuito.

Fin dal 2007 l’evento si è tenuto presso i giardini pubblici della cittadina termale, ma nel 2012 l’organizzazione ha deciso di cambiare location spostandosi nel Parco Termale di Fucoli, più centrale ma soprattutto più grande: decisione obbligatoria visto le migliaia di giovani che partecipano da ogni parte della toscana. D’altro canto è difficile trovare una manifestazione a costo zero che dà la possibilità di assistere a concerti di artisti del calibro di  Nada, Zen Circus, Meg, Le Peuple de l’herbe, Kultur Shock …e altri ancora.

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(Ph. Credit Emiliano Migliorucci)

La cosa sorprendente di quest’evento è che non è solo un’occasione per ascoltare della buona musica, gustare i prodotti tipici del territorio, rigorosamente a Km zero e preparati sul momento direttamente da loro, fare un giro nell’interessante mercatino dell’artigianato allestito per l’occasione, ma è anche un modo per far bene all’ambiente: collaborando con il circolo locale di Legambiante, infatti, il Collettivo Fabrica conferma ogni anno il proprio impegno ecologista, utilizzando bicchieri e stoviglie in materiale biodegradabile (Mater-Bi), curando con la massima attenzione la raccolta differenziata e distribuendo gratuitamente acqua potabile attraverso un potabilizzatore, con il conseguente azzeramento nella distribuzione di bottiglie di plastica e questo ormai si sa, mi piace non poco.

Ristorante, mercatino, palco e uno spazio giochi attrezzato dedicato ai più piccoli sono le caratteristiche che rendono La Festa della Musica adattissima a chiunque abbia voglia di passare una bella serata non per forza “pogando sopra le casse”.

Se è vero che da vedere c’è tanto e che io consiglio di guardarlo lentamente in questo caso sono dell’idea che un paio di salti a tempo di musica non possono che fare bene.

 

Le Invasioni Digitali a Sarteano

Chi mi segue su twitter avrà notato nel mese d’Aprile la mia insistenza verso un paio di hashtag: #3TSarteano e #invasionidigitali.

Il manifesto di Invasioni Digitali, nato da un’idea di Fabrizio Todisco  in collaborazione con l’Associazione Piccoli Musei e i nostri amici di #iofacciorete, è semplice e geniale nello stesso tempo poiché unisce due concetti all’apparenza differenti: la cultura ed il web 2.0.

Subito dopo aver letto il manifesto dell’iniziativa mi sono entusiasmata perché l’ho trovata davvero un’idea geniale, poi, spinta anche dalla mia amica Roby, fan sfegatata di Sarteano, ho deciso di partecipare anche io organizzando una bella giornata invasiva!

Avevo dalla mia parte uno dei luoghi più belli, l’asso nella manica che ancora non avevo giocato: la Tomba della Quadriga Infernale e il Museo Civico Etrusco.

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Quando ho parlato alla direttrice del Museo del mio progetto ne è rimasta entusiasta e insieme all’infaticabile sindaco ho organizzato il tutto.

Ho immaginato l’invasione come una normale giornata sarteanese quindi stabilito come punto di ritrovo Piazza XXIV Giugno, siamo partiti alla scoperta del Museo dove Chiara, la nostra guida ci ha illustrato ogni sala in modo impeccabile. Considerando la maggioranza femminile degli invasori, è stato particolarmente apprezzato il canopo, con orecchini d’argento originali, che dimostra la parità femminile ai tempi degli Etruschi.

Dopo le sale del museo, Chiara ci ha guidato verso la Tomba della quadriga infernale, situata presso la località “Pianacce”; questa tomba è davvero qualcosa di indescrivibile, vi basti pensare che i colori degli affreschi sono tutti originali e che per preservarli è necessario uno scrupoloso controllo dell’umidità all’interno della tomba. Questo per chi magari si chiedesse come mai il tempo di visita all’interno è di massimo dieci minuti e solo per poche persone per volta).

Sinceramente potevo anche fermarmi qui, i miei invasori erano già abbastanza stupiti di quanta bellezza si celasse a Sarteano, ma no, ho voluto proprio strafare!

