Cortesie per mamme (e bimbi) in viaggio

Spesso quando si va in giro da sole con i nostri bimbi la fatica si fa sentire. E’ per questo che si riescono ad apprezzare dei gesti, dei momenti, anche dei semplici cartelli che, viaggiando anche con il babbo, con i nonni, con qualche amica non vedremo e non potrebbero permetterci di gioire. Ma esistono. E mi piacerebbe che le mie lettrici (maschietti, stavolta sentitevi esclusi…non abbiamo la vostra forza e in qualche modo dobbiamo supplire!) si scervellassero un pò, pensando ad una cortesia che è stata fatta a loro e ai loro bimbi in viaggio o in giro per la propria città.

Dai, pensate…tutte ne avrete una! Facciamo così: vi do un mese di tempo per meditare e postare qui sotto la vostra cortesia (se non avete un blog) oppure scrivere un post con il titolo uguale a questo e con link a questo articolo.

Ci risentiamo ai primi di agosto. Raccoglierò tutte le vostre cortesie, ciascuna legata ad una città, in un post-one.

Vi piace come idea? Ma certo…e non vi siete ancora chiesti il perchè di tutto ciò? Vi svelo il mistero: a Volterra, dove il centro storico medievale è vietato al traffico, bisogna parcheggiare fuori dalle mura. C’è da fare un bel tratto in salita, non banale se si deve spingere un passeggino con ottochilierotti di bambino sopra. Et voilà:

Bellissimo!! Lo stallo più vicino al centro, accanto alle strisce gialle, dedicato alle donne incinte e alle neomamme…una grande cortesia, grazie Volterra!

Aggiungi un posto al Circolo: intervista alla nuova arrivata – Monica di Viaggi e Baci

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici è da poco nato e si è già allargato. Non potevamo rifiutare l’ingresso ad una mamma viaggiatrice “come noi”. Ed eccola qua: si chiama Monica ed il suo affascinante blog è Viaggi e Baci. In quest’intervista Monica racconta la sua grande passione per i viaggi. Buona lettura!

  • Quando hai iniziato a viaggiare e come ti sei appassionata ai viaggi?

Se per viaggio si intende stare in una località diversa dalla propria, ho iniziato a due mesi con le mie prime vacanze al mare. Se invece si intende visitare un paese con la voglia viscerale di scoprirlo, allora il mio primo viaggio l’ho fatto a 9 anni, in Francia: castelli della Loira e Normandia. I miei non mi ci volevano portare perchè “è un viaggio lunghissimo e non possiamo fermarci di continuo” e “il mangiare è così diverso dal nostro che non ti piacerà niente”. Mille preghiere, mille promesse e alla fine ci sono riuscita. Giuro che non ho mai chiesto “quando arriviamo” e ho mangiato sempre tutto, anche la zuppa di cipolle, il cui solo nome mi terrorizzava! Da quel momento non ho più smesso di viaggiare e quando non posso farlo fisicamente, lo faccio con la fantasia.

  • Quando e come è nata l’idea di condividere le tue esperienze di viaggio sul blog “Viaggi e baci”? E perchè questo nome?

L’idea del blog è nata a giugno 2011 perchè sentivo forte il bisogno di riprendere in mano la penna, ehm … la tastiera, abbandonata insieme alla carriera giornalistica alcuni anni fa. Se devo essere sincera, l’idea me l’hanno data due carissime amiche: fino a quel momento di blog non ne avevo mai visitato nemmeno uno! Il nome mi è nato così, senza pensarci troppo su. Volevo parlare di viaggi con bambini per fornire idee ad altre famiglie e far vedere ai genitori timorosi di allontanarsi di casa con figli piccoli che la cosa non solo si può fare, ma è anche un’esperienza bellissima ed emotivamente arricchente per tutti i membri della famiglia. Ed ecco Viaggi e Baci!

  • E’ interessante parlare di vacanze con una persona come te, che vive in un luogo di vacanza, Marostica. Riesci a vivere la tua città come una “turista tutto l’anno” o per te è sempre e solo “casa”?

A Marostica io sono e sarò sempre una “foresta” (straniera) visto che ho scelto di trasferirmi qui, dal Friuli, solo 10 anni fa. Ci sono arrivata per caso ed è stato amore a prima vista. La città e i suoi dintorni continuano ad affascinarmi moltissimo e, avendo ancora un sacco di cose da scoprire, non mi lascio sfuggire occasione per andarle a cercare. Nel blog, le sezioni “Gite fuori porta” e “Around Marostica” descrivono proprio queste avventure, con la speranza di essere d’aiuto anche a chi viene qui per la prima volta.