Dopo un bel piatto di pici, infatti, ci siamo diretti verso il Teatro degli Arrischianti, un piccolo gioiellino nel cuore del paese; dopo diversi anni di chiusura e di restauro il teatro ha rivisto la luce nel 2000 ed è ad oggi uno dei luoghi d’aggregazione e di cultura più importanti del paese grazie anche alla Nuova Accademia degli Arrischianti che ogni anno sviluppa un ricco calendario di appuntamenti teatrali.

La conclusione per ogni invasione che si rispetti è il Castello; d’altronde solo quando si prende possesso della torre principale si può dire d’aver invaso e conquistato un paese, quindi armati di ombrelli ci siamo arrampicati attraverso il grazioso centro storico per raggiungere la tanta agognata meta: il Castello.

Il Castello di Sarteano è l’attrattiva principale, se non altro perché è il più visibile ed è il simbolo con cui quasi tutti i Sarteanesi si riconoscono. Fino a qualche anno era chiuso al pubblico, trascurato e ricoperto da erbacce incolte, poi il Comune è riuscito ad acquistarlo e ristrutturarlo affinché tutti i cittadini ( e non) potessero ammirare la bellezza dei quattro livelli visitabili dell’imponente Mastio a cui si accede dal grande ponte levatoio. Un salto nel medioevo.

A questo punto le Invasioni Digitali a Sarteano erano veramente finite anche se pensandoci bene, di cose da vedere ce ne sarebbero stare ancora moltissime. Spero quindi nelle Invasioni Digitali 2014 perché la cultura ha bisogno di essere liberata e condivisa sempre, intanto  qui la board di Pinterest sull’invasione!

Buona digitalvisita!! ;)

Hotel Cernia – Un tuffo nel verde dell’Elba

“Colui che semina un giardino semina la felicità”

EDM_3522Si è già scritto detto e letto di tutto, su questo angolo di Paradiso: http://www.hotelcernia.it

EDM_3587Allora preferisco trasmettere le emozioni provate nel corso dell’ #Elba4kids 2012 colle immagini anzichè con le parole.

EDM_3536Anche perchè c’è da restarne senza, tanto è lo stupore che desta un luogo del genere…

EDM_3540Sapientemente curato in ogni sua parte, con preparatori sopraffini di prelibatezze indimenticabili…

EDM_3555L’isola botanica è interpretata artisticamente e narrata con un Amore che non ha pari…

EDM_3571… presenta scorci continui: sorprendenti e rilassanti, contemporaneamente…

EDM_3547Presenze metafisiche interagiscono con la natura gentile dominata dalla mano sapiente dell’uomo rispettoso, civile…

EDM_3579Uomo in quanto essere umano, che cura in ogni sua parte anche l’ambiente del ricoveroEDM_3600Che capisce che la bellezza interiore è facilmente raggiungibile se ci si attornia di Arte concepita in Armonia…EDM_3594…che non lascia nulla al caso, nemmeno i vani erroneamente definiti di servizio…

EDM_3606Perchè in un isola non ci si capita per caso, la si sceglie…

EDM_3576…ed una volta che l’hai trovata, non vedi l’ora di urlare al mondo quanto ti appartenga, o quanto senti di appartenerle, come il tuffatore che sogna di poter compiere il proprio destino in un oceano verde.

Di acqua poeticamente tinta del colore delle osmunde…

Specchio

Sullo stesso argomento:

[I Luoghi del Cuore] Isola d’Elba – Capo Sant’Andrea – Hotel Cernia – Giardino delle Osmunde

Arte in Fiore a Sarteano… e finalmente la primavera

Quando dico che a Sarteano una si pensa e cento se ne fanno non è così per dire. Questa volta, complice la primavera abbiamo pensato di dedicarci ai fiori.

Arteinfiore  infatti è il nome della manifestazione sarteanese che si terrà il 4 ed il 5 Maggio per tutte le vie del paese.

Fiori e piante come è nello stile Sarteano Living, un’occasione per grandi e piccoli di imparare il rispetto per la natura e l’ambiente all’insegna della creatività, della sostenibilità e del riuso.