  •  Hai sempre lavorato nel settore turismo-viaggi e adesso gestisci un albergo: quale rapporto instauri con i tuoi ospiti?

Hai ragione: il turismo è la mia vita. Ho iniziato come animatrice nei villaggi ai tempi dell’università e ora sono anche guida turistica della provincia di Vicenza. Queste esperienze si stanno rivelando fondamentali anche per il mio ruolo di albergatrice: cerco sempre di instaurare un rapporto amichevole e informale con i miei ospiti e poi, dopo aver capito le loro aspettative e perchè hanno scelto la nostra zona per le vacanze, li stupisco con suggerimenti ad hoc. L’apprezzamento me lo dimostrano una volta tornati a casa, quando mi scrivono per ringraziare o mi mandano cartoline e specialità gastronomiche delle loro città

  • Come riesci a conciliare il lavoro -nei periodi di alta stagione- con le vacanze con la tua famiglia?

Nei periodi di alta stagione si lavora e basta. Nel resto dell’anno, chiudiamo un paio di settimane per il “viaggio lungo” e ogni tanto nel week-end per dei break più brevi. Di lavoro ce ne sarebbe sempre, ma come famiglia abbiamo deciso che è giusto prenderci dei momenti solo per noi, per godere il frutto del nostro lavoro, conoscendo altri luoghi e popoli. Credimi che vale molto più del conto in banca.

  •  Parliamo dei tuoi viaggi: ci sarà sicuramente un prima e dopo Samir (tuo figlio, n.d.r.): come è cambiato il tuo approccio ai viaggi da quando sei diventata mamma?

Certo che è cambiato, ma non molto come si potrebbe pensare. Prima di Samir evitavo accuratamente tutti i posti invasi da bambini, a costo di lunghe scarpinate per raggiungere una spiaggia deserta o di tour massacranti per arrivare in luoghi senza aereoporti e villaggi turistici. Da quando c’è lui abbiamo continuato a viaggiare come prima ( a 2 mesi era con noi in Croazia, a 3 in Tunisia, a 8 a Bruxelles e Amsterdam), facendo solo attenzione ad evitare i luoghi più a rischio e grossi cambi di fuso orario. Ovviamente ora facciamo più tappe lungo il percorso e prenotiamo in anticipo hotel e appartamenti per evitare di trovarci senza un tetto all’imbrunire. Ma per quanto riguarda la visita a musei, monumenti e siti archeologici non è cambiato proprio nulla: basta presentarglielo come un gioco e lui ci segue con un entusiasmo contagioso. La cosa che è veramente cambiata grazie a Samir è il nostro modo di guardare il mondo e di entrare in contatto con le popolazioni locali. Lui è capace di fermarsi a guardare la forma di una nuvola, di stare mezz’ora ad ammirare un artigiano al lavoro, di notare particolari che al nostro occhio distratto e frettoloso spesso fuggono. Inoltre, con la spontaneità che è dei bambini, si avvicina e inizia a chiaccherare con tutti e questo è un bel modo di rompere il ghiaccio con la gente del luogo

  • Quando viaggi, come ti poni nei confronti delle culture e abitudini proprie del paese che stai visitando?

Ho un grande rispetto per i luoghi e le persone che mi ospitano e considero la “diversità” il bene più grande della nostra specie. E’ un bene a rischio estinzione e va tutelato il più possibile. Così, quando sono in viaggio, evito come la peste di dormire nelle grandi catene internazionali a favore di piccoli hotel e b&b a conduzione familiare; dimentico pasta e pizza e mi lascio tentare dai sapori di quella terra, scegliendo di mangiare nei posti frequentati dai locali; se devo comperare un souvenir lo cerco tra le botteghe degli artigiani. Entrare in tutti questi luoghi, al di là delle necessità pratiche, si è sempre rivelato il modo migliore per entrare in contatto con la gente del posto, scambiare due chiacchere e scoprire un patrimonio di stili di vita e mentalità che nessuna guida riuscirebbe mai a descrivere.

  • Sei l’ “ultima arrivata” nel circolo delle Mamme Viaggiatrici: cosa ti aspetti da questo progetto e quale apporto darai?