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Colori e profumi saranno protagonisti durante tutta la manifestazione, installazioni artistiche, piante rare e curiose e un mercatino dedicato agli amanti del “pollice verde” e all’artigianato sono solo alcune delle attrazioni che coloreranno tutto il paese.

Una cosa a cui sicuramente non vorrò mancare sarà il laboratorio – atelier di “pittura sumi-e” che mi incuriosisce molto. Se anche voi, come me non avete idea di cosa sia guardate qui e poi venite a vederla dal vivo a Sarteano!

Una particolare attenzione poi è stata dedicata, come sempre, ai bambini: laboratori creativi, corsi di giardinaggio e giochi grazie all’impegno del gruppo “nonsolomamme” che ha largamente contribuito nel tempo a fare di Sarteano un paese a misura di bambino e quindi un paese per tutti perché se i bambini sono felici noi lo siamo di conseguenza.

(Ph. Credit OasiVerde )

Perchè di cose da vede’ qui ce ne so’ tante, troppe ed è quindi importante farlo lentamente, senza fretta e sopratutto divertendosi.

[Befana 2013] La Befana in Toscana

Noi toscani siamo gente strana. Gente passionale, che si ama o si odia. La Toscana era, nel Medioevo, terra di streghe. E’ per questo, o almeno credo, che da noi è molto radicata la tradizione della Befana.

Alla Befana del mio paese, Vecchiano, ho dedicato un post (cliccate qui per leggerlo, se ieri ve lo siete perso!).

Ma di Befane in Toscana ce ne sono davvero tante. Soprattutto sui monti.

Uno dei paesi in cui la festa della Befana è da sempre sentita è Barga (LU), che erroneamente indichiamo in Garfagnana e che invece si trova nella Mediavalle del Serchio. A Barga, la vigilia dell’ Epifania, bambini mascherati da befane vanno di casa in casa per le vie del borgo a cantare la questua. Si ritrovano poi in piazza Angelio, intorno ad un falò, dove fanno un grande girotondo. La sera, poi, arriva la Befana. A cavallo di una scopa o di un asinello, entra nelle case per portare doni ai bambini buoni, mentre per i cattivi… carbone! Nel Comune di Barga, in località Pegnana, nel mezzo al bosco, c’è anche la casa della buona vecchietta: la “Casina della Befana” .

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Il 6 gennaio c’è una grande festa in suo onore. Gli altri giorni è possibile comunque organizzare visite guidate alla Casina, contattando l’Associazione per le Tradizioni ed il Folclore della Valle del Serchio (mail: befanabarga@libero.it tel. 0583724090 ore 20.30 – 22.00)

6 GENNAIOA Colonnata (MS), il giorno dell’Epifania, dalle 11,00 fino al tardo pomeriggio, il borgo sarà allestito con toni medioevali e animato da molte iniziative “befanesche”: ci saranno lo spettacolo della banda musicale, l’ esibizione di artisti con tipici strumenti medievali, intrattenimento per bambini… La Befana distribuirà gratuitamente calze a tutti i bambini e biglietti della “pesca” ai grandi, che consentiranno di vincere premi della tradizione colonnatese,  messi a disposizione dalle attività del paese.

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Sulla Befana a Lucca, vi invito a leggere gli articoli di Marianna (qui) e Antonella (qui).

Sarà toscana (di Arezzo) anche la delegazione che animerà il corteo storico-folcloristico della Befana in via della Conciliazione a Roma il prossimo 6 gennaio.

In controtendenza con i festeggiamenti toscani della Befana è la città di Firenze, che dal 1997 ha ripreso un’antica tradizione: la “Festa de’ Magi”, che prevede la cavalcata dei tre sapienti, in costume rinascimentale, da Palazzo Pitti, attraverso  Piazza della Signoria, fino alla Piazza del Duomo, nella zona detta anticamente “il Paradiso”, fra la Cattedrale ed il Battistero, dove li attende un presepe vivente.

Photo Credits:

Barga: http://www.befanabarga.it/

Colonnata: https://www.facebook.com/pages/Colonnata-Eventi/

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[Speciale Natale 2012] Babbo Natale in Toscana

Ecco TooMuchTuscany detta TooMuchVale: Valentina Dainelli, che ci porta in giro per i “Babbi Natale” della Toscana.

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Da quando è arrivato il nano ho riscoperto tutta la magia del Natale e l’emozione dell’attesa per l’arrivo di Babbo Natale. Mi ricordo che una volta quando ero piccola, decisi di aspettarlo da sveglia in cucina seduta in poltrona. Ovviamente il sonno ebbe la meglio e non vidi arrivare Babbo Natale, ma la magia di vedere i regali davanti al camino fu magnifica quel giorno.

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E ora che sono mamma vorrei che il nano vivesse la stessa magia più a lungo possibile e quindi quale miglior soluzione di fargli conoscere Babbo Natale? Le occasioni sono molte e diverse in Toscana, scopriamole insieme!

La Casa di Babbo Natale

Nel Castello delle Terme Tamerici di Montecatini è stata ricostruita la casa di Babbo Natale in tutti i suoi dettagli. I bambini potranno incontrare il magico Babbo Natale ed i suoi elfi, potranno giocare nel grande parco giochi tematico, curiosare nel villaggio degli elfi e vivere davvero l’atmosfera natalizia. E ancora potranno pastrocchiare al laboratorio della pasta e sale e creare degli oggetti in legno.

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La Casa di Babbo Natale è aperta nei fine settimana ed in particolare il 24 e 25 novembre, 1 e 2 dicembre, 7, 8 e 9 dicembre, 14, 15 e 16 dicembre e tutti i giorni dal 21 dicembre al 6 gennaio dalle 10 alle 21. L’ingresso costa 6,50 euro per ogni adulto e 5 euro per i bambini dagli 0 agli 11 anni. L’ingresso al solo parco giochi è di 3 euro.

I Mercatini di Natale del Mugello

Babbo Natale sarà presente anche ai mercatini del Mugello. Durante le Magie dell’Avvento a Palazzuolo sul Senio, dove nelle domeniche prima di Natale si terrà un grazioso mercatino nelle piazze e nelle vie principali del paese, ci sarà anche la casetta di Babbo Natale dove i bambini potranno lasciare la propria letterina dei desideri. Il mercatino si terrà domenica 2, 9 e 16 dicembre e sabato 8, dalla mattina al tardo pomeriggio.

Nelle stesse date, fatta eccezione per sabato 8 dicembre, anche Marradi si vestirà a festa con il tradizionale Mercatino di Natale per le vie del paese. Oltre ai banchi con idee regalo e decorazioni natalizie ci sarà anche Babbo Natale, che girerà per le strade del paese insieme alla sua slitta e aspetterà poi i bambini nella sua casetta tutta addobbata.

Oltre a queste manifestazioni ci sono i diversi Babbi Natale in giro per le città e per i negozi. Insomma non manca niente per vivere un natale magico!

Photo credits: La Casa di Babbo Natale

Turismo rurale: alla scoperta dei borghi medievali toscani

Continua la nostra collaborazione con Rurality, che dopo averci parlato di turismo rurale come vacanza alternativa (qui il post), ci porta alla scoperta dei borghi medievali toscani con questo post di Linda Brunati.

Tra le mete preferite dagli amanti del turismo rurale, in testa troviamo la Toscana, con numerosi agriturismi di qualità. Il paesaggio di questa regione affascina molte persone sia per la natura che contraddistingue i colori del suo paesaggio, sia per i borghi adagiati tra le colline boscose e coltivate a viti, ulivi e girasoli.

La morfologia dei piccoli centri abitati è l’espressione della storia della Toscana: si tratta spesso di città fortificate, che sorgono a valle o sulla cima di una collina, in posizione strategica per prevedere  eventuali attacchi da parte di città rivali.

Regione natale di moltissimi artisti, in Toscana troviamo testimonianze della loro opera a partire dalle città principali, come Firenze e Pisa, ma anche nei piccoli centri, dove si possono scoprire piccoli tesori meno famosi ma certamente degni di essere visitati.