Il nome del circolo mi ha incuriosito subito e sono stata molto felice di poterne entrare a far parte. La cosa che mi stuzzica di più è la possibilità di un confronto con mamme che amano viaggiare e che magari lo fanno in modo diverso dal mio. Sono un gruppo di donne dinamicissime, la cui mente è in viaggio continuo: non c’è giorno in cui non arrivino nuove idee e proposte e questo mi esalta un sacco. Ma non posso anticipare nulla, altrimenti si perde il gusto delle sorprese che stiamo preparando per i nostri lettori …

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici…di Alessandra Granata

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici secondo Alessandra Granata

Recentemente ci hanno elette le migliori al mondo. Perchè siamo ottime cuoche, estremamente coccolone, amorevoli chiocce. Di chi sto parlando? Delle Mamme Italiane! Ma se brilliamo nella classifica per la cura del focolare, purtroppo non possiamo dire lo stesso sul fronte viaggi & Co. Difficile da credere per il paese che diede vita a navigatori ed esploratori grazie ai quali si rivoluzionò il mappamondo, ma pare che la voglia di fare e disfare le valigie, con l’arrivo dei piccolini, sia sempre meno in Italia. Quante volte si sente dire: “Ah, ci facciamo un bel viaggio, (tendenzialmente detta da chi sta per partire per la luna di miele o da chi sta per salpare oltre oceano) adesso che possiamo, perché quando ci saranno i figli, non si andrà più da nessuna parte…”

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici continua sul blog di Alessandra Granata “Lali Viaggi“…

L’inizio di una nuova avventura…di Valentina Cappio

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici secondo Valentina Cappio

Non so esattamente quando e come sono diventata una travel-addicted. Forse quando a 3 anni ho aperto la porta di casa e mi sono incamminata per le strade non proprio paradisiache di Napoli con l’obiettivo di esplorare il mondo? Oppure a 16 anni, quando ho cavalcato al chiaro di luna nel deserto del Sahara? O a 20, quando ho provato l’ebbrezza dello Sky-Diving nelle campagne del Wisconsin? Non lo so, ma so che avere figli ha solo rafforzato questa passione. Viaggio con i miei bimbi perché penso che più luoghi visitano, maggiore sarà la consapevolezza che avranno della realtà e delle infinite possibilità che la vita ha da offrire. Voglio che diventino cittadini del mondo, per essere capaci, un giorno, di migliorarlo.

Il Circolo delle Mamme Viaggiatrici continua sul blog di Valentina Cappio ”The Family Company”…

Nasce il Circolo delle Mamme Viaggiatrici

L’idea che avevo lanciato nell’ Elevator Pitch del #TBE12 della creazione di un Circolo delle Mamme Viaggiatrici è piaciuta ed è stata accolta di buon grado da altre mamme viaggiatrici. Il gruppo si è formato: variegato e compatto. Ovviamente quello che ci accomuna è la passione viscerale pe i viaggi, senza nulla togliere ai figli, sempre al seguito.

I nostri scopi:

  • Divertirci (un pò scontato, ma fondamentale…);
  • Promuovere la cultura del viaggio e dell’esplorazione alle famiglie con bambini;
  • Promuovere la cultura “nel” viaggio, affinchè altri genitori possano far conoscere ed apprezzare ai loro figli la geografia e la storia senza stare sui libri, ma semplicemente viaggiando;
  • Incitare le famiglie a viaggiare, perchè “con accurate indagini” sul web si riesce a viaggiare con i figli rientrando un budget “umani”.

Cosa faremo:

  • Ci riuniremo, prima o poi di persona, ma intanto online. Chiacchierando dei nostri viaggi e dei nostri figli, una volta al mese scriveremo, ciascuna sul proprio blog, di viaggi con i figli e argomenti che possono interessare le famiglie che vogliono viaggiare. Poi da cosa nasce cosa…e chissà cosa combineremo!

Chi siamo (oltre a me…):

Valentina, napoletana trasferita per amore in provincia di Ferrara (passando per l’Inghilterra), due bimbi di 5 e 3 anni, autrice di The Family Company. Dice di sè: “Ho sempre viaggiato e sempre viaggerò. Con la nascita dei pupi, per un po’ mi sono fatta fagocitare dagli all inclusive vicino casa. Ma presto mi sono accorta che mi stavano stretti. E allora abbiamo ripreso a viaggiare. Non necessariamente mete lontane. Per me viaggiare significa uscire dalla routine quotidiana. Cogliere l’unicità di …ciò che ci circonda. Che sia il parco giochi dietro casa pieno di neve o l’outback dell’Australia (che, by the way, è il mio sogno!). Sono una sostenitrice del “Non basta stare insieme. Occorre fare insieme” e sono convinta che non ci sia nulla che non si possa fare con i bambini. Passeggiate, aperitivi, musei, ristoranti, gite fuori porta. Ho cominciato a scrivere il mio blog quasi per gioco. Per condividere le mie “scoperte” con gli altri. Ma la cosa bella è che alla fine sono io la prima a trovare ispirazione ed idee intorno a me. Scrivere il blog significa cercare, trovare, stupirmi ogni giorni di quanto ancora c’è da fare e da vedere.