Qui è anche possibile entrare in contatto con la Toscana più verace, grazie all’offerta enogastronomica di trattorie ed enoteche gestite da veri esperti del settore che conoscono e promuovono i sapori genuini della tradizione più antica; la stessa tradizione che spinge gli artigiani a mantenere le botteghe aperte e a non cedere alle lusinghe dell’innovazione industriale, proponendo prodotti autentici, realizzati a mano secondo le tecniche apprese dalle generazioni passate.

Tra i borghi più visitati e più conosciuti, San Gimignano, riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO e dove potrete facilmente trovare alloggio in un agriturismo. Fondata nel Medioevo, epoca a cui risalgono le sue famose torri costruite dalle famiglie patrizie, divenne una tappa importante sul cammino dei pellegrini della Via Francigena.

Lungo la Via Francigena si trovano anche altri piccoli centri altrettanto incantevoli; Monteriggioni per esempio deve la sua fama alla sua peculiarità: sorge sulla cima di una collina ed è completamente circondata dalle mura di un castello del XIII secolo, quando i senesi vollero creare una barriera per proteggere la città e, al tempo stesso, controllare la Via Francigena e la Val d’Elsa. Per via della sua posizione privilegiata, è stata motivo di scontro tra fiorentini e senesi in diverse battaglie fino al Rinascimento.

Oltre agli edifici medievali e alle opere d’arte rinascimentali, troviamo testimonianze anche di popoli ben più antichi, come gli Etruschi, che hanno lasciato alla regione un’eredità fatta di esempi di arte funeraria, templi e cinte murarie.

Tra le città dove è possibile trovare resti della civiltà etrusca spiccano Cortona e Volterra, la prima posta in posizione strategica, al confine con l’Umbria e affacciata sul Lago Trasimeno, la seconda nota per l’estrazione dell’alabastro e sul cui territorio si trova una fortezza costruita per volontà di Lorenzo de’ Medici.

WildBlogger aGli Albori della Civiltà

Come forse sapete ho avuto la fortuna di partecipare ad un blogtrip molto particolare, nella selvaggia Maremma. Per tre giorni sono stata infatti una #WildBlogger agli albori della civiltà.

Il tutto si è svolto presso il parco archeologico sperimentale de Gli Albori, che si trova in località Granaione nel comune di Campagnatico. Insieme ad altri 8 blogger ho frequentato un corso di sopravvivenza intensivo, imparando tantissime cose tra cui accendere un fuoco, scheggiare la pietra e tirare con l’arco.

Infatti Gli Albori organizza diversi corsi che possono essere frequentati sia da adulti che bambini e che vi assicuro sono una ganzata, come si dice a Firenze. Si può imparare a scheggiare le pietre come facevano gli uomini preistorici, imparando anche a riconoscere le pietre più adatta a questa operazione.

Dopodiché la punta scheggiata viene utilizzata per costruire una freccia e poi un arco. Arco che impariamo ad usare nell’apposita area all’interno del parco, così come si impara l’antica arte della falconeria.

Tra le cose che mi hanno più colpita è vedere ed imparare ad accendere un fuoco con poco più di due legni e qualche foglia secca, oppure utilizzando un particolare fungo secco, oltre che lavorare l’argilla come facevano le donne nella preistoria.

L’esperienza a Gli Albori è stata davvero coinvolgente ed entusiasmante. Mi piacerebbe molto ritornare con la famiglia appena il nano è un pò più grande per fargli scoprire la vita agli Albori della civiltà e fargli scoprire l’archeologia sperimentale, mia grande passione!

Per chi si vuole fermare Gli Albori è anche un agriturismo in tipico stile toscano, che offre un ambiente familiare con vista mozzafiato sulla Maremma.

Camminando col biblioAsino

Avrete ormai capito che ho gusti molto particolari e che mi piace condividerli con voi, grazie alla Sora Trippando! Ed oggi vi parlerò dell’ultima cosa aggiunta nella lista delle cose da fare col nano: passeggiate nel verde con simpatici ciuchini ascoltando belle fiabe.

I racconti di biblioAsino

Si tratta di escursioni nel verde bosco del Monte Pisano in compagnia di alcuni asini che ci accompagneranno durante tutta la passeggiata. Un’avventura attraverso il fitto bosco per scoprire le piante che ci circondano come i castagni o gli aceri montani, insieme alle piante del sottobosco tra cui il mirtillo e il brugo.

Una volta arrivati all’arboreto di Pian Bello e ci sarà i tempo per riposare ed ascoltare una fiaba, godendo appieno della natura che ci circonda. Tra le favole scelte ci saranno “Pezzettino” di Leo Lionni e “La Foresta di Latta” di Helene Ward e Wayne Anderson.

Dettagli

Le escursioni sono adatte a grandi e piccini. Non c’è limite d’età anche se per i bambini si consiglia che sappiano camminare da soli o che possano ancora essere trasportati in un marsupio o zaino. L’uso del passeggino è sconsigliato visto che si tratta di un’escursione nel bosco.

Ogni escursione parte dall’Agriturismo Serra di Sotto intorno alle 9.30 del mattino e durerà circa mezza giornata con rientro previsto per le ore 12.30. In totale è prevista circa 1 ora e mezza di camminata ed il livello di difficoltà è facile.

Ad accompagnare il gruppo itinerante ci sarà la guida GAE (Guida Ambientale Escursionistica) Michele, che ci farà scoprire le bellezze naturali che ci circondano. Il costo è di 10 euro per ogni adulto e 5 euro per ogni bambino fino a 14 anni.

Il calendario delle escursioni è in continuo aggiornamento quindi vi consiglio di visitare il sito di VadoeVedo di Michele.

La prenotazione può essere fatta telefonicamente entro le 24 ore dall’escursione chiamando Michele allo 347 5870026 oppure compilando il form sul sito.

Io queste escursioni le trovo davvero carine. E voi?

Vi consiglio di leggere anche:

Ecologia e Sapori di Montagna a San Mommè

Corso di Falconeria a Gli Albori

Mi ritengo una mamma un pò atipica per diversi motivi, tra questi è che ho una lista di cose da fare con il nano appena avrà l’età per farla. Si tratta di una lista che si allunga ogni giorno e che ho iniziato quando lui ballava ancora la rumba nella mia panza.

Una delle ultime cose che ho aggiunto alla lista è un corso di falconeria presso lo splendido parco archeologico Gli Albori a Granaione, vicino Camapgnatico nella mia adorata Maremma.

Gli Albori

Si tratta di un parco molto innovativo e rivoluzionario per gli standard italiani. Qui infatti i bambini possono sperimentare, creare, inventare e soprattutto vivere l’avventura grazie a corsi propedeutici e didattici di archeologia e non solo.

Il parco è composto da diverse parti tra cui un suggestivo villaggio preistorico, attentamente e meticolosamente ricostruito dove è possibile imparare come vivevano i nostri antenati.

E le cose da imparare sono davvero tante e diversi sono i corsi de Gli Albori che ci portano indietro nel tempo per imparare ad accendere il fuoco, a realizzare armi antiche come l’ascia o le frecce in pietra, oppure come modellare l’argilla per creare oggetti di prima necessità. tra questi corsi c’è anche il corso di falconeria.

Il Corso di falconeria

Il Corso è rivolto a famiglie con bambini, ma anche adulti appassionati, che vogliono imparare l’antica arte della falconeria e vogliono avere un contatto con questi regali uccelli.

Il corso è suddiviso in due parti, una parte propedeutica ed introduttiva ed una parte più pratica. In particolare nella prima parte i partecipanti avranno modo di conoscere la storia della falconeria, di conoscere i rapaci e vedere l’attrezzatura necessaria. Nella parte più pratica saranno mostrate le pratiche usate per l’addestramento dei rapaci e saranno effettuate delle prove pratiche di volo sul campo direttamente con gli uccelli.

I Corsi si tengono da maggio a settembre incluso e vengono effettuati per gruppi di minimo 8 persone fino ad un massimo di 20. La prenotazione deve essere fatta con almeno 15 giorni di anticipo contattando direttamente il parco.

Wow! Non vedo l’ora che il nano sia un pò più grandicello per provare! Non vi sembra emozionante?