Alessandra, detta Lali, vive a Milano col marito, figlio e cane, anche lui maschio, autrice di Lali Viaggi. Dice di sè: “Quel giorno me lo ricordo ancora! Avevo circa 10 – 12 anni quando dissi fermamente ai miei genitori che avrei voluto avviare una Mia Attività nel Turismo. Con quella determinazione, ho scelto le scuole che mi avrebbero portato alla realizzazione del mio sogno: Liceo Linguistico prima e l’Università di Lingue con indirizzo Turistico Manageriale dopo. Ho lavorato come animatrice nei villaggi, ho girato per il mondo da sola e in compagnia, utilizzando i mezzi più disparati, dormendo in strutture di lusso e in quelle dove non ci dormirebbe nessuno. A 25 anni ero una single convinta, poi ho trovato un Rospo e la storia sapete come va a finire…ora voglio realizzare quello in cui credo da una vita, perché trovare un buon lavoro va bene, ma trasformare la tua passione in un lavoro, è un’altra cosa! E questa è la filosofia con cui vogliamo crescere nostro figlio”

Melissa, californiana, tre figli maschi, un marito, un cane, autice del Diario di una Studentessa Matta. Dice di sè: “Sono un’Americana che abita vicino a San Francisco in California. Sono una pazza….I miei ragazzi (tutti maschi) dicono che hanno una mamma Americana, che vuole essere Italiana! Hanno ragione i miei figli! Scrivo il blog “Diario di una studentessa matta” per migliorare la mia conoscenza della lingua e per parlare della cultura, politica, la musica e qualsiasi cosa che mi va nel momento in cui mi siedo per scrivere un nuovo articolo sull’ Italia”

Silvana, cittadina del mondo, con un figlio di 21 anni e una figlia di 11, autrice di SMondo. Dice di sè:  ”Ho vissuto in Italia da ragazza. Ho viaggiato il mondo da sempre, con un padre ufficiale nell’esercito Americano. Vivo da almeno vent’anni in America.  Amo l’Italia e sono contentissima pechè ad aprile mi trasfeirò con mia figlia in Italia. Per mia figlia, sarà un cambiamento enorme, pieno di mistero. Comunque, la piccola ha preso da la mamma: quando le ho detto che le prometto di fare almeno un piccolo viaggio al mese, ha detto che ci sta! ”

Presto vi racconteremo le nostre avventure…stay tuned!!

Questo è il post numero zero del Circolo delle Mamme Viaggiatrici. Sullo stesso argomento vi invito a leggere anche sui blogs di Valentina, Alessandra, Melissa e Silvana.

Sponsor: Il Mio

 Baby Tripper viaggia con Libellulablu e In Viaggio con Leo.

Viaggiare in auto con bambini piccoli – i consigli di Chiara

Con questo post di Chiara Guidi, mamma viaggiatrice, titolare dell’ e-shop In Viaggio con Leo che sponsorizza il mio BabyTripper, si inaugura ufficialmente la sezione Baby Trips di Trippando.

Ciao Silvia, prendo spunto dal tuo prossimo viaggio al Travel Blogger di Roma per lasciarti qualche consiglio per affrontare al meglio il viaggio con il Baby Tripper.

Cara Silvia, per affrontare al meglio i tuoi prossimi viaggi in auto con il Baby Tripper, ecco i miei consigli:

  • Prima di tutto la Sicurezza: il seggiolino auto deve ovviamente deve essere adatto al peso del bambino e omologato secondo gli standard di sicurezza. Se il bimbo viaggia ancora in senso contrario a quello di marcia, puoi decidere di sederti accanto a lui (immagino che guidi tuo marito) o puoi optare per uno specchio applicato al poggiatesta per avere la situazione sotto controllo. Solitamente i bambini piccoli si addormentano quasi subito in auto, permettendoti di sedere tranquillamente davanti, ma questa è una scelta molto personale.
  • La borsa per il cambio: elemento fondamentale da preparare con grande cura per essere certe di avere con sè tutto l’occorrente per qualsiasi evenienza. Non devono mancare un cambio completo, 3 o 4 pannolini, salviette umidificate, crema per il cambio, un telo per il cambio, sacchetti per gettare i pannolini sporchi, un piccolo asciugamano, qualche giochino, eventuali succhiotti (se il bambino li usa), fialette di soluzione fisiologica per il naso e una crema protettiva per viso e mani (viste le temperature glaciali di questi giorni, la pelle tende a seccarsi e screpolarsi facilmente). In aggiunta, nel caso in cui il bambino prenda il latte artificiale, serve una borsa con tutto l’occorrente: latte in polvere, acqua minerale, scalda-biberon (ce ne sono di vari tipi, sia da attaccare all’accendi sigari, sia che funzionano senza elettricità), 2 o 3 biberon (nel caso non possiate lavarlo in tempi rapidi).
  • Sempre per il viaggio in auto, è utile avere a portata di mano una coperta per scaldare il bambino senza dover alzare troppo il riscaldamento interno, che tende a seccare l’aria e a renderla poco salubre. E non dimenticate il suo pupazzo preferito!
  • Per il soggiorno in hotel, potete chiedere all’albergo di farvi trovare in camera un lettino da campeggio, oppure potete portare con voi un lettino pop-up (occupano pochissimo posto in macchina, sono leggeri, e facili da montare).
  • Infine… la valigia per il vostro piccolo: sembra impossibile ma più i bambini sono piccoli, più le loro valigie diventano grandi! Vi serviranno molti cambi perché si sa, i bambini si sporcano più di quanto noi riusciamo a pulire, e perché con queste temperature serve portarsi dietro più strati di abbigliamento da sovrapporre, così da essere pronte a qualsiasi clima. E oltre ai vestiti servono i pannolini (calcolatene almeno 5 al giorno), le salviette, creme e cremine varie, shampoo e bagno schiuma per il bagnetto (in albergo ho sempre optato per la doccia, decisamente più pratica, ma alcuni hotel hanno a disposizione dei clienti la vaschette per il bagno in plastica).

E last but not least… un po’ di pazienza, spirito avventuroso, capacità di adattamento e… godetevi il viaggio!

Pensando ai viaggi con Marco, l’esperienza di Valentina e suo figlio

Durante l’ultimo periodo della mia gravidanza, pensando già a riprendere a viaggiare, ho chiesto all’amica, collega travel blogger e mamma Valentina Besana qualche dritta sulla sua esperienza di viaggiatrice con figlio piccolo. Quello che mi ha scritto, e che oggi vi propongo, è il risultato della sua esperienza, positiva, che spero di poter a breve replicare. Buona lettura!!

Viaggiare con un poco più che neonato è possibile? Io dico di si, e non parlo di una comoda vacanza in villaggio, nemmeno della traversata del deserto, sia chiaro, ma di un viaggetto fai da te e low cost.

Da quando sono mamma (il mio bimbo ora ha 14 mesi) ho capito una cosa: di mese in mese l’atteggiamento dei bambini in vacanza (e nella vita in generale) cambia: a 4 mesi mangiano e dormono, intorno ai 6 mesi interagiscono molto di più (ma sono ancora gestibili), a 9 mesi cominciano a gattonare di brutto e desiderano farlo tutto il giorno (vi immaginate un bimbo che gattona al Louvre o, peggio ancora, sulla Fifth Avenue?), dai 12 mesi sono assolutamente ingestibili: camminano barcollando qua e là, si arrampicano ovunque, toccano le cose più sporche vi vengano in mente e… odiano il mare! Ok, non parlo di tutti i bambini, ma del mio si (ha passato 15 giorni a piangere!).

Lungi da me spaventare le future o neo mamme (Silvia in primis), stavo divagando, viaggiare con un poco più che neonato non è solamente possibile, è anche un’esperienza meravigliosa (e non solo faticosa).

Visto che la persona che gestisce questo blog è diventata mamma da pochissimo voglio suggerirle di cominciare a viaggiare da subito per diversi motivi:


1. i bimbi di pochissimi mesi dormono moltissime ore al giorno, quindi a parte la “scocciatura” di doverli sfamare 6-7 volte al giorno avrete moltissimi momenti di assoluta calma e relax;

2. è importante non perdere l’abitudine a viaggiare e buttarsi subito in una nuova emozionante avventura a tre. Più passa il tempo e più si rischia di impigrirsi e trovare mille motivi per non partire.

3. Anche se molto piccoli, io sono convinta che ai bimbi faccia bene vedere posti diversi e socializzare con persone mai incontrate prima.

Se vi interessa l’argomento viaggi-bambini vi invito a visitare “BaBy Road”, la nuova sezione del mio sito di viaggi dove troverete consigli (e sfoghi) di una mamma che non ha perso la voglia di visitare il mondo.